Raccomandata
Incarto n. 42.2007.8
rs
Lugano 31 marzo 2008
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2007 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 18 maggio 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 26 aprile 2006, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. 37).
1.2. Il reclamo interposto da RI 1, tramite l’avv. RA 1, è stato parzialmente accolto dall’USSI il 28 settembre 2007. L’amministrazione ha deciso che nel calcolo della prestazione assistenziale andava computato il valore locativo e, in deduzione, le spese per l’alloggio. Inoltre l’USSI ha stabilito che le spese di franchigia e partecipazioni per il 2006 sarebbero state tenute in considerazione ma con conteggio separato (cfr. doc. A1).
1.3. Il 1° ottobre 2007 l’USSI ha emesso una nuova decisione formale con cui, nonostante il computo delle voci riconosciute con la decisione su reclamo del 28 settembre 2007, e meglio il valore locativo quale reddito e quale spesa per l’alloggio, non ché le spese di manutenzione, ha comunque negato a RI 1 il diritto a una prestazione assistenziale.
L’amministrazione ha emanato un ulteriore provvedimento con cui gli ha però concesso una prestazione speciale di fr. 1'015.90 quale franchigia e partecipazioni alla cassa malati (cfr. doc. A2).
1.4. Contro la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che nel calcolo della prestazione assistenziale venga considerato, oltre al valore locativo e in deduzione le spese per l’alloggio (pari al valore locativo per i proprietari aumentato del 15%), gli interessi ipotecari e l’onere di manutenzione ordinario, nonché un forfait di fr. 400.-- quale deduzione dal reddito da attività lucrativa.
Il ricorrente ha pure postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio da parte dell’avv. RA 1.
A sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto, in particolare, che abita con la moglie in un appartamento, PPP n. __________, quota PPP di 500/1000 fondo __________ RFD di __________, beneficiando di un diritto di abitazione costituito a loro favore dai figli ai quali tale immobile era stato donato dalla madre, moglie del ricorrente.
E’ stato precisato, da un lato, che l’immobile è stato ristrutturato successivamente alla donazione, rendendolo di fatto abitabile con accensione da parte dei figli di un’ipoteca di fr. 330'000.--. Dall’altro, che l’accordo era che i genitori avrebbero pagato gli interessi debitori permettendo loro in tal modo di disporre di un appartamento a prezzo contenuto, oltre alle spese accessorie come previsto dall’art. 778 cpv. 1 CC.
L’insorgente ritiene che gli interessi ipotecari vadano computati nel calcolo della prestazione assistenziale, poiché la riattazione, e con ciò l’accensione dell’ipoteca, essendo avvenuta posteriormente alla donazione e alla costituzione del diritto di abitazione, rappresenta un ampliamento del diritto di abitazione. Egli ha sottolineato che, per quanto concerne le imposte, la proprietà viene tassata nella sua partita fiscale, compreso il debito ipotecario.
Inoltre è stato indicato che le direttive Laps, precisando che gli oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano l’oggetto dell’usufrutto la cui costituzione è però successiva all’usufrutto sono normalmente a carico del nudo proprietario, prevedono delle eccezioni in casi particolari.
Il ricorrente ha, poi, affermato che il valore locativo non comprende le spese accessorie. Queste ultime devono essere considerate separatamente. Egli, in proposito, ha evidenziato che siccome, per una questione di parificazione con gli inquilini, il reddito della sostanza va anche dedotto come spesa per l’alloggio, come per gli inquilini devono pure essere riconosciute le spese accessorie, il cui ammontare in casu deve corrispondere all’importo forfetario valido in ambito PC di fr. 1'680.--.
L’insorgente, al riguardo, ha rilevato che le spese di manutenzione della sostanza vanno considerate separatamente.
Infine egli sostiene che dal reddito da attività lavorativa della moglie vada dedotta la franchigia minima di fr. 400.--, come previsto dalle COSAS (cfr. doc. I).
1.5. L’USSI, in risposta, ha postulato il parziale accoglimento del ricorso limitatamente alle spese accessorie non inserite nel calcolo assistenziale per un ammontare pari all’importo forfetario di fr. 1'680.-- contemplato dall’OPC.
Indirettamente l’amministrazione ha postulato la reiezione delle ulteriori censure con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
in diritto
2.1. Come esposto nei fatti, l’USSI, il 28 settembre 2007, ha parzialmente accolto il reclamo interposto da RI 1 contro la decisione del 18 maggio 2006 (cfr. doc. A1).
L’amministrazione, inoltre, il 1° ottobre 2007, ha emesso una nuova decisione formale con cui, nonostante l’applicazione delle voci riconosciute con la decisione su reclamo del 28 settembre 2007, ha comunque negato all’insorgente il diritto a una prestazione assistenziale.
L’USSI ha pure emanato un ulteriore provvedimento con cui gli ha concesso una prestazione speciale di fr. 1'015.90 quale franchigia e partecipazioni alla cassa malati (cfr. doc. A2).
Secondo l'art. 65 cpv. 1 della Legge sull'assistenza sociale (in seguito: Las) contro la decisione concernente l'erogazione, il rimborso e la restituzione di prestazioni assistenziali sono dati i rimedi di diritto di cui all'art. 33 Laps (Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000).
L'art. 33 Laps prevede che:
" 1Contro le decisioni emesse in virtù della legge e delle leggi speciali, è data facoltà di reclamo all'organo amministrativo che le ha emesse entro 30 giorni dalla data di notificazione.
2Contro le decisioni su reclamo di cui al cpv. 1, è data facoltà di ricorso diretto al Tribunale cantonale delle assicurazioni entro 30 giorni dalla data di notificazione.
3È applicabile la Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni del 6 aprile 1961. Per quanto non disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA)."
L’USSI, nella decisione su reclamo del 28 settembre 2007 con cui ha riconosciuto determinate censure fatte valere dall’insorgente (cfr. doc. A1), avrebbe dovuto pure allestire il nuovo calcolo della prestazione assistenziale e non emettere ulteriori decisioni formali il 1° ottobre 2007 con indicato, quale rimedio di diritto, il reclamo presso l’amministrazione (cfr. doc. A2).
In una sentenza pubblicata in DTF 131 V 407 l’Alta Corte ha deciso che non si può emettere una decisione su opposizione di natura cassatoria che si limita ad annullare il precedente provvedimento per necessità di complemento istruttorio. I nuovi accertamenti devono piuttosto essere integrati e posti a fondamento di una decisione su opposizione che conclude la procedura e modifica la decisione iniziale.
Al riguardo il TF ha evidenziato che:
" (…)
2.1.2 Das Verwaltungsverfahren ist als Einheit zu begreifen, die das Verfügungs- und das Einspracheverfahren umfasst. Eine Rückweisung zur ergänzenden Sachverhaltserhebung durch einen Einspracheentscheid ist strukturell nicht gerechtfertigt und somit nicht angängig, weil es sich nicht um einen instanzübergreifenden Vorgang handelt.“
La decisione su reclamo sostituisce, in effetti, la decisione iniziale.
In particolare è utile segnalare la sentenza C 273/06 del 25 settembre 2007 in cui il Tribunale federale, nell’ambito della procedura di opposizione, del tutto analoga a quella di reclamo, ha rilevato:
" Selon l'art. 52 al. 1 LPGA, les décisions peuvent être attaquées dans les trente jours par voie d'opposition auprès de l'assureur qui les a rendues (voie ordinaire). Aux termes de l'art. 10 al. 1 OPGA, l'opposition doit contenir des conclusions, être motivée et signée par l'opposant. La procédure d'opposition - préalable au recours - est obligatoire (SVR 2006 ALV no 13 p. 44 consid. 2.2.2 [arrêt du 30 septembre 2005, C 279/03]; SVR 2005 AHV no 9 p. 30 [arrêt du 25 novembre 2004, H 53/04]; voir aussi ATF 130 V 388). Le but de la procédure d'opposition est d'obliger l'assureur à revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen du dossier à une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle doit lui permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des mesures d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux allégués de l'assuré - afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191)."
Il ricorrente ha comunque interposto un nuovo reclamo contro la decisione del 1° ottobre 2007 (cfr. doc. I pag. 3, 4).
Questa Corte può, conseguentemente, entrare nel merito della vertenza.
Nel merito
2.2. Oggetto della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha negato a RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 26 aprile 2006.
In particolare questa Corte deve esaminare se le deduzioni dal reddito computabile fatte valere dal ricorrente possono essere conteggiate nel relativo calcolo oppure no.
2.3. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971.”
Anche dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
269.--
269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)
Per inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).
2.5. L’art. 22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
" Il reddito disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Le deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.
Alcune entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6. Il ricorrente ha contestato, in buona sostanza, il mancato computo, nel calcolo della prestazione assistenziale, delle spese accessorie al valore locativo considerato quale pigione, degli interessi ipotecari e di una franchigia di fr. 400.-- dal reddito da attività lucrativa della moglie (cfr. doc. I).
L’Ufficio del sostegno sociale, dal canto suo, con la risposta di causa, da una parte, ha riconosciuto il conteggio delle spese accessorie per una somma di fr. 1'680.--.
Dall’altra, però, ha ribadito che non vanno computati gli interessi passivi ipotecari, poiché, riferendosi a un debito successivo alla costituzione del diritto di abitazione, vanno a carico del nudo proprietario. Secondo l’amministrazione neppure la franchigia di fr. 400.-- relativa al reddito da attività lavorativa deve essere considerata, in quanto nel Cantone Ticino le direttive COSAS non vanno imperativamente adottate e applicate (cfr. doc. VIII).
2.7. Chiamato ora a pronunciarsi in merito alla fattispecie, il TCA rileva, dapprima, che l’art. 22 lett. c Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr. consid. 2.5.).
La norma recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
" La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie."
La Laps non fa capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato sulla base della pigione netta.
L’art. 22 lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi dell’art. 3b lett. b LPC vanno, in effetti, computate le spese per la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie (effettive), nei limiti degli importi di fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. consid. 2.6.).
Nel contesto delle prestazioni complementari la pigione è, inoltre, riconosciuta quale spesa non soltanto ai locatari di un alloggio, ma anche a persone che vivono nell'abitazione di loro proprietà o cui spetta l'usufrutto o un diritto di domicilio nell'abitazione. Ciò nella misura del valore locativo (cfr. Direttive UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021).
L'art. 16a OPC-AVS/AI contempla, poi, un forfait annuo di fr. 1'680.- per le spese accessorie valido per le persone che abitano un immobile di loro proprietà.
In simili circostanze, vista la scelta del legislatore di distanziarsi, in relazione al calcolo della pigioni ai fini della determinazione del diritto all’assistenza sociale, dal regime Laps, riprendendo invece la soluzione adottata per le PC a livello federale, anche ai richiedenti le prestazioni assistenziali proprietari dell’abitazione in cui vivono va applicato per analogia il regime contemplato dalle PC (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007).
In concreto, a titolo di spese per l’alloggio per l’abitazione di Sonico, deve, dunque, essere considerato, oltre all’ammontare di fr. 5’968.-- corrispondente al valore locativo (cfr. doc. A2), l’importo forfetario di fr. 1'680.--, come del resto riconosciuto dall’USSI nella risposta di causa (cfr. doc. III), per un ammontare complessivo di fr. 7'648.--.
2.8. L’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps prevede quali spese computabili le spese ai sensi degli art. 25-31 LT.
L’art. 31 cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.
Inoltre secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.
La spese di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di fr. 3'000.-- (art. 6 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 pag. 14).
In linea di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese (cfr. art. 31 cpv. 4 LT; CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316 del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985; Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition du revenu et de la fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/2005 della Divisione delle Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se l'immobile è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i 10 anni la deduzione è del 25%.
Nel caso in esame il ricorrente e la coniuge non sono i proprietari dell’appartamento in cui abitano sito alla particella N. __________ RFD di __________, bensì sono i beneficiari di un diritto di abitazione.
Tale diritto reale limitato è stato costituito allorché la moglie dell’insorgente, nell’agosto 2001, ha donato ai figli la PPP n. __________, quota di 500/1000 fondo base __________ RFD di __________ (cfr. doc. 31).
L’art. 778 CC prevede, per quanto concerne gli oneri a carico del beneficiario di un diritto di abitazione, che:
" L’usuario sopporta gli oneri della manutenzione ordinaria quando il suo diritto di abitazione sia esclusivo di ogni altro. (cpv. 1)
Se ha solo un diritto di coabitazione, le spese di manutenzione incombono al proprietario. (cpv. 2)”
L’usuario, dunque, a differenza del beneficiario di un usufrutto (cfr. art. 765 CC), deve sopportare i costi connessi alla manutenzione ordinaria dello stabile, ma non gli interessi ipotecari o le imposte e tasse in relazione con l’immobile (cfr. P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome III, pag. 54-55 n. 2507).
Del resto anche dal profilo fiscale la Circolare N. 1/2003 “Usufrutto e diritto di abitazione nell’ambito dell’imposta ordinaria” emessa dalla Divisione delle contribuzioni nel gennaio 2003 enuncia che:
" (…)
3.2. Oneri di manutenzione ordinaria
Si tratta generalmente di spese abituali di carattere corrente effettuate al fine di mantenere o di ristabilire il valore dell’immobile.
Queste spese sono a carico dell’usufruttuario o del beneficiario del diritto di abitazione esclusivo (art. 765 cpv. 1 e 778 cpv. 1 CCS). Gli stessi possono quindi dedurle nella propria partita fiscale (art. 31 cpv. 2 LT).
La deduzione può avvenire in modo forfettario od esponendo le spese effettive.
3.3. Oneri di manutenzione straordinaria
Si tratta generalmente di spese più importanti che non hanno carattere ricorrente e che comportano, di regola, anche una miglioria dell’oggetto.
Queste spese sono a carico – sia in caso di usufrutto che di diritto di abitazione – del nudo proprietario (art. 765 cpv. 3 CCS). Quest’ultimo, a condizione che abbia anche effettivamente sostenuto la spesa, può quindi dedurla nella propria partita fiscale nei limiti dell’art. 31 cpv. 2 LT. Questa possibilità di deduzione (in sede di tassazione ordinaria) è tuttavia data soltanto in relazione alle spese di manutenzione. Se si tratta di interventi che comportano una miglioria la deduzione è invece ammessa - quale costo di investimento (art. 134 LT) - nell’ambito dell’imposta sugli utili immobiliari che è percepita quando il nudo proprietario aliena l’immobile oggetto della miglioria.
La deduzione ordinaria delle spese di manutenzione (non di miglioria) sostenute dal nudo proprietario avviene esponendo la spesa effettiva. Occorre a questo riguardo precisare che, nel caso di deduzione delle spese da parte di due diversi contribuenti (l’usufruttuario quelle ordinarie e il nudo proprietario quelle effettive), non possono coesistere due diversi sistemi di deduzione (forfait e effettiva). I due contribuenti devono quindi adottare la stessa formula di deduzione effettiva.
3.4. Oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari gravanti l’oggetto
(…)
3.4.3. Debito ipotecario gravante un immobile oggetto di un diritto di abitazione
Gli oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano un immobile oggetto di diritto di abitazione sono normalmente a carico del proprietario dell’immobile. Le relative deduzioni sono quindi da considerare nella partita fiscale di quest’ultimo.”
L’art. 4b Reg.Laps, in relazione agli interessi maturati su debiti, enuncia che:
" 1In caso di debito precedente la costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione gli interessi passivi sono computati all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.
2In caso di debito successivo alla costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione gli interessi passivi sono computati al proprietario dell’abitazione.”
Ex art. 4c Reg.Laps, attinente alle spese di manutenzione della sostanza:
" 1Le spese di manuntenzione ordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di abitazione sono computate all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.
2Le spese di manutenzione straordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di abitazione sono computate al proprietario dell’abitazione.
Alla luce di quanto appena esposto, nella presente fattispecie, secondo questo Tribunale nel calcolo della prestazione assistenziale dell’insorgente vanno computate le spese di manutenzione ordinaria, come indicato dall’amministrazione nella decisione su reclamo (cfr. doc. A1 pag. 4).
Per le spese di manutenzione ordinaria deve essere conteggiata la somma di fr. 1'492.--, pari al 25% del valore locativo di fr. 5'968.-- (cfr. doc. A2), visto che l’immobile di __________ risultava esistere già nel 1989 (cfr. doc. 47).
2.9. Per quanto attiene agli interessi passivi ipotecari, questa Corte constata che, benché l’attestato fiscale relativo agli interessi debitori per il 2005 emesso da __________ - presso la quale i figli del ricorrente hanno acceso il mutuo ipotecario -, sia stato indirizzato ai figli (cfr. doc. 16), gli stessi sono poi stati tenuti in considerazione nella partita fiscale 2005 dei genitori e non in quella dei figli (cfr. doc. 28, 29, 47).
Occorre, perciò, concludere che gli interessi, perlomeno per il 2005, sono stati corrisposti dall’insorgente e dalla moglie.
In proposito va, però, ricordato che secondo le norme del CC l’usuario non è tenuto a farvi fronte (cfr. consid. 2.8.).
Anche la circolare N.1/2003 emanata dalla Divisione delle contribuzione prevede che gli oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano un immobile oggetto di diritto di abitazione sono normalmente a carico del proprietario dell’immobile (cfr. consid. 2.8.).
Inoltre l’art. 4b Reg.Laps contempla il computo degli interessi passivi al titolare del diritto di abitazione unicamente nel caso in cui il debito sia precedente alla costituzione del diritto di abitazione (cfr. consid. 2.8.).
In concreto il debito ipotecario è stato acceso dai figli del ricorrente in concomitanza alla cessione dell’immobile e alla costituzione del diritto di abitazione (cfr. doc. A7, 31).
Ciò è del resto stato riconosciuto anche nel ricorso stesso (cfr. doc. I pag. 5).
Tale mutuo è stato effettuato per rendere abitabile l’oggetto gravato dal diritto di abitazione, siccome si trovava in stato di abbandono (cfr. doc. I; A9).
I lavori erano, così, volti a sopperire al mancato mantenimento di lunga data e non quindi ad apportarvi migliorie particolari.
In simili condizioni, il TCA ritiene che gli interessi ipotecari, a prescindere da chi ha proceduto alla relativa corresponsione a favore della banca, non erano a carico del ricorrente e della moglie, bensì dei figli, nudi proprietari dell’immobile di __________.
Ciò implica che, in linea di principio, essi non possano essere presi in considerazione nel conteggio della prestazione assistenziale.
2.10. Questa Corte con sentenza 42.2004.3 del 17 maggio 2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg., ha, tuttavia, stabilito che nel calcolo della prestazione assistenziale di un’anziana non andava computato il valore dei fondi a cui aveva rinunciato donandoli ai figli. Il TCA ha, in effetti, rilevato che se si computassero i beni a cui una persona ha rinunciato, si contravverrebbe allo scopo primo dell’assistenza sociale che è quello di sostenere una persona che si trova in una situazione di bisogno concreto indipendentemente dalle cause della sua precarietà.
Tale principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1° ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Al riguardo il TF, in una recente sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha deciso che:
" (…)
3.1Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa. L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (DTF 131 I 166 consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75). Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).
3.2 In materia di prestazioni complementari, a norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi determinanti comprendono le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato. Una rinuncia ai sensi di questa disposizione è data, segnatamente, allorquando una persona assicurata rinuncia, senza obbligo giuridico, a elementi di sostanza, o può pretendere determinati elementi di reddito e di sostanza, senza però far valere i relativi diritti (DTF 123 V 35 consid. 1 pag. 37 con riferimenti; Raymond Spira, Transmission de patrimoine et dessaisissement au sens de la loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210 segg.). Affinché una rinuncia a elementi di reddito o di sostanza possa essere presa in considerazione, occorre che essa sia avvenuta «senza obbligo giuridico», rispettivamente «senza controprestazione adeguata», queste due condizioni non essendo da intendere cumulativamente, bensì alternativamente (DTF 131 V 329 consid. 4.3 pag. 334).
3.3 A differenza di quanto vale in materia di prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza P 55/05 del 21 gennaio 2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la perdita di un importo di fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a rischio, legato ad una truffa, costituisce sostanza cui l'assicurato ha rinunciato), l'aiuto in situazioni di bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non può essere ridotto o rifiutato ad una persona indigente, anche se quest'ultima è personalmente responsabile di questo suo stato; si tratta di una concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto sociale, che costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi per esempio DTF 121 I 367 consid. 3b pag. 375; Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5 all'art. 12 Cost.; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II, pag. 683, n. 1532; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi Berna 2002, pag. 304). A questo riguardo, è unicamente determinante la situazione attuale ed effettiva dell'interessato al momento dell'esame del suo diritto a condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit., pag. 170). In altri termini, i motivi che hanno condotto all'indigenza sono irrilevanti dal profilo della protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure DTF 131 I 166 consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati). Fermi questi presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di reddito o di sostanza nell'ambito delle prestazioni complementari.”
La circolare N. 1/2003 emanata dalla Divisione delle contribuzione nel 2003 prevede, inoltre, che:
" 4. Conseguenze dal profilo delle donazioni
In assenza di un rapporto di debito/credito, l’assunzione da parte dell’usufruttuario rispettivamente del nudo proprietario di oneri che competerebbero all’altro, potrebbe configurare la fattispecie di una donazione che, come tale, deve essere assoggettata ad imposta.
Generalmente si tratta di importi trascurabili o che rientrano nell’ambito degli usuali doveri di assistenza fra familiari.
In determinati casi queste liberalità possono raggiungere somme importanti (spese straordinarie, ammortamenti e interessi per nuove ipoteche) e configurare un tentativo di elusione dell’imposta di donazione (limitatamente ai casi di cui all’art. 164 LT). Questi casi saranno sottoposti per verifica all’Ufficio delle imposte di successione e donazione.”
In casu, ritenuto che il diritto di abitazione è stato costituito quale controprestazione per la cessione della PPP n. __________, quota 500/1000 fondo base __________ RFD di __________, come peraltro sostenuto dal ricorrente medesimo (cfr. doc. I pag. 4), l’assunzione del pagamento degli interessi ipotecari deve essere considerata eseguita senza controprestazione alcuna.
Tale assunzione di debito costituisce, pertanto, una donazione ai figli.
La corresponsione annuale e periodica degli interessi passivi va, perciò, assimilata a una rinuncia di parte delle entrate di cui beneficiano l’insorgente e la moglie.
Nel caso in esame è, poi, escluso l’abuso di diritto.
Risulta dagli atti che l’assunzione degli interessi ipotecari è intervenuta nel 2001 con l’accensione del relativo mutuo (cfr. doc. I), mentre la domanda di assistenza sociale risale al 2006. Non si può, dunque, sostenere che il ricorrente si sia impegnato a pagare gli interessi passivi nell’intento di eludere, diversi anni più tardi, le disposizioni sull’aiuto sociale (cfr. STF 8C_ 92/2007 del 14 dicembre 2007 consid. 5).
Alla luce di quanto esposto, nella presente evenienza va tenuto conto del reddito a cui il ricorrente ha rinunciato utilizzandolo per il pagamento degli interessi ipotecari a carico dei figli.
Conseguentemente, dal mese di maggio 2006 (ex art. 61 cpv. 1 Las il diritto alle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito della domanda, che in casu risale al 26 aprile 2006; cfr. doc. 37) e, se del caso, fino al mese di settembre 2007, data della decisione su reclamo impugnata, che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 129 V 1 consid. 1; STF 8C_150/2007 del 3 gennaio 2008 consid. 5; STF I 927/05 del 1° aprile 2005), il versamento degli interessi ipotecari effettuato dal ricorrente e dalla moglie che dovrà essere debitamente comprovato per il lasso di tempo menzionato, andrà computato, al fine della determinazione della prestazione assistenziale, tra le spese computabili.
2.11. Giova, in ogni caso, ricordare che la Las contempla un diritto di regresso a favore dell’USSI nei confronti di coloro che, in virtù delle norme del CCS, sono tenuti ad obblighi assistenziali verso la persona assistita (coniuge o parente nei gradi fissati nell’art. 328 CC), oppure dell’erede, del legatario o del donatore che profittassero dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione. Le possibilità di regresso sono limitate dalle stesse condizioni poste dal CC (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 8; RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).
In particolare giusta l’art. 38 Las:
" I parenti obbligati all’assistenza secondo l’ art. 328 del Codice civile devono rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali nella misura e alle condizioni alle quali possono esservi tenuti a norma dell’ art. 329 del Codice medesimo."
A tale proposito va rilevato che l'art. 328 CC prevede l'assistenza tra parenti in linea ascendente e discendente soltanto per chi vive in condizioni agiate (cfr. Basler Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15).
Siccome il concetto del dovere di assistenza tra parenti è in sé problematico e non si adatta più ai tempi attuali, la nozione di "condizioni agiate" deve essere interpretata in senso stretto.
La Conferenza svizzera per l'aiuto sociale 2000, nelle sue direttive in vigore dal 1° gennaio 2001, ha proposto agli organi dell'aiuto sociale di considerare che le persone sono in grado di contribuire al mantenimento dei loro parenti a partire da un reddito imponibile di fr. 60'000.-- per le persone sole e di fr. 80'000.-- per le coppie, a cui aggiungere l'ammontare di fr. 10'000.-- per ogni figlio minorenne o in formazione (cfr. Direttive COSAS 2000, p.to F4; Basler Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15b e 17).
Tali redditi non sono stati oggetto di modifiche nelle Direttive COSAS 2005 (cfr. p.to F4).
Al riguardo il TF, nella sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, già menzionata sopra, ha
" (…)
4.3 Rispetto alle succitate disposizioni del Codice civile, l'aiuto sociale è sussidiario (Koller, op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC). Tuttavia, anche persone con pretese fondate sugli art. 328 e 329 CC possono trovarsi in una situazione di necessità, se queste pretese non sono esigibili nell'immediato (Müller, op. cit., pag. 170). Nella decisione in lite, il Comune opponente ha negato che fossero dati i presupposti per l'applicazione delle menzionate disposizioni, vista la capacità economica dei due figli (redditi imponibili di fr. 23'500.- rispettivamente fr. 58'000.-). Così il Comune non può ora invocare il principio della sussidiarietà e rimproverare al ricorrente di avere rinunciato ad esigere per via giudiziaria un contributo dai figli. D'altronde, conformemente alle direttive emanate dalla COSAS (n. F.4), per quanto riguarda il contributo dei parenti, nel limite del possibile è auspicabile negoziare un accordo tra le parti, atteso che i possibili rischi di ripercussioni sul beneficiario e sul suo progetto sociale non sono trascurabili. In caso di litigio, sarà l'autorità cui spetta l'obbligo e/o gli oneri di assistenza giusta l'art. 25 della legge federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno (LAS; RS 851.1) a dover procedere per le vie legali e richiedere i contributi per il futuro e quelli retroattivi al massimo per un anno prima dell'avvio dell'azione legale (Judith Widmer, Verhältnis der Verwandtenunterstützungspflicht zur Sozialhilfe in Theorie und Praxis, Zurigo 2001, pag. 78 segg.). L'autorità subentra in tal caso nei diritti della persona assistita fino a concorrenza dei propri anticipi (art. 329 cpv. 3 in relazione con l'art. 289 cpv. 2 CC; DTF 133 III 507 consid. 5.2 pag. 510; Koller, op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC). Di conseguenza, nella concreta evenienza, l'aiuto non poteva essere rifiutato al ricorrente con l'argomento che quest'ultimo vantava una eventuale pretesa di mantenimento dalla realizzazione dei beni ceduti ai figli. Se il Comune (o l'autorità cantonale eventualmente competente) reputasse, tenendo conto di eventuali aumenti di sostanza e dei redditi immobiliari, essere questi beni destinati al mantenimento del ricorrente, può inoltrare un'azione fondata sugli art. 328 e 329 CC. In presenza di beni immobili la cui realizzazione, anche parziale, non è possibile o non può essere ragionevolmente pretesa, l'autorità potrà concludere con i parenti tenuti al sostentamento una convenzione speciale sull'esigibilità degli averi a seguito di alienazione o dopo il decesso dell'obbligato (direttive COSAS n. F.4).“
Secondo l’art. 40 Las:
" L’erede, il legatario o il donatario che profittano dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al “de cuius”, rispettivamente al donatore."
In proposito giova evidenziare che, relativamente all’art. 40 Las, non è prevista l’eccezione transitoria di cui all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las, per i casi di rigore, quando cioè la sostanza è difficilmente liquidabile.
Per quanto riguarda la procedura, l’art. 41 Las prevede che il diritto di regresso viene esercitato mediante azione civile davanti al giudice ordinario secondo la procedura prevista dal Codice civile svizzero.
L’azione di regresso si prescrive dopo un anno dal giorno in cui l’Autorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo cinque anni dal giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta (art. 42 Las).
L’Autorità cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se le circostanze lo giustificano (art. 43 Las).
Inoltre a garanzia del regresso compete allo Stato il diritto di ipoteca legale sulla proprietà immobiliare dell’assistito o delle persone obbligate segnatamente secondo gli art. 38 e 40 Las.
Perché sia valida, l’ipoteca dev’essere iscritta a Registro fondiario. Il regolamento di applicazione ne fissa le modalità (art. 44, 45 Las).
L’ipoteca a garanzia del regresso verso i parenti dell’assistito tenuti a soccorrerlo per gli obblighi di natura civile loro derivanti dagli art. 328 e segg. CCS, è iscritta, ad istanza dell’USSI, fino a concorrenza di due annualità di prestazioni, limitatamente all’importo dovuto dai parenti.
Detta ipoteca di garanzia è esclusa per prestazioni devolute agli assistiti minorenni di età inferiore ai 16 anni e l’iscrizione è sempre rinnovabile.
L’ipoteca porterà il grado del posto libero al momento della sua iscrizione ed avrà il diritto di subingresso (cfr. art. 18, 19 Reg.Las).
Sulla scorta di quanto esposto, nel caso in esame l’USSI ha la facoltà di intentare, se del caso, un’azione civile nei confronti dei figli dell’insorgente, sulla base dell’art. 38 Las che fa riferimento all’art. 328 CC o dell’art. 40 Las.
Al riguardo va rammentato che il termine di prescrizione dell’azione di regresso è di un anno dal giorno in cui l’autorità cantonale ha avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, comunque, di 5 anni dal giorno della corresponsione della prestazione assistenziale.
Questa Corte non può comunque esimersi dall’osservare che per il futuro gli interessi ipotecari non potranno più essere computati quali spese dell’insorgente.
Il versamento degli interessi passivi non è infatti una prestazione unica, bensì periodica.
Il ricorrente, alla luce di quanto indicato nella presente sentenza, è ora cognito della situazione legale.
Una rinuncia di parte del reddito a favore dei figli - che sono i reali debitori degli interessi ipotecari verso la banca - non potrà, quindi, più essere accettata se implicherà l’intervento della pubblica assistenza, visto che quest’ultima è retta dal principio della sussidiarietà (cfr. consid. 2.3.).
2.12. Per quanto concerne la richiesta di dedurre dal reddito da attività lucrativa conseguito dalla moglie la franchigia minima di fr. 400.-- prevista dalle direttive COSAS (cfr. doc. I), va osservato che effettivamente le direttive appena citate al p.to E.1.2., relativo alla quota non computata sui redditi dell’attività lucrativa, prevedono quanto segue:
" Sui redditi provenienti da un’attività lavorativa nel mercato del lavoro primario dei beneficiari che hanno più di sedici anni, viene accordata una quota non computata compresa fra i 400 e i 700 franchi (franchigia).
I cantoni e i comuni fissano le franchigie sul reddito in funzione del grado di occupazione e/o dell’entità del salario, tenendo conto, in particolare, delle conseguenze della legislazione fiscale cantonale sui redditi modesti. Per i giovani ed i giovani adulti fino al compimento del 25° anno d’età possono essere create regole speciali.
Con la franchigia sui redditi provenienti da un’attività lucrativa s’intende in primo luogo raggiungere l’obiettivo di rendere più facile la ripresa del lavoro o l’aumento del tempo di lavoro e quindi migliorare le possibilità d’integrazione. Per i beneficiari del sostegno sociale ciò dovrebbe fungere da incentivo ad intraprendere un’attività lavorativa il più possibile piena e redditizia e permettere così di risparmiare prestazioni finanziarie durature di sostegno sociale.
(…)
L’ufficio del sostegno sociale determina il limite superiore delle franchigie e dei supplementi integrativi (SI) cumulabili; tale limite non può essere inferiore a 800 franchi mensili per economia domestica.
Le franchigie sul reddito riconosciute vanno segnalate nel budget di sostegno sociale, al fine di assicurare trasparenza.”
Né la Las, né la Laps - alla quale la Las rinvia – contemplano, per contro, una tale franchigia.
Le Disposizioni COSAS non sono, in effetti, vincolanti per il Cantone Ticino.
Il TCA constata, al riguardo, che l’art. 22 Las, per determinare il reddito disponibile residuale, fa riferimento ai disposti della Laps, prevedendo nel contempo delle deroghe specifiche, senza però menzionare le direttive COSAS.
L’art. 19 Las, afferente alla soglia di intervento, dal canto suo, rinvia sì alle direttive COSAS, indicando tuttavia che la soglia di intervento viene definita “tenuto conto” delle stesse (cfr. consid. 2.5.).
Nemmeno, dunque, in questo caso si è confrontati con un adeguamento integrale alle medesime.
Giova d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr. Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).
La scelta operata dal Cantone Ticino è, dunque, diversa da quella effettuata da altri Cantoni.
Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P 196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale (art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt 2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X., 2P.158/2006 nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11 Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10 Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“.
In tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006, 2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea Città:
" A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).
1.3
1.3.1 Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe (§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c Sozialhilfegesetz). Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden das Mass der wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).
1.3.2 Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig Aufgenommene, die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt, vorbehaltlich der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem auch Personen ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der kantonalen Richtlinien). Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die finanziellen Kriterien der Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden Personen und Personengruppen (Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die materielle Grundsicherung (Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff. 9) sowie Massnahmen zur sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10).
1.3.3 Bei den angefochtenen Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung, die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz), ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27 Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom 22. April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2 S. 179 f.). Dabei sind die richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien gebunden, falls diese dem Sinn der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen Regelung nicht entsprechen sollten. So sollen inzwischen denn auch zahlreiche Sozialhilfeverfügungen ergangen sein, von denen einige weitergezogen wurden (vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai 2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im Einzelfall ist somit vorliegend gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173 ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier fraglichen Richtlinien ist die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung nicht zulässig. Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt sämtliche Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."
Ne discende che nel caso concreto la franchigia postulata non va considerata.
Del resto i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.5.) sono elencati in modo esaustivo.
Una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.
L’insorgente non ha, poi, fatto valere particolari spese per il conseguimento del reddito da attività lavorativa dipendente (cfr. art. 8 lett.a Laps; 4a Reg.Laps) del coniuge.
D’altronde dalle carte processuali risulta che la moglie del ricorrente lavora a tempo parziale a __________ dove abita (cfr. doc. 1-3).
Relativamente alle spese di vestiario menzionate nel ricorso (cfr. doc. I pag. 9), occorre sottolineare che l’art. 4a Reg.Laps, oltre alle spese di trasporto e di doppia economia domestica, prevede delle “altre spese professionali” che sono definite quali spese necessarie all’esercizio della professione effettivamente sopportate dal richiedente.
In casu non sono state documentate particolari altre spese professionali.
2.13. Alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 va annullata al fine di determinare nuovamente la prestazione assistenziale a cui ha diritto RI 1 per il periodo a decorrere dal mese di maggio 2006.
L’amministrazione effettuerà il calcolo tenendo conto, oltre che delle poste riconosciute con la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 - segnatamente del reddito da attività lavorativa della moglie, del valore locativo quale reddito e quale spesa per l’alloggio di fr. 5'968.-- annui (cfr. consid. 2.7.), delle spese di manutenzione ordinaria di fr. 1'492.-- all’anno (cfr. consid. 2.8.), dei premi della cassa malati e dei contributi delle assicurazioni sociali (cfr. doc. A1, A2) -, delle spese accessorie dell’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr. consid. 2.7.) e degli interessi ipotecari, il cui importo e relativo pagamento per il 2006 da parte dell’insorgente e della moglie dovranno essere previamente comprovati con adeguata documentazione (cfr. consid. 2.10.), ed emetterà una nuova decisione.
2.14. Parzialmente vincente in causa, il ricorrente, rappresentato da un avvocato, ha diritto all’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali da mettere a carico dell’USSI (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 22 LPTCA).
Visto l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili parziali, la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. I) relativa alla parte per la quale l’insorgente è vincente in causa è divenuta priva di oggetto (cfr. DTF 124 V 310 consid. 6; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02; STFA dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto 1999 nella causa E.T. contro INSAI e TCA, U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa H.D contro UAI e TCA, I 360/97; STFA del 19 novembre 1998 nella causa S.S contro CCC, P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998 nella causa INSAI contro A.C. e TCA, U 18/97).
2.15. Per la parte del ricorso in cui il ricorrente è soccombente, egli può invece essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia le relative condizioni (cfr. DTF 124 V 301 consid. 6).
Ai sensi dell'art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare.
Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
L'art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p. 626).
Le condizioni cumulative per la concessione dell'assistenza giudiziaria rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
Tali presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
L'art. 3 della Lag, poi, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia espressamente, prevede:
" 1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.
2E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:
" 1L'assistenza giudiziaria non è concessa:
a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.
2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."
I criteri posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che sono validi anche sotto l'egida della LPGA.
Al riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U 220/99:
" (…).
Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese ripetibili,
alle stesse condizioni viene riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),
per costante giurisprudenza, una causa è sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate), (…)."
(STFA succitata)
In questo senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA
L’istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996 N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 3).
In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.
L’attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. In effetti prima di poter eventualmente richiedere l’assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona interessata, nel limite dell’esigibile, deve di principio attingere alla propria sostanza (cfr. STF I 134/06 del 7 maggio 2007).
Secondo il TFA si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
2.16. In concreto dalla documentazione agli atti si evince che dal calcolo della prestazione assistenziale effettuato dall’amministrazione a seguito della decisione su reclamo del 28 settembre 2007 è risultato che il ricorrente presenta un’eccedenza di reddito disponibile di soli fr. 22.-- al mese (cfr. doc. A2).
Tenendo, poi, conto che nel conteggio dell’insorgente vanno computate anche le altre voci di cui sopra, e meglio delle spese accessorie per l’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr. consid. 2.7.), pari a fr. 140.-- al mese e degli interessi ipotecari di alcune centinaia di franchi al mese, l’indigenza dell’insorgente deve essere ammessa.
Va, altresì, considerato che l'insorgente non dispone delle necessarie conoscenze giuridiche, per cui l'intervento di un rappresentante legale, in casu l’avv. RA 1, appare senz'altro giustificato, e che le argomentazioni ricorsuali non erano palesemente destituite di esito favorevole.
Il gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; U. Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 4 maggio 2004 nella causa S., K 146/03, consid. 7.1.; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§ La decisione su reclamo del 28 settembre 2007 è annullata.
§§ Gli atti sono rinviati all’USSI perché proceda come indicato al consid. 2.13.
L’USSI verserà al ricorrente l’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali (IVA inclusa).
L'istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio, in quanto non divenuta priva di oggetto, è accolta.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti