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Numero d'incarto:
14.2002.00013
Data decisione, Autorità:
27.03.2002, CEF
Incarto n.
14.2002.00013
Lugano
27 marzo 2002
B/fc/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera
di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta,
presidente,
Pellegrini e Rusca
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 13 novembre 2001 presentata da
rappr. da __________
contro
__________ rappr. da __________
sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
con sentenza
4 febbraio 2002 ha così deciso:
"1. È pronunciato il
fallimento della __________, a far tempo da lunedì 4 febbraio 2002 alle ore
14.00.
2./3./4. Omissis."
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che con atto 8 febbraio
2002 ha postulato la dichiarazione di nullità dell'istanza di fallimento 13
novembre 2001 ed in via subordinata l'annullamento della declaratoria di
fallimento;
rilevato che la parte appellata non ha presentato osservazioni;
preso atto
che con ordinanza presidenziale 12 febbraio 2002 all'appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 13 novembre 2001 la __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per fr. 162.30 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.
B. All'udienza di contraddittorio del 12 dicembre 2001 l'escussa non è
comparsa.
C. Il 4 febbraio 2002 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da lunedì 4 febbraio
2002 alle ore 14.00.
D. L'appellante ha dapprima eccepito la carente legittimazione a
rappresentare la __________ delle due firmatarie dell’istanza di fallimento,
per cui ha chiesto la dichiarazione di nullità degli atti e dell'intero
procedimento. La __________ ha poi affermato di avere saldato l'esecuzione in
esame (doc. B) e ha sostenuto di non trovarsi in uno stato d'illiquidità.
L'appellante ha rilevato che le esecuzioni n. __________ e __________ della
__________ sono state saldate (doc. E e F), mentre le esecuzioni della
__________ e della __________ sono estinte. La debitrice ha poi sostenuto che
l'importo di fr. 220.30 posto in esecuzione dalla __________ non è dovuto e che
l'opposizione interposta è stata accettata dall'escutente.
Considerato
In diritto:
- Visto l'esito dell'appello si prescinde dal verificare la legittimazione
processuale delle firmatarie dell'istanza di fallimento.
2.a) Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può
annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la
decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti
che nel frattempo
-
il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
-
l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
-
il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
b) L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile
che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto
di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
c) Dalla
ricevuta dell'Ufficio esecuzione di Lugano 5 febbraio 2002 (doc. B) emerge che
l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla __________ è stata saldata
con il versamento di fr. 314.-- per cui risulta adempiuto il presupposto di cui
all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per quel che
concerne il presupposto della solvibilità della __________ va osservato che
dall'estratto delle esecuzioni 7 febbraio 2002 (doc. D), prodotto dall'appellante,
emergono 5 esecuzioni, risalenti agli anni 1997/1998/1999, di cui tre sono
giunte solo allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase procedurale
non può ancora essere ritenuto che l'appellante sia effettivamente debitrice
degli importi posti in esecuzione. Per quel che riguarda la __________ l'appellante
ha poi prodotto un ordine di pagamento a suo favore del 5 febbraio 2002 per
fr. 1'411.70 (doc. F). Nelle due ulteriori esecuzioni, promosse dalla
__________ risp. dal __________, il 7 maggio 1999 risp. l'11 giugno 1999 sono
state emesse le comminatorie di fallimento, che nel frattempo sono però perente.
A carico della __________ non risultano attestati di carenza di beni.
Sulla base dei
predetti documenti può essere pertanto ritenuto che la __________ non si trova
in uno stato d'illiquidità e che è in grado di far fronte ai suoi impegni, per
cui anche il presupposto della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile.
Risultando
pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione
di fallimento pronunciata dalla prima Giudice va annullata.
- L'appello 8 febbraio 2002 __________ va quindi accolto.
La tassa di
giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), il pagamento del
credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato pretorile.
Non si assegnano
indennità d’appello (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 LEF
pronuncia:
I. L'appello 8 febbraio 2002 __________ è accolto.
"1. La
dichiarazione di fallimento 4 febbraio 2002 pronunciata dalla Pretore del Distretto
di Lugano, Sezione 5, inc. FA.2001.00787, nei confronti della __________, è
annullata.
-
La tassa di giustizia di prima sede di
fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della __________
-
Le spese dell'Ufficio dei fallimenti di
Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico della __________
II. La tassa di giustizia del presente giudizio in fr. 120.--, già
anticipata dall'appellante, resta a carico della __________
III. Intimazione
a: - __________
Comunicazione
alla Pretura di Lugano sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
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