AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
14.1998.115
Data decisione, Autorità:
25.03.1999, CEF
Incarto n.
14.98.00115
Lugano
25 marzo 1999 /MR/fp/fc
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La Camera di
esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello
composta
dei giudici:
Pellegrini, vicepresidente
Zali e Chiesa (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo
nella causa a procedura sommaria di cui all’inc. n. OS.98.025 della Pretura del
Distretto di Lugano, Sezione 4, a dipendenza dell’opposizione formulata il 10
agosto 1998 da
__________ patr.
dallo studio legale avv. __________
al
decreto di sequestro 31 luglio 1998 emanato dalla Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4 (inc.n. SP.98.115) su istanza di
sequestro del 31 luglio 1998 di
__________ patr.
dallo studio legale __________
contro
Ing.
decreto
eseguito dall’Ufficio di esecuzione del Distretto di Lugano (sequestri n.
, n., n.__________ n..
procedura
d’opposizione stralciata dai ruoli dalla Segretaria assessore che con decisione
del 21 settembre 1998 ha così statuito:
“1. omissis.
-
La
tassa di giustizia e le spese, in totale Fr. 100.--, sono poste a carico della
convenuta signora __________, con l’obbligo di rifondere alla controparte Fr.
150.-- a titolo di ripetibili.
-
omissis”.
Decisione
dedotta in appello - limitatamente al dispositivo n.2 - da __________
con atto di appello 30 settembre 1998 chiedente sia giudicato:
“1. L’appello è
accolto.
§ Di
conseguenza l’appellata __________ è condannata a versare alla __________
l’importo minimo di Fr. 5’000.-- a titolo di ripetibili.
- Protestate spese e
ripetibili.”
Viste le osservazioni 9 novembre 1998 di
“1. L’appello è respinto.
- Protestate spese e
ripetibili.”
Ritenuto
in fatto:
A. Con
istanza 31 luglio 1998 nei confronti dell’ing. __________ e delle quattro
società __________., __________ __________ e __________ __________ ha chiesto
alla Pretura del Distretto di Lugano il sequestro presso quattro istituti
bancari a Lugano di “tutti gli averi patrimoniali, di qualsivoglia natura e
sotto qualsivoglia forma, in particolare conti correnti, conti di investimento,
conti deposito nonché in cassette di sicurezza, di cui i qui condebitori
solidali siano titolari, contitolari, procuratori, aventi diritto economico
(secondo la definizione dell’art. 305 ter CPS e dell’art. 4 LRD)” fino a
concorrenza di un credito di Fr. 4’161’720 oltre accessori. Il sequestro è
stato chiesto sulla base dell’art. 271 cpv. 1 n.4 LEF e a garanzia di un
credito per “risarcimento del danno dovuto ad atto illecito ex art. 41 CO e
segg. nonché per inadempienza contrattuale a seguito di violazione da parte di
__________ dei propri doveri di mandatario e gestore di fatto dei beni affidati
dalla creditrice al gruppo da questi controllato”.
B. Con
decreto 31 luglio 1998 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di
Lugano, Sezione 4, ha accolto l’istanza ordinando il sequestro di quanto ivi indicato
nei confronti di __________ e delle quattro società quali condebitori solidali,
dando loro facoltà “di chiedere la prestazione di una garanzia di primaria
banca svizzera o altro titolo equivalente entro dieci giorni dall’intimazione
del verbale di sequestro ad opera dell’Ufficio esecuzione, documentandone le
ragioni, segnatamente avuto riguardo all’importo effettivamente sequestrato”.
C. Lo
stesso 31 luglio l’Ufficio esecuzione di Lugano ha dato seguito all’ordine di
sequestro nei confronti di __________ (sequestro n. __________ della __________
__________ (sequestro n. __________), della __________ (sequestro n.
), della __________ (sequestro n) e della __________.
(sequestro n. __________
D. Con
atto 10 agosto __________ __________ ha formulato opposizione ex art. 278 LEF
chiedente la revoca del sequestro limitatamente agli averi patrimoniali di sua
proprietà presso la __________ di __________ colpiti dal provvedimento
esecutivo.
E. Con
atto 11 agosto 1998 __________ ha chiesto alla Pretura che
“ il
sequestro venga revocato parzialmente, limitatamente ai beni esistenti presso
le relazioni bancarie sopra indicate, e meglio:
a) presso
la __________, __________, __________ le relazioni bancaria intestate a:
b) presso
la __________, via __________ __________:
F. Lo
stesso giorno la Pretura ha trasmesso la richiesta per competenza all’Ufficio
esecuzione di Lugano, dandone relativa comunicazione alle parti. Il 12 agosto
1998 l’Ufficio esecuzione ha ordinato il dissequestro dei beni indicati dalla
creditrice sequestrante.
G. Con
scritto 24 agosto 1998, precisato il 3 settembre 1998, l’opponente __________
preso atto della richiesta della creditrice sequestrante di liberare dal
sequestro i suoi beni, ha postulato lo stralcio della causa “in quanto priva di
oggetto (artt. 315 e 352 CPC) con carico delle spese e ripetibili all’istante
__________ ”.
H. Con
decisione 21 settembre 1998 la Segretaria assessore ha stralciato dai ruoli “la
causa di opposizione al sequestro” caricando la tassa di giustizia e le spese
di complessivi fr. 100.-- a __________ con l’obbligo di versare a __________
Fr. 150.-- per indennità
I. Con
appello 30 settembre 1998, __________ postula la riforma del giudizio della
Segretaria assessore in punto all’ammontare delle indennità nel senso che le
venga riconosciuto a questo titolo l’importo di almeno Fr. 5’000.--, atteso in
sostanza:
-
che
pur essendo __________ il debitore sequestrato, __________ ha chiesto
esplicitamente e ottenuto in contrasto con la giurisprudenza federale il
sequestro anche di averi su conti di cui il debitore dispone (soltanto) di
procura, tra i quali presso la __________ vi sono beni appartenenti
all’appellante, costringendo quest’ultima a presentare opposizione ex art. 278
LEF;
-
che
la creditrice avrebbe quindi provveduto a chiedere il dissequestro dei beni
riferiti all’appellante, ciò che in sostanza costituirebbe accettazione della
domanda formulata nell’opposizione e dunque acquiescenza;
-
che
tuttavia il primo giudice fissando le ripetibili in Fr. 150.-- non avrebbe
tenuto conto del valore della lite, corrispondente al credito di Fr.
4’161’720.-- per il quale è stato chiesto il sequestro;
-
che
in applicazione dei combinati artt. 9 e 18 TOA e tenuto conto
dell’acquiescenza della controparte, si giustifica invece l’attribuzione di un
importo minimo di Fr. 5’000.--.
L. Nelle
sue osservazioni 9 novembre 1998 __________ ha postulato la reiezione del
gravame, ritenendo in sostanza giustificato l’importo stabilito dal primo
giudice, in considerazione in particolare del fatto che la revoca del sequestro
dei beni dell’appellata sarebbe stata richiesta della stessa creditrice “motu
proprio”, prima ancora della notifica dell’atto di opposizione della
controparte; inoltre nel caso di specie per il calcolo delle indennità andrebbe
applicato l’art. 19 TOA - che tiene conto quindi anche del valore dei beni
sequestrati - in combinazione con l’art. 11 TOA, facendo capo alla nota fomula
sviluppata dalla giurisprudenza: tuttavia l’appellata non avrebbe indicato,
neppure in appello, il valore dei beni colpiti, né il proprio impegno orario.
Da ultimo andrebbero considerati pure “i benefici derivanti dal contemporaneo
patrocinio di cinque soggetti giuridici coinvolti nella medesima fattispecie e
confrontati ad esigenze esattamente analoghe”.
Considerando
in diritto:
a)
Per i combinati art. 25 n.2 lett. a LEF, art. 20 cpv.1 LALEF e 62 cpv.1
OTLEF, nelle procedure sommarie in materia di sequestro (art. 278 LEF) il
giudice può, su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente
al pagamento di un’equa indennità come risarcimento delle spese. In DTF 113 III
110 cons.3b e 3c, il Tribunale federale ha rilevato che l’equa indennità può
essere assegnata per la perdita di tempo e per le spese sopportate e il suo
ammontare deve essere fissato nella decisione. Sulle modalità della sua
determinazione il Tribunale federale si è poi espresso in DTF 119 III 69,
statuendo che l’indennità - nelle procedure sommarie in materia di esecuzione -
può comprendere anche le spese derivanti dal patrocinio di un avvocato. La
valutazione dell’equa indennità ha luogo in applicazione del diritto federale (art.
62 cpv.1 OTLEF), ritenuto che si può far capo alla Tariffa dell’Ordine degli
Avvocati solo in termini di semplice riferimento e avuto riguardo alle
peculiarità del caso di specie (DTF 119 III 69 cons.3b e rif.ivi).
b) L’art.
18 cpv.1 TOA stabilisce che per le procedure sommarie previste dalla LEF
l’onorario va dal 10% al 50% dell’onorario normale calcolato giusta l’art.9
della tariffa, ritenuto un massimo di Fr. 20’000.--. L’art.19 TOA stabilisce
per contro che per le istanze di sequestro l’onorario va dal 20% al 70 %
dell’onorario normale calcolato giusta l’art. 9 della stessa tariffa sulla
media fra il valore dei beni sequestrati e l’importo del credito garantito,
ritenuto un massimo di Fr. 50’000.--. Considerato che come detto le indennità
da assegnare nelle procedure sommarie in materia di esecuzione sono rette dalla
normativa federale - in particolare dall’art. 62 cpv.1 OTLEF - e che per il
calcolo delle stesse la tariffa cantonale può servire in ogni caso soltanto da
semplice riferimento, questa Camera ritiene - in via pregiudiziale - che per la
determinazione di un’ “equa indennità” nel senso della citata norma si possa e
debba far capo all’art.18 della TOA, non giustificandosi un diverso trattamento
per le procedure in tema di sequestro rispetto alle altre procedure sommarie,
pure rette dai nuovi art. 19 e segg. LALEF
c) In
concreto il patrocinatore di __________ si è limitato in sostanza a redigere
l’opposizione 10 agosto 1998 (di cinque pagine e nel complesso di limitata
difficoltà), senza dover partecipare ad alcuna udienza, la causa d’opposizione
essendo stata stralciata dai ruoli dopo la liberazione dei beni dell’opponente
ad opera dell’ufficio esecuzione. In siffatte circostanze, tenuto conto da una
parte dell’ammontare del credito per il quale è stato chiesto il sequestro (Fr.
4’161’720.--) e dall’altra parte dello sviluppo e dell’esito della causa, si
giustifica riconoscere all’appellante un’indennità di Fr. 1’500.--.
- Tassa
di giustizia e indennità di appello seguono il grado di soccombenza (art. 48,
61 cpv. 1 e 62 cpv.1 OTLEF). L’appellante ha postulato il riconoscimento di
almeno fr. 5’000.-- per indennità di primo grado. L’appellata ha chiesto la
conferma della decisione della Segretaria assessore. Si giustifica quindi una
ripartizione di 2/3 a carico dell’appellante e di 1/3 a carico dell’appellata.
Richiamato l’art. 25 LEF e la vigente
OTLEF,
pronuncia:
I. L’appello
30 settembre 1998 __________ è parzialmente accolto.
§ Di
conseguenza la decisione 21 settembre 1998 della Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4, è così riformata:
“1. omissis.
-
La
tassa di giustizia e le spese, in totale Fr. 100.--, sono poste a carico della
convenuta __________ con l’obbligo di rifondere alla controparte Fr. 1’500.-- a
titolo di indennità.
-
omissis.”
II. La
tassa di giustizia della presente decisione di Fr. 150.--, già anticipata
dall’appellante, per 1/3 è posta a carico della parte appellata, mentre per 2/3
resta a carico di __________ che rifonderà a __________) Fr. 100.-- per parte
di indennità di appello.
III. Intimazione
a:
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4
Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il
vicepresidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster