Tenant’s appeal dismissed for unauthorized representation and lack of proof of added value

12.2000.95Übriges Gericht25.05.2000Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The tenant appealed a first-instance tenancy ruling after being denied cancellation of the termination and compensation for improvements, while the first instance had already granted a lease extension until 31 December 2000. The Court of Appeal held that the appeal was inadmissible because it had been filed by a representative not authorized under the tenancy-appeal representation rules. It also stated that the compensation claim failed on the merits because no relevant increase in value of the leased premises was proven and the parties had agreed that the costs would remain with the tenant. The appeal was dismissed and appellate costs of CHF 200 were left to the appellant.

Omnilex-Regeste

Arts. 64 and 64a CPC; tenancy proceedings and procedural representation; an appeal filed by a person not entitled to represent a party must be rejected in limine. Art. 260a cpv. 3 CO; compensation for tenant improvements presupposes a relevant increase in value of the leased premises attributable to an authorized modification or improvement, and mere maintenance or contractually assumed expenses do not suffice. Where the tenant fails to prove such added value, the claim is dismissed. Costs follow the losing party under Art. 148 CPC.

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 12.2000.95

Data decisione, Autorità: 25.05.2000, IICCA

Incarto n. 12.2000.00095

Lugano 25 maggio 2000/fb

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Zali

segretario:

Petrini

sedente per statuire nella causa a procedura speciale in materia di locazione -inc. no. LA.99.00062 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4- promossa con istanza 30 aprile 1999 da


rappr. da __________

contro



entrambi rappr. dall'avv. __________

con cui l'istante ha chiesto l'annullamento della disdetta 27 novembre 1998 e un equo risarcimento per le opere da lui eseguite nell'ente locato;

domande avversate dai convenuti, che si sono opposti all'istanza, e che il Segretario assessore, con sentenza 5 maggio 2000, ha respinto, concedendo tuttavia all'istante una protrazione del contratto fino al 31 dicembre 2000;

appellante l'istante con atto di appello 17 maggio 2000 con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di riconoscere a suo favore un risarcimento di fr. 9'159.05, protestando spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

ritenuto

in fatto e in diritto

che in data 27 novembre 1998 __________, da pochi mesi subentrato ex art. 263 CO a __________ in un contratto di locazione relativo a 3 locali commerciali adibiti a videoteca a __________, ha ricevuto dai proprietari dello stabile signori _________ la disdetta del contratto con effetto al 30 giugno 1999, termine che l'Ufficio di conciliazione, tempestivamente adito, ha riportato al 31 dicembre 1999;

che con l'istanza in rassegna, cui i locatori si sono opposti, il conduttore chiede l'annullamento della disdetta e il riconoscimento di un equo risarcimento per le opere da lui eseguite nell'ente locato;

che il Segretario assessore, con la sentenza qui impugnata, ha respinto l'istanza, ma, d'ufficio, in applicazione dell'art. 274f cpv. 3 CO ha concesso una protrazione del contratto di locazione fino al 31 dicembre 2000;

che con l'appello qui in esame l'istante chiede che il primo giudizio sia riformato nel senso che la controparte sia condannata a rifondergli fr. 9'159.05 per le spese da lui sostenute per la sistemazione del negozio, che costituirebbero un'importante miglioria per la proprietà;

che ai sensi dell'art. 64a cpv. 1 lett. b CPC nelle cause proposte nella procedura per controversie in materia di locazione di locali di abitazione e commerciali e di affitto (art. 404 e segg. CPC) la rappresentanza processuale è riconosciuta, oltre agli avvocati ed ai praticanti ammessi al libero esercizio della professione nel Cantone (art. 64 CPC), anche ai rappresentanti o impiegati di associazioni professionali o di categoria, ai fiduciari con l'autorizzazione cantonale e agli amministratori d'immobili oggetto della lite;

che __________, rappresentante dell'istante (doc. G), che in base al suo scopo sociale si occupa di "ricerche di mercato, consulenza aziendale, rappresentanze commerciali, brevetti, partecipazioni in aziende, commercio di beni mobili", non rientra ovviamente tra coloro ai quali gli art. 64 e 64a CPC riconoscono la rappresentanza processuale, cosicché l'appello, presentato da una persona non legittimata alla rappresentanza, deve senz'altro essere respinto in ordine (art. 97 e 99 CPC);

che il gravame va comunque respinto anche per altri motivi;

che l’art. 260a cpv. 3 CO prevede che se al termine della locazione la cosa presenta un aumento di valore rilevante, risultante dalla miglioria o dalla modificazione consentita dal locatore, il conduttore può pretendere un’indennità per tale aumento di valore, riservate eventuali stipulazioni scritte prevedenti indennità più elevate;

che, a prescindere dall’assenza di un consenso scritto all’esecuzione dei lavori da parte dei locatori, condizione secondo parte della dottrina imperativamente imprescindibile per la richiesta di un indennizzo (SVIT, Schweizerisches Mietrecht, 2. ed., n. 76 ad art. 260-260a CO; contra: Lachat/Micheli, Le nouveau droit du bail, 2. ed., p. 365, nota 11; cfr. IICCA 13 novembre 1995 in re B. SA/S. e T.), la pretesa dell’istante deve essere respinta già solo per la mancata prova di un aumento di valore rilevante dell’ente locato per effetto dei lavori -in parte oltretutto di semplice manutenzione- da lui fatturati in fr. 9'159.05 (doc. D), tanto più che gli importi di fr. 5'000.- esposti in quell'occasione a titolo di perdita di guadagno e di non meglio precisate spese organizzative a carico dell'istante e della sua famiglia non hanno in ogni caso comportato un aumento di valore dello stabile;

che ad ogni buon conto, contrariamente a quanto asserito nell'appello, l'istruttoria ha provato che in base agli accordi tra le parti le spese in questione dovevano rimanere a carico del conduttore (doc. C; interrogatorio formale __________, ad 1 e 4);

che l'appello deve pertanto essere respinto già all'esame preliminare dell'art. 313bis CPC, senza necessità di intimarlo alla controparte per le sue eventuali osservazioni;

che la tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia

I. L’appello 17 maggio 2000 di __________ è respinto.

II. Le spese della procedura d’appello consistenti in:

a) tassa di giustizia fr. 180.-

b) spese fr. 20.-

Totale fr. 200.-

da anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico.

III. Intimazione a: - __________

Comunicazione alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster

Schlagwörter

tenancyprocedural representationimprovementsadded valuelease terminationappeal admissibilitycosts

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the appeal was admissible when filed by a person not entitled to represent the appellant in tenancy proceedings

Extrahierter Entscheid

No. The appellant was represented by a person whose professional scope did not fall within the categories authorized by Arts. 64 and 64a CPC, so the appeal had to be rejected in limine.

Extrahierte Begründung

In tenancy disputes, procedural representation is limited to the persons expressly authorized by Arts. 64 and 64a CPC. The appellant’s representative did not qualify under those rules; therefore the filing was made by an unauthorized representative and was not entered into.

Kernrechtsfrage

Whether the tenant was entitled to compensation for works and improvements allegedly made to the leased premises

Extrahierter Entscheid

No. The tenant failed to prove a relevant increase in value of the premises caused by the works, and the evidence also showed that the costs were contractually to remain with the tenant.

Extrahierte Begründung

Under Art. 260a(3) CO, compensation requires a relevant increase in value resulting from a permitted improvement or modification. The claimed works were partly mere maintenance, did not establish a relevant added value, and the alleged ancillary amounts did not increase the value of the building. In any event, the parties had agreed that such expenses were to be borne by the tenant.

Kernrechtsfrage

Allocation of appellate costs

Extrahierter Entscheid

The appellate costs were charged to the appellant.

Extrahierte Begründung

Costs follow the losing party.

Setzen Sie Ihre Recherche in ChatGPT oder Claude fort

Verbinden Sie Omnilex, um den Rechtskorpus über Ihren KI-Assistenten zu durchsuchen.