Five-year marriage required for stepchild adoption

11.2000.84Übriges Gericht06.09.2000Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The appellant challenged the refusal of her request to adopt her adult stepson. The Court of Appeal held the appeal admissible but dismissed it on the merits, finding that Art. 264a para. 3 CC requires a five-year marriage and that cohabitation cannot substitute for marriage. It stressed the exceptional nature of adult stepchild adoption and the need for restrictive application. Despite the appellant’s defeat, the court exceptionally waived fees and costs.

Omnilex-Regeste

Art. 264a cpv. 3 CC, in conjunction with art. 266 cpv. 3 CC; adoption of an adult stepchild requires that the spouses have been married for five years. The statutory wording is clear and leaves no room for teleological reduction on the basis of mere cohabitation, even if the factual relationship appears stable and the biological parent is deceased. Adult adoption remains an exceptional institution and its conditions must be applied restrictively (consid. 3-4). Where the appeal is manifestly unfounded, the court may nevertheless waive the collection of costs in view of the particular circumstances (consid. 5).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2000.84

Data decisione, Autorità: 06.09.2000, ICCA

Incarto n. 11.2000.00084

Lugano 6 settembre 2000/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

segretario:

Ambrosini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa in materia di adozione di maggiorenne del Dipartimento delle istituzioni, Divisione degli interni quale autorità di vigilanza sullo stato civile, promossa con istanza del 6 giugno 2000 da

__________ __________ __________, nata __________, __________ __________ (patrocinata dall'avv. __________ __________, __________)

in merito all'adozione di __________ __________ (1982);

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'appellazione del 4 agosto 2000 presentata da __________ __________ __________ contro la decisione emanata il 14 luglio 2000 dal Dipartimento delle istituzioni, Divisione degli interni quale autorità di vigilanza sullo stato civile;

  1. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. Carl __________ __________ (1982) è nato dal matrimonio tra __________ __________ e __________ nata __________, cittadini germanici, separatisi nel 1990. Il __________ 1999 __________ __________ è deceduta e il 9 settembre 1999 __________ __________ si è risposato con __________ __________ __________, con la quale vive dal 1994.

B. ll 6 giugno 2000 __________ __________ __________ ha presentato alla Divisione degli interni una domanda di adozione riguardante __________ __________ __________. Il 14 luglio 2000 la Divisione degli interni ha respinto l'istanza.

C. Contro la decisione appena citata __________ __________ __________ è insorta con un appello del 4 agosto 2000 nel quale postula l'annullamento della risoluzione e la pronuncia dell'adozione. Non sono state chieste osservazioni all'appello.

Considerando

in diritto: 1. Le decisioni dell'autorità di vigilanza sullo stato civile sono impugnabili entro venti giorni alla Camera civile del Tribunale di appello (art. 32 cpv. 3 LAC e 424 cpv. 3 CPC). Tempestivo, il gravame è dunque ricevibile.

  1. La Divisione degli interni, accertata l'applicabilità alla fattispecie del diritto svizzero, ha rilevato che l'istante, sposata con il padre dell'adottando da meno di cinque anni, non adempie le condizioni dell'art. 264a cpv. 3 CC. L'appellante non nega ciò, ma sostiene che l'intento del legislatore era quello di garantire all'adottando stabilità e sicurezza nei rapporti familiari. Dato che essa vive da sei anni con l'attuale marito, tale scopo è raggiunto, sicché la decisione dell'autorità risulterebbe sproporzionata e come tale lesiva dell'art. 8 Cost.

  2. Giusta l'art. 264a cpv. 3 CC un coniuge può adottare il figlio dell'altro se i coniugi sono sposati da cinque anni. Tale disposizione, entrata in vigore il 1°gennaio 2000, ha sostituito una norma analoga secondo la quale, oltre al requisito dell'età, il periodo di matrimonio era di soli due anni (art. 264a cpv. 3 vCC). Per il rinvio dell'art. 266 cpv. 3 CC il prescritto è applicabile anche in caso di adozione di maggiorenni (Hegnauer in: Berner Kommentar,

n. 28 ad art. 264a CC; Grundriss des Kindesrechts, 4a edizione, pag. 93 n. 11.37; Breitschmid in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB I, Basilea 1996, n. 14 ad art. 264a; Meier/Stettler, Droit civil VI/1, Friburgo 1998, pag. 148, n. 316). Secondo giurisprudenza, nell'interpretare un testo di legge occorre dipartirsi in primo luogo dal tenore letterale. Se questo è chiaro, il giudice non può scostarsene, a meno che il significato letterale della norma porti a risultati estranei alla volontà del legislatore (DTF 125 III 58 consid. 2b con rinvii). In concreto la locuzione “cinque anni di matrimonio” è perfettamente univoca. Come risulta con chiarezza dal messaggio sulla revisione del Codice civile del 15 novembre 1995, inoltre, la durata minima del matrimonio ai fini dell'adozione è stata portata a cinque anni sia per impedire una modifica troppo rapida della situazione giuridica del genitore naturale non detentore dell'autorità parentale, sia per poter valutare la solidità dell'unione coniugale (FF 1996 I 172). Determinante è quindi il matrimonio dei genitori adottivi e non una loro semplice convivenza. Che la tendenza sociopolitica attuale sembri orientarsi verso un maggior riconoscimento giuridico delle coppie di fatto nulla muta al fatto che il testo dell'odierno art. 264a cpv. 3 CC è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni di sorta. Non soccorrono dunque i presupposti per derogare a una regola conforme agli intenti del legislatore.

  1. Ci si potrebbe domandare tutt'al più se in concreto non si giustifichi minor rigore per la circostanza che la madre dell'adottando è deceduta e che l'appellante convive con il padre dell'adottando da almeno 6 anni. Non si deve dimenticare tuttavia che l'adozione di un maggiorenne ha carattere eccezionale, sicché le relative condizioni vanno applicate restrittivamente (DTF 106 II 7 consid. 1 con riferimenti, 106 II 281 consid. 4; Rep. 1989 pag. 133; Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts, op. cit., pag. 90 n. 11.30; RJN 1992 pag. 66). Un figliastro, del resto, ha meno bisogno di essere adottato perché versa in una situazione migliore rispetto a quella di un minorenne estraneo alla famiglia. Basti rammentare che egli si trova in rapporto di affinità con il coniuge del genitore (art. 21 CC), il quale deve assistere in modo appropriato il genitore nell'esecuzione del suo obbligo di mantenimento dei figli nati prima del matrimonio (FF 1996 I 171 in fondo). Quanto alla giurisprudenza citata dall'appellante, essa riguarda un caso di adozione di maggiorenne giusta l'art. 266 cpv. 1 CC e non, come nella fattispecie, un caso di adozione del figlio del coniuge (art. 264a cpv. 3 CC), che costituisce una variante dell'adozione congiunta (Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts, op. cit., pag. 85 n. 11.12). Dagli atti non risulta, comunque sia, che l'adottante abbia vissuto in comunione domestica con il padre e la di lui moglie (sulla nozione v. Rep. 1989 pag. 134). Consta anzi che egli ha abitato in Germania (doc. 16), ove ha sempre studiato (doc. 17), e che solo il 3 maggio 2000 ha chiesto un permesso di dimora (doc. 14). Ne discende che l'appello, manifestamente destituito di fondamento, è destinato all'insuccesso.

  2. Gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148

cpv. 1 CPC). Vista la particolarità della fattispecie, nondimeno, appare giustificato prescindere – eccezionalmente – dal prelievo di tasse e spese.

Per questi motivi,

pronuncia: 1. L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

Non si riscuotono tasse né spese.

  1. Intimazione all'avv. __________ __________, __________.

Comunicazione al Dipartimento delle istituzioni, Divisione degli interni quale autorità di vigilanza sullo stato civile.

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

adoptionadult stepchildfive-year marriagecohabitationrestrictive interpretationcost waiver

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the appeal against the supervisory civil status decision was admissible

Extrahierter Entscheid

The appeal was timely and therefore admissible.

Extrahierte Begründung

Decisions of the civil status supervisory authority may be challenged within twenty days before the Court of Appeal; the filing met that deadline.

Kernrechtsfrage

Whether the legal conditions for adoption of an adult stepchild were met

Extrahierter Entscheid

The statutory requirement of five years of marriage was not met, and mere cohabitation cannot replace marriage.

Extrahierte Begründung

Art. 264a para. 3 CC is clear: the spouses must have been married for five years. The court refused to depart from the clear wording and noted that adult stepchild adoption is exceptional and subject to restrictive application.

Kernrechtsfrage

Whether costs should be charged to the appellant

Extrahierter Entscheid

No court fees or costs were collected because of the particular circumstances.

Extrahierte Begründung

Although costs would normally follow the losing party, the court exceptionally waived fees and expenses.

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