Asylum non-entry decision and removal confirmed

d-4635-2007Bundesverwaltungsgericht / 4. Abteilung26.09.2007Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

A Georgian asylum seeker appealed against an UFM decision of non-entry, removal, and execution of removal. He argued that he lacked identity documents for excusable reasons, that his asylum narrative was detailed, and that further clarification was needed. The Federal Administrative Court held that he had not shown excusable grounds for failing to produce official documents, that his allegations were manifestly inconsistent, and that no additional inquiries were required. It also found no obstacle to removal under non-refoulement or domestic law. The appeal was dismissed in summary proceedings, and court costs of CHF 600 were imposed on the appellant and offset against the advance paid.

Omnilex-Regeste

Art. 32 cpv. 2 lett. a and cpv. 3 LAsi; non-entry for failure to submit identity documents and manifestly inconsistent asylum claims; the exception for excusable inability to produce documents requires credible reasons, and a later production on appeal does not cure the defect. Where the account lacks sufficient credibility and no additional clarification is required, the authority may refuse substantive examination and order removal. Removal is additionally maintainable if no concrete indication of a breach of non-refoulement or of any legal or practical obstacle to execution is shown (consid. 7-11, 14-15).

Gesamter Gesetzestext

BVGer D-4635/2007

Entscheiddatum: 26.09.2007Publikationsdatum: 04.10.2007

Tribunal administrativ federal

Corte IV

D-4635/2007/mae/cac

{T 0/2}

Sentenza del 26 settembre 2007

Composizione

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), Fulvio Haefeli e Gérald Bovier,

cancelliere Marco Poretti.

Parti

A._______, Georgia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,

autorità inferiore.

Oggetto

la decisione del 4 luglio 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N

Fatti:

A.

Il 30 maggio 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza (cfr. i due verbali d'audizione del 5 giugno 2007), d'essere espatriato perché in Abcasia gli ex combattenti gli rimproverano d'essere d'etnia georgiana e di non aver partecipato ai combattimenti al loro fianco. Gli avrebbero quindi intimato di lasciare l'Abcasia, rubato il bestiame e, il [...] 2006, sparato contro la sua abitazione nonché incendiato la stessa. Non avrebbe potuto stabilirsi sul territorio controllato dal governo di Tbilisi perché i connazionali d'etnia georgiana lo avrebbero sospettato d'aver combattuto nelle fila degli abcasi.

B.

Il 4 luglio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamen-to medesimo siccome lecita, esigibile e possibile.

C.

Il 6 luglio 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della domanda d'asilo. Ha altresì presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.

Il 13 luglio 2007, il TAF ha considerato il gravame siccome privo di probabilità d'esito favorevole ed ha respinto la summenzionata domanda d'assistenza giudiziaria. Ha quindi invitato il ricorrente a versare un anticipo, di fr. 600.--, a copertura delle presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di mancato versamento di detto anticipo nel termine accordato.

E.

Il 23 luglio 2007, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo richiesto.

Diritto:

Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 e all'art. 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente sentenza deve essere redatta in italiano.

Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile di giustificare la mancata consegna di un simile documento. Ha inoltre ritenuto siccome manifestamente inconsistenti le allegazioni decisive in materia d'asilo presentate dall'interessato, segnatamente per l'assenza di dettagli sugli accadimenti narrati (fra l'altro in un primo tempo neppure ha accennato all'incendio della sua casa) e per la divergenza sulla persona che l'avrebbe informato dei sospetti che avrebbero gravato nei suoi confronti d'avere combattuto per gli abcasi. Secondo l'autorità inferiore non sono, altresì, necessari degli ulteriori chiarimenti né ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato né dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

Nel ricorso, l'insorgente sostiene di non poter esibire né un passaporto né altri documenti d'identità ritenuto che non ne avrebbe mai posseduti, ad eccezione del passaporto interno, usato al tempo dell'Unione Sovietica, che aveva in casa e che probabilmente è andato distrutto nell'incendio della stessa. Peraltro, il suo racconto è dettagliato e privo di contraddizioni. Fa valere che la divergenza rilevata nella decisione impugnata non è tale, visto che si riferisce a due dichiarazioni successive e che non può escludersi un equivoco o una confusione a causa della stanchezza. Segnala che pure la rappresentante dell'istituzione ha indicato che l'audizione (unificata) è (forse) lunga anche per il richiedente. Sarebbe pertanto necessario procedere ad ulteriori chiarimenti.

6.1 Preliminarmente, questo Tribunale osserva che l'insorgente non ha censurato la mancata edizione del rapporto concernente l'esame Lingua effettuato dall'autorità inferiore l'8 giugno 2007, benché l'esistenza di detto rapporto gli fosse nota. In effetti, il ricorrente ha preso parte alla conversazione telefonica alla base del rapporto medesimo e quest'ultimo è menzionato nell'indice degli atti di causa che ha ricevuto (v. inoltre la decisione incidentale del TAF del 13 luglio 2007, nella quale il citato rapporto è stato nuovamente esplicitamente menzionato). In assenza di censure di parte e del fatto che nel surriferito rapporto è confermata l'allegata cittadinanza del ricorrente, non v'è motivo in tale ambito per un intervento d'ufficio da parte del TAF.

6.2 Quanto all'implicita censura concernente l'eccessiva durata delle due audizioni effettuate il 5 giugno 2007 - di un'ora e 35 minuti la prima e di due ore e 30 minuti la seconda, con una pausa di 35 minuti fra l'una e l'altra - va osservato che nella prima audizione non è stato interrogato sui motivi d'asilo, ma solo su questioni semplici riguardanti i suoi dati personali e l'itinerario seguito per giungere in Svizzera, e che una durata complessiva di quattro ore e cinque minuti non è esagerata, considerata la pausa di 35 minuti effettuata. Peraltro, l'insorgente non ha preteso, né in corso d'audizione né successivamente, che i verbali fossero incompleti o che non riportassero fedelmente le dichiarazioni decisive rese, né ha fornito una versione definitiva sulla persona che l'avrebbe informato dei sospetti che avrebbero gravato nei suoi confronti d'avere combattuto contro i georgiani al fianco degli abcasi. La censura va quindi disattesa.

7.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c).

7.2 Sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (DTAF D-2279/2007 dell'11 luglio 2007 destinata alla pubblicazione).

7.3 Inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni manifestamente inconsistenti o manifestamente irrilevanti. La manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché dalla evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF D-688/2007 dell'11 luglio 2007 destinata alla pubblicazione).

Questo Tribunale osserva che il ricorrente, senza valide ragioni, ha omesso di presentare tempestivamente dei documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli sin dal 30 maggio 2007. Non v'è, altresì, ragione di ritenere che se l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti tentativi per procurarsi tempestivamente simili documenti, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito favorevole. Basti rilevare che non avendo allegato persecuzioni da parte delle autorità statali georgiane avrebbe potuto e dovuto, usando della necessaria diligenza, rivolgersi ad una rappresentanza georgiana all'estero e chiedere l'emissione di documenti ai sensi di legge. Peraltro, se un richiedente l'asilo non aveva ragioni valide per giustificare la mancata esibizione di documenti di viaggio o d'identità in procedura di prima istanza, non vi è motivo d'annullare la decisione di non entrata nel merito quand'anche avesse a presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

Il TAF rileva, inoltre, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione, delle allegazioni decisive presentate. Le stesse s'esauriscono, in effetti, in mere affermazioni di parte, non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere, nella misura in cui riassunte nel presente giudizio, rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi e all'art. 4 PA). Basti ancora rilevare che non v'è, peraltro, ragione di ritenere, tanto meno sulla base d'allegazioni generiche ed imprecise, che le autorità statali georgiane non accorderebbero all'insorgente un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo nei suoi confronti degli abcasi. Per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come del tutto prive di fondamento, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni determinanti rese dal ricorrente.

Ritenuta la manifesta inconsistenza delle allegazioni decisive presentate (v. considerando 9 del presente giudizio), non risulta una necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del ricorrente (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). In simile evenienza, non lo soccorre neppure la generica nota della rappresentante dell'istituzione di soccorso, presente alla seconda audizione del 5 giugno 2007, secondo cui è giustificata un'entrata nel merito della domanda d'asilo in esame.

11.1 Per i medesimi motivi, non emergono neppure elementi da cui dedurre che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv. 3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

11.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e la possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento) oltre a quelli di diritto internazionale pubblico (esaminati al precedente considerando 11.1). In effetti, anche in materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento non emerge dalle carte processuali alcun elemento suscettibile d'imporre degli ulteriori chiarimenti, ritenuto altresì che il ricorrente non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito.

11.3 Premesso ciò, quanto ad eventuali ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili all'art. 14a cpv. 4 LDDS, va osservato che in Georgia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

11.4 Inoltre, il ricorrente è [...], [...] ed ha una certa formazione ed esperienza professionale. Peraltro, in sede di ricorso non ha preteso che il suo stato di salute s'oppone alla pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento, senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in Svizzera per motivi medici (v. sulla questione GICRA 2003 n. 24). In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per l'insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Georgia.

11.5 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 14a cpv. 2 LDDS). Il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

L'esecuzione dell'allontanamento è lecita, esigibile e possibile per le ragioni indicate al considerando 11 del presente giudizio. Per conseguenza, anche in materia d'allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 cpv. 1 e 3 LAsi).

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 600.--, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). L'anticipo di fr. 600.-- versato dal ricorrente il 23 luglio 2007 è computato con le spese processuali.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

Il ricorso è respinto.

Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. L'anticipo di fr. 600.--, versato il 23 luglio 2007, è computato con le spese processuali.

Comunicazione a:

  • ricorrente (raccomandata)

  • autorità inferiore (in copia; n. di rif. N )

  • B._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione:

Schlagwörter

asylumnon-entryidentity documentscredibilityremovalnon-refoulementsummary proceedingscourt costs

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the asylum application had to be entered into despite no travel or identity documents within 48 hours.

Extrahierter Entscheid

No; the applicant failed to show excusable reasons for not producing documents, so the non-entry decision stood.

Extrahierte Begründung

He did not timely submit official identity/travel documents and could have sought Georgian documents abroad; later production on appeal would not cure the defect.

Kernrechtsfrage

Whether the asylum statements were so inconsistent or irrelevant that further clarification was required.

Extrahierter Entscheid

No; the allegations were deemed manifestly inconsistent and no further clarification was necessary.

Extrahierte Begründung

The account lacked detail and contained discrepancies, and the file did not show a need for additional inquiry under the asylum provisions.

Kernrechtsfrage

Whether removal and execution of removal were unlawful, impossible, or unreasonable.

Extrahierter Entscheid

No; removal was lawful, reasonable, and possible, and no international or domestic obstacle was shown.

Extrahierte Begründung

The court found no real risk under non-refoulement standards, no generalized violence in Georgia, no medical obstacle, and no proof that return documents could not be obtained.

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