Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 42.2008.17
Entscheidungsdatum
20.04.2009
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 42.2008.17

rs

Lugano 20 aprile 2009

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 9 dicembre 2008 di

RI 1

contro

la decisione su reclamo del 5 novembre 2008 emanata da

Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona

in materia di assistenza sociale

ritenuto, in fatto

1.1. Con decisione del 29 aprile 2008 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 18 aprile 2008, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e socialità (cfr. doc. 18).

1.2. A seguito del reclamo interposto da RI 1 contro il provvedimento citato (cfr. doc. 17), il 5 dicembre 2008 l’USSI ha emesso una decisione su reclamo con cui ha confer-mato il diniego a una prestazione assistenziale, benché non abbia più computato quale sostanza l’importo di fr. 109'112.--, pari a metà del valore dell’abitazione di __________ dove vive la moglie, e abbia aumentato la somma dei debiti privati da fr. 5'997.-- a fr. 13'797.--. L’amministrazione ha, tuttavia, ribadito la correttezza del mancato conteggio degli alimenti che l’insorgente versa alla moglie e ai figli (cfr. doc. A1).

1.3. Contro la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo di dedurre dal salario la somma dei contributi di mantenimento per la moglie e i figli __________ e __________ di fr. 32'910.-- (fr. 2'742.50 x 12 mesi) fino al 31 agosto 2008 e di fr. 42'222.-- (fr. 3'518.50 x 12 mesi) a decorrere dal 1° settembre 2008, e di conseguentemente concedergli una prestazione assistenziale.

Egli ha, inoltre, postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (gratuito patrocinio ed esenzione da tasse e spese).

A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha, segnatamente, addotto di essersi separato dalla moglie nel novembre 2002. Egli ha rilevato che i loro tre figli (Laura nata nel 1988, __________ nato nel 1990 e __________ nato nel 1996) inizialmente sono stati affidati alla madre ma che, in seguito, nel febbraio 2003, __________ si è trasferita da lui ed è stata affidata alle sue cure dal Pretore. Il ricorrente ha poi osservato che __________ ha terminato la Scuola __________ nel giugno 2008 con l’intenzione di frequentare la facoltà di diritto a __________, __________ nel settembre 2008 avrebbe iniziato l’ultimo anno di apprendistato come venditore al dettaglio con uno stipendio mensile di circa fr. 1'100.-- netti e __________ nel settembre 2008 avrebbe frequentato la seconda media.

RI 1 ha censurato la mancata deduzione degli alimenti pagati alla moglie e ai due figli che vivono con lei, asserendo che ciò costituisce una disparità di trattamento tra i due genitori separati. Come pure tra due cittadini di sesso maschile (e meglio due uomini con lo stesso reddito, a seconda della loro situazione familiare, vengono trattati in modo assolutamente non equo: il padre separato tenuto a versare alimenti è nettamente discriminato rispetto all’uomo celibe senza figli). Egli ha, altresì, sostenuto che le leggi in vigore, in particolare, la Costituzione federale (art. 8 cpv. 1 e 3; 12) e la CEDU (art. 5 eguaglianza tra i coniugi del Protocollo 7) siano interpretate erroneamente o non applicate.

Al riguardo è stato pure osservato che a un lavoratore separato – che non versa alimenti – con una figlia studentessa convivente a suo carico, se dispone di un reddito di fr. 3'400.-- mensili, viene corrisposta l’assistenza, rientrando nei parametri. A lui, invece, che dispone dello stesso importo per sé e per la figlia convivente studentessa, l’assistenza viene negata, poiché, non essendo stati dedotti gli alimenti versati alla madre e agli altri due figli, il reddito risulta superiore ai parametri.

L’insorgente ha evidenziato che se la decisione dell’USSI venisse confermata, si troverebbe in una situazione economica tale da non riuscire a disporre né del minimo vitale né dei soldi per pagare la cassa malati sua e della figlia.

Egli ha sottolineato che con decreto 13 ottobre 2008, contro il quale, il 10 novembre 2008, ha in ogni caso inoltrato appello alla ICCA (cfr. doc. A4) - appello che risulta tuttora inevaso -, il Pretore di __________, basandosi su un reddito ipotetico molto più elevato di quello effettivamente conseguito, ha aumentato l’ammontare degli alimenti da corrispondere alla moglie e ai figli, __________ e __________, da fr. 2'742.50 a fr. 3'518.50 al mese a fronte di un reddito effettivo di circa fr. 6'000.--, confermando la trattenuta salariale.

Il ricorrente ha specificato di avere diversi debiti e di avere ricevuto un precetto esecutivo per le pigioni impagate (cfr. doc. I).

1.4. In risposta l’USSI ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

1.5. RI 1 si è nuovamente pronunciato in merito alla fattispecie con scritto dell’8 febbraio 2009 (cfr. doc. V; B1-5).

1.6. L’USSI, al quale il doc. V con i relativi allegati è stato trasmesso per osservazioni (cfr. doc. VI), è rimasto silente.

in diritto

2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 18 aprile 2008.

In particolare questa Corte deve verificare se a ragione oppure no l’amministrazione nel relativo calcolo ha omesso di computare i contributi alimentari che è tenuto a versare, in virtù di decisioni pretorili, alla moglie da cui vive separato e ai figli __________ e __________ (cfr. doc. A3).

2.2. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."

Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.

2.3. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 7 gennaio 2008, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2008 la soglia di intervento corrisponde:

" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persone dell’unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese)

Supplemento d’integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese)

Totale (fr./mese)

1 persona

960.–

100.–

1060.–

2 persone

1469.–

100.–

1569.–

3 persone

1786.–

100.–

1886.–

4 persone

2054.–

100.–

2154.–

5 persone

2323.–

100.–

2423.–

6 persone

2592.–

100.–

2692.–

7 persone

2861.–

100.–

2961.–

Per ogni persona supplementare

+269.–

+269.–

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)

2.4. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

  1. vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

  1. vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

  1. non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

  2. non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

  3. non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

  4. le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per l’alloggio

Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:

" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi dell'art. 8 Laps:

" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

  1. gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
  2. LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI per la persona sola

b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte sulle prestazioni complementari

da due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte da sulle prestazioni complementari

più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del 20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L’art. 10 cpv. 1 lett. b cfr. 3 LPC, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto per la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie ammonta a fr. 13'200.-- per le persone sole e a fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI.

Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.

Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.5. RI 1, con il ricorso, ha contestato il calcolo con cui l’USSI gli ha negato il diritto a una prestazione assistenziale, censurando il mancato conteggio degli alimenti che è tenuto a corrispondere alla moglie e ai figli __________ e __________ (cfr. doc. I).

L’USSI, dal canto suo, ha sottolineato che in virtù dell’art. 22 lett. b cfr. 2 Las, derogante all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps, nelle spese riconosciute per il calcolo del reddito disponibile non vanno computati gli alimenti (cfr. doc. A1, III).

2.6. Chiamata a esaminare l’operato dell’USSI, questa Corte rileva, innanzitutto, che l'art. 4 Laps, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che

" L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)

2-7…” (La sottolineatura è del redattore)

La Las deroga al regime introdotto dalla Laps in relazione alla determinazione dell’unità di riferimento unicamente con l’art. 21, afferente al caso in cui il titolare delle prestazioni assistenziali sia un figlio maggiorenne non economicamente indipendente.

L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Come appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, oltre che da questi, dai figli maggiorenni se non sono economicamente indipendenti.

L’art. 2 Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:

" 1 Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2 Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…”

In concreto la figlia del ricorrente, __________, è nata __________ Essa, pur essendo maggiorenne, vive con il padre ed è ancora in formazione (cfr. doc. I, 19, A3).

La stessa adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.

Ne discende che il ricorrente e sua figlia __________ costituiscono un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 19, A1).

2.7. L’art. 22 lett. b cfr. 2 Las prevede che nella spesa vincolata non vengono computati gli alimenti di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps (cfr. consid. 2.4).

L’art. 8 cpv. 1 lett. d enuncia che la spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dagli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c Legge Tributaria (LT).

Secondo l’art. 32 cpv. 1 lett. c LT dai proventi sono dedotti, quali deduzioni generali, gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia.

Per quanto concerne i richiedenti di prestazioni della pubblica assistenza debitori di contributi alimentari, la Las deroga, pertanto, al regime contemplato dalla Laps.

In proposito è comunque utile rilevare che relativamente al regime Laps è possibile conteggiare nelle spese, sulla base dell’art. 32 cpv. 1 lett. c LT, unicamente i contributi alimentari corrisposti al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto nonché a un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, ossia minorenni, a esclusione degli alimenti versati ai figli maggiorenni in formazione o agli studi (cfr., al riguardo, Interrogazione n. 275.08 dell’11 dicembre 2008 presentata da Pelin Kandemir-Bordoli e conf. “Deduzione alimenti per figli/figlie maggiorenni in formazione o agli studi” a cui il Consiglio di Stato non ha ancora risposto).

Dal Messaggio dell’8 maggio 2002 concernente la modifica della legge sull’assistenza sociale n. 5250, in relazione al commento dell’art. 22, risulta che:

" Dal calcolo delle spese sono poi escluse alcune voci quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo alimenti).” (Messaggio n. 5250 pag. 5)

Nel relativo Rapporto del 5 novembre 2002 al p.to 3.5. afferente al reddito disponibile residuale in merito è stato puntualizzato che:

" L’art. 22 indica le deroghe, sempre per rapporto alla Laps, riguardanti il calcolo del reddito computabile.

Si tratta per lo più di deroghe a carattere restrittivo volte a determinare un reddito disponibile che definisca ancor meglio la reale situazione di bisogno della persona che inoltra una richiesta di assistenza.”

In tale contesto va ricordato, da una parte, che lo scopo della pubblica assistenza enunciato dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 Las; consid. 2.2).

Il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12 Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno.

D’altra parte che l’aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza. L’aiuto sociale costituisce l’ultima ancora di salvataggio dell’individuo (cfr. consid. 2.2.; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, pubblicata in SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5 maggio 2008).

In una sentenza 8C_347/2007 del 4 agosto 2008 consid. 3.1. è stato evidenziato che:

" (…)

Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag. Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können. Diese Beschränkung des verfassungsmässigen Anspruchs auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen. Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 134 I 65 E. 3.1 S. 69, 131 I 166 E. 3.1 S. 172, 130 I 71 E. 4.1 S. 75).“

2.8. Le direttive COSAS al p.to F.3.1 prevedono del resto che:

" L’importo degli alimenti che un beneficiario è tenuto a versare non viene conteggiato nel budget di sostegno sociale.

I titolari di pensioni alimentari che si trovano in difficoltà finanziarie a causa del loro mancato versamento, hanno il diritto di formulare una domanda di anticipo e di aiuto nelle procedure d’incasso. Nel caso in cui le entrate economiche di queste stesse persone non dovessero ancora raggiungere il livello del loro minimo vitale, esse possono ricorrere a una ulteriore prestazione di sostegno sociale presso il loro comune di domicilio.”

Giova, altresì, evidenziare che l’art. 27 Las contempla l’istituto dell’anticipo alimenti. Questo disposto precisa che:

" 1Lo Stato garantisce, nei limiti delle disposizioni stabilite dal regolamento d’applicazione, l’anticipo e l’incasso degli alimenti per figli minorenni, quando l’obbligato non provveda al pagamento.

2L’anticipo non costituisce una prestazione assistenziale propriamente detta e il relativo importo non è soggetto all’obbligo di rimborso da parte del beneficiario; lo Stato è surrogato nei diritti del beneficiario nei confronti dell’obbligato al pagamento.

3L’anticipo è sospeso quando i genitori tornano a convivere.”

I relativi dettagli sono previsti nel Regolamento concernente l’anticipo e l’incasso degli alimenti per i figli minorenni.

2.9. Per quanto attiene ai principi del diritto di famiglia che presiedono alla determinazione dei contributi alimentari, è utile osservare che l’art. 125 CC sancisce che:

" 1 Se non si può ragionevolmente pretendere che un coniuge provveda da sé al proprio debito mantenimento, inclusa un’adeguata previdenza per la vecchiaia, l’altro coniuge gli deve un adeguato contributo di mantenimento.

2 Per decidere dell’erogazione del contributo e se del caso per fissarne l’importo e la durata, il giudice tiene conto in particolare dei seguenti elementi:

  1. ripartizione dei compiti durante il matrimonio;

  2. durata del matrimonio;

  3. tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio;

  4. età e salute dei coniugi;

  5. reddito e patrimonio dei coniugi;

  6. portata e durata delle cure ancora dovute ai figli;

  7. formazione professionale e prospettive di reddito dei coniugi nonché presumibile costo del reinserimento professionale del

beneficiario del mantenimento;

  1. aspettative dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti e della previdenza professionale o di altre forme di previdenza privata o pubblica, incluso il risultato prevedibile della divisione delle prestazioni d’uscita.

3 Un contributo può eccezionalmente essere rifiutato o ridotto, ove sia manifestamente iniquo soprattutto perché l’avente diritto:

  1. ha gravemente contravvenuto al suo obbligo di contribuire al

mantenimento della famiglia;

  1. ha deliberatamente provocato la situazione di necessità nella

quale versa;

  1. ha commesso un grave reato contro l’obbligato o una persona a

lui intimamente legata.”

Giusta l’art. 129 CC, attinente alla modifica tramite sentenza:

" 1 Se la situazione muta in maniera rilevante e durevole, la rendita può essere ridotta, soppressa o temporaneamente sospesa; un miglioramento della situazione dell’avente diritto deve essere preso in considerazione soltanto se nella sentenza di divorzio si è potuto fissare una rendita sufficiente a coprire il suo debito mantenimento.

2 L’avente diritto può esigere per il futuro un adattamento della rendita al rincaro allorché i redditi dell’obbligato aumentino in maniera imprevista dopo il divorzio.

3 Entro un termine di cinque anni dal divorzio l’avente diritto può esigere che sia fissata una rendita oppure che essa sia aumentata, qualora nella sentenza di divorzio sia stata constatata l’impossibilità di fissare una rendita sufficiente a coprire un debito mantenimento, ma la situazione economica dell’obbligato sia nel frattempo migliorata.”

L’art. 285 CC, relativo alla commisurazione del contributo per il mantenimento dei figli, prevede che

" 1 Il contributo per il mantenimento deve essere commisurato ai bisogni del figlio, alla situazione sociale e alle possibilità dei genitori, e tener conto inoltre della sostanza e dei redditi del figlio, come pure della partecipazione del genitore che non ha la custodia del figlio alle cure di costui.

2 Salvo diversa disposizione del giudice, gli assegni per i figli, le rendite d’assicurazione sociale e analoghe prestazioni per il mantenimento del figlio, spettanti alla persona tenuta al mantenimento, sono pagate in aggiunta al contributo.

2bis L’obbligato al mantenimento che, per motivi d’età o invalidità, riceva successivamente rendite delle assicurazioni sociali o analoghe prestazioni destinate al mantenimento del figlio, che sostituiscono il reddito di un’attività lucrativa, deve pagare tali importi al figlio; il precedente contributo di mantenimento va diminuito per legge dell’importo di tali nuove prestazioni.

3 Il contributo è pagato anticipatamente, per le scadenze fissate dal giudice.”

Ex art. 286 CC:

" 1 Il giudice può ordinare che il contributo per il mantenimento sia senz’altro aumentato o ridotto in caso di determinate modificazioni dei bisogni del figlio, delle possibilità dei genitori o del costo della vita.

2 Se le circostanze siano notevolmente mutate, il giudice, ad istanza di un genitore o del figlio, modifica o toglie il contributo.

3 Il giudice può obbligare i genitori a versare un contributo speciale allorché lo richiedano bisogni straordinari e imprevisti del figlio.”

In una sentenza 5P.354/2006 del 17 novembre 2006 consid. 4.1. il TF, chinandosi su una vertenza relativa alla determinazione dei contributi alimentari dovuti da un padre in favore della figlia minorenne, ha stabilito che:

" (…)

Il calcolo degli alimenti dovuti si basa, fra i molti fattori, sull'effettiva capacità contributiva del debitore. Invece di questa, è lecito porre alla base del calcolo un reddito ipotetico, se e nella misura in cui il debitore sarebbe effettivamente in grado di guadagnare più di quanto guadagni realmente, facendo prova di buona volontà e compiendo uno sforzo da lui ragionevolmente esigibile. Qualora non esista una possibilità reale di percepire un reddito superiore, l'imputazione di un reddito ipotetico superiore a quello reale non entra in considerazione. I criteri per il calcolo di un reddito ipotetico sono in particolare le qualifiche professionali del debitore, la sua età, il suo stato di salute nonché la situazione sul mercato del lavoro. I criteri esposti trovano applicazione in tutti gli affari di diritto matrimoniale (DTF 128 III 4 consid. 4a pag. 5-6), come pure nei casi di modifica dei contributi al mantenimento dei figli (art. 286 cpv. 2 CC). La questione se possa essere ragionevolmente imputato al debitore un reddito ipotetico, è questione di diritto che può (e deve) essere riesaminata nel quadro di un ricorso per riforma; per contro, sapere se sia anche effettivamente possibile percepire il reddito imputato, è questione di fatto che come tale esula dalla cognizione del Tribunale federale nel ricorso per riforma e che va risolta sulla base di concreti accertamenti, rispettivamente secondo l'esperienza generale della vita (DTF 128 III 4 consid. 7c/bb pag. 7; sentenza 5C.94/2003 del 17 luglio 2003, in FamPra 2004 pag. 129, consid. 3.1).“

In proposito cfr. anche STF 5P.45/2007 del 5 aprile 2007 consid. 6.4. afferente alla fissazione di contributi alimentari per i figli contestuale all’emanazione di misure a protezione dell’unione coniugale

Va, in ogni caso, sottolineato che per giurisprudenza il debitore del contributo ha il diritto di conservare l’equivalente del suo fabbisogno minimo, anche nei confronti del figlio minorenne (cfr. DTF 123 III 3; DTF 126 III 356; DTF 127 III 70).

La questione di diritto civile riguardante la riduzione dell’entità del contributo di mantenimento esula comunque dalle competenze di questa Corte.

Il ricorrente, a tale fine, ha peraltro già adito l’autorità giudiziaria civile competente. Alla prima Camera civile del Tribunale d’appello è, infatti, pendente un appello interposto da RI 1 contro il decreto del 13 ottobre 2008 emesso dal Pretore di __________, il quale non solo non ha ridotto l’ammontare degli alimenti dovuti dall’insorgente, ma l’ha aumentato (cfr. consid. 1.3.).

2.10. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, occorre concludere che la scelta del legislatore cantonale di non computare, ai fini della determinazione dell’eventuale diritto a una prestazione assistenziale, gli alimenti che un richiedente l’aiuto sociale è tenuto a corrispondere in virtù del diritto di famiglia, non è contraria alla legislazione in vigore, alla Costituzione federale e cantonale, né alla CEDU.

In particolare il TCA, al fine della valutazione del diritto a una prestazione assistenziale, non ravvisa alcuna violazione del principio della parità di trattamento tra un padre separato tenuto al versamento di alimenti e un uomo celibe senza figli.

Secondo costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza di trattamento ancorato nell'art. 8 Cost.fed. vincola il legislatore cantonale e comunale.

Sotto questo profilo violano l'art. 8 Cost.fed. - oltre agli atti legislativi che non hanno un motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo - quelli che fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna corrispon-denza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione inammissibile (STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008; DTF 124 V 163; DTF 111 Ia 326 consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4; 108 II 114 consid. 2b; 107 Ib 182 consid. 5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b; RtiD II-2004 N.14).

Per ammettere una violazione dell'art. 8 Cost., occorre tuttavia che la distinzione fatta dal legi­slatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso, che appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi l'art. 8 Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole libertà, che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni di due fattispecie, per trat­tarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece agli elementi che le distinguono per sottoporle a un regime differenziato (cfr. RtiD II-2004 N.14; STCA del 4 giugno 1998 nella causa S., 39.1998.18; RDAT II-1998 pag. 28 seg.; RDAT II-1999 pag. 155 seg.; STF 19.11.1986 in causa C.L.P., non pubbli­cata; STCA 3.1.1994 nella causa L.G.; J.L. Duc - P.Y. Greber, "La portée de l'article 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II 473 seg. (573-576)).

La due situazioni menzionate non sono infatti trattate diversamente.

A parità di reddito e sostanza effettivi entrambe le persone menzionate hanno o meno diritto alla pubblica assistenza.

Il mancato computo degli alimenti nel calcolo del richiedente tenuto alla relativa corresponsione non crea disparità, se si tiene conto, da un lato, dello scopo della pubblica assistenza che è quello di intervenire allorché una persona si trovi in una situazione di bisogno concreto e non sia in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi per la propria sopravvivenza (cfr. consid. 2.7.) e dall’altro, del principio vigente per la determinazione del contributo alimentare visto in precedenza, ossia che il debitore del contributo ha il diritto di conservare l’equivalente del suo fabbisogno minimo, anche nei confronti del figlio minorenne (cfr. consid. 2.9.).

Il medesimo ragionamento deve valere mutatis mutandis per i lavoratori tenuti al versamento di pensioni alimentari e che vivono con una figlia studentessa nei confronti di lavoratori con una figlia studentessa che non versano alimenti.

2.11. Per quanto attiene all’art. 5 del protocollo n. 7 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) relativo all’eguaglianza tra coniugi e menzionato nel ricorso dall’insorgente, va osservato che il tenore del citato disposto è il seguente:

" I coniugi godranno dell’uguaglianza di diritti e di responsabilità di carattere civilistico tra loro, nelle loro relazioni con i loro figli, in caso di matrimonio, durante il matrimonio e dopo la fine del matrimonio stesso. Questo articolo non impedirà allo Stato di adottare le misure necessarie per la tutela degli interessi dei figli.”

La riserva apposta dalla Svizzera all’art. 5 del Protocollo n. 7 prevede che:

" Dopo l’entrata in vigore delle disposizioni rivedute del Codice civile svizzero del 5 ottobre 19848, le disposizioni dell’articolo 5 del Protocollo addizionale no 7 saranno applicate con riserva, da un lato, delle disposizioni di diritto federale concernenti il cognome coniugale (art. 160 CC e 8a tit. fin. CC) e, d’altro lato, di quelle concernenti l’acquisto della cittadinanza (art. 161, 134 cpv. 1, 149 cpv. 1 CC e 8b tit. fin. CC). Inoltre sono riservate talune disposizioni del diritto transitorio relative al regime matrimoniale (art. 9, 9a, 9c, 9d, 9e, 10 e 10a tit. fin. CC).” (cfr. RS 0.101.07)

Il Protocollo n. 7 è stato emendato dall’art. 2 del Protocollo n. 11 dell’11 maggio 1994, che ristruttura il meccanismo di controllo istituito dalla Convenzione, come segue:

" a) gli articoli vengono presentati con le rubriche elencate nell’allegato al presente,Protocollo;

b) all’articolo 6 paragrafo 4, le parole «dell’art. 63» sono sostituite dalle parole

...; un nuovo paragrafo 6 viene aggiunto e si legge come segue:

...

c) il paragrafo 2 dell’articolo 7 viene soppresso.” (cfr. RS 0.101.09)

Al riguardo questa Corte ritiene che la norma di cui all’art. 22 lett. b cfr. 2 Las, la quale esclude il computo degli alimenti nelle spese, non violi l’art. 5 del Protocollo n. 7 afferente all’uguaglianza tra coniugi.

In effetti l’esclusione del conteggio degli alimenti concerne il richiedente prestazioni assistenziali sia uomo che donna. La stessa si applica a qualsiasi debitore di alimenti che postula la concessione della pubblica assistenza.

2.12. In simili condizioni, a ragione, dunque l’USSI, applicando l’art. 22 lett. b cfr. 2 Las, non ha conteggiato gli alimenti che RI 1 è tenuto a versare alla moglie e ai figli.

Per quanto riguarda l’asserzione del ricorrente secondo cui non può far fronte al pagamento della cassa malati sua e della figlia (cfr. doc. I), va ricordato che comunque __________ ha ottenuto per se stessa la riduzione del premio LAMal per il 2008 con decisione del 30 aprile 2008 (cfr. STCA 36.2008.129 del 19 febbraio 2009 consid. 2.3.).

2.13. L’assicurato ha chiesto l’assistenza giudiziaria (cfr. doc. I).

In realtà la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA nella materia che ci occupa è per principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca).

Secondo l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

L'art. 3 Lag prevede:

" 1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

2E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di

provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di

patrocinio."

Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:

" 1L'assistenza giudiziaria non è concessa:

a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;

b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."

I criteri posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).

Pertanto la Lag, a cui la Lptca rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.

Infatti l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate dalla giurisprudenza.

Occorre qui ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr. STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).

Non essendo il ricorrente patrocinato da un avvocato, il gratuito patrocinio, in casu, va negato.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è respinta.

  3. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  4. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

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