Art. 74 Abs. 1 und Art. 77 SchKG; verspäteter Rechtsvorschlag und fehlende restitutio in integrum vor Aufsichtsbehörden. Der Rechtsvorschlag ist innert zehn Tagen seit Zustellung der Betreibung mündlich oder schriftlich beim Betreibungsamt zu erklären. Wird die Frist versäumt, kann die Wiederherstellung des früheren Standes durch die Aufsichtsbehörden nicht gewährt werden; zuständig ist einzig das gesetzliche Nachholverfahren des Art. 77 SchKG, dessen Bewilligung gesondert zu verlangen wäre. Eine nach Ablauf der Frist abgegebene Erklärung ist nach dem Gesetzeswortlaut zurückzuweisen; die Aufsichtsbehörden dürfen die Fristversäumnis nicht aus Billigkeitsgründen heilen (vgl. Erw. I–III).
Entscheidungen der Schuldbetreibungs- Umftänben entfpred)enb gel) tnbeH iUcrben müffe. inun fei ber e" tri eBene al unriinber unb iUeH er ber beutfd)en :pmd)e nid)t m1id)ttg a u fein fd)etne, b tmuf tngeiUiefen geiUefen, fid) Be3ü9(id) be B tl)Iungßoefe1)r mtt feinem )Sertreter in merBittbung au fnen, unb er fönne, menn er biefem ben uftr tg gegeBen 1) tBe, 1Redjtß i)orfd)I tg au er1)eoer., in guten reuen gCiUcfen fein, ben m.orfd)riften beß efeneß burd) tuß entf:procljen au !) then. er ,8iUecf beß e" fe )e fei bel', ben cljulbner in einer beftimmten ,8eit au einer Beftimmten (;S;rffiirung au l)emnf tffen unb bie tnbere ß trtei l).or r.6Ierei au fd)üj, en. t mer1) tften be 1Refumnteu uerft.oße nun feineßmcgß gegen biefe ratio Iegis. weit 1Recljt 1)eBe tud) bcr 11Murrent !)eri)or, baß er mit feinem 1Red)tni).orfd)fag Biß aum 21. 3uni !)iitte iU trten fönnen unb oa biefer erft n td) bem 27. 3uni eingetroffen iUiire. IH. egen ben (;S;ntfcljeio bel' fant.onalen uffid)tnbe!)örbe 1)at riiuIein S).offinger rcd)taeittg an ba unbeßgcrid)t rdurrtert mit bem mntrag, eß fei ber fragltclje 1Recljtntl.orfd)Iag aUrücfauiUeifen. :nie 6d)ufbBetreibungß unh Jt.onfurßfammer aie!)t in (;S;t'iUiigung: M efe l, j -unb eß fprid)t bieß in rt. 74, of. 1 beutIid) auß, -baß ein 1Red)tßi).orfd)(ag innert ac1)n agen .lon bel' BufteUung an bem etrei6ungnamte gegenüber münblid) .ober fd)riftliclj erf(iirt merbe, iU.ooei fid) bel' etrieoene nad) rt. 32 oe .Q)etreioungngefene aUerbingß bel' lß.of oebienen fann. inun !)abcn i).odiegenb meber bel' etriebene, n.oclj fein mertreter innert oer genannten l5rift, b. 1). ois aum 21. 3uni 1898, beim e" treibungsalltt afelftabt bie (;S;rfI(irung abgegeben ober au beffen anben bie (;s;dfiirung bel' ojt üoergeben, baB bie .orberung l.ieftritten merbe. (hft am 27. ,3ltnt murbe tl.om )8ertreter bes e" tdeoenen iRecf)tni)ot'fclj!(!g er1).ooen. iefer 1Red)ts .lorfd)(ag muute nad) bem 5ffi.ort!aut beß efeneß ar .1erf:piitet 3urücfgeiUiefen mer ben. ie ri'mbe, mit benen bie rant.onale unicljtsoe9örbe i9ren Qomeicljenoen (;S;ntfd)eib ftünen alt rönnen gI tuot, 9arten nicljt ftcmb. aa ba efe eine restitutio in integrum iUeber im aUgemei neu, n.od) bei merfäumung bes 1Red)tntlorfd)Iags megen eineß 1Red)tsirrtum inßoef.onbere fennt, mirb ben bel' ltffid)t 6e1)örbe fellift angefü!)rt. -3n bel' 1)at oUbet bie einnige weögIid)teit, ben und Konkurskammer. N° 108.
l5.o
g en einer f.old)en iiumniS 3u entgenen, bel' nacljträglid)e 1Red)tnb.orfd)I tg nad) lltrt. 77 bes elreil.lUngsgefenes, um beffen emiUigung jeb.oclj nid)t nacljgefud)t m.orben ift unb be3ü9lid) beffen üorigen oie ericljte, nid)t bie uffid)tsbel)örben, 3 u itiinbig finb. 5ffiCt f.onft i).on bel' fantonalen ufiid)tnoel)örbe aur egrün bung il)re ntf cljeibes i)orgeoracljt iUitb, finb (;S;riUügungelt bel' imgfeit, bie nid)t in etracljt faUen bürfen, menn e ftd) bat'Um 1)anbelt, au entfcljeiben, .ol.i gegen ben ,8al)!ungsbefel,lt tlom 18. we ti /11. ,3uni in geienmiif3iger 5ffi ei fe 1Red)t tlorgefd) agen iU.orben f ci. :Demnad) 1)at bie cljulbbetreibung " unh Jt.onfursfammer erfannt: er 1Refur iUirb begrünbet ertfiirt uno, unter ufl)el.iung oeß (futfd)eibe ber m.orinftal1 ö , bie angefod)tene )8erfügung bes .Q)e" treibungsamte leIn 29. ,3uni j 1. ,3uIi 1898 aufrecljt er9a(ten. 104. Sentenza del 20 settembre 1898, nella cattsa Bertoni. Art. 109 della legge E. e F. ; possesso di mobili sequestrati, beni dotali 0 parafernali ? I. -In una esecuzione diretta contro Amedeo Dal Secco in Vaca.llo, l' Ufficio d' Esecuzione di Mendrisio oppignorava dei mobili posti neUa casa di abitazione deI debitore edella di lui moglie Luigia. Quest'ultima dichiarava all'atto deI pignoramento, a mezzo di una sua nipote, ehe i mobili oppi- gnorati erano sua. proprieta e produceva a sostegno di questa sua pretesa una scrittura in data 25 genn. 1895, colla quale il di lei padre dichiarava di conseguarle in occasione deI suo prossimo matrimonio divetsi mobili, ivi enumerati, quale cor- redo nuziale. Con Iettera deI 18 maggio 1'Ufficio di Esecu- zione notificava alla Sig. Dal Secco ehe il creditore deI di lei marito contestava la pretesa di cui sopra e la diffidava a senso dell'art. 107 L. E. e F. a far vaiere Ie sue ragioni in giudizio entro il termine di 10 giorni. Luigia Dal Secco
Entscheidungen der Schuldbetreibungs- rieorse eontro tale diffida all' Autoritä. inferiore di vigilanza .. la quale ammettendo le conclusioni della rieorrente diehiarG gli oggetti oppignorati in possesso della moglie ed applieabile pereio l'art. 109 L. E. e F. Su ricorso deI creditore, r Auto- rita superiore di vigilanza confermo il giudizio di Ia istanza. Essa ritenne ehe Ia tesi seeondo la quale l'art. 109 sarebbe applieabile solo nel caso in cui Ia cosa oppignorata si trova in possesso esclusivo deI terzo rivendieante, e eonfutata gia. dal tenore dell'art. 106; ehe Ia specie deI possesso eomune tanto al debitore quanta al terzo rivendieante non essendo prevista daHa legge, deve risolversi per analogia di casi applieando i principi deI diritto possessorio ; che in maneanza di un contratto di matrimonio e non essendovi nella Iegge Ioeale un regime di beni presunto, ambedue i eoniugi si devono eonsiderare come egnalmente detentori dei beni oppi- gnorati, pereui il giudice posto fra Ie varie presunzioni che possono sorgere 0 dall'uso, 0 dall'appartamento in cui si 'l trovano i mobili, 0 da un titolo seritto di aequisto a favore 'l di uno dei coniugi, 'l deve attribuire una prevalente pre- sunzione a quest'ultimo e dare al coniuge rivendieante Ia posizione che la Iegge accorda al possessore. Ir. -Il Signor Luigi Bertoni, contro il quale fu ema- nato il suesposto giudizio, ricorre contro 10 stesso al Tribu- nale federale e ne domanda l'annullazione per Ie ragioni gia da lui presentate davanti l'istanza cantonale, che si possono riassumere come segne: Il punto decisivo non e quello della proprieta degli oggetti oppignorati, ma quello della 101'0 detenzione materiale. Questa detenzione e esercitata dal marito eome capo deHa famiglia. Gli art. 107-109 delle L. F. devonsi interpretare nel senso che l'art. 109 non puo essere applicato ehe Iorquando gli oggetti oppignorati si trovano in possesso esclusivo deI terzo rivendieante; subito ehe l' es- eusso ne e compossessore, non e piu l'art. 109, ma l'art. 107 applieabile. La scrittura 25 gennaio 1885 non ha importanza ehe per Ia proprieta degli oggetti in essa indicati; tali oggetti non sono identici eoi mobili in litigio. Per il possesso deHa moglie non esiste in atti che la semplice asserzione della und Konkurskammer. N° 108.
rivendicante ; fino a prova contraria devesi dunque riteriere il marito quale possessore. DeI resto Ia Sig. Dal Secco non pretende neppur essa di essere la snla detentrice,. ma sos- tiene solo di essere al compossesso m un col manto. Que- st'ultimo devesi dunque considerare in ogni easo quale com- possessore. Dalla giurisprudenza iniziata dal Consiglio fede- rale riguardo al compossesso viene ad essere accordata una posizione privilegiata al compossessore rivendicaute, obbli- gandosi i1 creditore ad una prova negativa. Nel aso concret? deI resto Ia Sig. Dal Secco si e sposata al debltore sotto Il regime dotale. La prima istanza ha dichiarato essa stessa che gli oggetti oppignorati eostituiscono .una. par:e della dote: Ora a termini dell'art. 647 deI cod. CIV. tIe., 11 possesso de1 beni dotali spetta al marito. In base aHa giurisprudenza deI Consiglio federale un compossesso della moglie non e ammis- sibile che quando i due coniugi vivono sotto il regne dell separazione dei benL In caso diverso il possnsso dngh oggett: che si trovano al domicilio eoniugale JeveSl conslderare dl spettanza deI marito. Ora anche se gli oggetti sequent:ati fossero beni parafernali, il marito avrebbe sempre un dmtto di amministrazione, come ammette la Sig. Dal Secco stessa e co me risulta deI resto chiaramente dai disposti deI Cod. civ. ticinese. Il rieorrente domanda percio ehe le decisioni delle Autorita cantonali siano riformate nel senso da obbligare la moglie rivendicante a farsi attrice in giudizio. III. - L' Autorita superiore di vigilanza e Ia parte Dal Secco alle quali fu data comunleazione deI ricorso, ne do- , , mandano Ia rejezione riferendosi semplieemente a quanto e eontenuto neIla sentenza impugnata e negli atti. In diritto:
Entscheidungen der Schuldbetreibungs- essendo altro ehe una preparazione all'atto di vendita e scopo deI rivendicante essendo appunto di opporsi alla vendita progettata dal creditore. N el rimanente i due compossessori si trovano assolutamente nella stessa posizione; si l'uno ehe l'altro vanta oitre al compossesso anche Ia proprieta del- l'oggetto rivendieato e puo essere eompito si dell'uno ehe deI- l'altro di provare questo suo diritto in giudizio. 11 creditore non ha dunque motivo di lagnarsi se per rendere possibile l'ineanto e costretto ad assumersi la parte di attore. Non gli sara neppure sufficiente di contestare il possesso dei suo oppositore per obbligare quest'ultimo a produrre Ie prove in giudizio. Imperocche il rivendieante potrebbe anche lui limi- tarsi ad una semplice contestazione deI possesso deI suo avversario per aecollare aHo stesso l'onere della prova. 2. -Non resta dunque ehe a vedere in possesso di chi si trovano i mobili sequestrati. Ora non vi sarebbe in proposito aIcuna difficoltä. se si trattasse, eome pretende il ricorrente, di beni dotali, visto i disposti degli art. 645-647 deI Cod. civ. ticinese. Ma l'autorita cantonale superiore di vigilanza non ha ammesso Ia te si deI ricorrente e quest'ultimo non ha saputo addurre in appoggio delIa medesima nessun argo- mento deeisivo. I beni in questione si devono pereio ritenere di natura parafernale. Ora a riguardo di quest' ultimi il Cod. civ. tic. (Art. 655-657) dispone ehe Ia proprieta di simili beni spetta esclusivamente aHa moglie, ma ehe l'amministra- zione e l'usufrutto e di spettanza eomune della moglie edel marito. Si e dunque in presenza di un eompossesso legale ehe in difetto di un disposto tassativo di Iegge deve essere risolto seeondo i principi adottati nella pratiea. Ora a ter- mini di numerose sentenze dei Tribunale federale e Ia posi- zione di fatto e non Ia posizione giuridiea ehe deve far stato per l'applieazione degli art. 106 e seg. delIa L. E. e F. A tale riguardo il Consiglio federale nella sentenza Steifen e. Stapfer (Vedi Archiv. Irr, 123) ha poi stabilito il principio ehe trattandosi di oggetti trovantisi al domieilio eoniugale, Ia loro detenzioue materiale si debba sempre presumere in favore deI marito, meno quando Ia moglie, ehe ne e proprie- und Konkurskammer. N° 109.
taria, viva nei suoi rapporti eeonomici aifatto iudipendente dal marito ed abbia esclusivamente il diritto di amministrare i suoi beni e di disporne ad esclusione di qualsiasi ingerenza deI marito. Tale prineipio, ehe venne adottato anche dal Tribunale federale nella causa Thut (Archiv. V, 34) e ehe data Ia natura dei rapporti eoniugali si puo ammettere senz'altro eome giustifieato, conduee a far diehiarare fondato il ricorso ed applieabile al easo l'al't. 107 inveee dell'art.109. Nella fattispecie trattasi infatti di oggetti ehe si trovano nel, l'amministrazione e disposizione comune dei marito e dellil. moglie. La moglie non ha dunque il diritto di beni dal ma- esclusivo di disporne ; essa non vive in completa separazione rito ; Ia presunzione stabilita nel decreto deI Consiglio fede rale milita dunque pienamente in favore dell'escusso. Per questi motivi, La Camera di Eseeuzioue e Fallimento pronuncia: 11 ricorso e diehiarato fondato nel senso ehe spetti aHa moglie di farsi attrice in giudizio. 109. Arret dtf, 20 septembre 1898, dans la cause Gehri et comort. Article 149, aI. 3, LP. A. -Le 19 mai 1897, E. Cavin, a Echallens, et A. Des- chenallx, a Morges, ont fait saisir le salaire de leur debiteur Georges Martin, a Morges, en vertu des aetes de dMaut de biens qui leur avaient ete delivres a Ia suite d'une sainie anterieure. Ces poursuites out abouti a uu etat de eolloeatlOn du 25 mai 1898. Le 30 mars 1898, l'Union vaudoise du eredit, a Lausanne, a fait saisir le salaire du meme debiteur a partir du 19 mai 1898, date de 111: peremptiou des saisies Cavin et Desehe- naux.