Raccomandata
Incarto n. 39.2010.4+5
CI/DC/sc
Lugano 15 settembre 2010
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Carlo Iazeolla, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 24 marzo 2010 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 26 febbraio 2010 emanata da
Cassa cantonale per gli assegni familiari, 6501 Bellinzona
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 2 novembre 2009 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito: Cassa) ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 14'616.-- percepiti a torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia dal 1° giugno al 30 novembre 2008 (cfr. doc. B).
In particolare l’amministrazione ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni effettivamente spettanti agli assicurati, in quanto, con il mese di giugno 2008, il reddito annuo di RI 1 e __________ era aumentato a fr. 72'849.--, invece dell’importo di fr. 56’921.-- computato nel calcolo degli assegni familiari e di prima infanzia fino al 31 luglio 2008 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G) e dell’importo di fr. 56’012.-- computato nel calcolo degli assegni a partire dal 1° agosto 2008 (cfr. doc. F, G).
Con decisione su reclamo del 26 febbraio 2010, indirizzata a RI 1 e __________, la Cassa ha parzialmente accolto il reclamo interposto dall’assicurato tramite il proprio rappresentante (cfr. doc. L), riducendo l’importo da restituire a fr. 11’790.-- (cfr. doc. M).
1.2. Con ricorso del 24 marzo 2010 il rappresentante di RI 1 ha richiesto di accertare l’estraneità di __________ al presente procedimento ed ha postulato l’annullamento del provvedimento impugnato.
A sostegno della sua pretesa ricorsuale l’assicurato ha addotto che il nuovo conteggio avrebbe dovuto essere effettuato a partire da un reddito familiare complessivo di fr. 68'802.--, da cui risulterebbe un passivo nel reddito Laps di fr. 16'511.--. Di conseguenza, non solo nulla andrebbe restituito, ma l’assegno di prima infanzia rimarrebbe dovuto.
Nell’eventualità che l’ordine di restituzione sia confermato da questa Corte, il rappresentante dell’assicurato ne chiede l’esenzione (cfr. doc. I).
1.3. In risposta, la Cassa ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con i medesimi argomenti trattati nella decisione su reclamo e rilevando inoltre che, per l’art. 67 LAF, in caso di restituzione il titolare del diritto ed il coniuge sono solidalmente tenuti alla restituzione, motivo per cui non è possibile escludere dal procedimento la signora __________ (cfr. doc. III).
1.4. Con scritto del 2 giugno 2010 il TCA ha interpellato la Cassa per ottenere chiarimenti in merito alle due tabelle di calcolo del 23 febbraio 2010 (cfr. doc. V, doc. 17-17E).
La Cassa ha fornito i chiarimenti richiesti con scritto del 6 luglio 2010 (cfr. doc. VII).
Con lettera del 12 agosto 2010 il rappresentante dei ricorrenti si è espresso in merito alla comunicazione della Cassa (cfr. doc. IX).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2009 è entrata in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).
Nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Nel caso in esame la lite verte sulla questione di sapere se gli assicurati devono restituire oppure no l’importo di fr. 11’790.--, corrispondenti ad assegni integrativi e di prima infanzia percepiti tra il 1° giugno ed il 30 novembre 2008.
Di conseguenza i nuovi disposti della LAFam non sono applicabili in concreto.
2.3. L’assegno integrativo è regolato dagli art. 24 segg. LAF.
L'art. 24 LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno integrativo:
" Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;
c) soddisfa i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)
Se entrambi i genitori coabitano con il figlio, ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)
... (cpv. 3)."
L'art. 27 LAF prevede altresì che:
" Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli, definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)
In ogni caso, dall’importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."
2.4. Gli art. 31 e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima infanzia.
L’art. 32 LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:
" I genitori hanno diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) sono domiciliati nel Cantone al momento della richiesta;
b) coabitano costantemente con il figlio; (cpv. 1)
c) il padre o la madre ha il domicilio nel Cantone da almeno 3 anni;
d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c).
Al genitore che non esercita un’attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)
Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"
L’art. 35 LAF enuncia inoltre che:
" Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps, l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai tre anni. (cpv. 1)
Dall’importo erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)"
Dal tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).
Il 1° ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.5. Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
L'art. 6 Laps così regolamenta il reddito computabile:
" Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.(cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.(cpv. 2 )
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi dell'art. 8 Laps:
" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa salariata;]
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) …
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
" La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:
a) per le persone unità importo riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI per la persona sola
b) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte sulle prestazioni complementari
da due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento composte da sulle prestazioni complementari
più di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del 20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo massimo.
Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1), fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra 2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).
Infine l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
" La soglia d’intervento corrisponde alla somma di:
a) per il titolare importo corrispondente al limite minimo
del diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI per la
persona sola
b) per la prima perso- importo corrispondente alla metà del limite
na supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona sola
c) per la seconda e importo corrispondente al limite minimo
la terza persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo corrispondente al limite minimo
quinta persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente al limite minimo
ulteriore persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità di riferi- per il quinto figlio"
mento:
L'art. 3b vLPC, in vigore fino al 31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).
Secondo il nuovo art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).
Giova, altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n. 5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.
Più precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr. Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24 settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla vLPC per gli anni 2003 e 2004.
Giusta il nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla vLPC per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004 del 21.12.2004 pag. 9002).
Tali deroghe sono valide anche per l’anno 2006 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps; 79 LAF; BU 7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42).
2.6. Secondo l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:
" Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si applica altresì l'art. 30 Laps."
L'art. 30 Laps prevedeva, fino al 30 settembre 2006, che:
" Le persone che compongono l'unità di riferimento sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento rilevante per il diritto delle prestazioni sociali."
Dal 1° ottobre 2006 il tenore di questo disposto è il seguente:
"Le persone che compongono l'unità di riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)
Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni hanno subito modifiche."
In proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che:
" E' considerato cambiamento rilevante:
a) un cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del
reddito disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante per la decisione più recente;
b) una variazione della composizione dell'unità di riferimento."
2.7. Per quanto riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede che:
" Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."
L'art. 26 Laps sancisce:
" La prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)
I coniugati e i conviventi sono solidalmente tenuti alla restituzione (cpv. 4).”
Il Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
2.8. Secondo la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite generalmente valido.
È infatti determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).
Il principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che, se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).
2.9. Nell’evenienza concreta, a motivazione della decisione su reclamo del 26 febbraio 2010, la Cassa ha posto i conteggi di stipendio relativi ai mesi da luglio a dicembre 2008 compresi, da cui è emerso che, in quel periodo, l’assicurato ha conseguito un reddito da attività lucrativa superiore a quello considerato dall’amministrazione ai fini della determinazione dell’ammontare degli assegni familiari per il periodo giugno 2008 - luglio 2009 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G, F, G).
Dalla documentazione agli atti risulta, in effetti, che RI 1, attivo presso la __________ a partire dal 20 maggio 2008, ha percepito fr. 3'561.45 per il mese di giugno (cfr. doc. 15A), fr. 5’092.05 per luglio (cfr. doc. 15C), fr. 4'624.75 per agosto (cfr. doc. 15D), fr. 5'070.80 per settembre (cfr. doc. 15E), fr. 5'204.-- per ottobre (cfr. doc. 15F) e fr. 4'911.65 per novembre 2008 (cfr. doc. 15H). Si tratta di importi più elevati di quelli considerati dalla Cassa ai fini del calcolo dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia, la quale si era basata sui redditi conteggiati a RI 1 e __________ dal 1° ottobre 2007 al 31 luglio 2008 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G) e dal 1° agosto 2008 al 31 luglio 2009 (cfr. doc. F, G).
È pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del reddito disponibile della ricorrente (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.
2.10. Occorre ora stabilire se l’importo richiesto in restituzione è corretto.
Per quanto concerne il reddito da attività lucrativa, RI 1, dal mese di giugno al mese di novembre 2008, ha ricevuto una retribuzione lorda mensile media di fr. 4'744.-- (cfr. doc. 15A-15H), corrispondenti a fr. 56'928.-- su 12 mensilità.
Tenuto conto anche della gratifica annua di fr. 1'010.-- (cfr. doc. 15H) e dei tre assegni di base spettanti all’assicurato per i tre figli di complessivi fr. 7'200.-- annui (fr. 200.-- X 3 X 12), la somma complessiva del reddito da attività dipendente di RI 1 ammonta a fr. 65'138.-- (cfr. doc. 16).
La Cassa, nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione economica dell’assicurato, ha dunque a ragione computato a titolo di reddito da attività dipendente di RI 1 l'importo di fr. 65'138.-- dal 1° giugno al 30 novembre 2008.
La Cassa ha poi considerato in fr. 3'000.-- il reddito annuo di __________, basandosi sulla decisione di tassazione 2008 del 19 agosto 2009 (cfr. doc. E). A questo proposito non può essere seguita l’affermazione del rappresentante dei ricorrenti secondo cui tale reddito avrebbe dovuto essere conteggiato pro rata (cfr. doc. I). Come peraltro appena visto per il reddito da attività dipendente di RI 1, per stabilire il diritto di un’unità di riferimento all’assegno integrativo ed all’assegno di prima infanzia, la soglia di intervento nonché reddito computabile, sostanza computabile come reddito e spesa computabile vengono calcolati su base annua.
Pertanto, a ragione la Cassa, nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione economica del ricorrente, ha computato a titolo di reddito da attività indipendente di __________ l'importo di fr. 3’000.-- dal 1° giugno al 30 novembre 2008.
La Cassa ha considerato i medesimi valori di reddito da attività lucrativa dei coniugi __________ sia nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 (cfr. doc. 17-17B) sia nella tabella di calcolo riguardante il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 (cfr. doc. 17C-17E).
Quanto al reddito della sostanza, nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008, la Cassa ha considerato il valore locativo dell’abitazione di RI 1 in fr. 10'550.--, corrispondenti al 5% del valore dell’immobile (unicamente la parte riguardante l’edificio) secondo la direttiva Laps 1/2005 in vigore alla rispettiva data di richiesta di assegni familiari, ossia al 13 agosto 2007 (cfr. doc. VII, doc. VII/6, doc. VII/6A, doc. VII/7).
Il TCA non condivide il calcolo di valore locativo effettuato dalla Cassa. Infatti la direttiva Laps 1/2008, secondo cui il valore locativo corrisponde al 90% del valore di reddito figurante sulla scheda di calcolo della stima, prevede inoltre che il nuovo valore locativo ha effetto, in caso di revisione straordinaria del reddito, a partire da marzo 2008, per le domande in corso che dovranno essere adeguate da parte degli Uffici (cfr. doc. VII/14).
Pertanto, il valore locativo corretto per il periodo dal 1° luglio al 31 agosto 2008 è di fr. 12'872.-- (cfr. doc. VII/15).
La Cassa ha inoltre computato fr. 33.-- quale reddito da titoli e capitali (cfr. doc. 17A, doc. 1G).
Nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, la Cassa ha considerato il valore locativo dell’abitazione di RI 1 in fr. 12'872.--, corrispondenti al 90% del reddito risultante dalla scheda di calcolo della stima, secondo la direttiva Laps 1/2008 in vigore alla rispettiva data di richiesta di assegni familiari, ossia al 16 luglio 2008 (cfr. doc. VII, doc. VII/14, doc. VII/15). La Cassa ha inoltre computato fr. 27.-- quale reddito da titoli e capitali (cfr. doc. 17D, doc. G).
In entrambe le tabelle di calcolo la sostanza computabile risulta nulla a fronte del debito privato ipotecario sull’abitazione primaria (cfr. doc. VII/1, doc. VII/2, doc. 17A, doc. 17D).
Per l’art. 5 lett. b Reg.Laps, la spesa per l’alloggio è calcolata computando il valore locativo maggiorato del 15% per le spese accessorie. Per entrambi i periodi di calcolo tale spesa ammonta a fr. 14'802.-- (cfr. doc. VII, doc. VII/14).
Per quanto riguarda i premi per l’assicurazione malattia, la Cassa, applicando l’art. 8 lett. g Laps e l’art. 4 Reg.Laps, ha riconosciuto l’importo di fr. 10'736.-- per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 (cfr. doc. VII, doc. 17A) e fr. 10'878.-- per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 (cfr. doc. VII, doc. 17D).
La Cassa ha poi computato le spese di gestione e manutenzione di fondi e fabbricati nel Comune di domicilio considerando un quarto del valore locativo, come da forfait previsto all’art. 31 cpv. 4 della Legge tributaria e all’art. 2 cpv. 1 lett. b del relativo Regolamento. Per entrambi i periodi in questione tali spese ammontano a fr. 3'218.-- (cfr. doc. VII/14).
Per quanto concerne gli interessi ipotecari per l’abitazione primaria, per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 la Cassa ha considerato fr. 10'805.-- (cfr. doc. VII, doc. VII/1, doc. VII/2, doc. 17A). Secondo questo Tribunale, visto l’aggiornamento degli importi di reddito da attività lucrativa e di valore locativo dell’abitazione dell’insorgente ai valori del 2008, anche gli interessi ipotecari per l’abitazione primaria di RI 1 vanno quantificati non al momento della domanda originaria del 13 agosto 2007, bensì al momento della revisione.
Pertanto, in entrambi i periodi di calcolo l’importo degli interessi ipotecari per l’abitazione primaria è di fr. 11'397.-- (cfr. doc. VII, doc. VII/8, doc. VII/9, doc. 17D).
Per entrambe le tabelle di calcolo i contributi AVS/AI/IPG/AD/ AINP ammontano a fr. 3'847.-- ( (reddito da attività dipendente di RI 1 di fr. 65'138.-- – assegni di base per fr. 7'200.--) x (5.05% AVS/AI/IPG + 1.00% AD + 0.59% AINP) ), mentre i contributi alla previdenza professionale sono quantificati in fr. 1'247.-- ( (fr. 188.20 in settembre 2008 + fr. 196.20 in ottobre 2008 + fr. 239.30 in novembre 2008) ÷ 3 x 6 mesi; cfr. doc. 15A-15H, doc. 17A, doc. 17D).
Di conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) dell’insorgente ammonta, per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008, a fr. 35’796.-- (reddito computabile di complessivi fr. 81’043.-- – spesa computabile di complessivi fr. 45'247.--; cfr. doc. 17A), mentre per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 esso ammonta a fr. 35’648.-- (reddito computabile di complessivi fr. 81’037.-- – spesa computabile di complessivi fr. 45'389.--; cfr. doc. 17D).
2.11. Per quanto concerne la soglia di intervento, nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 la Cassa ha considerato fr. 45'578.-- (cfr. doc. 17), mentre nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 la Cassa ha calcolato fr. 47'957.-- (cfr. doc. 17C).
Su richiesta del TCA (cfr. doc. VI), la Cassa ha spiegato che l’importo di fr. 45'578.-- rispecchia il fabbisogno base Laps per l’anno 2007, in considerazione della domanda del 13 agosto 2007 (cfr. doc. VII).
Il TCA non condivide il calcolo della soglia di intervento effettuato dalla Cassa per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008.
Nel Messaggio n. 5988 del 6 novembre 2007 sulla Modifica della legge sugli assegni familiari, il Consiglio di Stato ha, tra l’altro, rilevato quanto segue:
"
I nuovi casi e quelli sottoposti a revisione (casi correnti) […], saranno […] rivisti nel 2008 considerando il nuovo importo degli assegni per figli.
Allo scopo di disporre della necessaria base legale per procedere, da un lato, ai citati adeguamenti in caso di revisione e, dall’altro, per fare in modo che soltanto al momento di tale revisione vengano simultaneamente aggiornati i limiti di reddito, è necessario prevedere una modifica della Laps: viene quindi proposta l’introduzione di un nuovo art. 37a." (cfr. pag. 6)
L’art. 37a Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede così che:
" Le prestazioni erogate secondo i limiti applicati nell’anno 2007 o calcolate computando l’importo degli assegni familiari di base e per giovani in formazione o invalidi in vigore fino al 31 dicembre 2007, vengono adeguate in caso di revisione periodica o straordinaria (art. 27 Laps)."
Di conseguenza, nel caso concreto la soglia di intervento ammonta, sia per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 che per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, a fr. 47'957.-- (fr. 16'540.-- per RI 1 + fr. 8'270.-- per __________ + fr. 8'680.-- per __________ + fr. 8'680.-- per __________ + fr. 5'787.-- per __________).
L’insorgente ha diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima infanzia allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.5.).
La partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie ammonta, nella prima tabella di calcolo, a fr. 9'196.-- (cfr. doc. 17A) e a fr. 9'338.-- nella seconda tabella (cfr. doc. 17D).
2.12. Alla luce di quanto esposto ai considerandi precedenti, per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 risulta una lacuna di reddito di fr. 2’965.-- (fr. 47'957.-- + fr. 45'247.-- – fr. 81'043.-- – fr. 9'196.--).
Per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, invece, risulta una lacuna di reddito di fr. 2’971.-- (fr. 47'957.-- + fr. 45'389.-- – fr. 81'037.-- – fr. 9'338.--).
L’assicurato aveva quindi diritto ad assegni integrativi di fr. 1’486.-- (fr. 247.-- x 2 mesi + fr. 248.-- x 4 mesi), mentre non aveva diritto ad assegni di prima infanzia.
Egli ha per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 7’890.-- (fr. 1’287.-- x 2 mesi + fr. 1'329.-- x 4 mesi; cfr. doc. M) e degli assegni di prima infanzia di fr. 4’892.-- (fr. 232.-- x 2 mesi + fr. 1’107.-- x 4 mesi; cfr. doc. M).
La decisione su opposizione impugnata deve quindi essere riformata. Il ricorrente deve restituire l’importo di fr. 11'296.-- (fr. 7’890.-- + fr. 4’892.-- – fr. 1'486.--), e non fr. 11'790.-- come stabilito dalla Cassa.
2.13. A titolo abbondanziale il TCA ricorda che, per costante giurisprudenza, si giustifica pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente.
La Cassa si pronuncerà, perciò, in merito alla domanda di condono formulata dall’insorgente in sede di ricorso una volta passata in giudicato la presente sentenza (cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps), come indicato dall’amministrazione stessa nell’ordine di restituzione (cfr. doc. B).
2.14. L’insorgente, parzialmente vincente in causa, rappresentato da un avvocato, ha diritto all'importo di fr. 300.-- a titolo di ripetibili (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 30 Lptca).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§ RI 1 deve restituire alla Cassa fr. 11'296.--.
La Cassa verserà, inoltre, al ricorrente l’importo di fr. 300.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti