Incarto n. 52.96.00192
Lugano 23 ottobre 1997
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Efrem Beretta quest'ultimo in sostituzione del Giudice Raffaello Balerna, astenuto
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 30 agosto 1996 di
rappr. da: avv. __________
contro
la decisione 6 agosto 1996 (n. 3939) del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 8 marzo 1996 del municipio di __________ in materia di domicilio;
viste le risposte:
11 settembre 1996 del Consiglio di Stato;
12 settembre 1996 del municipio di __________;
2 ottobre 1996 del municipio di ;
esperiti i necessari accertamenti;
preso atto delle osservazioni:
11 settembre 1997 del municipio di __________;
18 settembre 1997 del municipio di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il ricorrente __________, contabile presso __________, è nato nel 1963 ed è cresciuto a __________, dove è giunto con la famiglia all'età di 8 anni.
A partire dal mese di marzo del 1989 il ricorrente ha lasciato la famiglia e si è trasferito a __________, in via __________, dove ha locato un appartamento e dove si è stabilito, pur mantenendo il domicilio di polizia a __________ presso l'abitazione della madre.
Nel 1993 __________ ha traslocato in via __________, sempre a __________, in un appartamento di tre locali e mezzo.
Il domicilio è comunque formalmente rimasto a __________.
B. Il 10 gennaio 1995 il ricorrente ha chiesto al municipio di __________ di rinnovargli per l'ultima volta il permesso di soggiorno, assicurando che entro la fine di quell'anno sarebbe tornato ad abitare a __________ con la sua compagna, con la quale sarebbe presto convolato a nozze.
Preso atto di quest'impegno, il 2 giugno 1995 l'autorità comunale di __________ ha rinnovato per un'ultima volta il permesso di soggiorno che gli aveva rilasciato nel 1989.
C. All'inizio del 1996 il municipio di __________ ha constatato che il ricorrente non solo non aveva tenuto fede all’impegno assunto, ma non si era nemmeno preso la briga di dar seguito alla richiesta di spiegazioni rivoltagli dall'Ufficio del controllo abitanti.
Con decisione 8 marzo 1996 l'Esecutivo comunale ha quindi stabilito che il domicilio del ricorrente era a __________ e non a __________.
Contro questa decisione __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato allegando fra l'altro di non poter risiedere a __________ a causa della penuria di appartamenti.
D. Con giudizio 6 agosto 1996 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso.
Illustrate le disposizioni di legge applicabili in materia di domicilio, il Governo ha in sostanza ritenuto che il ricorrente risiedesse effettivamente a __________ dove dispone di un proprio appartamento e non a __________, dove sarebbe soltanto ospite della madre.
E. Contro questo giudizio il soccombente si è aggravato davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo che venga annullato assieme all’accertamento operato dal municipio di __________.
Secondo l'insorgente, l'appartamento di __________ sarebbe una semplice "garçonniere", utilizzata in modo irregolare assieme ad un’ex-amica. Il centro dei suoi interessi sarebbe invece a __________, dove passerebbe ogni momento libero, dove è attivo politicamente e dove intratterrebbe le sue relazioni sociali più intense. Il domicilio a __________ sarebbe peraltro comprovato dal fatto di consumare regolarmente i pasti e di dormire (non sempre ad onor del vero) presso la madre.
F. All'accoglimento del ricorso si sono opposti il Consiglio di Stato ed il municipio di __________ senza formulare particolari osservazioni.
Il municipio di __________ appoggia invece l'impugnativa, sottolineando l'impegno dell'insorgente a favore della comunità locale.
G. Nel corso del mese di giugno 1997 i servizi di polizia hanno stabilito che il ricorrente pernotta regolarmente nella sua abitazione di __________, rendendo soltanto sporadicamente visita alla madre a __________.
Invitato a presentare osservazioni __________ è rimasto silente. Il municipio di __________, dal canto suo, ha reso noto che il ricorrente si sarebbe trasferito nel comune a partire dall'anno prossimo.
Considerato, in diritto
Il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 208 LOC e può essere deciso sulla base degli atti integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti da questo Tribunale (art. 18 PAmm). Le ulteriori prove sollecitate dall'insorgente (testi, sopralluogo, interrogatorio formale) non appaiono invero atte a procurare a questo Tribunale la conoscenza di altri fatti rilevanti per il giudizio.
Giusta l'art. 5 LOC, il domicilio di una persona è nel luogo ove essa dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Due sono quindi gli elementi che concorrono a determinare il domicilio. Uno di natura oggettiva: la residenza effettiva in un determinato luogo ed uno di natura soggettiva: l'intenzione di stabilirvisi durevolmente.
Il ricorrente non contesta i concetti giuridici che stanno alla base della sentenza governativa (ricorso pag. 5). Le censure che solleva concernono unicamente l'applicazione di tali concetti al suo caso. Non mette quindi conto di rievocarli in questa sede.
Controverso è in particolare il requisito oggettivo del domicilio: quello della residenza effettiva in un determinato luogo, ovvero quello a sapere se il ricorrente risiede effettivamente a __________ o a __________.
Orbene, i fatti accertati permettono di giungere ad un’unica, incontrovertibile conclusione: che il ricorrente risiede effettivamente a __________ e non a __________. Per convincersene, semmai sussistesse ancora qualche dubbio, basta passarli brevemente in rassegna.
2.1. A __________ il ricorrente dispone di un comodo appartamento di tre locali e mezzo, locato a suo nome. A __________ sarebbe invece ospite della madre, che vive in un appartamento di quattro locali con gli altri due figli.
Ogniqualvolta si è proceduto ad un controllo, il ricorrente è stato reperito a __________ e non a __________.
Già questi dati di partenza permettono di smentire la tesi difensiva secondo cui l'appartamento di __________ sarebbe una semplice "garçoniere", utilizzata soltanto saltuariamente. Il consumo di elettricità di questo appartamento di __________ non fa che corroborare queste deduzioni; esso corrisponde infatti al consumo normale di un’economia domestica di due persone.
2.2. Nell’elenco telefonico il ricorrente risulta registrato a __________ e non a __________. A __________ risulta iscritta soltanto la madre.
Se ne può dedurre che di fronte a terzi il ricorrente abbia dato per scontato di essere raggiungibile presso l'abitazione di __________ e non a __________. Diversamente avrebbe completato le iscrizioni, indicando come recapito alternativo il numero di telefono della madre e facendo in modo di figurare accanto al nome di quest’ultima a __________.
Analoghe considerazioni valgono per quel che concerne il recapito postale e quello indicato come dipendente dello Stato ai servizi dell’ammininistrazione cantonale.
2.3. Eloquente è poi l'atteggiamento assunto dal ricorrente nei confronti dell'autorità comunale di __________.
"Tornerò ad abitare a __________ " ha affermato nel 1995 quando ha chiesto “per l'ultima volta” al municipio di quel comune di rinnovargli il permesso di soggiorno rilasciatogli nel 1989.
Se questo non significa che lo stesso ricorrente partiva dall'idea di abitare a __________, si consideri allora quanto allega nel ricorso inoltrato al Consiglio di Stato, ove in pratica sostiene di non poter risiedere a __________, perché, "pur volendo, non c'è disponibilità di appartamenti". Precisando che "a __________ risiede la mia famiglia” (si badi bene: non lui, ma la sua famiglia), “che sbriga le mie esigenze domestiche (lavaggio-stiro-preparazione pasti principali), conferma ulteriormente - semmai ve ne fosse ancora bisogno - che lui in quel comune non vi risiede.
2.4. Altrettanto significative sono le osservazioni del municipio di __________, che sostiene il ricorrente, sottolineando il suo attaccamento al comune in cui è cresciuto e l’intenzione a farvi rientro, ma che ben si guarda dal confermare l’esistenza di un soggiorno effettivo.
Orbene, di fronte a simili riscontri fattuali, non v'è chi non veda come il preteso soggiorno del ricorrente presso la madre costituisca un semplice espediente, nemmeno molto originale, escogitato peraltro soltanto in questa sede, per tentare, senza successo, di sfuggire ad accertamenti che non prestano il fianco a critiche di sorta.
Di fronte a riscontri oggettivi tanto chiari, irrilevante appare l’assidua partecipazione del ricorrente alla vita sociale della comunità rancatese. Il fatto che questi sia stato nel frattempo eletto in municipio, che alleni la squadra giovanile di calcio e che sia membro del comitato della sagra del bue non permette di ignorare che il luogo in cui risiede effettivamente è a __________ e non a __________. Le relazioni che intrattiene con il paese dove è cresciuto non bastano per riconoscere l'esistenza di un domicilio in quest’ultimo comune.
La conclamata intenzione di stabilirsi durevolmente in un determinato luogo non è invero sufficiente. L'elemento soggettivo assume rilevanza ai fini del riconoscimento dell’esistenza deldomicilio soltanto nella misura in cui è suffragato da riscontri oggettivi, attestanti l'effettivo soggiorno in un determinato luogo (Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, ad art. 23 CC N. 8 seg.).
La tassa di giustizia segue la soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 45 Cost; 23 CC; 5, 208 LOC; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm,
dichiara e pronuncia:
Il ricorso è respinto.
La tassa di giustizia di fr. 900.-- è a carico del ricorrente.
Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario