AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
11.1997.67
Data decisione, Autorità:
13.01.1998, ICCA
Incarto n.
11.97.00067
Lugano,
13 gennaio 1998/cs
In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino
La prima Camera
civile del Tribunale d’appello
composta dei giudici:
Epiney-Colombo,
presidente,
G. A. Bernasconi e Giani
segretaria:
Baranovic
sedente
per statuire nella causa ..__________ (trasporto di
servitù) della Pretura del Distretto di
Bellinzona promossa con petizione del 20 dicembre 1994 da
ed __________ __________, __________
(patrocinati
dall’avv. __________ __________, __________)
contro
dott.
__________ __________,
(patrocinato
dall’avv. __________ __________, __________);
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di
questione: 1. Se deve essere accolto l’appello del 28 aprile
1997 presentata da __________ __________ contro la sentenza emessa il 27 marzo
1997 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;
- Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. __________ __________ è
proprietario della particella n. __________RFD di __________ (2247 m²), situata
nella frazione di __________, su cui sorgono una casa di abitazione e un
rustico. A favore di tale particella è iscritto nel registro fondiario un
“diritto di passo con veicoli – larghezza 3 m” attraverso la confinante particella
n. __________RFD, anch’essa edificata (1180 m²), comproprietà di __________ ed
__________ __________, come pure attraverso la particella n. __________RFD, a
sua volta edificata (801 m²), comproprietà di __________ e __________
__________. La servitù grava il tracciato di una stradina, lunga un centinaio
di metri, che collega le tre particelle alla pubblica via.
B. Il 20 dicembre 1994
__________ ed __________ __________ hanno convenuto __________ __________
davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona, chiedendo di essere autorizzati
a spostare la stradina (che taglia in due il loro fondo) sul lato sud della
particella, raccordandola poi con una doppia curva – secondo una planimetria da
loro preparata – al tracciato che attraversa la particella n. __________.
__________ __________ si è opposto alla petizione, contestando i presupposti
per un trasporto della servitù e chiedendo in subordine, nel caso in cui
l’azione fosse stata accolta, un’indennità (imprecisata) in rifusione del
danno. Gli attori hanno rifiutato qualsiasi indennizzo. Le parti hanno
mantenuto invariate le loro posizioni fino al dibattimento finale, tenutosi il
20 marzo 1997.
C. Con sentenza del 27
marzo 1997 il Pretore ha accolto la petizione, ha disposto lo spostamento della
servitù in conformità alla planimetria elaborata dagli attori, spese a carico
di questi ultimi, e ha ordinato all’ufficiale del registro fondiario la
modifica dell’iscrizione non appena fosse stato ultimato il nuovo accesso. Gli
oneri processuali (fr. 1680.–), con una tassa di giustizia di fr. 600.–, sono
stati posti a carico di __________ __________, tenuto a rifondere a __________
ed __________ __________ fr. 1500.– complessivi per ripetibili.
D. Insorto il 28 aprile
1997 con un appello contro la sentenza appena citata, __________ __________
chiede che la petizione sia respinta, il trasporto della servitù negato e il
giudizio del Pretore riformato di conseguenza. Nelle loro osservazioni del 17
maggio 1997 __________ ed __________ __________ propongono di rigettare
l’appello e di confermare la sentenza impugnata.
Considerando
in diritto: 1. Il Pretore non ha
stabilito il valore litigioso, determinante per l’appellabilità della sentenza
(art. 15 CPC), oltre che per l’even-tuale suddivisione di oneri processuali e ripetibili.
Ora, giusta l’art. 9 cpv. 3 CPC, in controversie relative a servitù e rapporti
di vicinato il valore determinante è quello che il diritto in questione ha per
il fondo dominante o la svalutazione che tale diritto causa al fondo serviente,
se questa è maggiore. Mancando indicazioni al riguardo, gli atti andrebbero
ritornati al primo giudice perché fissi il valore della contestazione (art. 13
CPC). Nel caso in esame gli atti non danno indicazioni __________ valore che lo
spostamento del passo ha per i fondi delle parti. Sulla base della comune
esperienza si può presumere nondimeno che, trasferita la servitù di passo lungo
il confine sud del fondo, l’immobile degli attori possa valere fr. 8000.– più
di quanto valga nella situazione attuale, con la servitù di passo che divide il
terreno in due. Gli attori medesimi, del resto, hanno promosso una causa
ordinaria e il convenuto non ha mai eccepito alcunché in relazione al valore
litigioso. Tempestivo, l’appello appare di conseguenza ricevibile.
-
Il Pretore ha
ritenuto che gli attori abbiano dimostrato un interesse legittimo al trasporto
della servitù, il tracciato del passo separando in modo esteticamente infelice
la loro casa dal giardino ed esponendo l’abitazione a immissioni nocive o
moleste. A mente del Pretore la modifica del percorso non pregiudica la raggiungibilità
del fondo dominante, pur limitandone l’accesso “a un unico senso di marcia” e
riducendo la possibilità di creare nuovi posteggi. Accertato che la servitù è
stata costituita nel 1962 a scopo agricolo, per consentire lo sfruttamento del
vigneto posto sul fondo dominante, il primo giudice ha rifiutato di tenere in
considerazione le esigenze del traffico motorizzato. In ogni modo – egli ha
soggiunto – il nuovo tracciato non impedisce il transito di automezzi pesanti,
se non altro fino alla prima curva. Il modesto disagio che deriva al convenuto
risulterebbe perciò, in ultima analisi, trascurabile. Quanto alla richiesta di
indennizzo, il Pretore l’ha respinta perché a suo parere il trasporto della
servitù non sminuisce il valore del fondo dominante, gli attori stessi dovendo
sopportare – per il resto – le spese derivanti dallo spostamento del passo
veicolare.
-
Se l’uso di una
servitù richiede solo una parte del fondo, il proprietario che giustifica un
interesse può chiederne il trasporto a sue spese “sopra un’altra parte non meno
adatta per il fondo dominante” (art. 742 cpv. 1 CC). Mentre i nuovi bisogni del
fondo dominante non giustificano un aggravio della servitù (art. 739 CC), fatti
nuovi possono abilitare il proprietario del fondo serviente a instare per una
modifica della servitù medesima, a condizione – appunto – che quest’ultima
gravi solo una parte del fondo, che il richiedente dimostri un interesse
legittimo alla modifica dell’assetto, che la servitù possa essere esercitata in
modo acconcio anche dopo lo spostamento e che il proprietario del fondo serviente
assuma i costi dell’intervento. Se il trasporto della servitù non è possibile
senza scapito per il proprietario del fondo dominante, l’art. 742 CC è
inapplicabile. Al proprietario del fondo serviente non rimane, in tal caso, che
chiedere uno spostamento della servitù – dietro indennizzo – a titolo di
riscatto parziale, sempre che ricorrano i presupposti dell’art. 736 cpv. 2 CC (Steinauer, Les droits réels, vol. II,
2ª edizione, pag. 337 n. 2309a segg. e 2310a con richiami di dottrina e
giurisprudenza).
-
In concreto la
servitù di passo “con veicoli – larghezza 3 m” risulterebbe essere stata
iscritta sul fondo degli attori il 9 ottobre 1962, in base a una decisione n.
__________ (senza data) emessa dalla Commissione di ricorso di II istanza
nell’ambito del raggruppamento terreni in __________ -__________ (doc. C). Tale
decisione riguardava però la contigua particella n. __________RFD, ora comproprietà
di __________ e __________ __________, non la particella n. __________ RFD (si
veda la planimetria allegata al doc. E). La superficie formante l’odier-na particella
degli attori è stata scorporata dall’originaria particella n. __________RFD (il
fondo dominante) il 12 luglio 1963, e non per essere intavolata come fondo a
sé, ma per essere semplicemente annessa alla particella n. __________RFD
(all’epoca unico fondo serviente). In quell’occasione, con rogito n. __________
del notaio dott. __________ __________, il diritto di passo è stato protratto
lungo la superficie scorporata (doc. F e G), la quale diventerà in seguito la
particella n. __________RFD. La servitù di passo sul fondo degli attori non è
stata costituita quindi con la citata decisione della Commissione di ricorso di
II istanza, ma con l’atto notarile testé menzionato.
-
L’art. 738 CC
stabilisce che l’iscrizione di una servitù nel registro fondiario fa fede circa
l’estensione della medesima in quanto determini chiaramente i diritti e le obbligazioni
che ne derivano (cpv. 1). Entro i limiti dell’iscrizione, l’estensione della
servitù può risultare dal titolo di acquisto o dal modo in cui la servitù è
stata esercitata per molto tempo, pacificamente e in buona fede (cpv. 2). A
carico della particella n. __________RFD figura iscritto, come noto, un
“diritto di passo con veicoli – larghezza 3 m” senza ulteriori restrizioni né
vincoli d’uso agricolo. Si volesse risalire all’atto costitutivo della servitù
per definirne il contenuto esatto, occorrerebbe far capo al rogito n.
__________del notaio __________ __________, di cui però tutto si ignora. Gli
attori sostengono che – comunque sia – il diritto di passo sulla loro particella
“trae origine dalla decisione RT di II istanza”, poiché costituisce una
semplice estensione della servitù preesistente sulla particella n.
__________RFD (osservazioni all’appello, pag. 2). La destinazione d’uso avrebbe
perciò chiara connotazione agricola. A supporre tuttavia – con gli attori – che
il “passo carreggiabile” costituito dalla Commissione di ricorso di II istanza
sulla particella n. __________RFD avesse finalità meramente agricole, rimane il
fatto che l’appel-lante beneficia – se non altro – di un diritto di passo
veicolare a scopo agricolo lungo il subalterno c (76 m²) della loro
particella n. __________RFD.
-
Nel caso in esame
due condizioni per il trasporto della servitù sono pacificamente adempiute: la
circostanza che il passo grava solo una parte del fondo serviente (il
subalterno c, come detto) e quella che gli attori sono disposti ad
assumere i costi derivanti dalla prospettata modifica. Contestate restano le
altre due condizioni, ovvero la legittimità dell’interesse addotto a sostegno
dello spostamento e l’idoneità del nuovo tracciato a un adeguato esercizio
della servitù. Per quanto riguarda la legittimità dell’in-teresse addotto, il
Pretore ne ha intravisto gli estremi – come si è accennato (sopra, consid. 2) –
nell’opportunità di spostare un passo esteticamente infelice, per far aumentare
il valore dell’im-mobile e liberarne lo stabile da immissioni nocive o moleste
(sentenza, pag. 5). L’appellante sostiene, in estrema sintesi, che l’interesse
estetico va considerato sufficiente solo in casi eccezionali, che in concreto
nessun vantaggio economico è stato dimostrato e che nella situazione attuale la
servitù non è fonte di pericoli né di immissioni (memoriale, punto 2).
a) Che
gli attori possano vantare un serio interesse alla modifica della servitù è effettivamente
dubbio. Se da un lato può apparire comprensibile, infatti, che essi desiderino
riunire le due parti del fondo (serviente) tagliate dal tracciato del passo,
dall’altro non va dimenticato che l’art. 742 CC presuppone, per la modifica di
una servitù, l’esistenza di esigenze nuove rispetto al momento in cui la servitù
è stata costituita (sopra, consid. 3; v. anche Simonius/Sutter, Schweizerisches Immobiliarsachenrecht, vol.
II, Basilea 1990, pag. 74 n. 20). Se nuovi bisogni del fondo dominante non
giustificano in effetti un aggravio della servitù, per giustificare una
modifica di quest’ultima occorrono almeno nuovi bisogni del fondo serviente. Si
prescindesse da ciò, ogni proprietario gravato potrebbe rimettere in discussione
l’assetto di una servitù in qualsiasi momento. Nella fattispecie gli attori non
hanno mai fatto valere elementi nuovi a sostegno della loro richiesta: non
intenzioni di ordine edilizio né propositi di nuova sistemazione esterna, foss’anche
a scopo di semplice abbellimento (Liver
in: Zürcher Kommentar, 2ª edizione, nota 31 ad art. 742 CC). L’unico progetto
consiste nello spostamento fine a sé stesso della servitù (doc. 5d). Che tale
intento basti per l’applicazione l’art. 742 CC appare incerto.
b) A
parte ciò, l’interesse estetico ravvisato dal Pretore riesce poco evidente, ove
appena si consideri che l’area gravata dalla servitù non risulta – almeno
stando agli atti (doc. 4 e allegato D alla delucidazione scritta della perizia,
del 12 febbraio 1997) – di apprezzabile pregio paesaggistico. Che poi il
trasporto del passo aumenti il valore del fondo serviente non è, da solo, un
motivo per giustificare un legittimo interesse alla modifica. Quanto al
pericolo causato dal passo veicolare e alle presunte immissioni, l’appellante
fa notare che il passaggio di automobili sull’area della servitù è molto raro e
avviene a passo d’uomo (memoriale, pag. 6). Gli appellati non pretendono il
contrario (osservazioni, pag. 5 seg.); obiettano che il pericolo sussiste ad ogni
modo in presenza di bambini, ma v’è da domandarsi se un raro transito di
automobili a passo d’uomo costituisca un vero pericolo. Ciò premesso, la
questione di sapere se gli attori abbiano recato la prova di un interesse
legittimo allo spostamento della servitù desta perplessità. La questione può
nondimeno rimanere indecisa poiché, come si vedrà in appresso, quand’anche nel
caso specifico si ammettesse un legittimo interesse degli attori sotto il
profilo dell’art. 742 cpv. 1 CC, farebbe difetto il quarto requisito, ossia
l’idoneità del nuovo tracciato a un adeguato esercizio del passo.
- La condizione che il
trasporto della servitù abbia luogo su un’ altra parte del fondo “non meno
adatta” all’esercizio del diritto non va interpretata, per la verità, con soverchio
rigore. Lo spostamento può anche causare al beneficiario qualche svantaggio,
purché si tratti di inconvenienti minori (Liver,
op. cit., nota 32 ad art. 742 CC con citazioni). Il primo giudice ha ritenuto
che la doppia curva prevista dal nuovo tracciato della servitù cagioni
all’appellante “una perdita minima di agio”, poiché il tratto è “percorribile
interamente con autoveicoli leggeri e sino alla prima curva con automezzi
pesanti” (sentenza, pag. 7). L’appel-lante fa notare che il nuovo percorso,
oltre a invadere parzialmente la particella n. __________dei coniugi
__________, rende difficile il transito con veicoli leggeri e impedisce quello
con mezzi pesanti (memoriale, pag. 8 segg.). Non può quindi definirsi idoneo
all’esercizio del passo.
a) Dalla
perizia giudiziaria si evince che lo spostamento della servitù prospettato
dagli attori non influisce sulle possibilità di carico e scarico, ma consente
solo il passaggio di autoveicoli leggeri. Autocarri a passo corto potrebbero
affrontare la prima curva, ma non la seconda, quantunque la visibilità sarebbe
di per sé sufficiente (referto, pag. 2 in basso e 3 in alto). Ne consegue che,
rispetto alla situazione attuale (percorso poco meno che rettilineo),
l’appellante perderebbe la possibilità di accedere al proprio fondo dalla
pubblica via con mezzi – destinati alla manutenzione e allo sfruttamento del
vigneto – che eccedono il peso totale di 3.5 t. La limitazione non è di poco
conto e mal si capisce come il Pretore possa reputarla marginale (o addirittura
trascurabile: sentenza, pag. 7), la portata massima della via d’accesso in sé
essendo di 7 t (delucidazione scritta della perizia, pag. 4 in fondo). Che il
progetto di nuovo tracciato consenta almeno il passaggio di un autocarro con
peso totale di 7 t non solo non è dimostrato, ma sembra finanche escluso, un
veicolo del genere potendo notoriamente avere un passo che supera i 5 m. Il
trasferimento di servitù chiesto dagli attori non può pertanto, nelle
circostanze descritte, considerarsi offerto “sopra un’altra parte [del fondo serviente]
non meno adatta per il fondo dominante”, nessun paragone essendo proponibile
con il precedente pubblicato in Rep. 1982 pag. 384, dove il nuovo percorso
della servitù non implicava limitazioni di transito significative.
b) Gli
attori affermano, certo, che il convenuto non è mai transitato sul loro fondo
con mezzi pesanti, tanto meno destinati a scopo agricolo, ma essi dimenticano
che il mancato uso di una servitù non ne determina l’estinzione (Liver , op. cit., note 122 segg. ad art.
738 CC; Steinauer, op. cit., pag.
314 n. 2246). Poco importa inoltre, ai fini dell’art. 742 CC, che il
proprietario del fondo dominante potrebbe eventualmente accontentarsi, per le
sue esigenze, di diritti meno estesi. Un’argomentazione siffatta potrebbe
essere di rilievo, tutt’al più, nel quadro di una causa per il parziale
riscatto della servitù (art. 736 cpv. 2 CC), non per un semplice spostamento
giusta l’art. 742 CC. Ciò posto, è superfluo interrogarsi se altri seri
svantaggi ostino al trasporto della servitù, segnatamente il fatto che il nuovo
percorso non permetta di accedere al fondo dell’appellante con lo stesso raggio
di curvatura (perizia, pag. 5), oppure sconfinerebbe sulla particella n.
__________RFD o ancora richieda la rimozione di condotte.
- L’accoglimento
dell’appello implica il rigetto della petizione e l’addebito degli oneri
processuali agli attori in solido, tanto in prima quanto in seconda sede (art.
148 cpv. 1 CPC). Il convenuto, parte vincente, ha diritto a un’equa indennità
in entrambi i gradi di giurisdizione.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: I. L’appello è accolto e la
sentenza impugnata è così riformata:
-
La petizione è respinta.
-
La tassa di giustizia di fr. 600.– e
le spese di fr. 1680.– sono poste a carico degli attori in solido, con obbligo
di rifondere solidalmente al convenuto fr. 1500.– complessivi per ripetibili.
II. Gli oneri processuali di
appello, consistenti in:
a) tassa di
giustizia fr. 300.–
b) spese fr.
50.–
fr.
350.–
(da
anticipare dall’appellante) sono posti a carico degli appellati in solido, che
rifonderanno alla controparte, sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1500.–
complessivi per ripetibili di appello.
III. Intimazione:
– avv. __________
__________, __________;
– avv. __________
__________, __________a.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.
Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello
La presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 02.07.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster