Supervisory complaint over TV broadcast and request to suspend investigation

BA.2010.1Bundesstrafgericht17.03.2010Dismissed

Von Omnilex extrahiert

Omnilex-Zusammenfassung

A. challenged a TV broadcast about organized crime that showed his name and image, alleging a violation of the presumption of innocence and asking the Federal Criminal Appeals Chamber to intervene against the MPC and the UGIF, and to suspend the criminal proceedings. The court held that the supervisory complaint was not a proper remedy for such requests, found no evidence that Swiss investigating authorities had actively participated in the broadcast, and noted that any complaint against the broadcaster or individual speakers had to be brought elsewhere. The complaint was rejected insofar as admissible, and A. was ordered to pay CHF 500 in court fees.

Omnilex-Regeste

Art. 28 cpv. 2 LTPF; supervisory complaint against the conduct of the federal prosecution and investigating judges; admissibility and scope. A supervisory complaint is not a legal remedy in the strict sense and does not allow the complainant to assert a subjective right to a decision on the merits. It serves high supervision only and cannot replace ordinary criminal remedies; requests aimed at discontinuing or suspending the proceedings are therefore inadmissible in this framework (consid. 1-3). Absent concrete indications of active participation by Swiss authorities in a media broadcast, allegations based on an allegedly prejudicial report are unfounded; complaints against the broadcaster or private speakers must be pursued before the competent bodies, not via supervisory review (consid. 4-6).

Gesamter Gesetzestext

Sentenza del 17 marzo 2010 I Corte dei reclami penali Composizione Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, Emanuel Hochstrasser e Patrick Robert-Nicoud, Cancelliera Tanja Inniger

Parti

A., rappresentato dall’avv. Ernesto Ferro,

Reclamante

contro

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO- NE,

Controparte

Istanza precedente UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,

Oggetto Vigilanza (art. 28 cpv. 2 LTPF)

Bundesstrafgericht Tribunal pénal fédéral Tribunale penale federale Tribunal penal federal Numero dell’incarto: BA.2010.1

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Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

  • che il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) ha avviato delle indagini di polizia giudiziaria nei confronti di A. per titolo di organizzazio- ne criminale, riciclaggio di denaro e infrazione alla legge federale sugli stupe- facenti il 5 giugno 2003;

  • che le indagini si trovano attualmente allo stadio finale dell’istruzione prepara- toria (incarto VU.2005.22);

  • che con scritto del 17 febbraio 2010 al giudice istruttore incaricato delle inda- gini, il patrocinatore di A. ha censurato l’emissione della televisione B. deno- minata “C.” andata in onda il 4 febbraio scorso, per aver trasmesso un repor- tage sulla presenza della criminalità organizzata calabrese in Svizzera nel corso della quale sono apparsi più volte il nome e l’immagine del suo assistito (v. act. 1.2);

  • che secondo il reclamante tale trasmissione – realizzata con la collaborazione degli organi inquirenti italiani e svizzeri – configurerebbe una chiara quanto inammissibile violazione del principio della presunzione di innocenza, al punto da imporre una sospensione della procedura ex art. 120 PP (v. act. 1.2);

  • che ritenendo che la segnalazione del 17 febbraio 2010 dell’avv. Ferro debba essere trattata alla stregua di un reclamo all’autorità di vigilanza sull’operato del MPC ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 della legge sul Tribunale penale federale (LTPF; RS 173.71), il 22 febbraio 2010 il Dipartimento federale di giustizia e polizia ha trasmesso per competenza l’incarto alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (v. act. 1.1);

  • che chiamati ad esprimersi sul reclamo, Ufficio dei giudici istruttori federali (in seguito: UGIF) e MPC, con osservazioni del 11 e 12 marzo 2010, ne postula- no la reiezione, respingendo integralmente le critiche esposte dal reclamante (v. act. 5 e 7);

  • che giusta l’art. 28 cpv. 2 LTPF, la I Corte dei reclami penali esercita la vigi- lanza sulle indagini della polizia giudiziaria federale e sull’istruzione preparato- ria nelle cause penali sottoposte alla giurisdizione federale;

  • che per invalsa giurisprudenza e dottrina, il reclamo in materia di vigilanza non costituisce un rimedio giuridico in senso stretto, dato che non viene impugnata una decisione concreta e che il reclamante non dispone in tal caso di nessun diritto a che l’autorità adita tratti il caso a lei sottoposto (DTF 123 II 402 con-

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sid. 1b/bb; 130 IV 140 consid. 3; HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, Schweizeri- sches Strafprozessrecht, 6° ediz., Basilea 2005, pag. 464 n. 6);

  • che dalla trasmissione incriminata, visionata su cassetta dal giudice relatore e dalla cancelliera della Corte adita, non é emerso alcun elemento che possa far sospettare una partecipazione attiva degli organi inquirenti svizzeri (MPC e UGIF) alla stessa;

  • che per quanto attiene le doglianze nei confronti dell’operato della Polizia giu- diziaria federale, queste andrebbero in primo luogo indirizzate all’organo di vi- gilanza diretto – ossia il procuratore generale del MPC – e non alla I Corte dei reclami penali, cui compete solo l’alta vigilanza (v. art. 17 cpv. 1 PP);

  • che, ad ogni modo, nei suoi due brevi interventi, il capo della Polizia giudizia- ria federale Michael Perler non fa cenno alcuno a situazioni, delitti o nominativi specifici, limitandosi in modo del tutto generico a menzionare la pericolosità della criminalità organizzata calabrese (N’drangheta) per la Svizzera e la sua piazza finanziaria;

  • che anche l’accenno ad una presunta collaborazione con la “Procura federale svizzera” che appare nei titoli di coda della trasmissione non costituisce indizio alcuno della sussistenza di tale collaborazione, in primo luogo perché tale de- nominazione non esiste, e in seguito poiché con tutta probabilità si riferisce ai due stralci dell’intervista concessa dal sig. Perler testé menzionati;

  • che da parte loro MPC e UGIF hanno fermamente negato ogni coinvolgimento nella trasmissione in esame (v. act. 5 e 7);

  • che, come addotto dal MPC, non è peraltro la prima volta che l’inchiesta che coinvolge il qui imputato è oggetto di attenzione dei media locali e nazionali, i quali nelle loro cronache avevano riportato non solo le misure adottate dal MPC ma anche dichiarazioni di alcuni imputati e persino loro fotografie (v. act. 7.1 e 7.2);

  • che nella trasmissione censurata il nome di A. emerge durante un’intervista rilasciata da tale D., che però – come precisato dallo stesso conduttore della trasmissione “C.” alla fine del reportage – non è una testimone ufficiale dell’inchiesta;

  • che il reclamante dispone comunque della facoltà di sporgere denuncia, nelle adeguate sedi, sia contro l’ente radio-televisivo responsabile della messa in

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onda della trasmissione, sia contro qualsiasi persona che lo ha esplicitamente nominato;

  • che ne scende che le critiche esposte dal reclamante nei confronti di MPC e UGIF in relazione alla trasmissione televisiva querelata risultano completa- mente infondate;

  • che la domanda di desistere dal procedimento ex art. 120 PP è inammissibile nell’ambito di un reclamo in materia di vigilanza, vista la sua natura sussidiaria rispetto agli ordinari rimedi giuridici previsti dalla procedura penale (e in parti- colare il reclamo giusta gli art. 105 bis e 214 PP; v. sentenza del Tribunale pe- nale federale BA.2004.13 del 21 gennaio 2005, consid. 2.1);

  • che il reclamante, risultando soccombente data l’inammissibilità e l’infondatezza del suo gravame, deve sopportare le spese processuali cagio- nate (art. 245 cpv. 1 PP in unione con l’art. 66 cpv. 1 LTF);

  • che una tassa di giustizia di Fr. 500.-- è posta a suo carico; essa è fissata in applicazione degli art. 1 e 3 del Regolamento dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32).

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia:

  1. Nella misura in cui è ammissibile, il reclamo è respinto.

  2. Una tassa di giustizia di Fr. 500.-- è messa a carico del reclamante.

Bellinzona, il 17 marzo 2010

In nome della I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale

Il Presidente: La Cancelliera:

Comunicazione a :

  • Avv. Ernesto Ferro
  • Ministero pubblico della Confederazione
  • Ufficio dei giudici istruttori federali

Informazione sui rimedi giuridici: Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.

Schlagwörter

supervisory complaintpresumption of innocencemedia broadcastcriminal investigationinadmissibilitycourt costs

Von Omnilex extrahiert

Kernrechtsfrage

Whether the supervisory complaint against the MPC and the federal investigating judges was well-founded regarding the TV broadcast

Extrahierter Entscheid

The complaint was unfounded because no active participation by Swiss investigating authorities in the broadcast was shown.

Extrahierte Begründung

The court found no indication that the MPC or the UGIF had participated in the broadcast; the references were generic, the alleged collaboration was unsupported, and any complaint about the broadcaster or the named speaker had to be brought before the proper forum.

Kernrechtsfrage

Whether the request to discontinue or suspend the proceedings under Art. 120 PP was admissible in this supervisory complaint

Extrahierter Entscheid

The request was inadmissible because supervisory complaints are subsidiary to ordinary procedural remedies.

Extrahierte Begründung

A supervisory complaint is not a proper substitute for ordinary criminal remedies; therefore a request to stop the proceedings could not be entertained in this setting.

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