Raccomandata
Incarto n. 42.2006.11
rs/DC/td
Lugano 18 dicembre 2006
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 8 settembre 2006 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 9 agosto 2006 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 9 agosto 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione del 31 maggio 2006 (cfr. doc. 2) con cui è stata respinta la richiesta interposta da RI 1 il 13 aprile 2006 volta all’assegnazione di prestazioni assistenziali.
A motivazione del diniego è stato posto il fatto che la ricorrente, il signor __________ e il loro figlio __________ vanno considerati quale unica unità di riferimento, in quanto la decisione di locare due abitazioni distinte, essendo stata dettata dal solo e dichiarato scopo di accedere a maggiori prestazioni sociali, costituirebbe un chiaro abuso di diritto, non protetto dalla legge giusta l’art. 2 CC (cfr. doc. A1).
Tenendo conto di una sola unità di riferimento, il reddito disponibile residuale dell’insorgente supera, poi, il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità, come già stabilito dall’USSI per il periodo precedente il maggio 2006 - quando la ricorrente e il signor __________ convivevano a __________ - e confermato da questa Corte con sentenza del 7 giugno 2006 (inc. 42.2006.5).
1.2. Contro la decisione su reclamo del 9 agosto 2006 RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA richiedendo il riconoscimento di un’unità di riferimento indipendente dal signor __________ e conseguentemente l’assegnazione di una prestazione assistenziale pari a un importo da determinare. RI 1 ha pure chiesto l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
A sostegno delle proprie pretese essa ha addotto:
" (…)
Alla Signora RI 1 è stata respinta la richiesta 13 aprile 2006 di prestazioni assistenziali per l'unico e precipuo motivo che l'ufficio ha ritenuto la locazione di due appartamenti distinti abuso di diritto ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 CC avente quale unico scopo dichiarato di aumentare l'importo delle prestazioni sociali ai sensi Laps.
Contro tale decisione la Signora RI 1 ha inoltrato reclamo che è stato respinto per i motivi che si analizzeranno di seguito.
In sostanza però sia la prima decisione che la decisione su reclamo sono arbitrarie per i seguenti motivi.
Il Signor __________ è tutt'ora coniugato con la Signora __________ (e non con la signora RI 1) dalla quale ha avuto tre figli.
Ammette di avere avuto una relazione con la qui opponente dalla quale ha avuto un figlio; dopo la nascita del quale egli ha vissuto per un certo periodo con la Signora RI 1 essenzialmente per problemi logistici.
Nel frattempo comunque la coabitazione è terminata e conformemente al proprio diritto, il Signor __________ si è costituito domicilio separato, si aggiunga che comunque nelle prossime settimane da __________ il Signor __________ si trasferirà nel __________.
PROVE: doc. testi, ecc.
La decisione impugnata è a dir poco arbitraria perché viola in maniera crassa il diritto federale che sancisce già solo nella costituzione la libertà personale (art. 10 cpv. 2 cost.), il diritto al matrimonio ed alla famiglia (art. 14 cost.) ed il diritto alla libertà di domicilio previsto dall'art. 24 della cost.
Imporre quindi alla Signora RI 1 di convivere con il Signor __________ è addirittura raccapricciante perché viola in un solo colpo i diritti costituzionali precitati, non solo, ma urta pure il più elementare senso di moralità.
In effetti se è pur vero che l'adulterio non è più reato e che oggi è dato il divorzio su istanza congiunta senza alcuna valutazione di un'eventuale colpa, non di meno è ancora vigente la norma del codice delle obbligazioni art. 20 che sancisce la nullità di un contratto quando questo è impossibile, illecito o contrario alla moralità.
Che la moralità sia nel corso degli anni in parte scemata, non significa ancora che sia morale l'obbligo per una persona oltretutto legata con i vincoli del contratto matrimoniale con la propria moglie di convivere con una terza persona, fatto questo - come già detto - fino a pochi anni fa addirittura illecito.
In effetti e fino a prova contraria, la convivenza di un uomo sposato è e resta immorale o quantomeno amorale ritenuto che ancora oggi la gente comune non accetta tale comportamento rimproverandolo se non dal profilo della legalità almeno da quello della moralità.
Non si capisce quindi perché un'autorità debba poter imporre qualcosa di giuridicamente improponibile.
La Laps del resto non prevede assolutamente l'obbligo per un genitore di convivere con la madre del figlio comune ad ulteriore riprova che l'applicazione della Laps così come esposta nella decisione impugnata e come menzionato in ingresso è inammissibile.
PROVE: doc. testi, ecc.
A torto l'USSI ritiene tali considerazioni prive di fondamento dimenticando da un lato che il diritto cantonale non può violare il diritto federale e dall'altro perché interpreta l'art. 4 cpv. 1 lett. c Laps in maniera manifestamente erronea.
In effetti essendosi costituiti domicilio separato la Signora RI 1 ed il Signor __________ non possono più essere considerati conviventi; manca quindi un requisito essenziale ritenuto dalla legge.
L'USSI confonde il concetto di convivenza con il concetto di concubinato che è certamente una forma di convivenza più intensa.
Nella fattispecie però non essendovi convivenza ancor meno si può parlare di concubinato.
Le due sentenze citate nella decisione impugnata trattano di casi ove i due genitori convivono o hanno convissuto nello stesso appartamento; fattispecie chiaramente differente da quella del presente ricorso ove i genitori non abitano come già ribadito nello stesso appartamento.
La decisione impugnata inoltre considera a torto che la ricorrente abbia voluto disdire il precedente contratto di locazione; non considerando che non riuscendo a pagare la pigione, la disdetta per mora da parte del proprietario dell'immobile era certamente inevitabile.
Giova peraltro rilevare che all'audizione del 5 maggio 2006 la Signora RI 1 era presente senza il proprio legale, ma soprattutto non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Le affermazioni verbalizzate sono solo quelle del Signor __________ e non quelle della qui ricorrente che non si è espressa ed alla quale non sono state rivolte domande.
Il Signor __________ inoltre ammette peraltro che ha dovuto disdire il precedente appartamento perché costava troppo, quello che non viene considerato è che comunque la locazione dell'appartamento precedente era superiore ai criteri Laps; ribadito quindi la comunque inevitabile disdetta per mora del padrone di casa.
Non solo ma lo scopo della precedente coabitazione precisamente indicato dal Signor __________ era principalmente legato alla possibilità di avere una persona di supporto per esercitare il proprio diritto di visita con i figli di primo letto (cfr. verbale 5 maggio 2006 pag. 2 pto. 1).
PROVE: doc. testi, ecc., incarto
Ma ancora giova rilevare come nel verbale di audizione per procedura Laps al quale il sottoscritto legale non è stato convocato, la Signora RI 1 nulla ammette in favore della tesi dell'autorità in quanto è il solo __________ ad effettuare dichiarazioni.
Inoltre anche il Signor __________ sottolinea quale fosse stato lo scopo della precedente convivenza e segnatamente quello di poter esercitare il proprio diritto di visita nei confronti dei figli nati con la moglie (e non con la Signora RI 1), figli che visto il loro stato di salute (celiachia) ed il grave stato di salute del padre necessitano di cautele particolari e segnatamente della presenza di un'ulteriore persona.
Questo non è certamente una convivenza more uxorio.
Va detto infine che l'opinione della Signora RI 1 non è stata richiesta e che la stessa mantiene evidentemente gli stessi diritti di una donna divorziata (visto che neppure è stata sposata con il Signor __________) e quindi può e deve - come la divorziata - costituirsi domicilio separato, cosa che la Signora ha fatto.
PROVE: doc. testi, ecc., incarto
Contrariamente a quanto ritenuto dall'USSI, poi, il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio dev'essere ammesso poiché la procedura è tutt'altro che sprovvista dei requisiti di legge.
In effetti sostenere che siccome la procedura non ha avuto esito favorevole e che il reclamo deve venir respinto abbia come conseguenza anche la non concessione dell'assistenza giudiziaria, è totalmente arbitrario.
La valutazione sull'esito favorevole va fatta tenendo conto che a fronte dell'abuso di diritto ritenuto dalla decisione impugnata, vi sono ben più importanti e legittimi diritti costituzionali e legali per cui anche la possibilità di esito della causa ha da ritenersi tutt'altro che chiaro ed anzi si ritiene che lo stesso possa avere esito favorevole.
PROVE: doc. testi, ecc., incarto." (Doc. I)
1.3. Il 26 settembre 2006 l’avv. RA 1 ha trasmesso, per conoscenza, copia del verbale allestito in quella medesima data dall’Ufficio di conciliazione in materia di locazione di __________ concernente l’istanza della ricorrente tendente a contestare la disdetta per mora notificatale dai proprietari del suo appartamento di __________ e a chiedere la protrazione della locazione di due anni. Dal citato verbale si evince la mancata conciliazione della vertenza e l’intenzione dei locatori di introdurre in Pretura domanda di sfratto (cfr. doc. IIIbis).
1.4. L’USSI, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
1.5. La ricorrente ha presentato ulteriori osservazioni, personalmente, l’11 ottobre 2006 e, tramite il proprio legale, il 12 ottobre 2006 (cfr. doc. VII; X).
1.6. Pendente causa questa Corte ha posto alcuni quesiti all’USSI (cfr. doc. VIII; XII), ai quali l’Ufficio resistente ha risposto il 16 ottobre e il 24 ottobre 2006 (cfr. doc. XI; XIV).
1.7. L’insorgente, con scritto del 30 ottobre 2006, ha preso posizione in merito agli accertamenti esperiti da questa Corte (cfr. doc. XVI).
Inoltre essa ha trasmesso brevi manu il verbale di udienza del 20 novembre 2006 della Pretura di __________ - __________, da cui risulta che ha avuto luogo il dibattimento finale relativo alla procedura di sfratto dall’appartamento locato dalla ricorrente a __________ (cfr. doc. XVIII).
Con ulteriore lettera del 23 novembre 2006, a cui ha allegato la decisione pretorile del 20 novembre 2006 con cui l’istanza di contestazione della disdetta e protrazione della locazione è stata stralciata dai ruoli a seguito dell’adesione di RI 1 all’istanza di sfratto, che è stata accolta con effetto dal 18 dicembre 2006 (cfr. doc. XIXbis), l’insorgente ha chiesto al TCA di intervenire presso l’USSI affinché venissero effettuati i pagamenti relativi alla garanzia del nuovo appartamento in Via __________ a __________, alla cauzione e all’importo per la chiave della lavanderia, nonché alla stesura del contratto di locazione (cfr. doc. XIX).
1.8. I doc. XVIII, XIX e XIXbis sono stati inviati all’USSI per conoscenza con l’invito a rispondere al più presto per iscritto alla ricorrente, con copia al Tribunale (cfr. doc. XX).
1.9. La ricorrente, il 1° dicembre 2006, ha consegnato brevi manu al TCA il documento “Rilascio Assegni postali” da cui emerge che l’USSI le ha erogato l’importo di fr. 2'550.-- a titolo di deposito cauzionale (cfr. doc. XXII).
Il doc. XXII è stato inviato all’avv. RA 1 per conoscenza (cfr. doc. XXIII).
in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se correttamente o meno l’USSI ha negato ad RI 1 il diritto alle prestazioni assistenziali a decorrere dal mese di maggio 2006.
A questo scopo andrà esaminato se il fatto che la ricorrente e il signor __________, a fare tempo dal 1° maggio 2006, hanno locato due appartamenti distinti debba essere reputato abusivo e quindi, ai fini del calcolo della prestazione assistenziale, vada tenuto conto di una sola unità di riferimento, come ritenuto dall’Ufficio resistente, oppure se è possibile di considerare due unità di riferimento indipendenti e conseguentemente di computare, nel conteggio relativo all’insorgente, unicamente i redditi e le spese di quest’ultima e di suo figlio __________, come da lei richiesto.
2.2. L’intervento della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
Esse non sono tuttavia applicabili nel caso concreto.
Infatti nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Nel caso in esame l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, con decisione su reclamo del 9 agosto 2006, ha confermato il diniego di assegnare ad __________ una prestazione assistenziale a far tempo dal mese di maggio 2006, stabilito precedentemente con decisone formale del 31 maggio 2006.
In quel lasso di tempo le ultime modifiche della LAS e della Laps non erano ancora in vigore.
2.3. L'art. 1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
2.4. Secondo l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).
Il Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento) -, il 24 gennaio 2006, sentito il parere dell’USSI e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) (fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
2 persone
1469.--
100.--
1569.--
3 persone
1786.--
100.--
1886.--
4 persone
2054.--
100.--
2154.--
5 persone
2323.--
100.--
2423.--
6 persone
2592.--
100.--
2692.--
7 persone
2861.--
100.--
2961.--
Per ogni persona supplementare
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS):
per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34)
L'art. 20 Las definisce, invece, le prestazioni speciali:
" Le prestazioni speciali sono destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:
a) spese di formazione;
b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie dovute a malattia o handicap;
c) determinate assicurazioni;
d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale e l’ inserimento professionale;
e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;
f) spese di collocamento in istituto;
g) spese di sepoltura. (cpv. 1)
Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)
Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."
Le prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).
2.5. Nella presente fattispecie dalla documentazione agli atti risulta che RI 1, nel periodo dal mese di aprile 2002 fino al mese di aprile 2006, ha abitato con il signor __________ e il loro figlio __________, nato nel 1991, in un appartamento a __________ (cfr. doc. 6 allegato 21; 4, 5).
Nel mese di febbraio 2006 alla ricorrente e al proprio convivente è stata notificata da parte del locatore la disdetta del contratto di locazione con effetto a decorrere dal 30 marzo 2006 (cfr. doc. 6; STCA del 6 marzo 2006 inc. 42.2005.8 relativo all’insorgente).
A fare tempo dal 1° maggio 2006 la ricorrente si è trasferita, con il figlio __________, a __________ in Via __________, in un appartamento di 3,5 locali al quarto piano, La pigione era pari a fr. 1'330.-- al mese, oltre a fr. 180.-- per le spese accessorie (cfr. doc. 5).
Anche il signor __________, dal 1° maggio 2006, ha abitato a __________, in Via __________, in un appartamento di 4 locali al quarto piano. Il canone locativo ammontava a fr. 1'450.-- al mese, oltre a fr. 250.-- per le spese accessorie (cfr. doc. 5).
Come visto, l’USSI ha negato all’insorgente il diritto a una prestazione assistenziale dal maggio 2006, poiché ha ritenuto che il trasferimento della stessa e del signor __________ in due appartamenti distinti costituisse un chiaro abuso di diritto. A mente dell’Ufficio resistente la ricorrente, __________ e il padre di questi devono, pertanto, essere considerati un’unica unità di riferimento con la conseguenza che il reddito disponibile residuale è più elevato del limite annuo fissato dal DSS (cfr. doc. 2; A1).
RI 1 contesta la conclusione dell’USSI, asserendo segnatamente che, dopo un periodo di convivenza, il signor __________ si è costituito domicilio separato e che da fine settembre 2006 si è trasferito a __________. Inoltre essa, relativamente all’appartamento di __________, ha precisato di aver beneficiato da parte dell’assistenza sociale dell’anticipo della cauzione, del pagamento del trasloco e di un importo di fr. 1'500.-- per l’acquisto di mobilio mancante (cfr. doc. I, XVI, X).
2.6. Preliminarmente è utile evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento, prevede:
" In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)
In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."
Secondo l'art. 4 Laps:
" L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge;
c) dal partner convivente, se vi sono figli in comune;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti. (cpv. 1)
Se il titolare del diritto non è economicamente indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)
Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv. 3)
I figli e i titolari del diritto maggiorenni economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)
Se non vi sono figli in comune, dell’unità di riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)
Non fanno parte dell’unità di riferimento le persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."
L'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Come appena visto e come peraltro già rilevato nelle sentenze del 6 marzo 2006 e 7 giugno 2006 relative ad RI 1 (42.2005.6; 42.2006.5) cresciute in giudicato incontestate, per l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune.
Per quanto riguarda, in particolare, l’assistenza sociale, giova osservare che il Tribunale federale in una sentenza del 12 gennaio 2004 nella causa X., 2P.242/2003 ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto a prestazioni assistenziali è ammissibile sommare i redditi di due conviventi che hanno figli in comune senza riguardo alla durata della convivenza. In quell’occasione l’Alta Corte ha deciso che la soluzione scelta da un Cantone di considerare stabile un concubinato dopo solo due anni di convivenza e quindi di computare dopo tale lasso di tempo i redditi di entrambi i conviventi nel calcolo dell’assistenza sociale richiesta da uno dei due non è censurabile (al riguardo cfr. anche STF del 12 gennaio 2004 nella causa X., 2P.218/2003).
In una sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte, pronunciandosi su una vertenza relativa al diniego di assegni di famiglia integrativi, ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento.
A motivazione di tale soluzione è stato addotto che:
" (…)
Dall’esame dei lavori preparatori emerge che nel Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali al punto 7.1 è stata definita l’unità di riferimento. Più precisamente è stato indicato:
“(…) La definizione dell’unità economica di riferimento è di fondamentale importanza nel calcolo di una prestazione a causa del suo duplice effetto:
sul reddito complessivo dell'economia domestica che si ottiene dalla somma dei redditi di tutte le persone che appartengono alla medesima unità economica di riferimento;
sull'ammontare del fabbisogno minimo che è differenziato in funzione del numero di persone considerate.
La definizione deve tener conto sia degli obblighi legali di mantenimento sanciti dal CCS, sia delle economie di scala ottenute grazie alla convivenza e quindi alla suddivisione di determinate spese (pigione, riscaldamento, ecc.). Questi due elementi non sono sempre conciliabili in quanto le persone che vivono in una medesima abitazione non sono necessariamente le stesse cui si applicano le norme del CCS.
L’unità economica di riferimento è quella cui appartiene il titolare del diritto al sussidio.
Siccome il titolare viene definito per ogni sussidio dalla rispettiva legge speciale, a turno ogni membro maggiorenne della unità economica di riferimento può essere titolare di un sussidio. Membri maggiorenni possono essere i coniugi o i partners (rispettivamente i genitori) o i figli maggiorenni economicamente dipendenti."
Nel Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze sui messaggi 1° luglio 1998 e 22 dicembre 1998 concernenti l’introduzione di una nuova legge di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali del 4 aprile 2000 al punto 6. è stato sottolineato che l’unità economica di riferimento è la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni, che ogni individuo fa parte di una sola unità economica di riferimento e che ogni membro maggiorenne di un’unità economica di riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di una o più prestazioni.
Il Messaggio del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della Laps al punto 2. enuncia altresì che:
" Accertare l’unità economica di riferimento presuppone di stabilire chi ne fa parte, a partire
dalla definizione legale che ne danno l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.
Per facilitare il cittadino nel compito di fornire le informazioni richieste, il nuovo sistema informatico importa dalla banca dati MOVPOP (che gestisce l’anagrafe della popolazione del cantone) i dati già disponibili e li sottopone al richiedente, che li deve confermare o, quando non corrispondono più alla sua situazione, correggere."
In simili condizioni, occorre ritenere che l’elemento decisivo per stabilire chi appartiene a una stessa unità di riferimento è quello finanziario, e meglio la compartecipazione alle spese della medesima economia domestica.
Tale conclusione risulta pure dalla Direttiva Laps n. 5 emessa nel 2003 dall’Istituto delle assicurazioni sociali – Servizio centrale delle prestazioni sociali concernente l’unità di riferimento (art. 4 Laps). Essa si riferisce ai coniugi divorziati conviventi e prevede:
" Se una coppia legalmente separata o divorziata con figli in comune, continua a convivere, l’unità di riferimento viene determinata con le regole previste per i conviventi.
In effetti e malgrado la separazione giudiziaria, la situazione economica dell’unità di riferimento non subisce variazioni, visto che gli ex coniugi partecipano alle spese comuni e costituiscono una comunione domestica.
Per questi casi si applica quindi l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps.""
Vista la rilevanza dell’aspetto economico rispetto a quello interpersonale, di principio, quando si è confrontati con due economie domestiche distinte (ad esempio madre e figli in un’abitazione e padre in un’altra), a prescindere dai rapporti affettivi che intercorrono fra gli interessati, vanno considerate due differenti unità di riferimento.
2.7. L’art. 2 cpv. 1 CC prevede, tuttavia, che ognuno è tenuto ad agire secondo la buona fede così nell’esercizio dei propri diritti come nell’adempimento dei propri obblighi.
Giusta il cpv. 2 il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.
In merito all’art. 2 CC il TFA in una sentenza pubblicata in DTF 131 V 97 ha precisato:
" (…)
4.3.1 Art. 2 ZGB ist eine Grundschutznorm, welche der Durchsetzung der öffentlichen Ordnung und Sittlichkeit dient. Ihre Geltung erstreckt sich auf die gesamte Rechtsordnung mit Einschluss des öffentlichen Rechts sowie des Prozess- und Zwangsvollstreckungsrechts. Der Grundsatz von Treu und Glauben ist in jeder Instanz von Amtes wegen anzuwenden, was auch für die Frage gilt, ob ein Rechtsmissbrauch vorliegt. Soweit die als rechtsmissbräuchlich betrachtete Rechtsanwendung in einer gerichtlichen Rechtsdurchsetzung besteht, hat der Grundsatz einen engen inneren Zusammenhang mit der Rechtsanwendung durch das Gericht. Dieses soll nicht gehalten sein, einem Ergebnis der formalen Rechtsordnung zum Durchbruch zu verhelfen, das in offensichtlichem Widerspruch zu elementaren ethischen Anforderungen steht (BGE 128 III 206 Erw. 1c mit Hinweisen).“
Per stabilire se una parte abusa dei suoi diritti occorre esaminare le circostanze del caso concreto e non decidere in base a principi rigidi (cfr. STF del 4 aprile 2001 nella causa A., 4C.328/2000; STF del 14 settembre 2005 nella causa X., consid. 2a; 4C.172/2005, consid. 4.1.).
L’aggettivo “manifesto” di cui all’art. 2 cpv. 2 CC indica che occorre mostrarsi restrittivi nell’ammissione dell’abuso di diritto (cfr. STF del 14 settembre 2005 nella causa X. c/Y. , consid. 2a; 4C.172/2005, consid. 4.1.).
Nella sentenza del 14 settembre 2005, appena citata, il Tribunale federale, a proposito dell’abuso di diritto, al consid. 4.1. ha avuto modo di puntualizzare quanto segue:
" (…)
Les cas typiques sont l'absence d'intérêt à l'exercice d'un droit, l'utilisation d'une institution juridique contrairement à son but, la disproportion manifeste des intérêts en présence, l'exercice d'un droit sans ménagement ou l'attitude contradictoire (cf. ATF 129 III 493 consid. 5.1 et les arrêts cités; 127 III 357 consid. 4c/bb). La règle prohibant l'abus de droit autorise certes le juge à corriger les effets de la loi dans certains cas où l'exercice d'un droit allégué créerait une injustice manifeste. Cependant, son application doit demeurer restrictive et se concilier avec la finalité, telle que le législateur l'a voulue, de la norme matérielle applicable au cas concret (ATF 107 Ia 206 consid. 3b p. 211 et les références citées).
Al riguardo cfr. anche STF del 29 marzo 2006 nella causa A. c/ B., 4C.33/2006.
Giova, altresì, evidenziare che l’esame dell’abuso di diritto va delimitato rispetto al divieto di eludere la legge. Un’eventuale elusione della legge viene determinata tramite un’interpretazione estensiva della disposizione elusa (cfr. Basler Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, 2002, ad art. 2, n. 31, 51).
2.8. In concreto la ricorrente e il signor __________, a decorrere dal mese di maggio 2006, hanno effettivamente abitato a __________ in due appartamenti distinti ma siti nello stesso stabile e sul medesimo piano.
L’USSI, con decisione del 31 maggio 2006 confermata con decisione su reclamo del 9 agosto 2006, ha considerato questo comportamento un chiaro abuso di diritto.
In proposito va dapprima sottolineato che nel mese di febbraio 2006 ad RI 1 e __________ era stata notificata la disdetta, per la fine di marzo 2006, del contratto relativo all’appartamento in cui vivevano a __________.
Essi, pertanto, hanno dovuto in ogni caso cercare in breve tempo una nuova sistemazione abitativa.
Inoltre dalle carte processuali non risulta che l’USSI, nonostante fosse al corrente dal mese di marzo 2006 del fatto che la ricorrente si sarebbe trasferita da __________, essendo stato da lei stessa direttamente informato (cfr. doc. 5), abbia chiesto con chi l’insorgente sarebbe andava ad abitare o dove si sarebbe recato __________.
L’amministrazione ha poi saputo che la ricorrente e il signor __________ avrebbero abitato in due distinti appartamenti siti nello stesso stabile e sul medesimo pianerottolo a __________ al più tardi nella seconda metà del mese di aprile 2006.
In effetti il TCA, nell’ambito della procedura relativa all’inc. 42.2006.5, il 6 aprile 2006 ha trasmesso all’Ufficio resistente uno scritto di RI 1 e __________ del 4 aprile 2006 in cui hanno indicato di avere trovato due appartamenti, unitamente a copiosa documentazione, tra cui i contratti di locazione di __________ (cfr. STCA del 7 giugno 2006, inc. 42.2006.5).
Tale documentazione figura del resto negli atti dell’amministrazione (cfr. doc. 5), la quale ha pure riconosciuto tale circostanza nello scritto del 24 ottobre 2006 (cfr. doc. XIV).
Di conseguenza l’USSI era a conoscenza della futura situazione abitativa della ricorrente e del signor __________ prima del loro trasferimento a __________ agli inizi di maggio 2006 (cfr. doc. 4, 5).
L’amministrazione, però, non è assolutamente intervenuta, prima dell’effettivo trasloco, rendendo attenta l’insorgente che il suo comportamento avrebbe potuto pregiudicare il diritto alle prestazioni assistenziali e aiutandola nella ricerca di un’altra sistemazione (cfr., in tale contesto, le Direttive COSAS p.to B.3 "Un affitto già vigente giudicato eccessivamente elevato dev'essere finanziato fintanto che non venga trovata una soluzione abitativa più idonea ed economica. Gli uffici d'assistenza sociale hanno il dovere di aiutare attivamente il beneficiario a trovare un alloggio più modesto. Le condizioni contrattuali di disdetta devono comunque essere rispettate.")
Per quanto attiene al contratto di locazione, già concluso, dell’appartamento di __________, non vi sarebbero state particolari difficoltà a trovare un subentrante, visto che si trattava di un appartamento di 3,5 locali nel __________ e a pigione moderata.
Al contrario, dopo che nel mese di marzo 2006 aveva già anticipato la cauzione relativa all’appartamento di __________ dell’insorgente (cfr. doc. 5), l’USSI, con provvedimento del 30 maggio 2006, quindi allorché disponeva di tutti gli elementi fattuali del caso di specie, ha accordato ad RI 1 pure un ammontare di fr. 1'500.-- a titolo di prestazioni speciali per l’acquisto di mobilio (cfr. doc. 4).
Da tale modo di operare la ricorrente poteva legittimamente comprendere che l’amministrazione non si opponeva alla sua decisione di andare a vivere a __________, anche se in un appartamento vicino a quello di __________.
Infatti l’USSI, se pur con scritto del 18 aprile 2006 indirizzato al TCA, dopo avere fatto riferimento ai due appartamenti distinti di __________, ha indicato che “con il nuovo calcolo assistenziale, nelle risorse finanziarie della sig.ra RI 1, sempre che siano soddisfatti i requisiti per una richiesta finanziaria personalizzata, si dovrà tenere conto del contributo alimentare mensile di fr. 700.-- indicizzato che il signor __________ deve versare al figlio __________ …” (cfr. doc. 5), non ha minimamente indicato che vi erano dubbi circa il fatto di considerare la ricorrente e __________ quale unità di riferimento separata da quella del signor __________.
Già per i motivi appena esposti e tenuto conto di quanto esposto al consid. 2.7., ritenere abusivo il comportamento della ricorrente non appare, dunque, giustificato.
2.9. Secondo la costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stato reso il provvedimento impugnato (fra le tante: STFA del 22 aprile 2005 nella causa S., U 417/04, consid. 1.1.; DTF 130 V 138; DTF 121 V 102; STFA del 6 dicembre 1991 in re R.C., pag. 5, non pubblicata; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF 112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179 consid. 1; DTF107 V 5 consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (cfr. STFA 20 aprile 2005 nella causa R., K 154/03, consid. 1.2.; RAMI 2001 pag. 101; STFA 17 febbraio 1994 in re F.P., non pubblicata, STFA 5 gennaio 1993 in re W. Schw., non pubblicata; STFA 1° marzo 1993 in re V.F., non pubblicata).
Eccezionalmente, il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente, a condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (cfr. DTF 130 V 138; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3; STCA 10 gennaio 1996 nella causa G.R. consid. 2.6.).
Ora, nella presente fattispecie, risulta dalla documentazione agli atti che __________ è rimasto nell’appartamento di __________ soltanto cinque mesi. Egli si è trasferito a __________ il 30 settembre 2006 - come emerge peraltro dal sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del cantone - in un’abitazione di quattro locali la cui pigione ammonta a fr. 1'200.-- mensili, oltre a fr. 330.-- a titolo di spese accessorie (cfr. doc. A11).
A mente del TCA questo fatto, avvenuto in seguito alla decisione su reclamo, permette di comprendere meglio la situazione effettiva della ricorrente che ha locato un appartamento distinto da quello del signor __________.
In effetti la sottoscrizione da parte di __________ del nuovo contratto di locazione già il 5 settembre 2006 implica che questi ha iniziato a cercare un nuovo appartamento nella zona di Chiasso almeno qualche settimana prima, per cui nell’agosto 2006.
In occasione dell’audizione per la procedura Laps del 5 maggio 2006 dinanzi all’amministrazione il signor __________, alla domanda “Quindi la decisione di prendere due appartamenti è stata presa immaginando che la sua compagna avrebbe ricevuto più prestazioni sociali?”, ha risposto:
" No, per poter vivere, perché con quello che ricevevo prima non si riusciva a vivere. Ora le PC devono calcolare anche che devo tenere i figli. Il mio calcolo cambia, anche se mi dovete aggiungere i fr. 700.-- come alimenti dovuti secondo quanto stabilito dalla Commissione tutoria"
e “sì” al quesito “per concludere conferma che la decisione di prendere 2 appartamenti è avvenuta solo perché non riuscivate a vivere con i soldi ricevuti?” (cfr. doc. A2).
Se si considera che __________ si è trasferito a __________ già nel mese di settembre 2006, occorre concludere che in realtà le difficoltà finanziarie non hanno condotto questi e la ricorrente soltanto a locare due appartamenti distinti.
E’ invece verosimile che i problemi economici hanno implicato, quale causa esclusiva, anche un mutamento sostanziale nel loro rapporto di coppia che ha portato perlomeno alla cessazione della convivenza, intesa quale scelta di condividere la propria esistenza, ossia anche la quotidianità, con un’altra persona.
Di conseguenza va ritenuto, in applicazione del criterio della probabilità preponderante usualmente applicato dal giudice delle assicurazioni sociali (cfr. cfr. RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; STFA 29 gennaio 2003 nella causa P., U 162/02; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P.S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K.B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A.F., C 341/98, consid. 3, pag., 6; DTF 125 V 195; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32), che RI 1 e __________, quando hanno locato i due appartamenti vicini a __________, non costituivano più un nucleo familiare unico, come invece in precedenza a __________.
Va infine segnalato che la Cassa cantonale di compensazione il 12 maggio 2006 ha emesso una decisione di prestazioni complementari separata per __________ con effetto dal 1° maggio 2006, in quanto figlio che dà diritto a una rendita per figlio dell’AI (cfr. doc. A7), mentre in precedenza la PC era stata calcolata globalmente con il padre (cfr. STCA del 7 giugno 2006, inc. 42.2006.5).
La Cassa ha, dunque, considerato due nuclei familiari distinti. Quale spesa per la pigione, nel conteggio riferito a __________, è stata computata la metà del canone locativo dell’appartamento condiviso con la mamma, ossia fr. 9'060.-- (fr. 15'960.-- pigione dell’appartamento di __________ di RI 1 + fr. 2'160.-- relative spese accessorie - cfr. doc. 4 - : 2 persone).
2.10. Alla luce dei particolari elementi fattuali del caso in esame, e meglio del fatto che l’amministrazione, benché fosse perfettamente al corrente che la ricorrente e __________ si sarebbero trasferiti entrambi in Via __________ a __________, non ha reagito in alcun modo, nonché della circostanza che essi hanno locato due appartamenti vicini unicamente per qualche mese, e tenuto conto che sia l’abuso di diritto, che l’elusione della legge vanno applicati in modo restrittivo (cfr. consid. 2.7.), questa Corte, pur riconoscendo che la presente fattispecie configura un caso limite (cfr. STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C 119/04, consid. 5.3.3.; STFA del 18 aprile 2005 nella causa S., U 166/04, consid. 4.2.6.; RDAT II-2001 pag. 105 segg.), ritiene, che non siano realizzate le condizioni né di un manifesto abuso di diritto, né di un’elusione delle disposizioni della Las e della Laps.
Di conseguenza la decisione su reclamo del 9 agosto 2006 impugnata deve essere annullata e gli atti rinviati all’USSI affinché, dopo che la Cassa cantonale assegni familiari avrà ricalcolato l’importo dell’assegno integrativo a cui RI 1 ha diritto per i mesi di maggio e giugno 2006 - il 3 giugno 2006 __________ ha compiuto 15 anni, per cui ai sensi dell’art. 25 LAF non ha in ogni caso più diritto a tale assegno - (cfr. STCA di data odierna inc. 39.2006.7), si pronunci nuovamente sul diritto o meno della ricorrente a una prestazione assistenziale a fare tempo dal mese di maggio 2006, tenendo conto di un’unità di riferimento composta esclusivamente dall’insorgente stessa e dal figlio __________.
Evidentemente, nel caso in cui alla ricorrente venga erogata una prestazione assistenziale, si dovrà considerare che la parte del relativo importo afferente alla pigione spetta all’ex locatore dell’appartamento in Via __________ a __________, visto che l’insorgente non ha comunque provveduto al relativo pagamento (cfr. doc. XIXbis; IIIbis).
Per inciso è in ogni caso utile evidenziare l’importanza di mettere in atto al più presto nei confronti della ricorrente una misura di inserimento professionale in un apposito programma (cfr. art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).
Inoltre va segnalato che esiste la possibilità di essere iscritti nelle liste di collocamento anche se non si ha più diritto di percepire indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione.
2.11. Con scritto del 30 ottobre 2006 la ricorrente ha postulato, oltre alle richieste fatte valere con l’atto di ricorso, il riconoscimento di un importo da determinare a titolo di indennizzo per torto morale e finanziario (cfr. doc. XVI).
Tale richiesta esula dalle competenze di questo Tribunale e va pertanto dichiarata irricevibile (cfr. art. 1 LPTCA; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01-C 137/01 consid. 4 e STFA dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03, consid. 7 e la giurisprudenza federale ivi citata).
2.12. Vincente in causa, la ricorrente, rappresentata da un avvocato, ha diritto a un'indennità per ripetibili da mettere a carico dell’USSI (cfr. art. 22 LPTCA).
In proposito va comunque tenuto conto del fatto che l’insorgente ha proceduto personalmente a redigere e consegnare al TCA alcuni atti (cfr. doc. VII; XVI; XIX).
Di conseguenza la domanda di ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio formulata con l’atto di ricorso (cfr. doc. I) diventa priva di oggetto (cfr. DTF 124 V 303; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02 e del 18 agosto 1999 nella causa T., U 59/99).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§ La decisione su reclamo del 9 agosto 2006 è annullata.
§§ Gli atti sono rinviati all’USSI affinché proceda come indicato al consid. 2.10.
L’USSI verserà alla ricorrente l’importo di fr. 800.-- a titolo di ripetibili (IVA compresa).
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti