Appeal against maintenance and legal aid in marital protection

11.2000.124Übriges Gericht25.10.2000Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

The wife appealed a Bellinzona marital-protection decree, seeking a higher maintenance contribution, an ad litem advance, and legal aid. The appellate court held that the request for CHF 2,500 per month was inadmissible because the original claim had been CHF 2,000. It upheld the first judge’s assessment that the wife could earn at least CHF 2,000 monthly and rejected her objections to the husband’s budget as unsubstantiated. Because she still had about CHF 1,000 monthly available after maintenance, she was neither entitled to an ad litem advance nor to legal aid. The appeal was dismissed and costs were imposed on her.

Omnilex-Regeste

Art. 176 cpv. 1 CC; maintenance in marital protection and subsidiary legal aid: the contribution between spouses is determined by analogy to Art. 163 CC on the basis of the family surplus, normally divided equally after deduction of the spouses' needs. On appeal, a claim exceeding the amount sought in first instance is inadmissible. Assertions about income or budget items that are not rendered plausible and do not engage with the first judge's reasoning cannot succeed. Legal aid and an ad litem advance are excluded where the spouse can finance counsel from available monthly surplus, since state aid is subsidiary to the marital duty of support (consid. 1-7).

Gesamter Gesetzestext

AIUTO RICERCA

Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 11.2000.124

Data decisione, Autorità: 25.10.2000, ICCA

Incarto n.: 11.2000.00124

Lugano 25 ottobre 2000/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Epiney-Colombo, presidente, G. A. Bernasconi e Giani

segretario:

Ambrosini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa .____. (misure di protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con istanza 23 giugno 2000 da

__________ __________, nata __________, __________ (patrocinata dall'avv. __________ __________, __________)

contro

__________ __________,


(patrocinato dall'avv. __________ __________ __________, __________);

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione: 1. Se dev'essere accolta l'appellazione del 10 ottobre 2000 presentata da __________ __________ contro il decreto cautelare emesso il

2 agosto 2000 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

  1. Se deve essere accolta l'istanza di ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria presentata con l'appello;

  2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto: A. __________ __________ (1965) e __________ nata __________ (1961) si sono sposati a __________ __________ __________ il ____________________ 1990. Dall'unione non sono nati figli. Il marito, invalido, è al beneficio di una rendita AI e di una rendita SUVA, mentre la moglie lavora come ausiliaria in un esercizio pubblico. In seguito a difficoltà coniugali la moglie ha instato varie volte per l'esperimento di conciliazione, senza tuttavia promuovere una causa di stato.

B. Il 23 giugno 2000 __________ __________ si è rivolta al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere misure a protezione dell'unione coniugale, già in via cautelare, in specie l'assegnazione dell'abitazione coniugale, un contributo alimentare di fr. 2'000.– mensili, una provvigione ad litem di fr. 2'500.– e l'ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria. All'udienza del 20 luglio 2000 essa ha confermato le sue richieste, mentre il convenuto ha offerto il versamento della rendita completiva di fr. 545.– mensili, opponendosi alle altre domande e instando a sua volta per il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Esperita l'istruttoria, alla discussione finale del 28 settembre 2000 le parti hanno confermato le rispettive prese di posizione, l'istante chiedendo la trattenuta delle rendite assicurative.

C. Statuendo il 2 agosto 2000, il Pretore ha assegnato l'abitazione coniugale alla moglie, ha fissato dal 1° luglio 2000 in fr. 1'226.– mensili il contributo per lei, ha fatto ordine alla Cassa di compensazione AVS/AI di versare direttamente alla moglie l'importo di fr. 1'226.– (compresa la rendita di fr. 545.–), ha respinto la domanda di provvigione ad litem e ha negato a entrambe le parti il beneficio dell'assistenza giudiziaria, rinunciando al prelievo di tasse e spese e compensando le ripetibili.

D. __________ __________ è insorta contro il decreto del Pretore con un appello del 10 ottobre 2000 nel quale chiede che, previa concessione dell'assistenza giudiziaria, in riforma del giudizio impugnato il contributo di mantenimento sia fissato in fr. 2'500.– mensili e siano accolte le domande di provvigione ad litem e di assistenza giudiziaria. L'appello non è stato intimato alla controparte.

Considerando

in diritto: 1. L'art. 176 cpv. 1 CC prevede che, ove sia giustificata la sospensione della comunione domestica, a istanza di uno dei coniugi il giudice stabilisce i contributi pecuniari dell'uno in favore dell'altro (n. 1), così come le misure necessarie per i figli minorenni (cpv. 3). Il criterio per la definizione dei contributi alimentari ai fini dell'art. 176 cpv. 1 n. 1 CC è disciplinato dal diritto federale e si fonda, per analogia, sui principi dell'art. 163 CC. L'ammontare del contributo alimentare si calcola perciò in base al riparto dell'eccedenza – di regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno dei coniugi e dei figli (DTF 123 III 1, 121 III 302; Schwander in: Kommentar zum Schweizerischen Privat-recht, ZGB I, Basilea 1996, n. 3 e 4 ad art. 176 CC; Hausheer/ Reusser/Geiser in: Berner Kommentar, n. 17 segg. ad art. 176 CC; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, Berna 2000, n. 685 segg., pag. 289 segg.).

  1. Il Pretore ha accertato che il marito ha un reddito mensile complessivo di fr. 4'452.– (rendita SUVA fr. 2'090.–, rendita AI fr. 1'817.–, rendita completiva per la moglie fr. 545.–) e ha ritenuto che la moglie potrebbe conseguire con la propria attività lucrativa un reddito mensile di fr. 2'000.–. Egli ha poi calcolato il fabbisogno minimo di ogni coniuge in fr. 2'226.– e, constatata un'eccedenza di fr. 2'000.–, ne ha attribuito la metà a ognuno, riconoscendo alla moglie un contributo alimentare di fr. 1'226.– mensili.

  2. L'appellante chiede in questa sede un contributo alimentare di fr. 2'500.– mensili. Se non che, nell'istanza del 23 giugno 2000 essa aveva postulato un contributo mensile di fr. 2'000.–, che ha confermato al dibattimento finale. Nella misura in cui l'istante rivendica ora un contributo alimentare superiore, la domanda viola l'art. 321 cpv. 1 CPC e l'appello è d'acchito irricevibile. Il gravame può dunque essere esaminato solo nei limiti dell'istanza originaria.

  3. A detta dell'appellante il giudizio pretorile sarebbe ingiusto perché essa non avrebbe nessuna entrata e sarebbe totalmente indigente. L'affermazione non trova riscontro negli atti. La moglie aveva dapprima affermato, nella propria istanza del 23 giugno 2000, di conseguire un reddito mensile di fr. 500.– come ausiliaria di pulizia. All'udienza del 20 luglio 2000 essa ha ammesso un reddito mensile netto di fr. 1'600.–, producendo un conteggio del giugno 2000 (doc. B) e sostenendo che l'attività sarebbe cessata alla fine del mese. Il marito, nondimeno, ha prodotto cinque conteggi mensili della moglie, relativi al periodo dall'aprile all'agosto 1999, dai quali risultava un reddito mensile netto medio di fr. 2'226.– (doc. 5 a 9). Valutando tali documenti, il Pretore ha ritenuto che la moglie poteva conseguire un reddito netto di almeno fr. 2'000.– (decreto impugnato, pag. 2).

Nel suo gravame l'appellante si limita a ribadire di non avere entrate, ma non si confronta con l'argomentazione del primo giudice. Insufficientemente motivato, su questo tema l'appello sfugge a un esame di merito (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5). Si aggiunga abbondanzialmente che l'istante non ha per nulla reso verosimile l'asserita cessazione del rapporto di lavoro. In siffatte circostanze non si intravedono motivi per i quali essa, giovane e in buona salute, non potrebbe conseguire con un'attività lucrativa un reddito netto di fr. 2'000.– mensili. L'appello sarebbe quindi stato respinto, per quel che concerne il reddito della moglie, anche se la relativa censura fosse stata ricevibile.

  1. L'appellante sostiene che la situazione economica del marito non è quella illustrata dal Pretore. Afferma che il convenuto si sarebbe trasferito all'estero e non avrebbe quindi più alcun onere di alloggio, né di imposta o di cassa malati. Il suo fabbisogno – essa prosegue – non sarebbe pertanto di fr. 2'226.– mensili e dovrebbe essere ridotto, ciò che comporterebbe una modifica dell'eccedenza da ripartire tra i coniugi. L'argomentazione non può essere condivisa. L'istante ha dichiarato all'udienza del 28 settembre 2000 che il marito era partito all'estero, ma non si è curata di rendere verosimile tale affermazione. Del resto, quand'anche il convenuto avesse effettivamente lasciato la Svizzera, ciò non gioverebbe necessariamente all'appellante. Egli avrebbe pur sempre esigenze vitali minime da soddisfare, quali l'alloggio, la salute e i pubblici tributi, indipendentemente dal luogo di soggiorno. Queste voci essenziali del fabbisogno individuale, se mai, potrebbero essere ridotte qualora il costo della vita all'estero fosse inferiore a quello svizzero. In realtà, tutto si ignora sulla situazione in cui si troverebbe il convenuto e non soccorrono quindi i presupposti per scostarsi dal prudente apprezzamento del Pretore.

  2. In questa sede la moglie ribadisce di aver diritto a una provvigione ad litem di fr. 2'500.– a carico del marito e all'assistenza giudiziaria. Ora, il beneficio dell'assistenza giudiziaria può essere conferito solo al coniuge che non ha i mezzi per far fronte a una causa di stato e che non può ottenere dall'altro coniuge un'adeguata provvigione ad litem (Hausheer/Reusser/Geiser in: Berner Kommentar, Berna 1999, n. 15 e 15a ad art. 163 CC, n. 38 ad art. 159 CC; Bräm in: Zürcher Kommentar, Zurigo 1993, nota 138 ad art. 159 CC). I costi di una separazione o di un divorzio sono infatti a carico dell'unione coniugale; l'assistenza gratuita dello Stato è puramente sussidiaria. In concreto il Pretore ha respinto le domande dell'istante dopo aver accertato che essa ha una disponibilità di fr. 1'000.– mensili, una volta coperto il proprio fabbisogno. Ancora una volta l'appellante insiste nel dichiararsi indigente, ma non spende una parola per confrontarsi con le motivazioni del Pretore. Ne discenderebbe, una volta ancora, l'irricevibilità dell'appello.

Del resto, tenuto conto di un reddito da attività lucrativa di almeno fr. 2'000.– mensili e di un contributo versato dal marito di fr. 1'226.–, essa ha entrate mensili complessive per fr. 3'226.–. Dedotto il proprio fabbisogno di fr. 2'226.–, essa ha ogni mese fr. 1'000.– a disposizione, con i quali far fronte alle spese legali e di patrocinio. Le misure di protezione dell'unione coniugale, nel caso concreto, hanno richiesto al patrocinatore la redazione dell'istanza 23 giugno 2000 e la comparsa a due udienze, in una procedura sommaria senza grandi difficoltà. Con un importo di

fr. 1'000.– mensili l'appellante è quindi in grado di provvedere in pochi mesi, anche a rate, al pagamento del suo legale. Ciò esclude d'acchito tanto una provvigione ad litem quanto – a maggior ragione – il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Ne segue che, pure su questo punto, il decreto del Pretore merita conferma. In conclusione, l'appello, nella misura in cui è ricevibile, si rivela manifestamente infondato in ogni suo punto e può di conseguenza essere deciso con la procedura dell'art. 313bis CPC.

  1. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di attribuire ripetibili alla controparte, cui l'appello non è stato neppure intimato. La domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta, mancando all'appellante il requisito dell'indigenza e al ricorso ogni probabilità di buon esito.

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

pronuncia: 1. Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

  1. Gli oneri processuali, consistenti in

a) tassa di giustizia fr. 250.–

b) spese fr. 50.–

fr. 300.–

sono posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

  1. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.

  2. Intimazione:

– avv. __________ __________, __________;

– avv. __________ __________ __________, __________.

Comunicazione alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente Il segretario

Ultimo aggiornamento: 02.07.2026

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Schlagwörter

marital protectionmaintenance contributionearning capacitylegal aidad litem advanceprocedural admissibilityfamily surpluscosts

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the appeal could seek higher maintenance than requested below

Extrahierter Entscheid

The request for a higher monthly contribution was inadmissible because it exceeded the amount claimed in first instance.

Extrahierte Begründung

The wife had originally claimed CHF 2,000 per month and confirmed that amount at the final hearing; asking for CHF 2,500 on appeal violated the procedural rule against expanding the claim.

Kernrechtsfrage

Whether the wife's income should be set at zero for maintenance calculation

Extrahierter Entscheid

No. The court upheld the finding that the wife could earn at least CHF 2,000 per month.

Extrahierte Begründung

She did not meaningfully challenge the first judge's reasoning, and the file supported an income comparable to prior payslips. Her alleged cessation of work was not rendered plausible, and her age and good health justified earning capacity.

Kernrechtsfrage

Whether the husband's needs should be reduced because he allegedly moved abroad

Extrahierter Entscheid

No reduction was warranted on the record.

Extrahierte Begründung

The alleged move abroad was not made plausible. Even if he had left Switzerland, essential living costs would still exist, and nothing concrete showed a lower necessary budget.

Kernrechtsfrage

Whether the wife was entitled to an ad litem advance

Extrahierter Entscheid

No. Her available monthly surplus allowed her to finance her lawyer herself within a few months, even by installments.

Extrahierte Begründung

With income from work and the maintenance contribution, she had about CHF 1,000 monthly available after meeting her own needs, which was sufficient to cover legal fees; state aid is subsidiary.

Kernrechtsfrage

Whether the wife qualified for legal aid

Extrahierter Entscheid

No. She lacked indigence and the appeal had no likelihood of success.

Extrahierte Begründung

Because she could pay her counsel from her monthly surplus and the appeal was manifestly unfounded, the cumulative conditions for legal aid were not met.

Kernrechtsfrage

Whether the first-instance decree on maintenance and legal aid should be changed

Extrahierter Entscheid

No, the decree was confirmed in full within the admissible scope.

Extrahierte Begründung

The appeal was either inadmissible or unfounded on every point examined.

Kernrechtsfrage

Allocation of costs and party compensation on appeal

Extrahierter Entscheid

Costs were borne by the appellant and no party compensation was awarded.

Extrahierte Begründung

Costs follow the outcome; no ripetibili were justified because the appeal was not even communicated to the other side.

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