BGE 57 II 575
BGE 57 II 575Bge10.06.1925Originalquelle öffnen →
574 Sachenrecht. N° 92. sich auf Summen beschränkt, welche für den Besitzer mehrerer Liegenschaften nichts verdächtiges an sich haben und, wie übrigens auch die Beteiligung des Geser, , nur den Schluss auf starke Immobilisierung, nicht auch auf « schwere überschuldung» aufdrängen. Dass dieser Wechselverkehr etwa nicht ordnungsgemäss vor sich gegangen sei, ist nicht aufgezeigt worden. Und wenn es der Klägerin habe auffallen müssen, dass Müller nun plötzlich über einen bankfähigen Pfandtitel verfüge, so begründete dies noch keinen Verdacht, dass der Titel nicht in Ordnung gehen könnte; darum aber, ob es bei der Rückgabe des Titels durch den bisherigen Inhaber (z. B. einen Faustpfandgläubiger) mit rechten Dingen zugegangen sei, brauchte sich die Klägerin nicht zu kümmern. War es schliesslich wirklich undenkbar dass der bisherige Inhaber, auch ohne vorgängig bef;iedigt worden zu sein, den Titel zu anderweitiger vorteilhafterer Verwertung vorderhand dem Müller anvertraut hatte dem seine Inhabertitel anvertrauen z~ müssen das Publi~ kum von Verwaltungs wegen genötigt war? Ebensowenig brauchte zum Aufsehen zu mahnen, wenn der Schuld- brief in keiner Weise zerknittert oder beschmutzt war da es sich ja nicht um ein zum Umlaufe bestimmte~ Papier handelte, welches vielmehr bisher sehr wohl erst durch eine Hand gegangen sein konnte. Sodann hätte die Fälschung der Unterschriften des Grundbuchver- walters und des Bezirksgerichtspräsidenten auch von demjenigen, ,velchem diese Namenzüge geläufig smd, erst bei näherer Betrachtung erkannt werden können, wozu jedoch, wie gesagt, keine Veranlassung bestand, zumal angesichts des aufgedrückten Amtssiegels. Der Hinweis des Beklagten auf das in Haarschrift aufge- druckte Jahr (1928) des Druckes des Iverwendeten [For- mulars ist unangebracht; es konnte umsoweniger zufäl- ligerweise in die Augen springen, als Müller es in raffinierter Weise verundeutlicht hatte. 3. -Unbestrittenermassen hätte der der Klägerin Obligationenrecht. N° 93. 575 verpfändete Schuldbrief volle Deckung, für den ebenfalls unbestrittenen Restbetrag ihres Darlehens geboten, wenn er echt gewesen wäre. Trotzdem im Konkursverfahren über Müller die Verteilung noch nicht stattgefunden hat, darf der VOll der Klägerin erlittene Schaden füglich auf diesen ganzen Betrag bemessen werden gestützt auf die von der Konkursverwaltung erteilte Auskunft über die Ergebnislosigkeit des Konkurses, wozu noch kommt, dass die Klägerin dem Beklagten die Abtretung eines allfälligen Dividendenanspruches anbietet, wobei sie zu behaften ist. Demnach erkennt das Bunde8yet'icht: Die Klage wird zugesprochen und dem Beklagten davon Akt gegeben, dass die Klägerin ihm die auf ihre Darle- hensforderung entfallende Dividende aus dem Konkurs über Walter Müller abtritt. IH. OBLIGATIONENRECHT DROIT DES OBLIGATIONS 93. Sentenza 16 d.ecembre 1931 d.eUa. 1 3 Sezione civile in causa BaleBtra c. Christen. Cac.eia proibita. -L'affittuario deI fondo percuote il cacciatore, 11 quale, tentando di coipirlo col calcio dello schioppo, si ferisee morta.lmente. -Azione di responsabilita della vedova e deUa figlia deI defunto. -Discriminazione delle eausa eoncorrenti e delle responsabilitA e determinazione dell'indennizzo. A. -Verso le 14,30 deI 6 ottobre 1927 Osvaldo Balestra, pittore decoratore, ventottenne, ammogliato ad Ida Brunel, 24anni, e padre di una bambino, di un anno , cacciava nei dintorni di Bellinzona e precisamente nella localita denominata « Semine » ed entrava in un prato di proprieta
Obligationenrecht. N° 93. deI sig. Dr. Pusterla, dato in aHitto ad Enrico Christen. Il prato e eintato; possiede due vani per l'entrata e l'uscita, muniti da sbarre ; dista circa 120 metri dalla casa Pusterla e circa 200 da altri abitati. Il territorio {( Semine » non e lontano dal « Dragonato », quartiere di Bellinzona. Nel fondo Pusterla paseolavano delle bovine di pro- prieM. deI Christen, sotto 180 vigilanza deI costui servitore, certo Casari. Appena entrato, Balestra fu reso attento dal detto Casari all'imprudenza di cacciare in luogo ove stava pascendo una mandra e fu invitato ad uscire dal recinto colle parole: « Fuori di qui, non e questo il luogo di sparare e di cacciare ». Balestra non se ne diede per inteso: sparo, uccise un uccelletto, 10 raccolse e ricarico il fucile. In seguito, trovando evidentemente inutile cacciare in luogo dove aveva gia sparato e, di nuovo ammonito dal Casari, Balestra si avviava verso l'uscita, quando fu interpellato dal Christen, il quale sopravvenendo in bicicletta, aveva seguito da Iontano Ia scena sopradescritta. D Christen iIitimava al Balestra d'uscire dal prato, caso contrario « avrebbe pensato lui c~ farsi ubbidire ll. Appena uscito dal chiuso, Balestra si trovo di fronte al Christen, ehe continuava ad inveire ed a gridare, ehe non era quello il luogo di andare a caccia, ehe nel prato non era permesso "di cacciare, ecc. Rispon- dendo Balestra in modo risentito «( di vacche non ne ho mai ammazzate, andro a caccia quando vorr<> come per il passato)l ece. -0 qualche.cosa di simile -), Christen, adirato, feee atto di aHerrare il fucile, ehe il cacciatore portava ad armaeo110, dicendo: « Te 10 faceio mangiare 10 il fucile 'J. Nello stesso tempo il Christen diede uno spintone al Balestra egli assesto un pugno 0 due sulla faccia. Questi, reagendo, aHerrava per le canne il fucile carico cd in posizione di scatto e, allontanatosi alquanto dal Christen, gli calava Ull colpo violento col calcio del- l'arma. Christen pero riuseiva, eon rapida mossa, 80 schi- vare il colpo, ehe eolpiva di seoreio solo 180 di lui spalla : il fueile, urtando eol ealcio il terreno, si spezzava, ed un Obligationenrecht. N° 93. 577 colpo ne partiva, dal quale Balestra fu mortalmente ferito. B. -Co11a petizione 14 aprile 1928 Ia vedova e la bambina Balestra citavano in giudizio Enrico Christen direttamente davanti al Tribunale di appello deI Cantone Ticino chiedendogli i1 pagamento di 25 000 fchi. cogli accessori. O. -Il convenuto conchiudeva, nelIa risposta, alla reiezione della petizione. Dei motivi della petizione come della risposta, si dira, se d'uopo, pit. sotto. D. -Con sentenza 19 maggio 1931 il Tribunale di appello deI Cantone Ticino statuiva : {( 1. La domanda della petizione di causa e accolta nel aenso ehe i1 convenuto Enrico Christen deve pagare agli Eredi deI fu Osvaldo Balestra 180 somma di 8000 fchi. coll'interesse deI 5 % apartire dalla intimazione della petizione. 2. La tassa di giustizia di 800 fchi., oltre le spese giudiziali, di copie e holli, sono carieate 801 convenuto, compensate le ripetibili. » . E. -Contro questa sentenza sono volti l'appelIo prin- cipale deI convenuto e l'appello adesivo delle attrici, ambedue inoltrati nei termini e modi di legge. Col primo si propone la reiezione, col seeondo l'accoglimento in . toto della petizione. Oonsiilerando in diritto :
578 Obligationenrecht. N° 93. tetta d,alla legge (art. 2 e 4, eifra 3 della legge federale sulla caccia deI 10 giugno 1925): in seeondo luogo, il fondo dista 120 a 200 metri dall'abitato, eioe a distanza tale ehe i proiettili (pallini) di una eartueeia di forza anehe media potrebbero essere ancora noeivi (art. 12 legge ibidem e 3 della legge eantonale Bulla eaceia) e, finalmente, si trattava di un fondo chiuso a mente dei disposti preeitati, a eio nulla ostando i due vani muniti da pali per ehiuderli, vani indispensabili per l'entrata e l'useita. Aggravante la cireostanza ehe, sul fondo in discorso, al momento in eui Balestra caceiava e sparava, si trovavano delle mueche. Dagli atti risulta, ehe grande e la tolleranza nel Tieino in materia di caceia e grande altresi la renitenza di molti eaeeiatori ad ottemperare ai divieti ed alle restrizioni delle leggi sulla caeeia. t testi assunti diehiarano unanimi, ehe neUe vieinanze di Bellinzona e preeisamente nei paraggi in diseorso si caeeia agli ueeelletti apertamente ed impunemente. Un pubblieo funzionario ammette senza ambagi ehe i eaeciatori si danno, indisturbati, a queste sport favorito in pieno meriggio e ehe la zona piu fre- quentata da loro e appunto quella ehe eomprende anehe il fondo Pusterla. Si eaceia anehe su fondi ove paseola il bestiame e, quando il fondo e eintato eOme quelle in discorso, si da semplicemente la -scalata ai muri. Malgrado queste deplorevoli eonsuetudini venatorie Ba- lestra doveva sapere ehe, entrando nel fondo altrui senza motivo giustificato ed a scopi illegali, si rendeva eolpevole di atto illecito. Tutti i eacciatori, anehe nel Tieino, sanno ehe la eaccia agli ueeelletti e vietata (salvo qualehe rara speeie speeialmente enuneiata neUe leggi) ; devono sapere altresi ehe e perieoloso sparare nelle vieinanze degli abitati e delle mandre. Se, nondimeno, molti la prati- eano eontravvenendo alla legge, si e appunto perche fanno fidanza nella tolleranza delle autorita locali di vigilanza ed anehe nella bonarieta dei proprietari dei terreni. Il Dipartimento tieinese degli Interni, eon apposita Obligationenrecht. N° 93. 579 eircolare distribuita ai eaeeiatori eon la patente (foglietto giallo), raceomanda loro di usare, eaeeiando, la massima prudenza. Raccomanda loro « vivamente », tra altro, di osservare il divieto di sparare in vieinanza deI bestiame ed a meno di 200 metri deH'abitato. E l'art. 8 eap. 1 della legge eantonale sulla eaeeia e sulla protezione degli uccelli, riprodotto nella patente tieinese, dispone : ({ Non e permessa 180 eaceia nei eimiteri, nei fondi ehiusi, neHe vigne eoltivate a pergolato... e a meno di 200 metri dagli abitati ... ». E' dunqueinsostenibile la tesi ehe, reeandosi a eaceiare nel fondo Christen-Pusterla, Balestra non siasi reso eolpe- vole di atto illecito ed imprudente. 2. -Ciü posto, ehiedesi quali dei fatti, ehe eondussero al luttuoso evento, possano cadere in eonsiderazione eome eausali. Che, nell'esame di questa questione debbansi eonsiderare, non solo le eause dirette ed immediate (il eolpo vibrato dal Balestra col ealcio deI fueile in posizione di scatto, 10 spaccarsi deI fueile urtando la terra e 10 scarico fatale), ma anehe le cause indirette e mediate dell'infor- tunio, e fuori di dubbio, ed anche nell'odierna discussione della eausail rappresentante deI eonvenuto non l'ha eontestato. Ma devesi nell'indagine delle cause risalire solo fino alla scena avvenuta sullimitare deI fondo e nel corso della quale il Christen aveva percosso il Balestra od oeeorre prendere le mosse dal eomplesso dei fatti avvenuti anteriormente e ehe eondussero all'ineontro deI Christen col Balestra 1 Questa Corte opina ehe motivi prevalenti militino a favore di quest'ultima tesi. Che, se a ragione l'istanza eantonale, per motivi dottrinali, ehe non eostituiseono interpretazione scorretta della legge e neanehe della giurisprudenza nel vessato quesito della eausalita ha ammesso, ehe le minaceie e le violenze (pereosse, tenta- tivo di disarmo) usate dal Christen nei confronti deI Balestra, sono in relazione di causa ad effetto eoll'evento dannoso nel senso ehe determinarono 180 rapida, irriflessa AS 57 II -1931
1>80 Obligationenrecht. N° 93. reazione deI Balestra la quale condusse aUa di lui morte, e pur anche indubbio, ehe il modo d'agire del Balestra, • anteriormente a quella scena, dava al Christen motivo non ingiustificato d'intervenire, a difesa dei suoi diritti d'affit- tuario deI fondo ed anche a110 scopo d'impedire nuovi eventuali soprusi. Anehe dopo ehe Balestra era uscito dal chiuso, e data, sopratutto, l'insufficienza della sorveglianza uffieiale in questa materia, Christen aveva legittimo motivo di ammonirlo, di biasimarlo, di redarguirlo, e Balestra, ehe doveva essere conscio d'aver torto, anziehe assumere un atteggiamento di sfida e di rispondere in modo arrogante, esprimendo, tra altro, il proposito di volere, anehe per l'avvenire, perseverare nella violazione dell'altrui proprieta (<< andro a caccia quando vorro come per il passato »), avrebbe dovuto tenerselo per detto, mostrarsi remissivo e tirar via per Ie Bue faccende. Onde, conchiudendo, si dira che l'atto illecito deI Balestra ed il suo atteggiamento cacciando sul fondo e dopo esserne uscito, potevano -secondo l'ordine normale delle cose- dare motivo sufficiente al Christen per intervenire : quei fatti furono quindi efficienti nel senso della teoria della causa adeguata e devono essere eonsiderati eause con- correnti dell'evento dannoso. D'altro canto occorre ritenere a carico deI Christen , che il di lui contegno, dopo ehe il Balestra era uscito dal chiuso, vale a dire il tentartiivo di togliergli H fueile seguito da vie di fatto, era tale da non escludere la pre- vedibilita di quanto poi successe : ehe eioe Balestra avrebbe potuto difendersi impiegando il fucile. Quest'atteggia- mento deI Christen, col quale egli ebbe ad assumere una parte deI rischio, costituisce dunque un eomplesso di cir- costanze causali giuridicamente rilevanti e di eui nel giu- dizio sul eoncorso delle causalita si deve tener eonto. 3. -Se, in ordine di quanto precede, si seende ad esa- minare la questione della colpa 0 delle eolpe coneorrenti risulta: a) Cacciando sul fondo Christen-Pusterla, il sinistrato Obliga.tionenrecht. N° 93. 581 ha commesso -e fu dimostrato -atto illecito. L'illeceita. e bensi cessata quando Balestra, finalmente, usciva dal chiuso : ma l'atto illecito commesso non era percio messo nel nulla. Donde Ia legittimita dell'intervento deI Christen. Ma l'intervento fu indubbiamente eecessivo. La reazione deI Christen ando oltre quanta occorreva a salvaguardia dei suoi interessi. b) Ovvio si e pure ehe, all'offesa deI Christen il defunto Balestra opponeva reazione pure eccessiva, anzi brutale e feroce e propriamente ineomprensibile, se non si sup- pone in lui eccitabilitA, nervosa straordinaria, anzi momen- taneo traviamento dello spirito. Balestra non si trovava in istato di legittima difesa e neanehe la provocazione da parte deI Christen giustifieava una ritorsione eosl vio- lenta; il colpo da lui vibrato col ealcio deI fucile, atto pericolosissimo per l'agente stesso (perehe il fucHe era carico ed in posizione di seatto) ma ehe poteva riuseire fatale anche all'aggredito, se non fosse riescito a schi- varlo. L'evento dannoso e dunque dovuto a diversi atti colposi concorrenti : gli uni, di gran lunga i piu gravi, a carico deI sinistrato stesso ; gli altri, molto meno gravi, ma che pure stanno in rapporto di causalita, a carico deI Christen, il quale quindi dev'essere dichiarato responsabile, se pure in minima parte, deI danno, l'altra, di gran lunga phI considerevole, dovendo essere accollata, al sinistrato stesso. 4. -NeU'odiema discussione della causa, il rappresen- tante deI convenuto ha censurato il computo deI danno stabilitodall'istanza cantonale. La censura non edel tutto infondata. I dati della sentenza querelata non bas- terebbero, per se soli, adeterminare l'indennizzo anche solo approssimativamente, poiche non vien indieata l'eta dell'attrice ne della bambina. Ma non oceorre rinviare l'incarto al prima giudiee per complemento d'istruzione e nuovo giudizio a' sensi dell'art. 64 OGF, perehe questi dati possono essere desunti dagli atti proeessuali (art. 82 OGF). Risulta da un certificato officiale della Citta
582 ObligatioTtenrecht. N0 93. di Bellinzona (certificato per l'ammissione 0.1 gratuito patrocinio) ehe 10. vedova Balestra e nato. nel 1903 e 10. bambino. nel 1926. Per quanta concerne il guadagno deI • sinistrato, 10. Corte cantonale parte dalla eifra di 4000 fchi. annui, valutazione probabilmente vicina alla verita, non ineompatibile cogli atti e ehe, ad ogni modo, non fu een- surata nei modi di legge (art. 67 OGF). Basandosi su questi dati, e ritenendo ehe il sinistrato avrebOO dovuto impiegare buona parte deI suo guadagno, oltre un terzo, per il sostentamento della moglie edella figlia, l'indennizzo, basato sui metodi di ealeolo usuali, supererebbe la somma richiesta dalle attrici, se non dovesse entrare in linea di conto 10. colpa della vittima e eioe : 10. violazione ingiustificata deI dominio altrui, origine di tutto il male, ed il modo suo eccessivo di reazione di fronte all'attacco deI Christen, maneggiando, impruden- tissimamente, un'arma carica ed 0. percussori alzati. N ella determinazione deI danno (8000 fchi.) non sem bra 0. questa Corte, che il giudice cantonale abbia tenuto in debito conto tutti i precitati elementi della eolpa impu- tabile 0.1 Balestra, elementi ehe, considerati nel loro assieme, eostituiseono una colpa gravissima e di gran lunga preponderante. Questo giudiee ritiene quindi ehe il danno di eui i1 eonvenuto e eontabile dev'essere ridotto in misura eonsiderevolissima. Un suo contributo di 4000 fehi. 0.1 danno patito dalle attrici corrisponde equamente alla eolpa, affatto secondaria, ehe gli pub essere attribuita. Il Tribunale /ederale pronuncia : II ricorso adesivo delle attrici e respinto ; quello prin- cipale deI convenuto e ammesso nel senso, ehe 10. somma da pagarsi dal convenuto alle attriei e ridotta 0. 4000 fehi. co11'interesse deI 5 % 0. contare dalla data della petizione. Obligationenrecht. N° 94-. 583 94. Auuug aus dem Urteil der I. Zivilabteilug vom 2S. Dezember 1981 i. S. Sennha,user u. ltons. gegen Halle . • Verjährungsunterbrechung zufolge Forderungsanerken,nung (OR Art. 135 Ziff. 1). Die Anerkennung einer Forderung braucht, um gemäss Art. 135 Ziff. 1 OR eine die Verjährung unterbrechende Wirkung zu entfalten, nicht zu dem Zwecke erfolgt zu sein, den Verpflichtungswillen zum Ausdruck zu bringen; vielmehr genügt hieffu, dass der Schuldner ausdrücklich oder durch konkludente Handlungen seiner Meinung Aus- druck gegeben hat, die Schuld bestehe noch (vgl. v. TUHR OR TI S. 61 i f., OSER, Kommentar zu Art. 135 OR Note 30. S. 653; FIOK, Kommentar zu Art. 135 OR Note 10 S. 277; HAFNER, Kommentar zu Art. 154 aOR Note 1 b S. 64). Es bedarf also, entgegen der von Becker (in seinem Kom- mentar zu Art. 135Note Ir 1 S. 535) geäusserten Auffassung, keiner Willenserklärung, d. h. keines Rechtsgeschäftes. Das ergibt sich unzweideutig aus dem Wortlaut des Gesetzes selbst, das in Art. 135 Ziff. 1 OR als Beispiele einer For- derungsanerkennung «( namentlich auch», « notamment», « in speeie ll) aufführt: « Zins-und Abschlagszahlungen, Pfand-undBürgschaftsbestellung ll, d. h. Rechtshandlungen, deren Zweck in der Erfüllung oder Sicherstellung der 00- zügl. Verbindlichkeit, nicht in deren Anerkennung besteht. Genügt somit zur Unterbrechung der Verjährung auch eine blosse Wissenserklärung, so tritt diese Wirkung aber auf alle Fälle nur ein, wenn aus der Äusserung des Schuldners unzweideutig sich ergibt, dass er sich als rechtlich und nicht nur als moralisch verpflichtet erachtet (vgl. auch BGE 23 S. 940 f.). In der Regel, d. h. wenn eine auf einem normalen, den guten Sitten entsprechenden Schuldgrund beruhende Forderung in Frage steht, wird dies, sofern aus dem Ver- halten des Schuldners nicht klar das Gegenteil hervorgeht, zu vermuten sein. Wo aber die Klagbarkeit der bezügl.
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