BGE 52 III 20
BGE 52 III 20Bge02.12.1923Originalquelle öffnen →
20 Schutdbetreibung~-und KOllkursrecht. N° 6 6. Auuug aus dem Entscheid vom 15. Februar 1926 i. S. Vogel. Wegen Unvollständigkeit oder Unrichtigkeit des Pro t 0- kolls über die Gläubigerversammlung kann ohne Befristung Beschwerde geführt werden. A. -Mit der vorliegenden am 8. Dezember einge- reichten Beschwerde verlangen 33 Konkursgläubiger des Josef Vogel-Meyer in Stans Ergänzung des ihrem Vertreter am 26. November zugestellten Protokolls der zweiten Gläubigerversammlung vom 7. November 1925 in näher angegebener Weise. Zunächst hatten sie bezw. ihr Vertreter durch Schreiben vom 26. November den Konkursverwalter (Konkursbeamten) selbst darum ersucht; jedoch hatte dieser am 28. November ablehnend geantwortet. B. -Am 28. Dezember 1925 hat die Aufsichtsbe- hörde (Regierungsrat) von Nidwalden erkannt: Auf die Beschwerde wird, weil verspätet eingereicht, nicht eingetreten. C. -Diesen Entscheid haben die Beschwerdeführer unter Bezugnahme auf Art. 17 Abs. 3 SchKG an das Bundesgericht weitergezogen mit dem Antrag auf Gut- heissung ihrer Beschwerde. Die Schuldbetreibungs-' und Konkurskammer zieht in Erwägung:
22 Schuldbetreibungs-und KQnkursrecht. N0 7.
in welchem Beschwerde geführt wird, gleichwie wegen
Unterlassung oder unvollständiger Vornahme jeglicher
Amtshandlung gemäss
Art. 17 Abs. 3 SchKG ohne
efristung Beschwerde geführt werden kann, solange nur
Immer deren Nachholung bezw. Ergänzung noch möglich
ist. Lässt sich somit die vorliegende Beschwerde nicht
wegen Verspätung von der
Hand weisen, so muss die
Sache
zur materiellen Beurteilung zurückgewiesen' werden,
der vorgängig die Vorinstanz durch Einholung von
Ver-
nehmlassungen des Konkursamtes und nötigenfalls auch
der Mitglieder des Bureaus festzustellen haben wird,
welce Behaupngen der Beschwerdeführer überhaupt.
bestntten und Infolgedessen allfällig zum Gegenstand
eines Beweisverfahrens zu machen sind.
2. . ........................................... .
Demnach erkennt die Schuldbetr.-und Konkurskammer :
Der Rekurs wird dahin begründet erklärt, dass der
angefochtene Entscheid aufgehoben und die Sache zu
neuer Beurteilung
an die Vorinstanz zurückgewiesen
wird.
7.
SentenzalS febbrajo 1926 nella causa Bin..
Ove i1 debitore sia stato disererlato e non abbia contestata la
diseredazione,
i creditori, ehe al momento delI'apertura
della successione sono portatori di certificati di carenza
di beni, sono
autorizzati a promuovere l'azione di disere-
dazione,
ma sino a tauto ehe la diseredazione non e annullata
non e ossibile il pignoramento della quota ehe spetterebb;
al debltore se non losse stato diseredato.
A. -Il 24 settembre 1925 mancava ai vivi Pia
Albrizzi, nata Primavesi, in Lugano. Con testamento
luglio 1925,
la defunta aveva disereditato il marito Giu-
seppe Albrizzi, di modo ehe
la successione passava alle
figlie Andreina, Augusta, Maria Luigia e Giuseppina. Il
Sehuldbetreibungs-und Konkursrecht. No 7. 23
23 ottobre 1925 rUfficio di Lugano pignorava a favore
dei creditori Adolfo e Alfonso
Riva e Giuseppe Moccetti
in Lugano (gruppo N0 2460) « Ia quota parte di eredita
» spettante al debitore Giuseppe Albrizzi nella successione
» della defunta di lei consorte Pia Albrizzi nata Prima-
vesi I). In precedenza, in occasione di un sequestro
ottenuto dal creditore Moccetti, le coeredi, con communi-
cazione deI
30ttobre 1925, avevano notificato all'Ufficio
ehe il padre loro era stato disereditato dalla consorte
a norma deU'art. 477 cif. 2
ces. In seguit<>, essendo loro
stato communicato anche il pignoramento 23 ottotre,
eon lettere 19 e 30 novembre, esse notificavano all'Ufficio,
che la communicazione 3 ottobre doveva essere considerata
come
atto di rivendicazione dei diritti staggiti, e doman-
davano che l'Ufficio dovesse procedere
in eonformita
degli art.
106-109 LEF, assegnando ai creditori pigno-
ranti
i1 termine di 10 giorni per procedere in giudizio.
B. -Nel frattempo, i ereditori Adolfo ed Alfonso
Riva avevano diffidato il debitore Giuseppe Albrizzi
(art. 524
CCS) a dare inizio entro 20 giorni aU'azione di
contestazione della clausola di diseredazione, sotto Ia
eomminatoria che,
in caso negativo, l'azione sarebbe
stata proposta dai creditori stessi. Il 15 novembre il
diffidato diehiarava di rifiutarsi dal contestare la disere-
dazione, ritenendola giusta e meritata.
In seguito di
ehe i creditori Alfonso ed Adolfo Riva, asserendosi
in
possesso di regolari atti di carenza di beni, iniziarono,
per Ioro conto, contro
le coeredi Albrizzi la causa di
contestazione della diseredazione, Ia quale
e pendente
avanti Ia Pretura di Lugano-Citta.
C. -Con lettera 2 dicembre 1923 l'Ufficio, rispon-
dendo
aHa diffida 3 ottobre delle coeredi IAlbrizzi di
procedere,
in relazione al pignoramento 23 ottobre,
giusta gli
art. 106-109 LEF, dichiarava di non ritenere
applicabile nella fattispecie questa procedura, dovendosi
inveee seguire quella dell'art. 122, poiche si
trattava dei
pignoramento di una quota creditaria.
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