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Numero d'incarto:
14.2003.105
Data decisione, Autorità:
06.02.2004, CEF
Incarto n.
14.2003.105
Lugano
6 febbraio
2004
B/fp/fc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, vicepresidente,
Chiesa e Giani
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 9 ottobre 2003 presentata da
contro
sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
__________ con sentenza 16 dicembre 2003 ha così deciso:
"1. È pronunciato il
fallimento della __________ a far tempo da martedì 16 dicembre 2003 alle ore
14.00.
2./3./4.
Omissis."
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da __________ che con
atto 18 dicembre
2003 ne postula l'annullamento:
preso atto che la
parte appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato
che con ordinanza presidenziale 19 dicembre 2003 all'appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;
ritenuto che il 29 gennaio 2004 l'appellante ha
inoltrato un'integrazione
all'atto d'appello;
ritenuto
In fatto:
A. Con
istanza 9 ottobre 2003 la __________ ha chiesto il fallimento di __________ per
fr. 3'127.10 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All'udienza
di contraddittorio del 3 dicembre 2003 la debitrice si è opposta all'istanza di
fallimento dichiarando di voler far fronte ai suoi impegni finanziari entro
breve tempo.
C. Con
decisione 16 dicembre 2003 la Pretore del Distretto di __________ ha
pronunciato il fallimento della __________ a far tempo dal 16 dicembre 2003
alle ore 14.00.
D. Con
atto d'appello 18 dicembre 2003 la __________ ha postulato la declaratoria di
nullità del decreto di fallimento asserendo di avere durante l'udienza di
contraddittorio spiegato la sua intenzione di saldare non solo il debito della
controparte, ma anche altre pendenze. L'appellante si è dichiarata convinta di
avere ottenuto dalla Pretore una tacita proroga all'emanazione della sentenza,
almeno fino alle feste di fine anno. Infatti in quel periodo il __________
aveva la possibilità di effettuare buoni incassi. D'altro canto è già stato
organizzato il necessario per ottenere un finanziamento per poter far fronte ai
debiti grazie ad una garanzia fornita dalla sorella dell'amministratore unico.
L'appellante ha poi prodotto una ricevuta 17 dicembre 2003 dell'UE di
__________ relativa al pagamento di fr. 3'499.80 a saldo del debito nei
confronti della parte appellata __________ (doc. _), rilevando che era
intenzionata a pagare gran parte degli ulteriori importi scoperti,
presentandone poi le relative ricevute.
E. Con
integrazione 29 gennaio 2004 l'appellante ha prodotto una lista di pagamenti e
un estratto delle esecuzioni 29 gennaio 2004 dell'UE di __________.
Considerato
In diritto:
a) Ex art. 174
cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.
Secondo
l'art. 63 LEF le ferie e le sospensioni non impediscono la decorrenza dei
termini. Tuttavia, il termine a disposizione del debitore, del creditore o di
terzi che viene a scadere durante le ferie o le sospensioni è prorogato fino al
terzo giorno dopo la fine delle medesime. Nel computo del termine di tre giorni
non si tiene conto dei sabati, delle domeniche e dei giorni ufficialmente
riconosciuti come festivi.
b) Il decreto
di fallimento in esame è stato intimato dalla Pretura il 16 dicembre 2003 e
notificato all'appellante il 17 dicembre 2003. Ex art. 131 cpv. 1 CPC il
termine per appellare ha iniziato a decorrere il 18 dicembre 2003, nel computo
dei termini non essendo compreso il giorno dell'intimazione. Ritenuto che ex
art. 56 LEF sette giorni prima e sette giorni dopo il Natale vi sono le ferie
esecutive, il termine di 10 giorni per appellare, che sarebbe venuto a scadere
durante le ferie esecutive, è stato prorogato fino al terzo giorno dopo la fine
delle medesime, ossia fino a mercoledì 7 gennaio 2004. L'integrazione
all'appello 29 gennaio 2004 è pertanto tardiva e va estromessa dall'incarto.
a) Ex art. 174
cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Roger Giroud, Basler Kommentar
zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla ricevuta 17 dicembre 2003 dell'Ufficio esecuzione di
__________ (doc. _) si evince che la __________ ha saldato l'esecuzione n.
__________ in oggetto, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che
dall'estratto delle esecuzioni 2 febbraio 2004 dell'UE di __________ risulta
che contro l'appellante sono pendenti 7 esecuzioni - la prima risulta essere
stata promossa il 3 settembre 2003 -, per un importo complessivo di fr.
11'531.--. Per tre procedure inoltrate dalla Cassa di compensazione AVS per fr.
2'015.30 e fr. 2'015.15 risp. dal Comune di __________ per fr. 1'215.-- sono
già state presentate le domande di proseguire l'esecuzione. Ciò dimostra che la
__________, già da almeno 6 mesi, non riesce a far fronte regolarmente ai suoi
impegni e non è in grado di pagare importi anche non particolarmente elevati,
per cui può essere ritenuto che essa si trovi in uno stato d'illiquidità. Non
avendo pertanto l'appellante fornito i necessari riscontri oggettivi atti a
rendere verosimile la sua solvibilità, l'art. 174 cpv. 2 LEF non può essere
applicato. Il fallimento dell'appellante va quindi confermato.
- L'appello 18 dicembre 2003 della __________ va pertanto respinto.
Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).
Non
si assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
- L'appello 18 dicembre 2003 della __________ è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento della __________ a far tempo da
martedì
10 febbraio 2004 alle ore 10.00.
-
La
tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico della __________. Non si assegnano indennità.
-
Intimazione a:
-
__________;
-
__________;
-
Ufficio
esecuzione di __________
-
Ufficio
fallimenti di __________;
-
Ufficio
dei registri di __________.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.
Terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il vicepresidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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