Silent acceptance of invoices and proof of contractor’s fee

12.2004.193Übriges Gericht07.09.2005Granted

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The Ticino Court of Appeal allowed the contractor’s appeal in a dispute over unpaid roadwork fees. It held that the client had not timely or concretely contested the invoices before suit and had even made a CHF 20,000 payment marked as an advance for asphalt. This conduct, assessed under good faith, amounted to an implicit acknowledgment of the claim and supported proof of the outstanding remuneration. The prescription defence was also rejected because the advance payment interrupted limitation. The lower judgment was reversed, the petition granted, and the client ordered to pay the balance with interest and costs.

Omnilex-Regeste

Art. 8 CC, Art. 2 CC; proof of an appraiser’s fee may be established not only by direct evidence but also by the committent’s conduct before litigation. If the client, before suit, does not raise concrete objections to the invoices and behaves in a manner consistent with acknowledgment of the debt, the court may infer an implicit substantive admission of the remuneration claim. The principle of good faith precludes the client from belatedly requiring proof of each element of the contractor’s performance where the relevant invoicing basis was effectively uncontested. A partial payment may also interrupt prescription under Art. 135 n. 1 CO and cause the limitation period to run anew under Art. 137 cpv. 1 CO.

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2004.193

Data decisione, Autorità: 07.09.2005, IICCA

Titolo: mancata contestazione di fatture - accettazione tacita ? (ricorso respinto dal TF il 27.02.2006 no. 4C.348/2005)

Incarto n. 12.2004.193

Lugano 7 settembre 2005/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente, Epiney-Colombo e Walser

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2003.108 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa con petizione 21 ottobre 2003 da

AP 1 rappr. dall’ RA 1

contro

AO 1 rappr. dall’ RA 2

in materia di contratto d’appalto, con la quale l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento dell’importo di Fr. 27'738.10 oltre interessi al 5% dal 21 maggio 1999 e che il Pretore, con sentenza 15 ottobre 2004, ha integralmente respinto.

Appellante l’attrice la quale, con atto d’appello 8 novembre 2004, chiede la riforma del primo giudizio nel senso di accogliere le domande di petizione mentre la controparte, con osservazioni 3 dicembre 2004, ne chiede la reiezione.

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

Considerato

in fatto ed in diritto

  1. AP 1, impresa di pavimentazione stradale, ha eseguito, negli anni dal 1992 al 1998, diversi lavori di allargamento e formazione piazzali e relativa pavimentazione per AO 1, titolare di un garage.

Tutti questi lavori sono stati fatturati l’11 novembre 1998 per complessivi Fr. 121'418.10 (Fr. 78'000.- per i lavori 1992, 1993 e 1995, doc. D; Fr. 20’332.50 per lavori come a offerta del febbraio 1997, doc. A; Fr. 17'631.20 per lavori come a offerta del gennaio 1998, doc. B e Fr. 5'454.40 per lavori del maggio 1998, doc. C).

A parziale compensazione del suo credito AP 1 ha conteggiato tre fatture di AO 1 relative a forniture di tre autoveicoli, avvenute negli anni 1990 e 1991, per Fr. 73'680 (doc. E, F e G).

AO 1 ha versato a AP 1, il 20 maggio 1999, l’importo di Fr. 20'000.- con la causale “acconto per asfalto” (doc. H).

Il 7 maggio 2002, il 15 ottobre 2002 e il 29 novembre 2002 AP 1 ha sollecitato il versamento del saldo di Fr. 27'738.10 (doc. L, M e N), sempre indicando le sue fatture, quelle di AO 1 riguardanti la fornitura dei veicoli e l’acconto versato da quest’ultima. Nel marzo 2003, AP 1 ha fatto spiccare, nei confronti di AO 1, un precetto esecutivo per l’importo in sofferenza oltre interessi al 5% dal 21 maggio 1999, al quale è stata interposta opposizione (doc. O).

  1. Con la petizione che ci occupa AP 1 ha chiesto la condanna di AO 1 al pagamento dell’importo di Fr. 27'738.10 oltre interessi dal 21 maggio 1999.

AO 1 ha chiesto la reiezione della petizione eccependo la prescrizione del credito vantato da controparte, invocando che le opere sono state eseguite in modo difettoso e difforme dalle pattuizioni contrattuali e che le stesse opere non corrisponderebbero al contestato valore esposto nelle fatture.

  1. Con la sentenza impugnata, il Pretore ha respinto la petizione perché l’attrice non ha provato il costo delle opere compiute. Afferma che agli atti di causa, l’istruttoria essendosi limitata all’audizione di un teste che ha semplicemente confermato la situazione contabile, mancano elementi sufficienti per permettere la valutazione dell’ammontare della mercede ritenuto che le fatture, semplici affermazioni di parte, sono prive di efficacia probatoria ed altrettanto vale per i solleciti di pagamento.

Con l’appello l’attrice critica le considerazioni della sentenza di primo grado e chiede l’accoglimento della sua domanda di condanna della controparte, mentre quest’ultima, con le osservazioni all’appello, ne chiede la reiezione e la conferma del primo giudizio.

Degli argomenti delle parti si dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.

4.1. Chi, come l'attrice, procede per l'incasso di una mercede d'appaltatore, è tenuto, in base alle regole generali in materia di onere probatorio (art. 8 CC), a dimostrare l'esistenza dell'asserito contratto nonché la congruità della propria pretesa.

L'esistenza del contratto, ovvero del consenso all'esecuzione delle opere di cui è chiesto il pagamento, è in concreto incontestata (cfr. pag. 4 di risposta).

La lite verte invece sull’effettiva esecuzione di tutte le opere e sulla determinazione della mercede spettante all'attrice mentre non è più in discussione una loro difettosità, tale argomento essendo stato abbandonato dalla convenuta con le conclusioni di causa.

Tale prova può essere fornita con uno qualsiasi dei mezzi di prova previsti dal codice di rito, o anche per mezzo dell'ammissione totale o parziale della pretesa da parte del committente nel corso della causa, oppure nella fase preprocessuale. Contrariamente all'opinione della parte appellata, non vi è infatti l'imprescindibile necessità dell'allestimento di una perizia giudiziaria sull'argomento, potendo la prova dell'ammontare del credito per mercedi essere fornita anche in altro modo.

A questo proposito, la giurisprudenza di questa Camera, in applicazione del principio dell'affidamento (art. 2 CC), attribuisce valore probatorio -nel senso di un'implicita, sostanziale ammissione della pretesa per mercedi- al comportamento di quel committente che nella fase preprocessuale non adduce sostanziali contestazioni della fatturazione dell'imprenditore, o addirittura ne utilizza i conteggi quale base per le sue limitate rettifiche, salvo poi esigere durante la causa che egli dimostri il compimento e il valore di ogni e qualsiasi sua prestazione.

Proprio la preminenza del principio dell'affidamento, valido anche in ambito processuale, preclude infatti al committente la possibilità di revocare in dubbio senza motivazione oggettiva, ovvero con finalità unicamente defatigatorie, circostanze attinenti la quantificazione della mercede dell'appaltatore che risultavano acquisite prima dell'avvio della causa. Non può, infatti, essere tutelato il comportamento di quel committente che dapprima poco o nulla eccepisce quo alla fatturazione dell'appaltatore, e che solo in causa chiede la verifica di ogni elemento costitutivo della pretesa del fornitore d'opera (cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 90 m. 42; Cocchi/Trezzini, CPC-TI App. ad art. 90 m. 83 e 88).

4.2. Sulla base di questi principi la valutazione, nel caso in esame, delle prove effettuata dal Pretore non può essere condivisa.

Le contestazioni della convenuta di cui alla risposta di causa – nella quale vengono sollevate tutte o quasi le eccezioni possibili per contrastare una pretesa d’appalto (difetti, difformità, non adimpleti contractus, trattenuta del saldo in attesa della consegna definitiva dell’opera e mancata prova del valore dell’opera) ma, in definitiva, solo a livello teorico poiché manca qualsiasi indicazione concreta di qualche difetto, di dove stia la difformità dell’opera o di cosa manchi ancora per il suo compimento - sono le prime desumibili dagli atti ed arrivano a cinque anni di distanza dall’emissione delle fatture e dal pagamento dell’acconto di Fr. 20'000.- e due anni dopo i primi solleciti. Appare poi anomalo che, a fronte di una situazione dei lavori appaltati così difforme come la si descrive in risposta, la convenuta, “preso atto delle inadempienze attoree” (cfr. risposta punto 3), versi un importo di Fr. 20'000.- con la causale “acconto asfalto” senza preoccuparsi di puntualizzare, con due semplici righe scritte, la sua posizione. E nemmeno ritiene utile di riassumere ed esplicitare la sua posizione dopo il ricevimento, nel maggio, nell’ottobre e nel novembre 2002, di ben tre solleciti e, nel marzo 2003 di un precetto esecutivo.

La convenuta non ha quindi mai contestato prima dell’inizio della causa la pretesa dell’attrice e, a dire il vero, nemmeno l’ha debitamente e seriamente contestata in causa omettendo di dare indicazioni concrete attorno alla propria resistenza e di fornire la propria descrizione dei fatti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 78 m. 8).

Il suo comportamento preprocessuale e processuale, valutato secondo i canoni della buona fede, porta al convincimento di questa Camera, contrariamente all’assunto del Pretore, che la pretesa dell’attrice debba essere riconosciuta con gli interessi di mora al tasso del 5% a far tempo dal 9 dicembre 2002, ultimo giorno entro il quale l’attrice ha atteso il versamento del capitale (cfr. sollecito doc. N).

  1. La parte convenuta ha sollevato, in prima sede, l’eccezione di prescrizione senza però riproporla con le osservazioni all’appello. Non torna conto disquisire sulla possibilità o meno di esaminare questa eccezione in appello, senza che in questa procedura ne faccia cenno chi se ne è prevalso, poiché la stessa è chiaramente infondata. Infatti, indipendentemente da ogni altra considerazione riguardante la compensazione con fatture precedenti della convenuta e con l’attribuzione delle stesse al controvalore dei lavori esigibili e scaduti per primi (art. 87 CO), la prescrizione decennale che la convenuta fa decorrere dal 1992, quando sono stati eseguiti i primi lavori fatturati, è stata interrotta (art. 135 n. 1 CO) dal versamento dell’acconto di Fr. 20'000.-, avvenuto nel maggio 1999, ed ha ricominciato, da quel momento, nuovamente a decorrere (art. 137 cpv. 1 CO).

  2. L’accoglimento dell’appello e la riforma del primo giudizio nel senso di accogliere le domande di petizione impongono di addebitare spese e ripetibili di prima e seconda istanza alla parte convenuta ed appellata.

Per i quali motivi

visti, per le spese, gli art. 147 e seg. CPC e la vigente TG

dichiara e pronuncia

I. L’appello 8 novembre 2004 di AP 1, __________ è accolto e di conseguenza la sentenza 15 ottobre 2004 della Pretura di Mendrisio-Nord è così riformata:

  1. La petizione 21 ottobre 2003 è accolta e di conseguenza AO 1, __________ è condannata a pagare a AP 1 __________ l’importo di Fr. 27'738.10 oltre interessi al 5% dal 9 dicembre 2002.

§ Limitatamente all’importo di cui sopra è respinta, in via definitiva, l’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UEF di Mendrisio.

  1. Le spese di Fr. 110.- e la tassa di giustizia di Fr. 700.- sono a carico della convenuta, la quale rifonderà all’attrice Fr. 2'000.- a titolo di ripetibili.

II. Le spese della procedura d’appello in complessivi Fr. 500.- (tassa di giudizio Fr. 450.- ed esborsi di cancelleria Fr. 50.-), già anticipati dall’appellante, sono a carico della parte appellata che rifonderà a controparte Fr. 1'000.- per ripetibili.

III. Intimazione:

Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord

terzi implicati

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

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Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the contractor proved entitlement to the outstanding fee despite limited documentary evidence.

Extrahierter Entscheid

Yes. The respondent’s pre-litigation conduct amounted to an implicit acceptance of the invoiced claim, so the fee was sufficiently established.

Extrahierte Begründung

Under the rules on burden of proof and good faith, the invoice silence, later payment of CHF 20,000 labeled as an advance for asphalt, and lack of concrete objections before suit supported a substantive acknowledgment of the claim.

Kernrechtsfrage

Whether the respondent’s prescription defence barred the claim.

Extrahierter Entscheid

No. Any ten-year limitation period had been interrupted by the CHF 20,000 payment in May 1999 and began to run anew.

Extrahierte Begründung

The advance payment constituted an interruption of prescription; the defence was therefore unfounded.

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