Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TPC_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TPC_001, 72.2012.62
Entscheidungsdatum
16.08.2012
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Incarto n. 72.2012.62

Lugano, 16 agosto 2012/md

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise criminali

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

GI 1 GI 2

Andrea Minesso, vicecancelliere

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale

Ministero pubblico

contro

IM 1 patrocinato dall’avv. DUF 1

in carcerazione preventiva dal 28.01.2012 al 28.03.2012 (61 giorni)

in anticipata esecuzione di pena dal 29.03.2012

Imputat, a norma dell’atto d’accusa nr. 56/2012 del 6 giugno 2012, di

infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere poter mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone e meglio, per avere, senza essere autorizzato,

tra il 27 e il 28 gennaio 2012,

da __________ (), via , fino al valico doganale di , viaggiando come passeggero a bordo del pullman marca __________ __________ targato () __________ proveniente da __________ () con destinazione finale __________ (),

detenuto, trasportato e importato in Svizzera 1'483.08 grammi netti di eroina (con grado di purezza variante tra il 12 e il 13%), sostanza contenuta in 3 “pani” occultati in una valigia tipo trolley di colore nero/verde marca “Diva” depositata nel vano portabagagli del torpedone e, molto verosimilmente, destinata al mercato _____;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: dall’art. 19 cifra 1 e 2 LStup.

Presenti

  • il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero pubblico;
  • l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
  • in qualità di interprete per la lingua _______________.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:32 alle ore 14:44.

Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre i fatti di cui all'atto d'accusa, sostenendo che l'imputato ha sempre mentito al riguardo. Rileva che sul foglio in possesso dell'autista figuravano due etichette (con numero consecutivo) per i bagagli, mentre su quello dell'imputato soltanto una, ciò che è spiegabile se si pone mente al fatto che le stesse si possono staccare facilmente. Sottolinea come una testimonianza sia una prova a tutti gli effetti, a meno che la stessa non sia da considerarsi inattendibile. Rileva che le dichiarazioni rese dall'autista __________ sono state precise, lineari e credibili ed elenca gli elementi a sostegno di tale credibilità (con particolare riferimento ai dettagli ricordati dall'autista). Per contro, a mente della pubblica accusa, le dichiarazioni di IM 1 sono inverosimili: egli non è credibile e mente su tutta la linea (ad esempio allorquando nega di avere mai avuto qualsivoglia contatto con gli stupefacenti, nonostante gli esami effettuati abbiano dato esito positivo). In realtà, l'imputato aveva studiato tutti gli accorgimenti del caso. È significativo che, in occasione del verbale di confronto del 23 marzo 2012, egli abbia dichiarato che non erano state trovate le sue impronte sulla valigia, quando i risultati delle analisi della Scientifica ancora non erano stati comunicati. È comunque evidente, per il Procuratore, che l'imputato doveva unicamente trasportare la valigia, che era stata preparata da altre persone. D'altronde, non ci sono motivi per cui l'autista dovrebbe accusare IM 1; quest'ultimo ha insinuato che potesse essere a causa della nazionalità __________, ma sul torpedone erano molti i ________. Quanto alle dichiarazioni dell'autista secondo cui IM 1 era stato identificato quale possessore del trolley prima che lui consegnasse il suo foglio di controllo, il Procuratore ritiene che __________ abbia semplicemente voluto strafare, per far capire che non aveva nulla contro IM 1. In conclusione, il Procuratore postula la conferma dell'atto d'accusa dicendosi sicuro della colpevolezza dell'imputato e, considerato l'atteggiamento processuale di quest'ultimo, volto a negare pure l'evidenza, chiede la condanna a una pena detentiva di 3 anni e 6 mesi da espiare. Precisa che tale richiesta tiene conto del lungo periodo di carcere preventivo, della lontananza dalla famiglia, della prole dell'imputato (cinque figli, di cui una figlia gravemente malata) e del fatto che lo stupefacente non era destinato al mercato svizzero (sebbene, va detto, l'eroina sia una delle sostanze più pericolose);

§ l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, la quale esordisce rammentando che siamo in presenza di un processo indiziario: l'unico fatto certo è il ritrovamento nella stiva del torpedone, da parte delle guardie di confine, di un trolley contenente eroina e vestiti. IM 1 è stato subito accusato, ma egli ha sempre negato sin dal primo istante. Tuttavia nessuno gli ha creduto, perché le apparenze erano contro di lui: se, da una parte, l'autista ha dato una buona impressione (persona sveglia, intelligente, tranquilla, categorica e sicura), dall'altra l'imputato ha fornito una pessima impressione (uomo ingenuo, sprovveduto, lento a capire), che è stato sorpreso da quanto accaduto e che ha negato in modo agitato. In tal senso occorre però ricordare che egli è affetto da una leggera sordità, non conosce la lingua ______ ed è quasi cieco (portava occhiali che non correggevano interamente il suo difetto). A mente del difensore, l'imputato è una persona semplice, poco istruita, incapace di rispondere e discorrere in modo logico e coerente. Tant'è che ha negato pure l'evidenza (si pensi al contatto con l'hashish), così come non è stato lineare e preciso circa il suo soggiorno in __________. La difesa ricorda il modo di vita precario e emarginato dell'imputato, che ha dovuto lasciare la __________ e che si è ritrovato in __________ dapprima lavorando come domestico, poi dedicandosi a piccoli lavori occasionali che lo hanno costretto a rivolgersi alla __________ per poter sopravvivere. Egli ha voluto tentare la fortuna in __________, così come consigliatogli da conoscenti __________; a riprova di ciò, il fatto che abbia acquistato unicamente il biglietto d'andata. L'arresto dell'imputato è stato un errore, poiché egli è innocente. A mente del difensore, mancano le prove, così come dimostra la sospensione del processo a inizio luglio. L'accusa si fonda soltanto sulle dichiarazioni dell'autista ma tale testimonianza non è né una prova né un indizio, né allora né oggi: è unicamente la parola di una persona contro quella di un'altra. Per l'autista era necessario spiegare la presenza della droga sul torpedone: l'autista ha quindi un interesse personale e la sua credibilità non può che essere nulla. Non è vero che IM 1 fosse sospettato dalle forze di polizia, tant'è che le guardie di confine hanno effettuato un normale controllo di routine. Inoltre bisogna considerare che l'imputato (come detto, ingenuo, sordo e cieco) non aveva certo le competenze richieste per trasportare un carico di valore. Manca poi qualsiasi riscontro oggettivo (impronte o altri indizi) e le tracce di stupefacente sono incidentali o irrilevanti per l'accusa. A ciò si aggiunga che non si spiega la presenza di indumenti nel trolley, che per l'imputato sarebbero stati dei doppioni (e la __________ non regala due volte le stesse cose): i vestiti in realtà non gli appartengono. La versione resa dall'autista nel corso dell'interrogatorio del 28 febbraio 2012 è stata preparata alla perfezione: guarda caso, __________ ricorda tutti i dettagli inerenti l'imputato, ma non quelli relativi alla seconda persona salita ad __________. Il confronto del marzo 2012 è stato preparato ancora meglio, dopo che aveva potuto leggere gli articoli e vedere le fotografie sui giornali. Quanto al fatto che l'imputato abbia detto che sul trolley non avrebbero trovato le sue impronte, semplicemente lo ha supposto, visto che la valigia non era la sua. Ad ogni modo, anche se fosse innocente pure l'autista, ciò non avrebbe alcuna influenza sulla presunzione di innocenza di cui beneficia IM 1. L'imputato non ha incolpato nessuno, perché non spetta a lui trovare il colpevole. In conclusione, vista l'assenza di prove a carico, il difensore postula il proscioglimento del suo assistito, l'immediata scarcerazione e il dissequestro del telefono cellulare, della carta SIM, del caricatore e della carta memoria.

Considerato, in fatto ed in diritto

  1. A proposito della sua situazione personale l’imputato ha dichiarato:

" Sono nato a __________ (__________) il __________.

In famiglia, oltre ai miei genitori, ho un fratello __________ del __________ o __________ e una sorella __________ del __________.

In famiglia, mio padre __________ (deceduto nel __________) faceva l’autista di bus, mentre mia madre __________ (ancora viva) è casalinga e non gode di buona salute. La mia è una famiglia povera.

Ad __________ ho frequentato 5 anni di scuole elementari e poi una scuola di 2 anni come falegname, conseguendo il diploma all’età 16 o 17 anni.

Sempre ad __________, dopo il diploma, ho fatto 5 o 6 anni di pratica da un falegname, fino a quando ho iniziato un’attività di falegnameria per conto mio. Questa attività l’ho portata avanti per 3 anni, fino a quando ho chiuso il negozio ed ho continuato a lavorare come falegname per conto di una ditta a __________.

Quando la ditta ha chiuso, sono emigrato in __________ (__________), paese dove sono rimasto dal 2001 fino al mese di novembre 2008, lavorando sempre come falegname.

Nel frattempo, nel 1996, mi sono sposato ad __________ con __________ del __________ che fa la casalinga.

Con lei ho avuto 5 figli, 4 femmine: __________ del __________, __________ del __________, __________ del __________, __________ del __________ ed un maschio: __________ del __________.

Voglio dire che mia figlia __________ soffre di una malattia allo stomaco che la porta a vomitare ogni volta che mangia, oltre che a renderla molto magra e con un colorito di pelle giallastro. Ho lasciato la __________ perché, nel frattempo, in quel paese il lavoro era diminuito ed avevo quindi deciso di andarlo a cercare in __________.

Ho raggiunto __________ nel mese di novembre 2008, ricordo che in quel periodo mia moglie era incinta di __________.

Preciso che, prima di lasciare la , la mia famiglia (moglie e figli) vivevano con me in quel paese e che quando sono partito per l’ li ho rimandati in __________ ad __________, dove si trovano tutt’ora.

In __________ non avevo un posto fisso ed ho lavorato come domestico presso una famiglia __________ che vive a __________.

Ho lavorato presso questa famiglia dal 2009 fino al 2012, dopo di che ho continuato ad arrangiarmi con lavori saltuari nel campo della __________, sempre in zona di __________.

Ho pure lavorato presso i vari mercatini di quella città nella compra-vendita di vestiti, antiquariato ed altri oggetti vecchi.

Alla fine del 2010, sono rientrato in __________ ad __________ dove sono rimasto 10 mesi con la mia famiglia.

Sono poi ripartito nuovamente alla volta dell’__________, dove ho seguitato a lavorare nella compra-vendita di indumenti ed altri oggetti vari”.

A proposito delle condizioni di salute dell’accusato va segnalato in particolare che soffre di problemi alla vista essendo fortemente miope (- 20 a dx e – 18 a sx), anche se con gli occhiali ha detto di vederci abbastanza bene.

  1. IM 1 è stato arrestato il 28 gennaio 2012 in frontiera. Dal relativo rapporto si apprende:

" Questa mattina, alle ore 05:40, le Guardie di Confine in servizio al valico autostradale di __________ fermavano l’autobus targato (__________) __________ dell’azienda . Detto mezzo proveniva da __________ () ed era in transito per __________.

Una volta scese tutte le persone e ritirato il bagaglio risultava abbandonata unicamente una valigia.

La stessa risultava contenere fra le altre cose tre panetti per un totale di 1631 grammi lordi di eroina. Grazie alle ricevute in possesso dell’autista si stabiliva come la valigia fosse stata caricata dal rubricato. Difatti, con un sistema check-in tipo aeroportuale, erano state registrate due valige e consegnate per ognuna delle stesse una ricevuta, incollata di seguito al titolo di viaggio.

Di fatti però sul biglietto di IM 1 risultava applicata unicamente un’etichetta.

La copia del biglietto in possesso dell’autista aveva indicate le due ricevute, una delle quali riferita al bagaglio contenente l’eroina.

L’autista è stato interrogato ed ha avuto modo di spiegare la documentazione di viaggio citata, asserendo senza dubbio alcuno che il passeggero IM 1, al momento delle partenza ad __________, aveva stivato due bagagli: una borsa in tela di colore blu ed una valigia tipo trolley di colore nero/verde.

Le Guardie di Confine eseguivano anche un controllo tramite __________ che sortiva esito positivo con contatti indiretti all’eroina nei seguenti punti: all’interno delle tasche della giacca indossata, all’interno delle scarpe e sui calzini indossati ed infine su di una asciugamano presente all’interno della borsa tela di colore blu.

Interrogato, il rubricato, alle presenza dell’agente interrogante come dinnanzi al Procuratore Pubblico, negava qualsiasi coinvolgimento nel traffico di eroina, sottolineando più volte che il bagaglio (trolley) non gli apparteneva”.

  1. Quanto alle operazioni di controllo in dogana è emerso quanto segue.

a) Nel rapporto dell’AFD 29.01.12, prodotto solo in occasione della prima giornata dibattimentale del 6 luglio 2012, si legge:

" Scoperta di 1.631 kg di eroina in uscita al valico di __________

II giorno 28.01.2012, prestavo servizio 0400-1200 come capo impiego al valico autostradale, coadiuvato dal __________ __________., __________ __________, __________ __________ e __________ __________ (servizio cassa). Alle are 0600 iniziava il servizio anche il __________ __________.

Secondo obiettivo pianificato durante il briefing, avevo stabilito di eseguire un controllo approfondito sul torpedone di linea __________, che transita dal valico autostradale.

Il bus veniva fermato in uscita dalla Svizzera alle ore 0540 dal __________ __________ e __________ __________.

Dati del veicolo:

__________, __________, __________, __________), __________

Conducente:

__________, __________, citt. __________, dom. a __________ , in __________ ().

A bordo del torpedone vi erano 44 passeggeri e 2 autisti.

Alle ore 0605 per garantire un controllo di qualità dei passeggeri, dei bagagli trasportati e delle strutture parziali dell'automezzo, ho deciso di scortare il torpedone presso il padiglione "G" in entrata.

Dopo aver eseguito il controllo Ripol, tutte le persone sono state fatte scendere ed invitate a prendere il loro bagaglio personale.

Terminata questa fase, all'interno del vano porta bagagli del torpedone, rimaneva un trolley nero, marca __________, del quale nessuno ha rivendicato la proprietà.

Sul trolley era apposta un' etichetta adesiva (tipo check-in) recante il numero __________.

Vista la situazione incaricavo il __________ __________ di verificare il contenuto del trolley.

L'agente rinveniva tra gli effetti personali, avvolti da una maglia nera, 3 pani sospetti ricoperti di nastro adesivo grigio.

Alle ore 0622 ho informato la __________ sugli avvenimenti, chiedendo rinforzi per il continuare il controllo.

Il __________ __________ si faceva consegnare immediatamente, dall'autista signor __________, la ricevuta di controllo dell'etichetta apposta alla valigia da cui figurava il nome del proprietario,signor:

IM 1, __________, citt. , ultimo domicilio: Via __________ ().

Rilevamento __________ __________ __________, no __________, registrato.

Assieme al conducente, il __________ __________ individuava il sospettato che subito veniva scortato all'interno dell'ufficio.

Incaricavo il __________ __________ di collaborare con il __________ __________ al tastamento e perquisizione della persona, che dava esito negativo.

Al momento del fermo l’individuo aveva con se una borsa sportiva recante un'etichetta con la numerazione __________.

In una borsetta porta documenti a tracolla, è stata rinvenuta la ricevuta che confermava la proprietà della borsa sportiva. Sulla stessa non figurava la numerazione __________ (applicata al trolley).

Secondo la documentazione di viaggio in possesso del conducente, risultava che il IM 1 viaggiava con due bagagli identificati con i numeri __________ e __________.

Dopo il controllo __________, l'allestimento dell'elenco effetti e la verifica delle generalità con foglio di stato civile, il IM 1 è stato messo in sicurezza mediante ammanettamento e posta sotto sorveglianza. Alle mani sono stati apposti dei sacchetti di carta per preservare le tracce.

Il __________ __________ ha rinvenuto tra gli effetti personali del IM 1 anche una carta di identità __________ contraffatta.

Alle ore 0630 ho aggiornato la __________ sulla situazione, contemporaneamente giungevano i rinforzi del __________ __________ (____________________, __________ __________ e __________ __________) che collaboravano al controllo dei bagagli e delle persone.

Alle ore 0635 su mie disposizioni il __________ __________ ha eseguito il test con drugwipe, perforando con un ago un "pane"; il test reagiva positivamente all'eroina.

Alle ore 0700 prendevo nuovamente contatto con la __________ informandola sul tipo e peso stimato della sostanza trovata e che il IM 1 era in possesso di un documento contraffatto.

Alle ore 0710 terminato da parte del __________ __________ il controllo parziale delle strutture del bus.

Alle ore 0715 ricevuto telefonata dalla __________ la quale mi comunicava che la polizia e l'ufficiale di picchetto erano stati informati.

Alle ore 0725 ho informato il __________ __________, poi giunto sui posto.

Alle ore 0755 arrivava al valico una pattuglia della Polca Ti __________.

Alle are 0800 terminava il controllo bagagli di tutti i passeggeri.

Alle ore 0810 inoltrata al __________ la richiesta di accertamenti sul IM 1.

Alle ore 0830 sono arrivati sul posto gli ispettori della PolcaTi __________ (____________________e __________ __________). Contemporaneamente giungeva la risposta negativa dal __________.

Alle ore 0850 è arrivata sul posto la Polca Ti Scientifica (__________), la quale eseguiva i rilievi sulla persona fermata. Dal momento della scoperta della sostanza, tranne che per un pane perforato con un ago dal sgt __________, nessuno ha avuto modo di accedere allo stupefacente, fuorché la specialista della polizia scientifica.

Alle ore 0920 __________ __________ __________, con interprete, interrogava nell'ufficio convenzione di polizia al 1° piano, il conducente sig. __________.

Alle ore 0930 stabilito dalla polizia scientifica che il peso lordo esatto dei tre pani e di grammi 1631.

Alle ore 1035 la pattuglia della Polca Ti __________ con __________ __________ __________, prendeva in consegna il IM 1 ed i suoi effetti personali scortandolo al posto di gendarmeria territoriale di __________, firmando il formulario elenco degli effetti.

Alle ore 1045 conferma da analisi __________ da parte dello specialista sgt __________, che la sostanza stupefacente era positiva all'eroina.

Alle ore 1045 la Polca Ti __________ (__________), partiva dal valico con la sostanza stupefacente.

Alle ore 1130 l’isp __________ terminava gli accertamenti e il torpedone riprendeva il viaggio.

Alle ore 1135 l’isp __________ formalizzava il passaggio del caso mediante protocollo di consegne __________ -polizia cantonale.

Durante l’attesa i passeggeri sono stati ospitati in sala di teoria del valico autostradale e rifocillati”.

b) Nel promemoria acquisito agli atti in occasione dell’audizione del sergente __________ delle __________ durante la seconda giornata dibattimentale del 16 agosto 2012 figura:

" II giorno 28.01.2012 alle ore 05:40 fermato per un controllo in uscita dalla Svizzera:

  • Torpedone, __________, __________, , __________ (), ditta __________.

Secondo obbiettivo pianificato si decideva per un controllo approfondito di tutti i passeggeri, compresi gli effetti personali e delle strutture parziali del bus.

Per questo motivo si scortava il torpedone presso il padiglione "G" in entrata.

Dopo aver eseguito il controllo Ripol tutte le persone sono state fatte scendere ed invitate a prendere il bagaglio trasportato.

All’interno del vano porta bagagli rimaneva un trolley nero, marca __________ __________, del quale nessuna persona ne rivendicava la proprietà. Sul trolley era apposta un’etichetta adesiva (tipo check-in) recante il numero __________.

Iniziavamo il controllo da questa trolley rinvenendone all’interno, avvolti da una maglia nera, 3 pani sospetti ricoperti di nastro adesivo grigio.

Da una prima verifica tramite l’ago di ispezione e relativo drugwipe si suppone che la sostanza rinvenuta sia eroina.

Abbiamo richiesto agli autisti di consegnarci la ricevuta dove figurava il nome del proprietario della valigia, ovvero tale:

IM 1.

I numeri applicati sulla ricevuta recate il nominativo del IM 1 in possesso degli autisti erano __________ e __________

Immediatamente si individuava la persona e la si scortava in ufficio per l’approfondimento necessario.

Rilevato l'identità esatta del sospettato:

IM 1, __________, citt. __________, ultimo domicilio: Via __________

  • __________ (__________).

__________ __________, __________, registrato.

II IM 1 asseriva di non abitare più all'indirizzo menzionato, ma era in cerca di casa e pernottava in alberghi del _________.

Eseguito tastamento, perquisizione, di una seconda borsa sportiva recante un'etichetta con la numerazione __________ e altri effetti personali dove e stata rinvenuta, in una borsa a tracolla, la ricevuta in possesso del IM 1 che confermava la proprietà della borsa sportiva. Sulla ricevuta mancava la numerazione __________ che da ricevuta in possesso degli autisti attribuirebbero la proprietà del trolley al IM 1.

II telefono cellulare ritrovato sulla persona era spento.

In possesso del sospettato, oltre ai documenti originali, e stata rinvenuta una carta di identità __________ contraffatta recante i dati del IM 1.

Dopo aver fatto allestire la dichiarazione di stato civile il IM 1 è stato messo in sicurezza e gli sono stati apposti dei sacchetti alle mani come salvaguardia dei mezzi di prova.

Alle 0930 si stabiliva che il peso lordo della sostanza stupefacente contenuta nei 3 pani era di grammi 1631.

Alle 1045 conferma che la sostanza contenuta nei pani è eroina (analisi __________ eseguita __________ __________ e __________ __________)

Cronologia:

0540 fermo torpedone in uscita. 0545-0610 controlli Ripol.

0605 scortato torpedone in entrata per controllo approfondito. 0615 individuato trolley abbandonato

0620 scoperta dello stupefacente

0622 avviso immediato alla __________ (__________) richiesto rinforzi

0625 tramite autisti e ricevute apposte sul trolley individuato proprietario della borsa 0630 avviso __________ (__________)

0630 arrivo rinforzo del __________ (____________________, __________ __________ e un collega _____________) 0635 eseguito test con drugwipe (perforato un pane)

0640 rinvenuto contraffazione

0700 avviso __________ del tipo di stupefacente e peso stimato. Informati anche che il sospettato era in possesso di un documento contraffatto

0710 terminato controllo strutture bus e fatto spostare lato Nord padiglione "G"

0715 la __________ (__________) informava che il __________, la __________ e l'ufficiale di picchetto del __________ erano stati informati

0725 informato cpp __________ al domicilio (poi giunto sul posto)

0755 intervento di una pattuglia della __________

0800 fine controllo bagagli di tutti i passeggeri

0810 richiesta accertamenti __________

0830 arrivo del __________ __________ __________ e __________

0830 risposta __________ __________ negativo

0850 intervento della Scientifica __________

0920 isp __________ __________, con interprete, interroga autista (vedi ricevuta in loro possesso recante due numerizzazioni)

0930 stabilito dalla scientifica che il peso lordo esatto della stupefacente è di grammi 1631, stupefacente in loro custodia

1035 la pattuglia __________ can __________ __________ __________ partiva dal valico con il sospettato

1045 conferma da analisi __________ che la sostanza stupefacente ritrovata è eroina

1045 la scientifica partiva dal valico con la sostanza stupefacente

1130 Termine degli accertamenti da parte della polizia cantonale e il torpedone riprendeva il proprio viaggio

Riscontri __________ eseguiti dagli specialisti del __________:

IM 1:

  • Sulla persona, mani e fronte, contaminazione indiretta ad Haschisch e Marijuana.

  • All’interno delle scarpe indossate contaminazione ambientale ad eroina.

  • Calze indossate contaminazione indiretta ad eroina.

  • Giacca indossata contaminazione indiretta ad eroina.

  • Interno Trolley incustodito all'interno della stiva del bus contaminazione ambientale ad eroina.

  • Sui pani contaminazione diretta all'eroina.

Autista __________:

  • Sulla persona con esito negativo.

Dal momento della scoperta della stupefacente, tranne che per un pane perforato con ago ispezione dal sgt __________, nessuno ha avuto modo di accedere allo stupefacente fuorché gli specialisti della polizia cantonale”.

c) __________, responsabile dell’intervento per le __________, interrogato al dibattimento, dopo aver precisato che la decisione di controllare proprio quel torpedone era dovuta al fatto che per esperienza, su quella tratta, a volte vengono intercettati stupefacenti, ha dichiarato:

" D: Com'è avvenuta l'operazione di controllo del torpedone ?

R: Tutti i passeggeri sono stati fatti scendere e sono stati fatti mettere in fila. Ciascun passeggero è stato invitato a prendere il proprio bagaglio.

D: E un bagaglio non è stato preso da nessuno, giusto ?

R: Sì.

D: Visto che il trolley non è stato reclamato da nessuno, voi avete posto delle domande ai passeggeri ?

R: Ad alta voce è stato chiesto di chi era il trolley, ma nessuno ha risposto.

D: Qualcuno ha indicato chi potesse essere il proprietario ?

R: No.

D: Perché ha chiesto al Suo collega, __________ __________, di controllare il bagaglio?

R: Perché per esperienza so che i bagagli che nessuno rivendica, di solito, nascondono qualcosa.

D: È stato controllato davanti a tutti ?

R: No, non è stato controllato alla vista dei passeggeri perché il tutto è avvenuto all'interno dell'ufficio, dietro il bancone.

D: I passeggeri come hanno reagito ?

R: I passeggeri non sono stati informati che era stata rinvenuta droga.

D: Soltanto i passeggeri sono stati sospettati ?

R: No. Poteva anche appartenere all'autista.

D: Come si è risaliti al detentore del trolley ?

R: Sulla base delle indicazioni dell'autista, che aveva una lista sulla quale figuravano due bagagli riconducibili a IM 1”.

d) Il suo collega, di rango appena inferiore, __________ ha confermato che si trattò di un controllo senza avere preventivamente informazioni di intelligence, dovuto semplicemente al fatto che “è comunque una tratta, quella __________, a rischio” e ha spiegato in aula:

" R: Abbiamo ritirato tutti i documenti dei passeggeri del torpedone e poi abbiamo chiesto all'autista di consegnarci la ricevuta del bagaglio rimasto non rivendicato.

D: Prima che l'autista vi desse la ricevuta, voi avevate altre indicazioni?

R: No. Noi facciamo sempre attenzione quando vengono scaricati i bagagli, perché non sappiamo ancora di chi sono. Tutti gli occupanti del bus, compreso l'autista, vengono quindi osservati e sorvegliati. Non può essere escluso nessun occupante del bus quale responsabile del bagaglio non rivendicato, compreso l'autista”.

e) Dal canto suo il __________ __________, sempre il 16 agosto 2012 in aula ha dichiarato:

" D: Che funzione aveva quel giorno ?

R: Ho preso servizio quando la sostanza stupefacente era stata già trovata e la persona era già stata fermata. Mi sono quindi occupato della fase successiva.

D: In particolare, cosa è successo ?

R: IM 1 era già stato isolato. Ho accompagnato l'autista dalla Polizia. Visto che all'inizio non si può escludere nessuno, avevo richiesto un test per rilevare la presenza di stupefacenti (ionoscan) anche sull'autista.

D: È la ragione per la quale l'autista è stato escluso dai sospettati ?

R: Sì, anche se preciso che non è mia competenza escluderlo dai sospettati, ovviamente.

D: Lei conosceva già l'autista ?

R: No, non ricordo di averlo già incontrato o controllato in precedenza.

D: Ha eseguito Lei il test ionoscan ?

R: No, il test, da me ordinato, è stato compiuto da miei colleghi appositamente formati. Mi è stato poi riferito l'esito negativo del test sull'autista. Preciso che, quando ho ordinato il controllo, ho spiegato al collega appositamente formato, i motivi per i quali avevo disposto la verifica sull'autista. Ho ricevuto la risposta (esito negativo) mentre l'autista era ancora in interrogatorio. L'esito di questi esami lo si conosce in pochi secondi”.

  1. Circa i fatti di cui in rassegna va innanzi tutto evidenziato che l’imputato ha sempre negato ogni suo coinvolgimento, contestando in particolare di essere il possessore del trolley nel quale è poi stata rinvenuta la droga. Per comprendere le tesi opposte di accusa e difesa ed in particolare gli indizi a carico di IM 1, appare senz’altro opportuno far riferimento al rapporto di polizia nel quale si legge:

" IM 1 beneficia di un permesso di soggiorno __________ rilasciato a __________ il 16.09.2009 e valido fino al 29.04.2012. Stando alle sue dichiarazioni, era giunto in __________ nel 2008 e I'unico lavoro fisso da lui svolto nella vicina penisola è stato quello di domestico, nel periodo dal 2009 al 2010, presso una non meglio precisata famiglia di origini ___________ che dovrebbe risiedere a __________.

Per il resto del tempo trascorso in __________, IM 1 si sarebbe arrangiato con saltuari lavori nel campo della falegnameria e nella compra-vendita di vestiti, antiquariato ed altri vecchi oggetti in vari mercatini nella zona di __________.

Verso Ie fine del 2010, IM 1 era rientrato in patria, dov'era rimasto per circa 10 mesi, dopo di che aveva fatto ritorno in __________, seguitando a svolgere piccole attività nella compra-vendita ambulante di indumenti e oggetti vari.

Alcuni suoi connazionali conosciuti in Italia gli avrebbero poi riferito che in __________ vi era la possibilità di trovare lavoro e qualcun altro gli avrebbe pure indicato la città di __________.

Visto che in __________ c'era crisi e non era facile trovare lavoro, IM 1 aveva quindi deciso di recarsi in __________ per cercare un impiego come falegname.

Nel primo verbale d'interrogatorio il giorno del suo arresto, IM 1 aveva dichiarato che era partito in pullman per il __________, con un biglietto della __________ pagato 75.- euro, in data 15 gennaio 2012.

Successivamente, però, ha corretto la data di partenza, sostenendo d'essere partito da __________ il 4 gennaio 2012 e di essere giunto ad __________ il giorno seguente 5 gennaio.

Nel corso del mese di gennaio 2012, IM 1 era rimasto tra __________ e __________, svolgendo piccoli lavori occasionali di falegnameria per conto di privati oppure arrangiandosi con commerci ambulanti di fiori, fazzoletti o altre piccole cose.

Aveva dormito dove gli capitava, presso moschee, ospite di suoi connazionali incontrati casualmente oppure su panchine pubbliche.

Sempre a suo dire, aveva poi deciso di rientrare in __________ con I'intenzione di provare nuovamente a cercare un lavoro fisso, così da potere chiedere il ricongiungimento famigliare con la moglie ed i suoi figli che vivono in __________.

Ed anche perché accusava problemi agli occhi e voleva farsi prescrivere un nuovo paio di occhiali dal medico di cui poteva usufruire in __________ grazie alla __________.

Era quindi ripartito da __________ il 27 gennaio 2012, alle ore 14:15, diretto a __________, sempre in pullman e con un altro biglietto della __________ pagato 72.- euro, titolo di viaggio che ha detto d'avere acquistato presso una preposta agenzia di __________.

IM 1 ha ribadito di avere portato con se unicamente una borsa sportiva con all'interno indumenti personali e nient'altro.

Ha pertanto sempre negato che la valigia trolley rinvenuta nel vano portabagagli del torpedone fosse la sua, negando di conseguenza anche il possesso dell'eroina contenuta al suo interno.

IM 1 ha pure categoricamente negato di essere coinvolto in traffici di stupefacenti o di avere consumato qualsiasi tipo droga”.

In merito in particolare agli indizi a carico la polizia ha rilevato nello stesso rapporto:

" A cominciare dalle dichiarazioni rese da __________ , uno dei due autisti del pullman in servizio sulla tratta __________ ()

  • __________, il quale si era occupato di controllare i biglietti dei passeggeri, apporre i nastri numerati sui loro bagagli ed applicare Ie relative etichette coi numeri corrispondenti sui biglietti di viaggio.

Già in occasione del suo primo verbale d'interrogatorio del 28.01.2012, __________ aveva dichiarato di ricordarsi perfettamente che I'imputato, al momento di presentarsi alla fermata di __________, aveva con sé una borsa sportiva, portata sul pullman, ed una la valigia tipo trolley, depositata nel vano portabagagli del torpedone.

Ha poi ribadito questa sua versione dei fatti nel successivo verbale di confronto con IM 1, avvenuto presso il Ministero Pubblico il 31.03.2012, fornendo dichiarazioni più precise e circostanziate:

"il biglietto lo si può acquistare anche via internet, e il biglietto elettronico e quello che si ritira in agenzia sono simili. Ogni passeggero si presenta con due biglietti, uno che va consegnato all'autista e uno è un documento di trasporto che resta con la persona.

Ad __________ dall'altra parte della strada è sita I'agenzia, e lì mi sono recato allo sportello chiedendo all'operatore dell'agenzia quante persone mancassero all'appello. Mi ha risposto che dovevano salire due persone ad __________ e che solo una mancava all'appello, e che posso affermare essere il qui presente IM 1. Posso riferire che allo sportello mi sono recato circa 5

  • 7 minuti prima della partenza. L'imputato si è presentato 2 - 3 minuti prima della partenza. Di questa ne sono assolutamente sicuro. Voglio precisare inoltre al Magistrato che questo controllo con lo sportello lo faccio regolarmente in quanto Ie liste dei passeggeri che acquistano il biglietto via internet a volte non viene aggiornata.

Sono io che ho ritirato il biglietto a IM 1. Molto verosimilmente ero in piedi davanti all'autobus ad attendere che salissero tutti i passeggeri, intendo dire quelli che erano saliti ad __________ e che approfittavano dell'attesa per fumare una sigaretta."

(…)

"In merito al fatto che io abbia riconosciuto il suo volto fra quello di diverse persone, posso semplicemente ribattere che ad __________ sono salite 2 persone e non 30 ed inoltre io personalmente tratto con i passeggeri (ritiro biglietti, carico bagaglio, ecc.).

Voglio inoltre riferire al Magistrato che è facile ricordare il qui presente imputato in quanto ero anche contrariato dal fatto che fosse arrivato all'ultimo momento e in più I'ho accompagnato appositamente sino al vano contenente i bagagli che si trova sotto I'autobus ed inoltre eravamo solo io e I'imputato ad avere fatto questo piccolo tragitto, nel senso che non c'era nessun altro con noi.”

IM 1, per contro, ha negato la circostanza d'essere arrivato all'ultimo momento alla partenza del pullman, sostenendo:

"Non corrisponde al vero che sono arrivato all'ultimo momento, ma bensì 15-20 minuti prima che partisse il torpedone e subito ho consegnato il biglietto, non ricordo a chi I'ho consegnato."

Comunque sia, confrontando la "lista passeggeri" della __________ __________, in possesso degli autisti, con Ie copie dei biglietti di viaggio di tutte Ie persone che erano salite o scese alle varie fermate del bus oppure che si trovavano ancora sul torpedone al momento del controllo a __________, abbiamo la conferma che ad __________ erano effettivamente saliti unicamente IM 1, diretto a __________, ed un altro passeggero, tale __________, diretto a __________.

Inoltre, un particolare che si può osservare analizzando questa "lista passeggeri" è che il nome di __________ risulta contrassegnato con un segno a forma di "visto", sicuramente ad indicare la sua presenza al momento della partenza.

Mentre accanto al nome di IM 1, si può notare come I'autista avesse, almeno inizialmente, posto un segno a forma di "croce", probabilmente ad indicarne I'assenza. Assenza che, in un secondo tempo, era stata corretta con un segno a forma di "visto" aggiunto di fianco alla "croce" ad indicare che IM 1 era finalmente arrivato, ma solo dopo.

Questo particolare avvalora la versione di __________, secondo cui IM 1 si era presentato alla partenza del bus solo all'ultimo momento, e che quindi per lui era più facile ricordarsi Ie circostanze del loro incontro; non da ultimo il fatto che IM 1 avesse con se due bagagli e non solo una borsa sportiva.

Infatti, anche per quanta concerne il numero ed il tipo di bagagli che IM 1 aveva con sé, Ie dichiarazioni di __________ sono state precise e dettagliate:

"In merito alle etichette voglio precisare quanto segue. Innanzitutto consegno al Magistrato 3 esemplari delle etichette (Doc. A allegato al presente verbale) utilizzate normalmente per il bagaglio e i biglietti (sono diverse ma hanno la stessa funzione).

Sono composte da 3 sezioni, Ie prime 2 (quelle che concernono i biglietti) vengono applicate da me mentre la parte che va applicata sui bagaglio può applicarla direttamente anche il viaggiatore, nel nostro caso molto verosimilmente sono stato io ad applicarla ai bagagli. Spesso alcune persone non sanno come fare e quindi do loro una mano (Ia sezione che va applicata sul bagaglio deve essere staccata in un determinato modo e non tutti sanno fare in modo automatico).

Voglio confermare che IM 1 ha portato con sé due bagagli (una borsa tipo sportiva ed una valigia tipo trolley).

(…)

In merito al trolley, contenente l’eroina, posso riferire che ho ritenuto che appartenesse al qui imputato in quanto al momento del fermo in dogana tutti i passeggeri hanno ritirato le proprie valigie e nella stiva rimaneva solamente il trolley in questione, e il qui imputato teneva in mano una sola borsa mentre io ricordavo che lui ad ___________ ne aveva con sè due ed essendo il viaggio iniziato lo stesso giorno non era difficile per me ricordare gli aneddoti che ho riferito in precedenza. Voglio inoltre precisare che nella stiva noi poniamo i bagagli suddividendo lo spazio in settore riconducibile ai nomi d’imbarco in modo da meglio organizzare gli spazi e il recupero del bagaglio una volta giunti a destinazione.”

Le dichiarazioni __________, cioè sul fatto che IM 1 al momento dell’imbarco avesse con sé una borsa tipo sportiva ed una valigia, trovano effettivo riscontro nella documentazione di viaggio.

Ci riferiamo, nel caso specifico, alle etichette numerate che __________ ha dichiarato di avere applicato sia sulla copia del biglietto di viaggio rimasta in suo possesso (check-in or driver) sia su quella rimasta a IM 1 (trip summary or overview).

Sul titolo di viaggio in possesso dell’autista vi erano infatti applicate due etichette della __________ con i seguenti numeri in sequenza: __________ e __________.

L’etichetta con il numero __________ corrisponde al nastro numerato attaccato sulla valigia trolley (al cui interno è stata rinvenuta l’eroina);

mentre l’etichetta numero __________ corrisponde alla borsa sportiva che IM 1 teneva con sé al momento del controllo in dogana e che ha confermato essere la sua.

Sulla copia del titolo di viaggio in possesso di IM 1, contrariamente a quello dell’autista, è stata trovata applicata unicamente l’etichetta __________, corrispondente alla borsa sportiva.

A questo punto, sorge spontaneo chiedersi per quale motivo sul biglietto rimasto in mano all’autista vi sono applicate due etichette riferite a due bagagli (la borsa sportiva di IM 1 e la valigia trolley), mentre su quello di IM 1 c’è solo l’etichetta della borsa sportiva e manca proprio quella corrispondente alla valigia trolley con l’eroina.

IM 1, fin dal primo verbale d’interrogatorio, ha sempre negato che aveva con sé anche una valigia trolley, oltre alla borsa sportiva, ed ha continuato a negarlo anche nel verbale di confronto con l’autista, dichiarando:

“Ricordo che quando sono salito sull’autobus c’era un signore che stava in piedi che ha preso il biglietto. Non è vero che avevo due valigie, ne avevo una sola. Non capisco come ha fatto l’autista a comunicarmi di mettere l’etichetta sulla borsa dal momento che le nostre lingue sono completamente diverse. Io da solo ho pensato di apporre quest’etichetta sulla mia valigia. Non riesco a capire come ha fatto a ricordare il mio volto fra circa 30 persone”

Da parte nostra, riteniamo alquanto inverosimile che __________ possa avere applicato sulla copia del titolo di viaggio rimasta in suo possesso un’etichetta con il numero __________ corrispondente alla valigia trolley se questa non fosse effettivamente appartenuta a IM 1.

Un numero che, oltretutto, è in sequenza con quello della borsa sportiva __________, ciò che rende improbabile pure l’ipotesi di un eventuale errore commesso al momento di applicare le etichette sui bagagli.

Riteniamo invece che IM 1, in occasione del controllo a __________, resosi conto che i funzionari doganali avrebbero potuto aprire la valigia che aveva portato con sé da __________ e scoprire il contenuto illecito, ha pensato bene di staccare dal proprio titolo di viaggio l’etichetta numerata corrispondente alla valigia, lasciandovi unicamente quella riferita alla borsa sportiva.

Così facendo, dal suo punto di vista, nessuno avrebbe potuto risalire a lui come proprietario di quella valigia ed eventualmente avrebbe potuto negarne il possesso. Strategia che ha poi effettivamente messo in atto.

Vi è poi un altro punto delle dichiarazioni di IM 1 che non coincide con i riscontri in nostro possesso e cioè quando dice di non avere mai avuto a che fare con sostanze stupefacenti o di non avere mai fatto uso di droghe.

L’esame tossicologico delle sue urine ha effettivamente dato risultato negativo agli stupefacenti.

Tuttavia, il giorno del fermo in dogana, IM 1 era stato sottoposto da parte degli specialisti delle Guardie di confine a dalle analisti sulla sua persona mediante “Ionscan”, un’apparecchiatura adibita al rilevamento molecolare di stupefacenti.

Per quanto attiene alle modalità del controllo ed ai risultati ottenuti facciamo riferimento al rapporto redatto dai funzionari doganali.

Facciamo comunque rilevare che da questo controllo è emerso:

una contaminazione diretta all’hashish sulle mani;

una contaminazione diretta all’hashish sulla fornte;

una contaminazione indiretta all’hashish nelle tasche dei pantaloni;

una contaminazione ambientale all’eroina all’interno delle scarpe;

una contaminazione indiretta all’eroina sulle calze;

una contaminazione indiretta all’eroina sulla giacca;

una contaminazione indiretta all’hashish sulla borsa sportiva;

una contaminazione indiretta all’eroina sull’asciugamano all’interno borsa;

A tutto questo, vanno aggiunti i prelievi sulle sue mani e sotto le sue unghie, effettuati dalla Polizia scientifica, anch’essa intervenuta sul posto, che hanno messo in evidenza la presenza di tracce di cocaina sul palmo e sul dorso della mano sinistra.

Messo di fronte a questi riscontri, IM 1 ha continuato a negare sia il consumo di droghe sia qualsiasi altro tipo di contatto con sostanze stupefacenti.

Non è stato tuttavia in grado di darci una spiegazione plausibile su come le contaminazioni di cui sopra possano essersi verificate, limitandosi a negare ogni suo possibile contatto con sostanze stupefacenti e fornendoci risposte dal seguente contenuto:

“D: Le facciamo prendere atto che all’interno delle scarpe da lei indossate era stata rilevata una contaminazione ambientale all’eroina? Come lo spiega?

R: Io non sono in grado di spiegarmi il motivo, come ho detto la prima volta che sono stato interrogato gli indumenti che indossavo li ho presi presso la __________ in __________.

D: Lei sta dicendo che la __________ in __________ le ha dato dei vestiti già contaminati con l’eroina?

R: No, questo non posso dirlo. Io quello che ho preso prima l’ho lavato e poi me lo sono messo. Ho pure annusato l’indumento prima di metterlo per sentire se profumava di sapone. Se non sento il profumo di sapone, lavo l’indumento prima di mettermelo.

(…)

D: Le facciamo prendere atto che sulle calze da lei indossate era stata riscontrata una contaminazione indiretta all’eroina. Come lo spiega?

R: Quello che mi state dicendo non è possibile, io non ho nulla a che vedere con l’eroina.

D: Le calze prima di metterle le aveva lavate? Profumavano di sapone?

R: Sì, io metto sempre vestiti puliti e non sporchi.

A nostro modo di vedere, ritenere che tutte le contaminazioni con sostanze stupefacenti derivati degli oppiacei riscontrate sulla persona di IM 1, sui suoi indumenti ed addirittura sull’asciugamano che teneva nella sua borsa, possano essersi prodotte in maniera accidentale, ci risulta molto inverosimili.

Pensiamo piuttosto che IM 1, malgrado lo abbia negato ostinatamente, durante la sua permanenza in __________ non sia rimasto sicuramente estraneo ad ambienti o a persone legati alla droga e non da ultimo all’eroina, come quella trovata nella valigia trolley che dice non essere la sua.

Nel prosieguo dell’inchiesta, tramite la Polizia scientifica, sono stati eseguiti anche accertamenti volti a rilevare tracce di DNA sulla valigia trolley o sulle cose rivenute al suo interno.

Nella fattispecie, sono stati inviati al laboratorio __________ di __________, per essere analizzati, dei prelievi eseguiti sotto le maniglie della valigia, su una maglietta a maniche corte e su 2 dei 3 “panetti” di eroina.

Dai prelievi sulle maniglie non sono emersi profili di DNA utilizzabili ai fini di una comparazione utile alla nnostra inchiesta. Per quanto riguarda invece il contenuto della valigia, dal prelievo effettuato sulla maglietta è stato estrapolato un profilo di DNA misto, composto cioè da un profilo maggioritario e da uno minoritario.

Dai prelievi eseguiti sui “panetti” di eroina, è stato rilevato un altro profilo misto, composto pure da un profilo maggioritario ed uno minoritario.

Dalle analisi è emerso che i due profili di DNA maggioritari corrispondono entrambi ad una medesima persona di sesso maschile, ma che non risulta essere IM 1, mentre il profilo di DNA minoritario non è utilizzabile ai fini di una comparazione.

Al laboratorio __________ di __________, sono stati inviati ulteriori prelievi, eseguiti questa volta sulle cerniere della valigia e su altri capi d’abbigliamento contenuti, ma ugualmente non sono emerse tracce di DNA riconducibili a IM 1.

Ciononostante, la nostra convinzione che la valigia trolley con dentro l’eroina sia da attribuire a lui non viene meno.

Infatti, ai riscontri visti in precedenza, cioè la testimonianza dell’autista e le etichette applicate sui titoli di viaggio e sui bagagli, possiamo aggiungere le seguenti considerazioni.

Dall’analisi della memoria del telefono mobile marca LG utilizzato da IM 1, come pure dalle carte Sim trovate in suo possesso, non sono emersi contatti riconducibili al nostro territorio, ma unicamente a numeri italiani e ad alcuni numeri con prefisso del __________.

Altri indizi che possano collegare IM 1 o la sostanza stupefacente alla __________ non ne sono stati trovati.

Crediamo pertanto che l’eroina proveniente dal __________ fosse destinata al mercato __________, verosimilmente del __________, e che il nostro paese sia stato unicamente di transito.

In questo contesto, abbiamo motivo di credere che IM 1 possa avere svolto il ruolo di “mulo”, cioè di persona alla quale era stato dato ad __________, probabilmente da suoi connazionali, l’incarico di prendere “semplicemente” in consegna la valigia con dentro la droga e di portarla a __________.

Una volta giunto a __________, IM 1 avrebbe dovuto consegnare la valigia nelle mani qualcun altro, già avvisato del suo arrivo, e che gli avrebbe magari elargito un compenso pattuito per il servizio reso.

Denaro di cui IM 1, ricordiamolo, aveva sicuramente bisogno viste le sue condizioni finanziarie di immigrato senza lavoro, senza fissa dimora e che doveva arrangiarsi come poteva per sopravvivere, sovente facendo capo alla __________.

Naturalmente, IM 1 non poteva certo ignorare la natura illecita del suo agire e tanto meno che dentro la valigie che gli avevano affidato vi fossero o vi potesse essere della droga.

Si può comunque spiegare il motivo per il quale negli effetti o sui “panetti” di eroina contenuti all’interno della valigia non sia stato riscontrato il suo DNA.

È verosimile credere che ad __________ gliel’abbiano consegnata già pronta, magari poco prima di prendere il pullman per __________.

Osservazioni:

Presso le Autorità ___________, tramite di __________, sono stati richiesti degli accertamenti sui numeri di telefono italiani trovati nella rubrica telefonica di IM 1; utenze che per la maggior parte sono intestate a cittadini stranieri residenti in ______, nessuno dei quali risulta avere precedenti penali in quel paese o essere conosciuto sul nostro territorio.

Pure IM 1 risulta immune da precedenti penali nella vicina penisola.

Abbiamo pure esperito accertamenti in __________, tramite canali di polizia, volti a stabilire eventuali contatti di IM 1 con persone residenti in quel paese e/o suoi precedenti penali, ma con esito negativo.

Sempre tramite i canali di polizia, abbiamo effettuato una verifica per stabilire se a quella fermata dei pullman di __________ vi siamo installate delle videocamere ed eventualmente la possibilità di ottenere delle immagine, ma sempre con esito negativo.

In ultimo, ricordiamo che in possesso di IM 1 è stata trovata una carta d’identità marocchina contraffatta, più precisamente si tratta della fotocopia a colori di un documento di legittimazione.

Sul medesimo sono riportate le esatte generalità che figurano sul passaporto __________ di IM 1, regolarmente rilasciato dal Consolato del __________ di __________, e sul permesso di soggiorno __________, regolarmente rilasciato dalla Autorità __________.

  1. Come visto l’imputato è stato posto a confronto con l’autista __________ davanti al PP, in presenza del suo difensore. L’autista ha confermato il suo dire. Per dimostrare la sua buona fede ha raccontato di aver avuto la sensazione dopo aver verificato a mano della documentazione di viaggio in suo possesso chi avesse caricato il trolley che nessuno dei passeggeri aveva riconosciuto come suo che la polizia (ossia le GCF) già avesse individuato il possessore:

" Voglio confermare che IM 1 ha portato con sé due bagagli (una borsa tipo sportiva e una valigia tipo trolley). Per dimostrare la mia buonafede, nel senso che non ho nulla contro l’imputato, voglio riferire che a __________ durante il controllo, nel vano contenente i bagagli sotto l’autobus, è rimasta una sola valigia (trolley), non volendo additare direttamente qualcuno, in particolare il qui presente iputato, ho annotato il numero corrispondente al biglietto su un cartoncino e mi sono allontanato per verificarlo sul cedolino in mio possesso. Quando sono tornato la Polizia aveva già capito a chi apparteneva la valigia. Avevo intuito che il trolley rimasto potesse appartenere IM 1 ma volevo essere sicuro ed è per quello che sono andato a verificare nei miei documenti. La Polizia ha così anticipato quello che era la mia supposizione. Per me questo fatto è risultato abbastanza curioso”.

  1. Per il processo indiziario, l’indizio è una circostanza certa dalla quale si può trarre per induzione logica una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi; se la circostanza indiziante non è certa devono avantutto accertarla altri elementi di prova. Si può fondare il giudizio di condanna mancando prove tranquillanti e sicure su indizi, che tuttavia permettono un processo di induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso.

L’esistenza o l’inesistenza di un fatto è provata quando il giudice ne sia personalmente convinto. Egli deve essere moralmente certo. Tale certezza morale non è data ove egli abbia ancora dubbi ossia quando non sia in grado di escludere praticamente che nelle circostanze concrete la situazione di fatto potrebbe essere diversa e giuridicamente non equivalente. Allorquando il giudice penale, che per legge deve valutare liberamente le prove, raggiunge tale convincimento, la prova dell’esistenza o dell’inesistenza di un fatto risulta fornita. Va pure ricordato in questo contesto che il principio “in dubio pro reo” non significa obbligo per il giudice di prosciogliere ogni volta che egli, avuto riguardo ad una concreta fattispecie, abbia dei dubbi, ma soltanto ove egli rimanga nel dubbio, cioè laddove le prove assunte non hanno potuto procurargli la certezza dell’esistenza o dell’inesistenza di un fatto rilevante. Devesi comunque trattare di dubbi concreti fondati su circostanze certe e non di semplici ipotesi di interpretazioni divergenti dei fatti. Quando comunque il giudice raggiunge senza incorrere in arbitrio una convinzione determinata, tale principio dubitativo non può trovare applicazione. Inoltre non è certamente lecito estendere tale principio fino al punto illogico di valutare tutte le prove in maniera irrazionale solo per poter giungere ad una dimostrazione favorevole all’imputato.

  1. In concreto la Corte è partita dai riscontri oggettivi per poi confrontarli con le versioni dell’autista e dell’imputato. Da questa analisi è risultato che l’imputato non ha fornito una versione lineare e ha pure mentito. In particolare egli ha sempre sostenuto di non aver mai nemmeno toccato droghe, mentre sotto le sue unghie e sulla fronte è stato rinvenuto dell’hascisc. Così come all’interno del suo bagaglio e nei calzini sono state trovate tracce di eroina.

Le spiegazioni da lui fornite sono apparse del tutto inverosimili e contraddittorie. Al PP infatti, dopo non averne mai fatto cenno in precedenza ha detto:

" Per quanto attiene agli indumenti che portavo addosso, contaminati con molecole di eroina, ho dichiarato che mi erano stati donati dalla __________ in __________. Mi si chiede perché non l’avevo detto prima, essendomi stata contestata la presenza di eroina già durante il mio primo verbale del 28 gennaio 2012 (vedi contestazione a pag. 5). Il PP mi dice che in quell’occasione non ho fatto cenno alcuno a vestiti donati dalla __________. Il mio racconto è estremamente inverosimile. Per ogni prevedibile contestazione ho pensato a delle risposte, che tuttavia appaiono chiaramente come delle bugie. Mi si chiede di prendere posizione in merito.

Chiedo scusa al PP se non mi sono spiegato bene. Io credevo di aver detto sin dal 28 gennaio 2012 che quei vestiti mi sono stati donati dalla __________ in __________. Poi mi sono accorto che questa precisazione non l’ho fatta nonostante pensassi di averla chiaramente espressa”;

mentre ha riferito che, prima di indossarli, lui i calzini li avrebbe lavati ed indossati solo una volta dopo aver verificato che erano “profumati”, con il che non avrebbero potuto risultare contaminati. Ulteriore elemento a carico dell’accusato è stato ritenuto il racconto circa le circostanze che lo hanno spinto ad andare fino in _____. In particolare è parso assai poco credibile che, senza soldi e senza lavoro, dall’ si sia spinto fino in __________, senza una meta fissa, senza conoscere recapiti precisi, in una generica ricerca di lavoro, senza nemmeno essere in grado di indicare con precisione chi ha incontrato, a chi ha chiesto lavoro, dove, presso chi ha pernottato, in quale via, ecc; ossia quelle minime informazioni che chi viaggia deve essere in grado di fornire. A tale proposito è ben vero che egli proviene da un paese fuori dell’area di Schengen dove, si narra, intraprendere un viaggio avviene in maniera abitualmente meno organizzata rispetto a noi, ma è altrettanto vero che IM 1 si trovava in __________ con un regolare permesso già da diversi anni, con il che non può non aver appreso che le ricerche di lavoro, per una persona regolare, da noi avvengono mediante i canali ufficiali e non si parte all’avventura verso un paese che nemmeno si conosce, senza prospettive e soprattutto senza conoscere nessuno, salvo poi far rientro dopo pochi giorni e senza saper dire con precisione dove è stato e chi ha frequentato, fatta eccezione per un nome buttato là all’ultimo interrogatorio, senza possibilità di verifiche:

" In data 3 febbraio 2012 (VP 3 febbraio 2012) ho dichiarato di avere girato in cerca di lavoro a __________ e __________, dormivo dove mi capitava, in moschea da amici __________, di cui tuttavia non ricordo né il nome né altro per risalire alla loro identità. Mi si chiede se tutto questo lo ritengo normale. Ossia, che mi si ospiti senza che mi si conosca, che mi si dia del lavoro dimenticandomi poi l’identità di chi mi ha generosamente aiutato, insomma tutto ciò, appare al PP come estremamente fantasioso, o perlomeno è indicativo che sto mentendo. Mi si chiede di prendere posizione in merito.

Adesso mi vengono in mente alcuni nomi. Da __________ sono rimasto 3 giorni (ho lavorato e dormito presso di lui, a __________). Nei miei effetti personali dovrebbe esserci un foglietto con il suo numero di telefono”.

  1. L’autista è stato pure lui sottoposto al medesimo controllo ed è risultato negativo. Questi ha fornito una versione lineare e costante sia sulle circostanze che hanno preceduto l’imbarco, sia in merito alle operazioni di registrazione dei passeggeri e dei bagagli sia a quelle di controllo in dogana, così come i numeri delle due ricevute sono risultati progressivi (finale 8 e 9), come è avvenuto per gli altri passeggeri che portavano seco più di un bagaglio. Non tragga al proposito in inganno l’impressione da lui avuta che prima ancora che fornisse la documentazione, le forze dell’ordine avrebbero già individuato il passeggero possessore del trolley non rivendicato da nessuno: si è infatti trattato di un’impressione dovuta verosimilmente alla comprensibile confusione del momento.

  2. La Corte ha quindi raggiunto il convincimento che il trolley contenente l’eroina apparteneva al IM 1 sin dal suo imbarco ad __________. Non tragga al proposito in inganno l’assenza di tracce biologiche dell’imputato e la presenza di profili non identicabili o appartenenti a terze persone, rinvenuti sul trolley stesso e al suo interno, compresi gli oggetti in esso contenuti. Questo semmai dimostra come non sia stato IM 1 a caricare la droga all’interno della valigia e che egli si è limitato a fare da corriere così come per altro ha dato modo di intendere anticipando all’interrogante che nessuna traccia di sua pertinenza sarebbe stata trovata (MP 23.03.12). Stesso discorso deve valere per il mancato ritrovamento sull’imputato della ricevuta della valigia in questione che invece l’autista pretende avergli consegnato ad __________: a parte il fatto che, visto come il bus era stato fermato in vista di un evidente controllo IM 1 può tranquillamente aver gettato tale ricevuta prima dell’intervento delle __________ approfittando della confusione del momento, l’ipotesi più probabile è che il possessore se ne sia liberato sin dalla partenza, onde sviare eventuali controlli, tanto più che l’autista ben sapeva, avendo in mano le sue ricevute, a chi apparteneva di guisa che, all’arrivo, IM 1 avrebbe comunque potuto riprendere possesso della sua valigia senza necessariamente dover mostrare la ricevuta, così come, alla più disperata, avrebbe atteso che tutti gli altri passeggeri avrebbero ripresero i loro bagagli per reimpossessarsi di quello restante. L’accusa è quindi stata confermata.

  3. Quanto ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale. L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito (determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289).

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza- la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag. 289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età, agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre 2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op. cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150; 116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art. 63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive, che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5 settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

  1. La colpa di IM 1 è risultata essere di una particolare gravità se rapportata al quantitativo di stupefacente trasportato, anche se di purezza piuttosto bassa (12/13%) che non avrebbe consentito di ulteriormente tagliare la sostanza. Resta che, comunque, si tratta di una quantità tale da mettere in pericolo un numero considerevole di persone. Quanto al ruolo di IM 1 si deve ritenere che ha agito quale semplice corriere per conto di persone rimaste sconosciute, ma certamente di grado più alto di lui nella scala dell’organizzazione. Insomma, come si dice in gergo, IM 1 ha fatto da “mulo”, interpretando il suo ruolo fino in fondo, se solo si pon mente alla testardaggine con cui ha voluto negare fino alla fine le sue responsabilità. Per questo comportamento processuale di nulla collaborazione la Corte non ha potuto operare sconti di pena. Ma non lo ha, per questo fatto, ulteriormente penalizzato. Ha, anzi, tenuto conto delle sue condizioni personali difficili, della sua situazione famigliare non agevole e delle sue oggettive difficoltà di trovarsi un’occupazione onesta in __________. A suo favore è pure stata considerata la sensibilità alla pena nella misura in cui in carcere si trova completamente solo e non conosce persone che lo potrebbero andare a trovare. Tutto ciò considerato e ben ponderato lo ha condannato alle pena di trenta mesi di detenzione. Tenuto conto dell’assenza di precedenti specifici, che lo stupefacente non era destinato molto probabilmente al mercato svizzero, e che, al termine del procedimento, IM 1 sarà con ogni probabilità allontanato dalla Svizzera, la prognosi non può dirsi completamente sfavorevole, di guisa che la Corte ha fissato, per tener conto della sua colpa, in 10 mesi la parte di pena da espiare. Per il resto è sospesa condizionalmente per tre anni, periodo di prova leggermente più lungo del minimo edittale, ritenuto che, per ragioni di prevenzione speciale, l’assenza di assunzione di responsabilità non consente una prognosi completamente favorevole.

  2. Infine quanto in sequestro viene confiscato quale corpus sceleris, ad eccezione degli oggetti dissequestrati in quanto ritenuti oggetti personali dell’imputato, non direttamente implicati nei fatti di questo procedimento.

Visti gli artt. 12, 40, 43, 44, 47, 51, 69, 70 CP;

19 LStup;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

  1. è autore colpevole di:

1.1. infrazione aggravata alla Legge sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di eroina che sapeva o doveva presumere poter mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone, per avere, tra il 27 e il 28 gennaio 2012, da __________ (__________), via , fino al valico doganale di , viaggiando come passeggero sul pullmann targato () __________ con destinazione finale __________ (), senza essere autorizzato, detenuto, trasportato e importato in Svizzera 1'483.08 grammi netti di eroina (con grado di purezza variante tra il 12% e il 13%), sostanza contenuta in 3 "pani" occultati in una valigia depositata nel vano bagagli del torpedone;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

  1. Di conseguenza,

IM 1 è condannato:

2.1. alla pena detentiva di 30 (trenta) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

2.2. al pagamento della tassa di giustizia di CHF 1'500.-- (millecinquecento) e dei disborsi.

2.3. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 20 (venti) mesi, con un periodo di prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

  1. È ordinata la confisca di tutti gli oggetti sequestrati elencati nell'atto d'accusa nr. 56 del 6 giugno 2012, con contestuale distruzione della sostanza stupefacente, ad eccezione dei seguenti oggetti che vengono dissequestrati, a crescita in giudicato della sentenza, in favore di IM 1:

3.1. un telefono cellulare marca LG con IMEI __________;

3.2. una carta SIM Wind nr. __________;

3.3. un caricatore per telefono cellulare;

3.4. una carta memoria __________.

  1. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La retribuzione del difensore sarà stabilita con decisione separata.

  2. Questo giudizio può essere impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale. L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

Per la Corte delle assise criminali

Il Presidente Il vicecancelliere

Distinta spese:

Tassa di giustizia fr. 1'500.--

Inchiesta preliminare fr. 6'128.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 153.70

fr. 7'781.70

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Zitate

Gesetze

7

CP

  • art. 47 CP
  • art. 63 CP

CPP

  • art. 135 CPP

IV

  • art. 116 IV

LStup

  • Art. 2 LStup

TG

  • art. 22 TG

vCP

  • art. 63 vCP

Gerichtsentscheide

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