BGE 40 III 226
BGE 40 III 226Bge25.04.1914Originalquelle öffnen →
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Entscheidungen der Schuldbetreibungs-
,
aber nicht zu. Wie die Vorinstanz mit Recht ausgeführt
hat, bestehen die der 'Schweiz. Genossenschaftsbank ver-
pfändeten Hypothekartitel für ihren Nominalbetrag
und
nicht bloss -entgegen der Auffassung der Rekurrenten
-für den Betrag der faustpfallderversicherten Forderung
zu Recht.
Sie sind daher -richtigerweise -mit dem
vollen Betrage, auf den sie lauten, in die Steigerungs-
bedingungen aufgenommen worden.
Der Forderungs-
betrag, für den sie
verpfändet sind, ist in den Steigerungs-
bedingungen nicht aufzuführen, weil es sich dabei nicht
um eine die Liegenschaft unmittelbar belastende grundver-
sicherte Forderung handelt. Die Steigerungsbedingungen
haben nicht den
Zweck, allfälligen Kaufliebhabern die
Aufklärung zu verschaffen, die es ihnen ermöglicht, zu
berechnen, zu welchem
Betrage sie die Liegenschaft am
billigsten und vorteilhaftesten erwerben können. Es ist
Sache des Einzelnen, selbst in den Konkursakten nach
den hiefür massgebenden Verhältnissen zu forschen.
Somit
kann der Betrag der faustpfandversicherten For-
derung nicht als notwendige Grundlage des Zuschlages
aufgefasst werden,
Demnach
hat die Schuldbe treibllngs-U, Konkurskammer
erkannt:
Der Rekur" wird abgewiesen.
39.
Sentenza 10 Giugno 1914 nella causa Bernardoni.
Art. 237 LEF. -Un membro della delegazione dei "";;ditO;i
non ha veste per aggravarsi di un accordo intervenuto tra
Ja delegazione e l'amministrazione concernente la visione
dei protocolli e, in genere, degli atti della liquidazione.
A. -11 ricorrente e membro della delegazione dei
-creditori nel1a liquidazione deI Credito ticinese in Lo-
carno. Questa delegazione e composta di 15 membri e
und Konkurskammer. N° 39. 227
-vigila la gestione dell'amministrazione in eonformita del-
i'art. 236 LEF.
Con ricorso 4 aprile 1914 Plinio Bernardoni esponeva
all'Autorita cantonale di vigilanza ehe l'amministrazione
-di quel fallimento si era opposta aHa formale istanza
presentatale il3 aprile 1914 ehe fosse permesso ai membri
della delegazione dei ereditori di prendere eonoscenza
dei registri della fallita banea. Esso
domandava all , Au-
torita eantonale di vigilanza di ordinare all'amminis-
trazione stessa di
mettere a disposizione dei singoli
membri della delegazione
iregistri ed i documenti del-
1'istituto onde essi membri fossero
in grado di esercitare
il loro mandato senza restrizione aleuna ed in eonfor-
mita dell'art. 237.
B. -Con deeisione 29 aprHe 1914 I'Autorita cantonale
di vigilanza respinse il rieorso.
Essa aecerta in linea di
fatto ehe nella seduta plenaria 3 aprile 1914 si addivenne
tra la delegazione dei ereditori e l' amministrazione deI
fallimento ad
un modus vivendi, dal ricorrente pure
sottoeritto, secondo il quale fu « rieonosciuto ai singoli
.) delegati, sopra loro domanda, la facolta di eompulsare
.) il protocoHo per quelle osservazioni e studio ehe ere-
}) dessero utili all'interesse dei creditori, salvo all'ammi-
.) nistrazione il diritto di giudicare caso per ('aso.')
• C, -Di questa decisione il Bernardoni si aggrava al
Tribunale federale, ripetendo presso
il Tribunale federale
la
domanda proposta all' Autorita cantonale. Esso allega
ehe
il modus vivendi di cui sopra non fu da lui accettato,
avendo egli apposto
la sua firma al verbale deI 3 aprile
1914 al solo scopo di dimostrare
il suo intervento alla
seduta.
Considerando in diritto:
Occorre innanzitutto eaminare se il ricorrente, quale
mem~ro della delegazione dei creditori, abbia veste per
chiedere ehe, contrariamente all'accordo intervenuto il
.3 aprile 1914 tra la delegazione e l'amministrazione, gli
AS .ro 111-1914
16
228 Entscheidungen der Schuldbetungs-
atti vengano messi a disposiziöne dei singoli membri
della delegazione. La questione deve ,essere deeisa nega-
tivamente. Le attribliZioni deUa delegazione, ehe Ia
legge enumera in modo esemplifieativo nel disposto·
dell' art. 237 (eif. 1·5). spettano aUa delegazione come tale'
e quindi. quando essa eonsti di
piu membri. al eorpo·
collettivo e non ad ogni membro. In easo di divergenza
tra i membd, l'opinione della maggioranza eostituisce
giuridieamente
la volonta della delegazione. cui la mino-
ranza deve assogettarsi. Come, a mö d'esempio, non e
eoneepibile ehe un singolo membr possa valida.ment~
fare opposizione ad « un provvedlmento contrano agh
interessi dei ereditori» (art. 237, eif. 1) 0 ehe esso faecia
da solo opposizione ai erediti ammessi dall'amministra-
zione
(art. 237, eif. 4) od autorizzi il fallito a continuare
il suo commereio (art. 237, cif. 2), eosi non puö eompetere
se non
aUa delegazione quale eorpo eollettivo il diritto di
vigil are sull' officio
0 sull' amministrione, il. sinol?
membro non potendo agire in proposIto te non In Vlrtu
di
una delegazione dei poteri della eollettivita. Ciö non
e dubbio. La soluzione non potrebbe essere diversa se
non quando la legge attribuisse questo diritto di vigilanza
non alla delegazione eome tale, ina al singolo membro.
Ma ciö non
e. La legge non fa differenza tra gli incariehi
speciali
da essa enumerati (art. 237, cif. 1-?) e ehe, com.e
fu detto, sono evidentemente,.anzi necessanamente, attn-
buto -della collettivita e i1 eompito generieo affidato aHa
delegazione di vigilare sulla
« gestione deH' ainista~
zione» (art. 231). Se dunque, come aecerta I Autonta
di vigilanza e come appare dagli atti, la delegazion.e ha
deciso in maggioranza di esercitare la sorveghanza
dell'amministrazione nel senso ehe qualora
un suo mem-
bro domandi visione degli atti di liquidazione, competa
all'amministrazione
il diritto di deeidere della fondatezza
della domanda, easo per caso, questa risoluzione vineola
indubbiamente anche quel
0 quei membri della delega-
zione ehe ad essa si opposero restando in minoranza.
und Konkurskammer. N° 40.
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Torna quindi inutile il ricercare eome debba interpretarsi
la firma data da P. Bernardoni al verbale deI 3 aprile,
perche esso non pretende che queUa risoJuzione non ris-
peeehi la volonta della maggioranza. Da queste eomide ..
razioni risulta ehe al ricorrente manca la veste per
impugnare il
patto 3 aprile 1914 suindieato, restando
intatta la questione se e in quali eondizioni alla delegazione
come tale 0 ad un membro della stessa, cui fossero delegati
dalla collettivita i relativi poteri, competa il diritto di
esigere dall'amministrazione che i protocolli, ed in genere
i libri e gli
atti della liquidazione vengano messi a sua
disposizione; -
la Camera Eseeuzioni e Fallimenti
pronuneia:
Il ricorso e respinto.
40. Entscheid vom 17. Juni 1914 i. S. Geser.
Art. 92. Ziff. 6 SchKG: Grund der Unpfändbarkeit der
Bekleidungs-und Ausrüstungsgegenstände des Wehrmannes.
Unpfändbarkeit der Bekleidung und Ausrüstung eines
wegen
Konkursausbruches aus der Dienstpflicht entlassenen
Offiziers.
A. -Der Rekurrent Paul Geser, Kaufmann in Brug-
gen, ist in Konkurs gefallen und eine Strafuntersuchung
wegen Betruges, sowie leichtsinnigen
und betrügerischen
Bankerottes
ist gegen ihn eingeleitet worden. Er war
bis zum Jahre 1913 als Trainoffizier in der schweize-
rischen Armee eingeteilt gewesen, wurde dann aber wegen
des Konkursausbruches
auf Grund des Art. 18 MO aus
der Dienstpflicht entlassen. Durch Verfügung vom
25. April 1914 zog das
Konkursamt Gossau die Offiziers-
bekleidungs-
und -Ausrüstungsstüeke des Rekurrenten
zur Masse.
B. -Hiegegen erhob dieser Beschwerde mit dem
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