BGE 42 III 25
BGE 42 III 25Bge23.12.1915Originalquelle öffnen →
24 Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
Forderungen ein Retentionsrecht an der Obligation
N°
33,352 auf die Thurgauische Hypothekenbank zustehe.
Eine ausdrückliche Entscheidung hierüber
enthält nun
der Kollokationsplan allerdings nicht. Es kann sich daher
lediglich fragen, ob in der positiven Behandlung der
übrigen Ansprüche stillschweigend der Ausschluss eines
solchen nachträglichen Anspruches ausgesprochen sei.
Darüber ist zu sagen: Jede Kollokation einer Forderung
umfasst notwendig
nicht bloss die Feststellung ihres
Bestandes
und ihrer Höhe, sondern auch die Bestimmung
des Ranges, in welchem sie im Verhältnis zu den andern
a~ Verwertungserlös teilnimmt, und die Festsetzung
dIeses Ranges
bedeutet daher in der Regel zugleich den
Ausschluss.
jeder andern bessern RangsteIlung. Daher
hat der seme Forderung zur Kollokation anmeldende
Gläubiger zugleich auch den
von ihm verlangten Rang
anzugeben und kann nach Abschluss des Kollokations-
verfahrens mit der nachträglichen Behauptung eines
andern als des kollozierten Ranges nur noch im Kollo-
kations pro z e s s vor dem Richter auftreten. Ist die
rist hiefür abelaufen, so muss, wenn nicht die perempto-
nsche Klagefnst des Art. 250 illusorisch sein soll, eine
neue Eröffnung des
Verfahrens durch eine nachträgliche
Anmedung. eines andern Ranges notwendig ausgeschlos-
sen sem. Eme Ausnahme kann offenbar riur für solche
Fäll. geacht werden, w? die Anmeldung des Ran
verhaltmsses früher tatsächlich nicht möglich war. Wie
nach Art.
232 Zifi. 4 auch das Vorrecht nur dann erlischt
wenn die Unterlassung der Zurverfügungsstellung
de;
Massegegenstände, an denen ein Vorzugsrecht behauptet
wird, « ungerechtfertigt )} war, so kann auch wegen der
~nterlassung der Anmeldung des Vorzugsrechtes dieses
1m Konkurs nur dann verwirkt werden, wenn es sich um
eine « ungerechtfertigte)} Unterlassung handelte. Um
einen solchen Ausnahmefall, wo die Unterlassung der
Anmeldung gerechtfertigt wäre,
handelt es sich indessen
hier nicht. Die Rekursgegnerin
hat es ausschliesslich ihrer
und Konkurskammer. N° 6.
eigenen Nachlässigkeit zuzuschreiben, wenn sie das
Retentionsrecht an der Obligation N° 33,352 auf die
Thurgauische Hypothekenbank
nicht zugleich mit. ihren
Forderungen
und übrigen Pfand-oder Retentionsrechten
anmeldete,
da sie dazu sehr wohl im Stande gewesen
wäre. Infolgedessen kann der nachträglich angemeldete
Retentionsanspruch entgegen der Auffassung der
Vor-
instanz nicht mehr berücksichtigt werden. Die von ihr
der Konkursverwaltung gegebene Anweisung ist somit
aufzuheben
und die Konkursverwaltung anzuweisen, die
in Frage stehende
Obligation zu verwerten und den Erlös
auf Grund des bestehenden rechtskräftigen
Kollokations-
planes zu verteilen.
Demnach
hat die Schuldbetreibungs-u. Konkurskammer
erkannt:
Der Rekurs wird im Sinne der Erwägungen gutgeheissen.
6.
Sentenza S febbraio in causa Spinedi.
L'istituto della purgazione delle ipoteebe di eui alY art. 828
ces, ehe eerti cantoni, hanno adottato e essenzialmente di
diritto eantonale: sull' app lieazione dei disposti ebe 10 eon-
eernono eontenuti neHe Ieggi eantonali di attuazione deI
ees non pub statuire il Tribuna1e federale come Autorita
di vigilanza in materia di esecuzioni e fallimenti.
A. -n 3 luglio 1913 Mario Chiesa in Chiasso dom an-
dava all'Ufficio delle esecuzioni di Mendrisio di istituire
la procedura di purgazione delle ipoteche, conformemente
agli
art. 828 e 829 CCS e 176 e seg. legge cantonale di
attuazione
deI CCS, sopra una casa in Stabio da lui com-
perata il 19 marzo 1913 da Alesandro Montalbetti per il
prezzo di 11,000 fr. e gravata da tre ipoteche per I'am-
montare complessivo di 18,500 fr., tra le quali una di
7000 fr. in favore di Candida Spinedi da Rancate iscritta
26 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- in secondo rango e preceduta da altra di 8000 fr. Nella domanda di cui sopra Mario Chiesa offriva ai creditori ipotecari di pagare il prezzo di 11,000 fr. entro sei mesi a datare dalla notifica dell'istanza di spurgo. In data 9 luglio 1913 l'Ufficio di Mendrisio, confor- mandosi ai disposti degli art. 177 e 178 legge cantonale di attuazione deI CCS, notificava ai singoli creditori ipote- cari Ia diffida di cui all'art. 177 precitato e intimava loro che ove non chiedessero l'incanto degli stabili Chiesa- Montalbetti in conformita dell'art. 179 legge di attua- zione, il valore di detti stabili sarebbe restato definiti- vamente stabilito in 11,000 fr. Nessuno dei creditori ipotecari si prevaise entro il termine loro fissato deI diritto di domandare la vendita dei beni all'incanto. D' altro canto, anche l'istante Mario Chiesa, quantunque a ci<> esplicitamente sollecitato dall'Ufficio con invito 25 agosto 1913, non deponeva presso quest'ultimo la somma di 11,000 fr., il cui versamento esso aveva pro- messo. B. -A vendo l'ufficio per questo motivo dichiarata decaduta Ia domanda di spurgo delle ipoteche e, inoltre, dato corso ad un'esecuzione per realizzazione deIl'ipo- teca di 7000 fr. promossa da Candida Spinedi contro Alessandro Montalbetti senza notificare il precetto eseeu- tivo al nuovo proprietario Mario Chiesa (art. 153 eap.3 LEF), la Camera cantonale-eseeuzioni e fallimenti, dietro ricorso 3 novembre 1915 di Mario Chiesa, eon sentenza 10 dicembre 1915 decideva : «.1 0 E fatto ordine aU'ufficio delle esecuzioni di Men- » drisio di procedere aH' allestimento della graduatoria a )} norma di legge. Cresciuta in giudicato la graduatoria, » l'ufficio invitera Mario Chiesa a deporre l'importo non )} contestato dei prezzo offerto e proeederä. al riparto sulla )} base dei crediti ipotecari utilmente graduati. » 2 0 L'esecuzione per realizzazione di pegno promossa )} da Candida Spinedi eontro Montalbetti Alessandro e )} sospesa. ,) und Konkurskammer. N° 6. 27 A,. sostegno di questa decisione la Camera eantonale eseeuzioni e fallimenti, faeendo capo agli art. 176-179 legge di attuazione, asseriva : Nessun disposto di legge autorizzava l'ufficio a far dipendere l'allestimento della graduatoria dal deposito deI prezzo di compera : l'obbligo a deporre e da ritenersi subordinato all'espletazione da parte dell'uffieio della proeedura a Iui incombente. Ne eonsegue ehe la domanda di purgazione delle ipoteehe non e eaduea, ma aneora in eorso, donde la eonseguenza ehe in forza dell'art. 153 nuovo eap. LEF (vedi art. 60 titolo finale CCS) l'ufficio non avrebbe dovuto dar seguito aHa domanda di realizzazione Spinedi, tanto piu ehe il relativo preeetto esecutivo non era stato notifieatoal terzo proprietario (Chiesa) deI fondo gravato da ipoteea. C. -Contro questa sentenza Candida Spinedi rieorre al Tribunale federale domandandone l' annullazione. Essa adduce : E erroneo che l'Ufficio avrebbe dovuto allestire Ia graduatoria prima deI deposito deI prezzo da parte deI eompratore Chiesa : il contrario risulta dagli art. 179 Iegge eantonale di attuazione in reiazione eogli art. 146 e 147 LEF. Chiesa avendo lasciato trascorrere infrut- tuosamente iI termine per deporre eonformemente all'hrt. 177 precitato, la sua istanza di spurgo e eaduca. DeI resto la diffida di cui all' art. 177 1. e. non venne regolarmente notificata alla ricorrente ; Considerando in diritto: 1 0 -La purgazione delle ipoteche non e retta dal CCS come istituto di diritto federale : il CCS ne disciplina eerti aspetti (art. 828 e 829), ma non la prescrive, Iasciando ai cantoni Ia facolta di introdurla nella loro legislazione. Il Cantone Ticino ha fatto uso di questa facolta ed ha regolato Ia purgazione delle ipoteche negli art. 176-179 de]]a Iegge cantonale di attuazione deI CCS, della eui interpretazione la Corte eantonale ha deciso nella pre- sente vertenza. Essa ha dunque fatto applicazione di disposti di diritto cantonale ed ha giudicato, a questo
28 Entscheidungen der Schuldbetreibungs- riguardo, non come autoritä. di vigilanza in materia di esecuzione e fallimenti, ma come autoritä. preposta da una legge cantonale ad istituto di diritto cantonale. D'aItro canto, anche l'ufficio delle esecuzioni di Mendrisio, pro- cedendo all'istanza di spurgo e dichiarandola caduca, non ha agito in virtil della LEF, sibbene in qualitä. di funzio-. nario cantonale ((ui una legge cantonale ha affidato l'applicazione di disposti concernenti un istituto di rito cantonale. Il suo operato e la decisione della Corte canto- nale, per quanto essi hanno tratto aIla domanda di spurgo delle ipoteche, sfuggono quindi all'indagine dell'autoritä. di vigilanza federale in materia di esecuzioni e fallimenti aHa quale non compete la sorveglianza degli uffici di esecuzioni e fallimenti se non in quanto essi agiscano come organi di attuazione della LEF in applicazione di norme di diritto federale (RU 30 I No. 79,31 I No. 123, 32 I No. 28*). 2° --L'operato dell'ufficio di Mendrisio e la decisione . della Corte cantonale non sarebbero sindacabili da questa\· Corte se non ove si dovesse decidere se l'ufficio abbia· agito conformente aHa LEF (art. 153) dando seguito all'esecuzione in realizzazione di ipoteca promossa dalla ricorrente e l'istanza cantonah~ sospendendela. Senonehe, par la soluzione di queste questioni e pregiudiziale quella di sapere se il procedimento· di purgazione sia decaduto od ancora in vigore : questione questa decisa dalIe autoritä. cantonali in quest'ultimo senso in applicazione di diritto cantonale. Donde segue senz'altro che l'esecu- zione Spinedi doveva venir sospesa. DeI resto il ricorso, sostanzialmente e secondo le sue motivazioni, e diretto, non contro la sospensione dell'esecuzione in realizzazione deU'ipoteca Spinedi, sibbene contro la questione pregiu- diziale suaccennata ; pronuncia: Non si entra nel merito deI ricorso.* Ed. spec. 7 N0 43. 8 N0 65, 8 N0 7. und Konkurskammer • N° 7. 7. Entsoheid vom 11. Febrgar 1916 i. S. Lehmann und Luginbühl. 29 Art. 1 2 Kr i e g s n 0 v e 11 e z. Sc hK G : Unzulässigkeit der Zustellung eines Zahlungsbefehls gemäss Art. 153 Abs. 2 SchKG an einen der Betreibungsstundung teilhaftigen Dritteigentümer des Pfandes. A. -Am 3./13. November 1915 erwirkte der Rekurrent E. Luginbühl, Negoziant in Walkringen, beim Gerichts- präsidenten von Konolfingen in Schlosswil gemäss Art. 12 der Kriegsnovelle zum SchKG vom 28. September 19t.1 eine Betreibungsstundung von sechs Monaten bis zum 10. Mai 1916. Mit Zahlungsbefehl N° 4843 vom 15. De- zember 1915 leitete die Schweizerische Volksbank in Bem durch das Betreibungsamt Konolfingen für eine pfandversicherte Forderung von 28,142 Fr. 35 Cts. nebst 5 % % Zins seit 30. Juni 1915 gegen die Rekurrentin Anna Barbara Lehmann-Schenk, Negoziantin in Walk- ringen, Betreibung auf Pfandverwertung ein. Als Pfand- gegenstand ist im Zahlungsbefehl eine Lebensversiche- rungspolize N° 117,442 auf die Karlsruher Lebensversi- cherungsgesellschaft von 10,000 Fr. vom 21. Februar 1896 und als Dritteigentümer des Pfandes der Rekurrent Luginbühl angegeben. Gemäss Art. 153 Abs. 2 SchKG stellte das Betreibungsamt Konolfingen am 15. Dezember 1915 eine Ausfertigung dieses Zahlungsbefehls auch dem LuginbühI als Dritteigentümer des Pfandes zu. B. -Hierüber beschwerten sich die Rekurrenten am 23. Dezember 1915 beim Gerichtspräsidenten von Konol- fingen, mit dem Begehren, es seien die beiden Zahlungs- befehle N° 4843 des Betreibungsamtes Konolfingen, gerichtet auf die Verwertung der dem Rekurrenten Lugin- bühl gehörenden Lebensversicherungspolize N° 117,442 als Faustpfand aufzuheben. Zur Begründung machten die Rekurrenten geltend, die angefochtene Zustellung der Zahlungsbefehle stelle eine gemäss Art. 17 Abs. 1 der
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