Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 38.2006.5
Entscheidungsdatum
15.05.2006
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 38.2006.5

rs/td

Lugano 15 maggio 2006

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

con redattore:

Raffaella Sartoris, vicecancelliera

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 20 gennaio 2006 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 2 gennaio 2006 emanata da

Cassa CO 1

in materia di assicurazione contro la disoccupazione

ritenuto, in fatto

1.1. Con decisione su opposizione del 2 gennaio 2006 la Cassa CO 1 (di seguito la Cassa) ha confermato la precedente decisione del 1° dicembre 2005 (cfr. doc. 10) con cui aveva negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° novembre 2005, in quanto non aveva compiuto il periodo di contribuzione e non poteva essere esonerata dall’adempimento dello stesso ai sensi dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

La Cassa si è al riguardo così espressa:

" II 31 ottobre 2005 scade il termine quadro per la riscossione dell'indennità di disoccupazione dell'assicurata. L'assicurata rivendica il diritto all'indennità di disoccupazione dal 1° novembre 2005, segnatamente l'apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni.

Con decisione del 1° dicembre 2005, la cassa nega all'assicurata il diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal 1° novembre 2005. L'assicurata interpone tempestivamente opposizione il 20 dicembre 2005.

Secondo l'articolo 8 capoverso 1 lettera e della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione.

Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, ovvero entro i due anni precedenti, ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione, giusta l'articolo 13 capoverso 1 LADI.

Entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, ossia dal 1° novembre 2003 al 31 ottobre 2005, l'assicurata è stata occupata quale cameriera ai piani presso l'__________ in __________ dal 1 ° marzo 2004 al 31 ottobre 2004, per complessivi 8 mesi. Come da contratto di lavoro sottoscritto il 31 ottobre 2003, il rapporto di lavoro è stato convenuto a tempo determinato, secondo la durata appena sopra menzionata.

Il periodo di incapacità lavorativa seguente al 31 ottobre 2004 non può essere parificato ad un periodo di contribuzione, poiché l'assicurata non era più vincolata da un rapporto di lavoro, visto che siamo in presenza di un contratto a termine. Non può trovare qui applicazione, in particolare, l'articolo 13 capoverso 2 lettera c LADI.

L'assicurata non può nondimeno essere esonerata dall'adempimento del periodo di contribuzione, poiché non può attestare entro il termine quadro per il periodo di contribuzione un'incapacità lavorativa completa, al di fuori di un rapporto di lavoro, superiore a 12 mesi.

Dopo un esame approfondito dei fatti determinanti e in applicazione delle disposizioni di legge menzionate, l'assicurata non ha diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal 1° novembre 2005." (Doc. A)

1.2. Contro la decisione su opposizione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto:

"

  1. II ricorso è accolto. Conseguentemente la decisione avversata è

annullata, pertanto la signora RI 1 è posta a beneficio delle indennità di disoccupazione a far tempo dal 1. novembre 2005, essendo adempiuta la durata del periodo di contribuzione durante il termine quadro.

La ricorrente è posta a beneficio dell'assistenza giudiziaria per quanto attiene le spese di patrocinio dell'avv. RA 1.

  1. Protestate le spese e le ripetibili." (Doc. I)

A motivazione delle proprie pretese ricorsuali l’assicurata ha rilevato:

" (…)

  1. RI 1, per quattro anni ha lavorato alle dipendenze dell'__________ ad __________, quale ausiliaria ai piani. Come tutti gli anni anche nel 2004 ha lavorato quale stagionale, vale a dire approssimativamente da marzo ad ottobre, la rimanenza del periodo annuo collocandosi in disoccupazione.

Durante il 2004 la sua stagione ha avuto inizio il 1. aprile 2004 ed è cessata il 31 ottobre 2004, a beneficio di un contratto di lavoro di durata determinata.

  1. L'ultimo giorno di lavoro rimunerato, il 30 ottobre 2004, RI 1 è vittima di un incidente della circolazione quale pedone.

Il suo caso viene regolarmente annunciato all'assicurazione Lainf obbligatoria del datore di lavoro, la __________, la quale le riconosce le relative indennità in misura del 100% dal 2.11. al 7.11.2004 e quindi in misura del 50% sino al 17.12.2004 (doc. L). Si noti che l'inabilità al lavoro è stata riconosciuta in maniera completa durante la degenza ospedaliera iniziale protrattasi durante sette giorni, tra cui tre in cui (recte: cure) intense (!).

Nonostante il fiduciario della Lainf (dr. __________, __________) abbia emesso il suo verdetto con il quale la signora RI 1 veniva ritenuta capace al lavoro in misura completa per quanto concerne i soli postumi dell'infortunio del 17.12.2004, nondimeno continua a rimanere inabile al lavoro in misura completa sino al 11.4.2005 e quindi sino al 23.8.2005 in misura del 50%, come accerta la documentazione agli atti, segnatamente: il plico di certificati medici del curante dr. __________ al doc. G (conseguente a controlli regolari); il dr. __________ (certificato al doc. E); le fatture relative ad un soggiorno di quasi tre mesi presso la Clinica __________ (plico al doc. F).

  1. Dal 12.4.2005 al 23.8.2005 la signora RI 1 percepisce le relative indennità giornaliere di disoccupazione in misura del 50%, quindi proporzionalmente alla propria inabilità al lavoro; poi dal 24.8.2005 al 31.10.2005 in misura completa.

  2. Dal 1.11.2005 la cassa di disoccupazione non gli riconosce più le indennità giornaliere a motivo del fatto che nel relativo periodo quadro biennale non avrebbe svolto un'attività lavorativa di almeno 12 mesi, come prescritto dall'art. 13 LADI.

Avversata nel contesto della procedura di opposizione quest'ultima è stata respinta e la decisione confermata.

  1. Veniamo dunque alle motivazioni di cui al gravame.

Punti fermi nella situazione di fatto qui in esame sono che la ricorrente ormai da svariati anni lavorava quale cameriera ai piani presso l'Albergo __________ di __________, in pratica quale stagionale. Iniziava all'inizio di marzo e finiva in ottobre; da novembre a febbraio si collocava in disoccupazione, per poi riprendere la propria attività stagionale l'anno appresso e così di seguito. Patente dunque che il periodo di lavoro nel contesto del periodo quadro era sempre dato. Altrettanto riconosciuto che tale modalità di lavoro è nota, soprattutto nella zona del locarnese.

Altro dato di fatto incontrovertibile è dato dalla circostanza che nel corso del 2005 la signora RI 1 avrebbe ripreso la propria attività lavorativa presso l'Albergo __________ (recte: __________) a __________, come negli anni precedenti. La ripresa si è resa impossibile a motivo del perdurare dell'incapacità al lavoro, poi protrattasi sino al mese di agosto.

  1. Si ravvisi che dalla documentazione medica agli atti, segnatamente da parte dello specialista dr. __________ risulta la correlazione tra l'infortunio e il protrarsi, oltre il periodo riconosciuto dall'assicurazione Lainf, dell'incapacità al lavoro. La circostanza pare verosimile già da un profilo meramente Lainf, sicuramente lo è in contesto civile.

Tale aspetto potrebbe essere abbastanza irrilevante, quantunque francamente da rimarcare che l'assicuratore Lainf del datore di lavoro avrebbe dovuto intervenire durante un periodo prolungato.

Va fatta una premessa. La signora RI 1 non ha richiesto alcunché a titolo di perdita di guadagno da parte di alcuno (né dall'assicuratore Lainf, né dall'assicuratore RC, né dall'assicuratore malattia). Soltanto ha ricevuto le indennità di disoccupazione da agosto a fine ottobre 2005.

Vi ha provveduto lo scrivente, ma soltanto nel corso dello scorso mese di dicembre, come si nota dagli scritti di cui al doc. I.

  1. L'aspetto nel quale la decisione della cassa di disoccupazione ha errato è nel non aver considerato che la signora RI 1 avrebbe lavorato alle dipendenze dell'Albergo __________ di __________ dal mese di marzo 2005 al mese di ottobre 2005.

Ciò non è stato per il fatto che la signora RI 1 è stata inabile al lavoro per i motivi e le modalità esaminate.

In effetti giusta l'art. 13 cpv. 2 lett. c) LADI, "i periodi in cui l'assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro, ma, per malattia o infortunio, non riceve salario" è assimilato ad un periodo di contribuzione.

Nel caso della signora RI 1 è vero che durante il periodo nel quale è stata inabile al lavoro per malattia o per infortunio non disponeva di un rapporto di lavoro, ma è altrettanto vero che nella misura in cui fosse stata abile al lavoro a far tempo dal 1. marzo 2005 al 31 ottobre 2005 avrebbe svolto la propria attività lavorativa della quale era sicura già al momento dell'inizio del periodo di incapacità al lavoro (31 ottobre 2004).

In altri termini non vi è motivo di sorta per non applicare analogicamente il disposto di cui all'art. 13 cpv. 2 lett. c) LADI al caso di specie. Qualsivoglia altra soluzione appare iniqua, così come quella scelta dall'autorità qui avversata, e contraria agli scopi della legge.

In effetti scopo del disposto di cui all'art. 13 LADI è quello di parificare ad un'attività lavorativa quel periodo durante il quale il lavoratore avrebbe certamente avuto a disposizione un salario, ma che non poteva conseguire, quindi non contribuire a motivo della malattia e dell'infortunio. Che la legge non preveda expressis verbis il caso di specie è ininfluente. Il fatto è che vi era la certezza dell'occupazione e che questo non ha potuto avere inizio né continuare a causa della malattia della ricorrente.

Pertanto il periodo di malattia della signora RI 1, durante il quale avrebbe comunque avuto a disposizione un contratto di lavoro, vale a dire dal 1. marzo 2005 al 23 agosto 2005, dev'essere ritenuto per il calcolo del periodo di contribuzione ai sensi dell'art. 13 LADI. Ne discende che al 1. novembre 2005 detto periodo era superiore ai 12 mesi. Per il che alla qui ricorrente devono essere riconosciute le indennità di disoccupazione a far tempo dal 1. novembre 2005.

  1. Viene qui richiesto pure l'ammissione al gratuito patrocinio della signora RI 1, per quanto attiene le spese di patrocinio dello scrivente, giacché la medesima, stante la situazione economica che andremo ad esporre, non dispone del necessario per far fronte alla spesa.

  2. A titolo di prove, si richiede che venga sentito il gerente e proprietario dell'Albergo __________ di __________, che venga richiamato l'incarto della disoccupazione relativo alla ricorrente." (Doc. I)

1.3. La Cassa, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

1.4. Il 10 marzo 2006 il patrocinatore dell’assicurata ha trasmesso il “Certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria” e la relativa documentazione (cfr. doc. X; N1-N14).

in diritto

In ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel merito

2.2. Oggetto del contendere è la questione di sapere se RI 1 ha o meno diritto alle indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° novembre 2005.

Più precisamente il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurata al momento della richiesta dell’apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni a far tempo dal 1° novembre 2005 adempiva o meno il presupposto di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI, ossia se la stessa aveva compiuto o era liberata dall’obbligo di compiere il periodo di contribuzione.

2.3. L’art. 9 cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti.

In virtù del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

Secondo il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre che la legge non disponga altrimenti.

2.4. L'assicurato ha, in effetti, diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).

Secondo l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a contribuzione.

L'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

L'obbligo di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

2.5. Sono pure considerati, tra l'altro, periodo di contribuzione il servizio militare, civile e di protezione civile (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b LADI) e i periodi in cui l’assicurato vincolato da contratto non ha lavorato per malattia o infortunio (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. c LADI).

Nei rispettivi commenti a questa norma Nussbaumer e Gerhards osservano, in particolare, che:

" aa) Gesetzessystematisce Einordnung

173 Art. 13 AVIG kennt fünf Tatbestände, die als Beitragszeit angerechnet werden, obwohl der Leistungsansprecher für diese Zeittspanne keine Beiträge geleistet hat. Wesentliche Elemente der Beitragszeit sind die Ausübung einer unselbständigen Erwerbstätigkeit und die damit verbundene Beitragspflicht. Gesetzessystematisch richtig wäre unter dem Gesichtspunkt der gleichgestellten Tatbestände, dass hier nur Sachverhalte innerhalb eines Arbeitsverhältnisses privilegiert würden. Die Tatbestände nach Art. 13 Abs. 2 lit. b und Abs 2bis AVIG setzen jedoch nicht voraus, dass der Versicherte in einem Arbeitsverhältnis steht. Sie hätten in Art. 14 AVIG geregelt werden sollen. Anderseits hat die Gleichstellung mit Beitragszeiten für die betreffenden Versicherten den Vorteil, keine besondere Wartezeit bestehen zu müssen.

(…)

ccc) Kranke und verunfallte Arbeitnehmer

177 Zeiten, in denen der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit oder Unfall keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt, sind nach Art. 13 Abs. 2 lit. c AVIG ebenfalls anrechenbar. Auch hier handelt es sich um beitragslose Zeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses. Dieses Anrechnungstatbestand kommt zum Zuge, wenn die Lohnfortzahlungspflicht des Arbeitsgebers aufgehört hat (vgl Art. 324a OR) oder durch Taggelder der Kranken- oder Unfallversicherung ersetzt bzw. abgelöst worden ist (Art. 324b OR). Dieser Bestimmung kommt gegenüber der Kranken- und Unfallversicherung Koordinationsfunktion zu, weil Taggeldleistungen dieser beiden Sozialversicherungszwige nicht AHV-beitragspflichtig sind (Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV)."

(cfr. Th. Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 173 e 177, pag. 68 e 70)

"2. Sonderzeiten ausserhalb eines Arbeitsverhältnisses

21 Laut gesetzlicher Vorschrift werden auch schweizericher Militär- und Zivilschutzdienst sowie die obligatorischen Hauswirtschaftskurse der Mädchen, sofern sie ganztätig und ununterbrochen während mindestens 3 Wochen geführt werden, als Beitragszeiten angerechnet (Bst. b).

22 Diese Regelung stellt einen einschneidenden Eingriff in die durch den Begriff der Beitragszeit vorgezeichneten Systematik dar. Dies gilt besonders, soweit diese Regelung auf die genannten Dienste und Kurse ausserhalb von Arbeitsverhältnissen anzuwenden ist. Denn hier ist weder das Moment eine Beschäftigung als Arbeitnehmer noch das einer damit verbundenen Beitragspflicht, also keines der im Begriff der Beitragszeit und der beitragspflichtigen Beschäftigung enthaltenen Elemente sichtbar. - Anderseits wird diese Regelung von beachtlichen gesellschaftspolitischen Überlegungen getragen. Schliesslich könnte in Zukunft die Systemdurchbrechung dadurch gemildert werden, als Pläne bestehen, die EO-Entschädigung der AHV/AlV-Beitragspflichtig zu unterstellen; in diesem Falle wäre zumindest bezüglich des Militär- und Zivilschutzdienstes die Beitragskomponente gegeben.

(…)

Sonderzeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses

27 Laut gesetzlicher Vorschrift sind als Beitragszeit anrechenbar Zeiten, in denen der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit oder Unfalls keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt (Bst. c); desgleichen auch Arbeitsunterbrüche (während des Arbeitsverhältnisses) wegen Schwangerschaft oder Mutterschaft (= hier Zeit nach der Niederkunft), soweit sie durch Arbeitsnehmerschutzbestimmungen vorgeschrieben oder gesamtarbeitsvertraglich vereinbart sind (Bst. d).

28 In beiden Fällen handelt es sich um Zeiten, in denen der oder die Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, er oder sie also die im Begriff der Beitragszeit enthaltene Komponente der Beschäftigung zumindest formal (vgl. Dauer des Arbeitsverhältnisses; auch oben N. 4) "vorweisen" kann, nicht jedoch die zweite Komponente, nämlich die der Beitragspflichtiger Lohn (AHVG 5 II) anfällt. - Diese Zeiten können deshalb vom begriffssystematischen Aspekt her gesehen (vgl. Begriff des Baitragsmonats) an sich nicht als Beitragszeit betrachtet werden (vgl. AVIV 11 I: "… in dem der Versicherte beitragspflichtig ist"). - Wenn nämlich weiter oben (N. 4) festgestellt wurde, dass der neurechtliche Begriff der "Beitragszeit" grundsätzlich auf die formale Dauer des Arbeitsverhältnisses abstellt, so wurde diese Feststellung in erster Linie gegenüber der Regelung im früheren Recht getroffen, wo bei der Bestimmung der Dauer der "beitragspflichtigen Beschäftigung" der "volle Arbeitstag" eine beherrschende Rolle spielte. - Durch wiederholten Hinweis (vgl. z. B. N. 9, 19) auf AVIV 11 I ist die Bedeutung der Komponente der Beitragspflicht für den Begriff der Beitragszeit mehrfach deutlich markiert worden.

29 In diesem Zusammenhang ist im übrigen festzuhalten, dass "Beitragspflicht" (vgl. auch "beitragspflichtig") und Beitragszahlung nicht dasselbe sind. Eine Nichtbezahlung pflichtiger Beiträge verhindert die Anrechenbarkeit von Zeiten, die grundsätzlich als "Beitragszeit" in Betracht kommen können, nicht. - Nicht bezahlte Pflichtbeiträge werden einfach von der Beitragsinkasso zuständigen AHV-Organisation (AHV-Ausgleichkasse) nachgefordert.

30 Die Regelung nach Buchstabe c hat nur Bedeutung, soweit die beschränkte Lohnzahlungspflicht des Arbeitgebers bei Krankheit oder Unfall des Arbeitnehmers (OR 324a I, II; vgl. Basler, Berner und Zürcher Skala) dahingefallen oder durch Leistungen (Taggelder) der Kranken- oder Unfallversicherung ersetzt (vgl. OR 324b betreffend obligatorischer UV) ist. - Ebenso greift diese Regelung ein bei betreffenden Absenzen der Versicherten während des Arbeitsverhältnisses, die nicht durch AHV/ALV-beitragspflichtige Lohnzahlungen gedeckt sind.“

(cfr. G. Gerhads, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda 1987, Ad art. 13, N. 21, 22 e da 27 a 30, Vol. I, pag. 173 e 174)

2.6. L'art. 14 LADI (nella versione valida dal 1° giugno 2002; cfr. RU N. 18 del 7 maggio 2002, Legge federale concernente l'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone, pag. 720 e 722), che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede, tra l'altro, che sono esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre dodici mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro a seguito di malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a condizione che durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. b LADI).

Chiamato a decidere circa il rapporto tra il principio della protezione assicurativa e quello dell'obbligo assicurativo, in una decisione pubblicata in SVR 2004 ALV Nr. 6 e massimata in RtiD I-2004 N. 69 pag. 208, il TFA ha confermato il precedente giudizio di questo Tribunale e ha stabilito che il principio della protezione assicurativa deve avere la precedenza su quello dell'obbligo assicurativo. Nulla osta pertanto all'apertura di un nuovo termine quadro in virtù dell'esonero, in seguito a malattia, dall'adempimento del periodo di contribuzione, dopo che un precedente termine quadro era già stato aperto per gli stessi motivi.

Contestualmente l'Alta Corte, in particolare circa l'esigenza di un legame di causalità tra il mancato adempimento dell'obbligo del periodo di contribuzione e il motivo dell'impedimento, ha rilevato che:

" (…)

1.2.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, l'applicazione di questo disposto (ndr.: si riferisce all'art. 14 cpv. 1 lett. b LADI) presuppone che l'assicurato sia stato impedito, per almeno dodici mesi, di essere parte contraente di un rapporto di lavoro per una delle ragioni enumerate dalla legge. In altri termini, deve esistere un legame di causalità tra l'assenza di un'attività lucrativa e, quindi, tra l'inadempimento del periodo di contribuzione da un lato, e i motivi elencati nel predetto disposto, in particolare l'esistenza di una malattia, dall'altro lato. Siffatta causalità è unicamente data se, per uno dei motivi indicati, non era possibile né ragionevolmente esigibile per l'assicurato esercitare un'attività, anche solo a tempo parziale (DTF 126 V 386 seg. consid. 2b, 121 V 342 seg. consid. 5b; DLA 1995 no. 29 pag. 167 seg. consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Ne consegue che in presenza di un'incapacità lavorativa solo parziale, l'esistenza del necessario nesso causale è condizionata al fatto che si potesse o meno esigere l'esercizio di un'attività soggetta a contribuzione, svolta a tempo parziale (cfr. pure sentenza inedita del 12 ottobre 1999 in re R., C 202/99; Nussbaumer, op. cit., cifra marg. 197).

(…)." (cfr. SVR 2004 ALV Nr. 6, consid. 1.2.3, pag. 17)

In una decisione pubblicata in DLA 1998 N. 19 il TFA ha stabilito, tra l'altro, che un'incapacità lavorativa del 50% non impedisce di soddisfare l'adempimento del periodo di contribuzione nell'ambito di un'occupazione a tempo parziale.

2.7. In merito al rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004 N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14 LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

L'Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12 Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13 Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998 geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept (Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die 12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten rechtens.

(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2., pag. 270-271)

Contestualmente il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero:

" (…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).

(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag. 270)

2.8. Nell’evenienza concreta dagli atti di causa risulta che dal 2001 al 2004 l’assicurata è stata attiva, quale cameriera ai piani, presso l’__________ __________, sulla base di contratti di lavoro stagionali.

Nei periodi invernali la ricorrente ha fatto ricorso all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. 14).

Nel 2004 la ricorrente ha lavorato presso l’__________ citato dal 1° marzo al 30 ottobre. Il contratto di durata determinata, sottoscritto dalla stessa il 31 ottobre 2003, è giunto al termine il 31 ottobre 2004 (cfr. doc. 3).

Il 30 ottobre 2004 l’assicurata è rimasta vittima di un infortunio (cfr. doc. F; L).

Conseguentemente la ricorrente ha percepito delle indennità giornaliere dell’assicurazione contro gli infortuni per inabilità lavorativa al 100% dal 2 al 7 novembre 2004 e al 50% dall’8 novembre al 17 dicembre 2004. A decorrere dal 18 dicembre 2004 le sequele infortunistiche sono state considerate concluse e i disturbi ancora accusati dall’assicurata sono stati ritenuti di origine extra-traumatica (cfr. doc. L, 6).

Il Dr. med. __________, spec. FMH in medicina interna, medicina psicosomatica e psicosociale, medico curante dell’assicurata, il 21 aprile 2005 ha del resto attestato un’inabilità lavorativa del 100% a causa di malattia dal 17 dicembre 2004 all’11 aprile 2005 (cfr. doc. G).

Dal certificato medico del 15 aprile 2005 del Dr. med. __________ emerge poi che la ricorrente a partire dal 12 aprile 2005 è stata incapace al lavoro per malattia al 50% (cfr. doc. G).

Un’inabilità lavorativa al 100% è stata nuovamente certificata dallo stesso sanitario il 10 giugno 2005 per il periodo a far tempo da tale data all’11 luglio 2005.

Dal 12 luglio 2005 l’assicurata è stata ritenuta incapace al lavoro al 50%. Essa ha infine ritrovato una piena abilità lavorativa dal 24 agosto 2005 (cfr. doc. G).

A decorrere dal 12 aprile 2005 la ricorrente ha controllato la disoccupazione, percependo delle indennità in misura del 50% fino al 31 agosto 2005 e del 100% dal 1° settembre al 31 ottobre 2005 (cfr. doc. III,D, 8).

Il termine quadro biennale per la riscossione delle prestazioni (cfr. art. 9 LADI), iniziato il 1° novembre 2003, è scaduto il 31 ottobre 2005 (cfr. doc. A).

L’assicurata, il 23 agosto 2005, con effetto dal 1° novembre 2005, ha postulato l’apertura di un nuovo termine quadro (cfr. doc. A, 1, 7).

La Cassa ha respinto tale domanda, ritenendo che essa non ha adempiuto il periodo di contribuzione, né poteva essere esonerata da questo obbligo (cfr. doc. A, 10).

La ricorrente sostiene, per contro, che il proprio periodo di contribuzione nel termine quadro di contribuzione sia superiore ai dodici mesi, poiché al suo caso va applicato per analogia l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, secondo cui i periodi in cui l’assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro, ma per malattia o infortunio non riceve salario, sono assimilati a un periodo di contribuzione. Essa, infatti, benché nel lasso di tempo in cui era incapace al lavoro per infortunio o malattia non disponesse di un contratto di impiego, nel periodo dal mese di marzo al mese di ottobre 2005 senza l’infortunio e la malattia avrebbe lavorato nuovamente, come le stagioni precedenti, presso l’__________. Essa, perciò, non ha potuto iniziare l’occupazione a __________, che era certa, e conseguentemente conseguire il relativo salario, unicamente per il motivo che era inabile al lavoro per infortunio o malattia (cfr. doc. I).

2.9. Questa Corte, chiamata ora a stabilire se l’assicurata ha ossequiato o meno le condizioni per beneficiare del diritto alle prestazioni a far tempo dal 1° novembre 2005, ricorda che nel termine quadro per il periodo di contribuzione rilevante, che in casu va dal 1° novembre 2003 al 31 ottobre 2005 (cfr. art. 9 cpv. 1 e 3 LADI), la medesima deve, tra l’altro, avere compiuto o essere esonerata dall’obbligo dell’adempimento del periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.3., 2.4.).

In concreto non è contestato che l’assicurata non ha compiuto il periodo minimo di contribuzione di dodici mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.

Infatti nella “Domanda d’indennità di disoccupazione” la ricorrente ha dichiarato che nei due anni precedenti la richiesta di prestazioni è stata impiegata presso l’__________ di __________ dal 1° marzo al 31 ottobre 2003 e dal 1° marzo al 30 ottobre 2004 (cfr. doc. 1).

I mesi del 2003 in cui essa è stata occupata professionalmente risultano precedenti all’inizio del termine quadro per il periodo di contribuzione rilevante (1° novembre 2003 – 31 ottobre 2005), per cui essi sono ininfluenti.

In simili condizioni, l’assicurata, avendo lavorato nel termine quadro in questione soltanto dal 1° marzo al 30 ottobre 2004, non ha svolto un’attività dipendente soggetta a contribuzione per una durata di almeno dodici mesi.

2.10. L’assicurata, come visto (cfr. consid. 2.8.; doc. E), ritiene che la Cassa avrebbe errato omettendo di considerare che, se lei non fosse stata incapace al lavoro, nel 2005 sarebbe stata attiva presso l’__________ di __________.

Secondo la ricorrente per determinare il compimento del periodo di contribuzione di almeno dodici mesi, oltre ai mesi in cui ha effettivamente svolto un’attività lavorativa soggetta a contribuzione nel 2004 presso __________ di __________, vanno, dunque, computati, applicando per analogia l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, anche i mesi del 2005 in cui non ha ricevuto salario, e quindi non ha contribuito, solamente perché a causa della malattia o infortunio non è stato concluso il contratto di impiego che, invece, sarebbe certamente venuto in essere, dal mese di marzo al mese di ottobre 2005, se fosse stata abile al lavoro.

Al riguardo, in primo luogo, va osservato che se, da un lato, è vero che alla luce di quanto avvenuto negli anni precedenti l’eventualità della riassunzione quale cameriera ai piani presso l’__________ non può essere esclusa, dall’altro, nell'ambito dell'applicazione dell'art. 13 cpv. 2 lett. c LADI va considerata la situazione effettiva (cfr. consid. 2.5. / "Zwar in einem Arbeitsverhältnis steht") e non quella ipotetica (cfr. STCA del 22 luglio 2003 nella causa S., 38.2002.276, consid. 2.9.).

Pertanto i mesi del 2005 in cui la ricorrente, se non fosse stata inabile al lavoro, avrebbe potuto essere nuovamente impiegata a __________, non vanno considerati quale periodo di contribuzione ai sensi dell’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, in quanto essa non era in ogni caso effettivamente vincolata da un contratto di lavoro.

In secondo luogo, in casu, anche se l’assicurata nel 2005 fosse stata effettivamente vincolata da un rapporto di lavoro con __________ di __________, e quindi trovasse applicazione l’art. 13 cpv. 2 lett.c LADI, l’esito della vertenza non sarebbe differente.

Infatti il contratto di impiego, analogamente a quanto avvenuto nel passato e come peraltro asserito dalla ricorrente stessa (cfr. doc. I), sarebbe stato di durata determinata con inizio nel mese di marzo 2005.

Conseguentemente nei mesi di gennaio e febbraio 2005 l’assicurata non sarebbe stata legata contrattualmente a un datore di lavoro.

Inoltre, come esposto sopra (cfr. consid. 2.8., doc. G), a partire dal 12 aprile 2005 la ricorrente era abile al lavoro al 50%.

A decorrere da tale data la stessa ha, in effetti, percepito delle indennità giornaliere al 50% da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione. Il mancato conseguimento di un salario, perlomeno in misura del 50%, e quindi il mancato versamento di contributi a far tempo dal 12 aprile 2005 non sarebbe, dunque, stato causato da malattia.

Considerando che l’assicurata è nuovamente stata inabile al 100% dal 10 giugno all’11 luglio 2005, i periodi dal 12 aprile al 9 giugno 2005 e a partire dal 12 luglio 2005 non potrebbero così essere assimilati a un periodo di contribuzione ex art. 13 cpv. 2 lett. c LADI.

Di conseguenza, ricordando che è possibile il cumulo dei periodi di contribuzione con quelli che contano quali periodi di contribuzione (cfr. Circulaire relative all’indemnité de chômage, emessa dal SECO nel gennaio 2003, p.to B 120), complessivamente l’assicurata, nel termine quadro per il periodo di contribuzione pertinente (1° novembre 2003-31 ottobre 2005), anche nel caso in cui per la stagione 2005 fosse stata effettivamente vincolata da un rapporto di lavoro con l’__________ di __________, non raggiungerebbe il periodo di contribuzione di almeno dodici mesi (cfr. art. 13 LADI).

Andrebbero difatti unicamente tenuti conto, quale periodo contributivo, 10 mesi e 13 giorni, ritenuto che i periodi di contribuzione inferiori a un mese sono addizionati e che 30 giorni civili sono reputati un mese di contribuzione (cfr. art. 11 cpv. 1, 2 e 3 OADI; in casu: 7 mesi interi da marzo a settembre 2004 + 30 giorni a ottobre 2004 = 1 mese + 1 mese a marzo 2005 + 30 giorni dal 10 giugno al 9 luglio 2005 = 1 mese + 11 giorni ad aprile 2005 + 2 giorni a luglio 2005).

La censura sollevata dall’assicurata risulta, pertanto, priva di fondamento.

2.11. L’assicurata neppure può essere esonerata dall’adempimento del periodo di contribuzione ai sensi dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

Dalle tavole processuali, come già rilevato (cfr. consid. 2.8.), si evince che la ricorrente è stata inabile al lavoro a causa dell’evento traumatico occorsole il 30 ottobre 2004 da tale data fino al 7 novembre 2005 al 100% e dall’8 novembre al 17 dicembre 2004 al 50% (cfr. doc. L).

Il medico curante, Dr. med. __________, dal canto suo, ha attestato una totale incapacità al lavoro fino al 17 dicembre 2004.

In proposito va osservato che il medico fiduciario dell’assicuratore LAINF, Dr. med. __________, nel mese di dicembre 2004 ha rilevato la presenza di disturbi extra-infortunistici (cfr. doc. L).

Il Dr. med. __________, il 21 aprile 2005, ha poi certificato un’inabilità lavorativa al 100% dal 17 dicembre 2004 all’11 aprile 2005 per malattia (cfr. doc. G). Dal 12 aprile 2005 l’assicurata è stata considerata capace al lavoro al 50% fino al 9 giugno 2005.

Un’inabilità completa è stata nuovamente riscontrata dal 10 giugno fino all’11 luglio 2005. Dal 12 luglio 2005 l’assicurata è stata però ritenuta abile al 50%.

A decorrere dal 24 agosto 2005 essa ha infine ritrovato una piena capacità al lavoro (cfr. doc. G).

Riguardo all’inabilità lavorativa al 50% presentata dall’assicurata dal 12 aprile al 9 giugno 2005 e dal 12 luglio al 23 agosto 2005, è utile ribadire che secondo la giurisprudenza federale un'incapacità lavorativa del 50% non impedisce di soddisfare l'adempimento del periodo di contribuzione nell'ambito di un'occupazione a tempo parziale (cfr. consid. 2.6.).

Pertanto, vista l’abilità residua al lavoro del 50%, bisogna ritenere che nei periodi citati difetta un nesso di causalità tra il mancato adempimento dell’obbligo del periodo di contribuzione e il motivo dell’impedimento. L’assicurata dal 12 aprile 2005 era d’altronde iscritta in disoccupazione percependo delle indennità giornaliere al 50% (cfr. consid. 2.8.).

Per il resto la ricorrente è stata inabile al lavoro al 100% durante 6 mesi e 1 giorno (4 mesi interi, a novembre 2004 e da gennaio a marzo 2005, + 60 giorni = 2 mesi, 1 giorno il 31 ottobre 2004 + 17 giorni di dicembre 2004 + 11 giorni di aprile 2005 + 20 giorni a giugno 2005 + 11 giorni a luglio 2005, + 1 giorno a luglio 2005; cfr. per analogia l’art. 11 cpv. 2 OADI).

In simili circostanze, occorre concludere che complessivamente l’assicurata, nel termine quadro per il periodo di contribuzione pertinente (1° novembre 2003 – 31 ottobre agosto 2005) non raggiunge il periodo di oltre dodici mesi, durante il quale non è stata vincolata da un rapporto di lavoro a seguito di infortunio e malattia, necessario per essere esonerata dall’adempimento del periodo di contribuzione giusta l’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

La ricorrente non può, di conseguenza, essere liberata dall’obbligo di compiere il periodo di contribuzione sulla base dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

2.12. L’assicurata, con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare l’incarto della disoccupazione relativo al suo caso e di sentire il gerente e proprietario dell’__________ di __________ (cfr. doc. I).

Il TCA rileva innanzitutto che l'incarto della Cassa concernente la presente vertenza è parte integrante delle tavole processuali.

Sulla base della documentazione agli atti la questione relativa al mancato adempimento delle condizioni per poter aprire un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni a decorrere dal 1° novembre 2005 è stata sufficientemente chiarita.

Di conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo anche degli incarti dell’URC relativi agli anni in cui l’assicurata ha controllato la disoccupazione e l’audizione del gerente e proprietario dell’__________ deve essere respinta.

In effetti ai fini dell’esito della lite sub judice la documentazione dell’URC è irrilevante.

Inoltre, visto che l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI può trovare applicazione soltanto se, allorché un assicurato era inabile al lavoro per malattia o infortunio, un rapporto di lavoro era in essere (cfr. consid. 2.10.) e che in casu per stessa ammissione dell’assicurata nel 2005 la medesima non disponeva di alcun contratto di impiego (cfr. doc. I), non è dato da vedere quali elementi utili possa apportare per la ricorrente il gerente e proprietario dell’__________.

A tale proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 16 febbraio 2006 nella causa G., U 416/04, consid. 3.2.; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.13. Alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che a ragione la Cassa ha negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione.

La ricorrente, infatti, non avendo compiuto e non potendo essere esonerata dal compimento del periodo di contribuzione, non ha ossequiato il presupposto di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

Questa soluzione si impone vista anche la giurisprudenza federale secondo la quale non è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero (cfr. consid. 2.7).

2.14. Il TCA rileva infine che l’assicurata ha postulato l’ammissione al gratuito patrocinio dinanzi al TCA (cfr. consid. 1.2.; doc. I).

Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare.

Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.

La LADI non prevede delle norme che derogano a questa disposizione, per cui l'art. 61 lett. f LADI è, in casu, applicabile.

Tale disposto mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86 p. 626).

Le condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento ad altri ambiti delle assicurazioni sociali (cfr. v. art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF; v. art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS; SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

Tali presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque indicata (al riguardo cfr. STFA del 24 gennaio 2006 nella causa A., I 812/05), se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).

Inoltre va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 pag. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

L'art. 3 della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30 luglio 2002), prevede:

" 1L'istituto dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

" 2E' ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite negativamente all'art. 14 Lag:

" 1L'assistenza giudiziaria non è concessa:

a) la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;

b) una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari."

I criteri posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

In questo senso la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è conforme all'art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320, consid. 2.1.).

Il TCA, chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella presente fattispecie non sia soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella causa B., I 446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA del 17 ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella causa E. e E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P 281/2000; DTF 119 Ia 253 consid. 3b).

Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

A tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA del 9 agosto 2005 nella causa M., K 75/05; STFA del 10 agosto 2005 nella causa M., I 173/04; STFA del 29 agosto 2005 nella causa H., I 422/04; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).

Inoltre, quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

Nel caso concreto, alla luce della LADI, della giurisprudenza federale pubblicata nella Raccolta ufficiale e in riviste specialistiche, nonché della univoca dottrina (cfr. consid. 2.5.), la presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa. In effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dalla rilevante documentazione agli atti emerge in modo indubbio l’impossibilità di riconoscere alla ricorrente il diritto all’apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni a decorrere dal 1° novembre 2005 e conseguentemente il diritto di percepire da tale data le indennità di disoccupazione.

Inoltre gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di apprezzamento del TCA.

Di primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; per alcuni casi analoghi: STCA del 21 maggio 2002 nella causa l., 35.2002.12; STCA del 9 luglio 2002 nella causa C., 35.2002.32).

In simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti cumulativi, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso è respinto.

  1. L'istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.

3.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

Zitate

Gesetze

21

Gerichtsentscheide

46
  • DTF 130 V 32001.01.2004 · 117 Zitate
  • DTF 126 V 386
  • BGE 126 V 466
  • DTF 125 II 26501.01.1999 · 585 Zitate
  • DTF 125 II 275
  • DTF 125 V 202
  • DTF 124 I 101.01.1998 · 835 Zitate
  • DTF 124 I 30401.01.1998 · 841 Zitate
  • DTF 124 V 94
  • DTF 122 I 26701.01.1996 · 534 Zitate
  • DTF 122 V 24901.01.1996 · 175 Zitate
  • DTF 121 I 323
  • BGE 121 V 342
  • DTF 120 Ia 15
  • DTF 119 Ia 251
  • DTF 119 Ia 253
  • DTF 110 V 362
  • DTF 108 V 269
  • 1P.569/200117.10.2001 · 90 Zitate
  • 5P.426/200006.03.2001 · 50 Zitate
  • C 202/99
  • H 102/01
  • H 103/01
  • H 212/00
  • H 220/00
  • H 299/99
  • H 304/99
  • H 335/00
  • H 411/01
  • I 11/01
  • I 173/04
  • I 194/00
  • I 422/04
  • I 446/00
  • I 623/98
  • I 707/00
  • I 812/05
  • K 75/05
  • U 114/03
  • U 220/99
  • U 234/00
  • U 257/01
  • U 347/98
  • U 416/04
  • U 82/01
  • U 94/01