Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 36.2023.3
Entscheidungsdatum
14.12.2023
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 36.2023.3

IR/sc

Lugano 14 dicembre 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 20 febbraio 2023 di

RI 1

contro

la decisione su reclamo del 25 gennaio 2023 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto in fatto

1.1. RI 1, nata il __________ 1996, nubile, senza prole, domiciliata ad __________, studentessa assicurata per le cure medico sanitarie obbligatorie presso la __________, ha domandato la riduzione del premio dell’assicurazione contro le malattie (RIPAM qui di seguito) per l’anno 2022 mediante formulario trasmesso alla Cassa cantonale di compensazione (Cassa qui di seguito) il 28 dicembre 2021 (doc. 1).

Nel modulo trasmesso all’amministrazione RI 1 ha precisato che: “a partire dal mio 25° compleanno i miei genitori mi hanno comunicato che cessa il loro obbligo di mantenimento (CCS). A partire dal mese successivo qualsiasi versamento a mio favore è da considerarsi un prestito da rimborsare; oppure fare capo a prestiti esterni (studio, banche, etc.)”. Al formulario sono annessi la decisione di tassazione 30 settembre 2020 relativa all’anno 2019 dell’Ufficio di tassazione di __________ (UT qui di seguito) che indica un reddito da attività accessoria di CHF 7'723 oltre ad una sostanza di CHF 10'403 (doc. 1/1), la decisione di tassazione 2020 (del 12 maggio 2021), che indica un reddito accessorio di CHF 2'247 ed una sostanza di CHF 9'725. Gli atti contemplano poi, tra altri, lo scritto 21 marzo 2022 con cui la Cassa ha domandato a RI 1 informazioni relative al calcolo dell’imponibile in base alla tassazione 2019 dei genitori dell’assicurata e la trasmissione di copia di giustificativi di eventuali redditi conseguiti successivamente al 1° settembre 2021 sino a marzo 2022. RI 1 ha prodotto le attestazioni relative a movimenti finanziari (doc. 1/3 e 1/4, stampe da una schermata di cellulare o di computer) ed il contratto d’ingaggio in qualità di __________ ad __________ (doc. 1/5) che prevede un impegno, su 9 giorni (ad esclusione di 3 ora a luglio 2021 dette di formazione), per poco più di 75 ore di lavoro e una remunerazione di CHF 2'092 (circa CHF 27,70 all’ora di lavoro).

Senza una specifica numerazione la Cassa ha prodotto, con il plico di documenti relativo alla domanda di RIPAM in discussione (doc. 1), i seguenti scritti:

· lettera 16 marzo 2022 di RI 1 alla Cassa con cui chiede l’emanazione della decisione in merito alla sua richiesta di sussidio e dove ribadisce che i genitori ritengono di avere concluso gli obblighi di mantenimento nei confronti della figlia ritenuto il conseguimento da parte della qui ricorrente del Bachelor;

· modulo per la richiesta di RIPAM 2022 a nome del padre della ricorrente, __________, lasciato in bianco;

· ulteriore copia del modulo RIPAM 2022 a nome di __________ lasciato in bianco

· lettera della Cassa all’assicurata in cui sono riportate in esteso le norme applicabili (d’avviso della Cassa), ossia l’art. 27 LCAMal, l’art. 11 RLCAMal, l’art. 2 RLAPS con il rilievo che siccome “lei risulta di età non superiore a 30 anni, non coniugata, senza figli a carico, con il totale dei redditi registrato nella tassazione determinante inferiore a fr. 17'739.- e in prima formazione (nessuna interruzione del percorso formativo superiore a 24 mesi e frequenta un Master dopo il completamento di un Bachelor), va inclusa nell’unità di riferimento dei suoi genitori dal momento che … è da considerarsi quale figlia maggiorenne da essi economicamente dipendente”

· lettera 17 febbraio 2022 dell’assicurata che specifica il termine della sua formazione all’Università di __________ (Bachelor in storia dell’arte con indirizzo giurisprudenza) e la scelta di iniziare un Master presso l’Università di __________ in economia, la necessità di far capo a prestiti di studio, crediti bancari e prestiti da parte di terzi, senza esclusione della possibilità di provvedere mediante lo svolgimento di attività lucrative part time per il proprio sostentamento. In questo scritto l’assicurata precisa che l’obbligo di mantenimento genitoriale è decaduto alla conclusione della formazione a __________ (Bachelor) e chiede l’emanazione di una decisione ritenuto che il modulo di richiesta di una RIPAM a nome dei genitori non è riempito siccome “i miei genitori non hanno formulato nessuna richiesta di riduzione … e non mi consentono di avere accesso ai loro dati, in particolare fiscali, a tutela della loro privacy”.

· gli atti del blocco doc. 1 contemplano inoltre un resoconto di una telefonata tra il funzionario della Cassa incaricato della trattazione della procedura il 4 febbraio 2022 in cui indica di essere stato “contattato dal padre, la ragazza ha fatto: scuole medie, liceo, bachelor che ha concluso giugno 2020, master che concluderà (si presume) nel 2023.

· fotocopia del B A (Bachelor of arts) in storia dell’arte “und in Rechtswissenschaft” con il predicato insigni cum laude.

· attestazione (conferma) di immatricolazione all’Università di __________ con indicata la “initial matriculation Autumn Semester 2020 (01.08.2020)”.

1.2. Con atto del 31 maggio 2022 la Cassa cantonale di compensazione ha deciso di “non entrare in materia” (doc. 2) della richiesta dell’assicurata e questo siccome, “... malgrado l’ultimo richiamo scritto, mediante il quale l’abbiamo avvertita delle conseguenze giuridiche che sarebbero derivate dalla sua mancata collaborazione, … non è stata prodotta in modo completo la documentazione richiesta, indispensabile per definire la situazione finanziaria” e questo con specifico riferimento ai genitori dell’assicurata (__________ e __________).

Con atto del 27 giugno 2022 (doc. 3) RI 1 ha inoltrato reclamo contro il provvedimento dell’amministrazione. Essa contesta che sia mancata la collaborazione da parte sua, siccome avrebbe sempre evaso le richieste della Cassa. L’amministrazione non avrebbe indicato, nella decisione formale, quale documento sarebbe stato omesso. L’assicurata osserva poi che i genitori non hanno voluto inoltrare una richiesta di RIPAM, il loro coinvolgimento non sarebbe pertinente. I genitori avrebbero esercitato il loro diritto alla riservatezza dei dati che li riguardano.

1.3. Mediante scritto 23 agosto 2022 la Cassa ha dato avvio all’istruttoria relativa al reclamo dell’assicurata, spiegando alla signora RI 1 che:

" … dalle informazioni in nostro possesso lei risulta in prima formazione ai sensi della Laps. Pertanto, stando agli articoli 27 LCAMal è 11 RLCAMal, fino al termine della sua formazione, per la determinazione del diritto alla riduzione dei premi dell'assicurazione malattia (RIPAM), lei è inclusa nell'unità di riferimento dei suoi genitori.

Considerato quanto precede, per determinare il diritto alla RIPAM e per dar seguito al suo reclamo, la invitiamo nuovamente a volerci fornire entro 30 giorni dalla presente le informazioni a noi necessarie, compilando il formulario in allegato con i dati riguardanti tutti i componenti dell'unità di riferimento (indicando quindi le generalità dei suoi genitori ai punti 1 e 2 e le sue generalità al punto nr. 4 del formulario).

Come indicato nella nostra decisione del 31.05.2022 non è infatti al nostro Servizio possibile accertare d'ufficio tali informazioni (in particolar modo la categoria professionale e l’assicurazione malattie dei suoi genitori) necessarie per l'evasione della sua richiesta RIPAM 2022.” (doc. 4)

Con lettera del 20 settembre 2022 (doc. 5) RI 1 ha confermato la precedente posizione, ha contestato di essere ancora in formazione siccome titolare di un Bachelor, di avere – per sua scelta – deciso di intraprendere un Master in economia presso l’Università di __________. RI 1 specifica poi di avere iniziato la redazione della sua tesi (recte: Masterarbeit o memoria di Master) e di essere iscritta con l’obbligo di pagamento di una tassa universitaria ridotta.

Mediante scritto 11 ottobre 2022 l’amministrazione ha chiesto, riferendosi al colloquio telefonico a sua tempo intervenuto tra la funzionaria incaricata e il padre dell’assicurata (4 febbraio 2022), di fornire specifiche relative al percorso formativo (doc. 6). Il successivo 31 ottobre 2022 l’assicurata ha evaso la richiesta con lo scritto doc. 7, non scevro da una inopportuna vena polemica. Si ha così che, senza soluzione di continuità, salvo il periodo estivo in cui non sono impartiti corsi universitari, RI 1, successivamente al termine del liceo (giugno 2016) si è iscritta all’Università di __________ (settembre 2016) conseguendo il Bachelor a luglio 2020 e ad agosto 2020 si è iscritta all’Università di __________ per conseguire il Master, con lo studio in corso.

1.4. Con decisione su reclamo del 25 gennaio 2023 la Cassa ha respinto la contestazione dell’assicurata richiamando gli art. 27 LCAMal e 11 RLCAmal, considerando la reclamante in formazione, non economicamente indipendente e dovendo fare riferimento all’UR composta dalla stessa e dai suoi genitori. L’amministrazione osserva di avere, alla luce di queste considerazioni, chiesto alla signora RI 1 di trasmettere (il 7 febbraio, 21 marzo e 3 maggio 2022) la documentazione necessaria (con riferimento alla domanda di RIPAM riferita ai genitori, rispettivamente le informazioni economiche ed assicurative relative ai genitori per valutare la richiesta di RIPAM nell’ottica di una unità di riferimento [UR qui di seguito] composta dall’assicurata e dai suoi genitori). La qui ricorrente è stata avvisata, ricorda la decisione impugnata, delle conseguenze in caso di mancata collaborazione.

Il provvedimento impugnato rileva che l’assicurata “chiede che il diritto alla RIPAM venga calcolato senza considerare eventuali redditi dei genitori”. L’amministrazione rileva che “per verificare se un richiedente ha diritto o meno alla RIPAM è essenziale conoscere la situazione personale ed economica dei membri della sua unità di riferimento. Nella concreta fattispecie, la mancata produzione della necessaria documentazione è dovuta alla contestazione dell'unità di riferimento ritenuta, così come al fatto che i genitori si rifiuterebbero in ogni caso di fornire informazioni sul loro conto”. In merito a queste censure la Cassa evidenzia le specifiche regole della LCAMal e del RLCAMal (art. 27 rispettivamente 11) nonché del RLAPS. L’amministrazione evidenzia comunque che, anche in base alle norme del CCS (art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328), “la signora RI 1 non risulta in grado di mantenersi completamente; cosicché, nuovamente, ella va compresa nell'unità di riferimento dei genitori”. Con richiamo all’art. 8 RLCAMal l’amministrazione osserva poi che “l'istanza volta all'ottenimento della RIPAM deve essere presentata alla Cassa da un membro maggiorenne dell'unità di riferimento mediante modulo ufficiale. Chiaramente, dato che l'unità di riferimento determina la cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della RIPAM (art. 26 cpv. 1 LCAMal), per ogni unità di riferimento deve essere presentata un'unica istanza. Di conseguenza, e come richiesto a partire da febbraio 2022, per calcolare la prestazione sono necessari "I dati riguardanti tutti i componenti della (...) famiglia"; ciò che è ascrivibile al dovere di collaborare con l'amministrazione, senza riguardo se tutti i membri ritengano esservi un (proprio) diritto alla prestazione oppure potranno beneficiarne (pensiamo ad es. agli artt. 33 cpv. 2 LCAMal e 17 RLCAMal) oppure ancora se poi uno o più di essi abbiano intenzione dì rinunciarvi od altro”.

La decisione rammenta quindi che per determinare il diritto alla RIPAM dell’assicurata la Cassa “necessita di avere accesso anche alle informazioni personali e finanziarie dei genitori, le quali però non le sono state fornite nonostante i vari solleciti e la diffida del maggio u. s., dapprima perché la reclamante ha sostenuto che i genitori non "consentono di avere accesso ai loro dati” (lettera datata 17 febbraio 2022) ed in seguito perché ha contestato la necessità di doverle fornire, sostenendo che i famigliari non hanno avanzato richieste di RIPAM rispettivamente non fanno parte della sua unità di riferimento”.

Richiamando i limiti del principio dell’accertamento d’ufficio e l’obbligo di collaborare che spetta all’assicurato, la Cassa ritiene di non “poter emanare una decisione di merito decidendo solo sulla base degli atti”.

1.5. Con ricorso 20 febbraio 2022 (doc. I) l’assicurata impugna la decisione su reclamo della Cassa evidenziando come, erroneamente a suo avviso, la Cassa l’abbia considerata persona in prima formazione (con la conseguenza di far capo all’UR famigliare) e non invece persona che si è già formata (Bachelor) e che, per sua scelta, ha deciso di svolgere altri studi in ambito diverso da quello della prima formazione. Il B A conseguito le permetterebbe poi di “iniziare un’attività lavorativa e fa decadere qualsiasi obbligo contributivo di diritto civile dei suoi genitori”. Nelle sue conclusioni l’assicurata postula l’annullamento del provvedimento impugnato e che sia fatto obbligo alla Cassa di entrare nel merito della sua richiesta di RIPAM.

Il ricorso è stato notificato alla Cassa cantonale di compensazione il 21 febbraio 2023 (doc. II) con l’assegnazione del termine fissato dalla legge per la presentazione della risposta di causa e la produzione degli atti completi.

Con risposta dell’8 marzo 2023 l’amministrazione si limita a confermare il proprio provvedimento e postula la reiezione del ricorso (doc. III).

1.6. Alle parti è stata concessa la possibilità di ulteriormente esprimersi e di domandare l’acquisizione di nuove prove (doc. IV del 9 marzo 2023). In assenza di reazione, il 23 maggio 2023, il giudice delegato ha indetto un’udienza di discussione inizialmente fissata per il 18 luglio 2023 e, successivamente, posticipata al 25 luglio 2023 (doc. V e VI). L’assicurata, come per tutti gli atti della procedura, ha delegato il padre __________ a rappresentarla anche all’udienza (doc. VII). Mediante scritto del 17 luglio 2023 (doc. VIII) il giudice delegato ha comunicato alla giovane ricorrente come la sua partecipazione all’udienza fosse “di rilievo” per gli accertamenti del Tribunale. Prima dell’udienza il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha acquisito informazioni presso il __________, Ufficio del controllo abitanti, relativi ai periodi di domiciliazione della ricorrente nel comune (doc. IX). La collaboratrice dell’Ufficio interessato ha risposto a stretto giro di posta il 19 luglio 2023 (doc. X) comunicando quanto segue:

" Come da vostra richiesta ecco la situazione abitativa della Signora RI 1, __________.1996:

· La Signora è domiciliata ad __________ dal 01.01.2002

· Nel settembre 2017 ci aveva richiesto un'autorizzazione di

soggiorno a __________ per motivi di studio.

· Al 05 settembre 2022 ci ha contattati per richiedere una nuova

autorizzazione di soggiorno presso il comune di __________ a partire dal 01.09.2022 per motivi di lavoro.

· L'autorizzazione di soggiorno da noi rilasciata scadrebbe al

31.08.2023 e fino ad ora non ce ne ha richiesta una nuova.

Per quanto ci risulta il domicilio è sempre stato ad __________” (doc. X)

In occasione dell’udienza, nonostante l’invito a comparire personalmente (e la scelta del periodo al di fuori dei corsi e degli esami universitari), RI 1 non si è presentata ma è stata rappresentata dal padre. In quella sede è stato verbalizzato quanto, per completezza, occorre riportare qui di seguito:

" In questa sede il Giudice mette in evidenzia che l’eventuale riconoscimento di una riduzione dei premi potrebbe avere quale correlato il mancato riconoscimento per la deduzione dei figli agli studi a livello fiscale. Il rappr. della ricorrente rileva come tale deduzione sia effettivamente ammessa fino ai 28 anni ma se compiuti nel corso dell’anno la deduzione non è più riconosciuta dall’UT competente.

La ricorrente tramite il rappr. ricorda come la sua formazione abbia avuto quale punto focale la storia dell’arte cui l’università imponeva di affiancare altre materie per il raggiungimento del n. dei punti necessari al conseguimento del bachelor (180). RI 1 ha deciso su consiglio del padre di seguire dei corsi di diritto …

(…)

È prodotto agli atti un estratto delle note allo stato delle stesse del 3.4.23 da cui si deduce che il Master che la ricorrente intende conseguire all’UNI di __________ è il Master of Arts in Management, Organisation und Kultur.

RI 1 ha quindi seguito i suoi corsi sino alla consegna della sua tesi per la quale è in attesa di avere l’esito.

… il rappr. della ricorrente tende a ribadire che nel caso concreto il punto nodale della questione è quello relativo all’interpretazione del concetto di prima formazione dell’art. 11 del regolamento ritenendo la ricorrente che non si sia più confrontati con una prima formazione per il cambio di ambito di studio intervenuto e perché con il conseguimento di un BA la persona ha ottenuto un diploma di fine formazione sufficiente ed adeguato per lo svolgimento di un’attività lavorativa. Il Master costituisce un titolo di fascia superiore non necessario quale un dottorato.

Viene acquisito agli atti il sistema delle alte scuole svizzere reperito sul sito www.swissuniversities.ch.” (doc. XI)

Va rilevato qui, a proposito della deduzione fiscale per figli agli studi nella partita fiscale dei genitori della ricorrente, come RI 1 sia nata nel 1996 e compirà 28 anni soltanto nel 2024, e non certo nel 2022 anno del richiesto sussidio, con la conseguenza che la deduzione è ammissibile per l’anno 2022 a livello fiscale come indicato nelle considerazioni di diritto.

Per completare l’istruttoria il 27 luglio 2023 il giudice delegato si è rivolto alla Conferenza svizzera delle scuole universitarie, Divisione della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI qui di seguito), con un lungo scritto nel quale, dopo avere contestualizzato la ragione della richiesta di informazioni, ha rilevato in particolare come:

" (…) Il Tribunale deve accertare se, per una giovane donna che ha frequentato l’Università di __________, conseguendo il Bachelor of Arts (BA) in storia dell’arte e legge (Kunstgeschichte und in Rechtswissenschaft), e che abbia poi continuato, senza interruzione, i suoi studi all’Università di __________, seguendo i corsi per ottenere un Master of Arts in Management, Organisation und Kultur, si possa ritenere che, con l’ottenimento del BA, abbia concluso la sua prima formazione.

(…)

La Dichiarazione di Bologna prevede il sistema duale (Bachelor/Master, fatto salvo il dottorato di ricerca) recepito nell’Ordinanza del Consiglio delle scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento nelle scuole universitarie svizzere del 29 novembre 2019 che precisa come l’ammissione allo studio di master presupponga il conseguimento di un diploma di bachelor di una scuola universitaria o di un altro istituto accademico oppure un diploma di bachelor di una scuola universitaria estera equivalente, riconosciuta o accreditata nel Paese d’origine (art. 4 Ordinanza), fatte salve le restrizioni all’ammissione valide per tutti i candidati agli studi rispettivamente quelle dell’art. 9 Ordinanza. La Conferenza svizzera dei rettori delle scuole universitarie, come rammenta l’art. 8 dell’Ordinanza citata, elabora e pubblica la lista degli indirizzi di studio delle università cantonali e dei politecnici federali in cui sono definiti i cicli di studio di bachelor e i corrispondenti cicli di studio di master consecutivi. Per l’art. 9 Ordinanza i titolari di un diploma di bachelor di una scuola universitaria o di un altro istituto accademico sono ammessi allo studio di master di un altro tipo di scuola universitaria in un indirizzo affine secondo la lista di concordanza, anche in questo caso reperibile nel sito delle swissuniversities.

(…)

La materia è ora retta dai principi espressi in https://www.swissuniversities.ch/themen/zulassung/durchlaessigkeit-zwischen-hochschultypen e comunque lasciata per grossa parte alla valutazione delle Università interessate sulla base di 11 principi di base.

Alla luce di quanto precede Le chiedo cortesemente di volermi indicare, visto che il sistema universitario svizzero permette di conseguire un Bachelor in una materia e seguire poi corsi per il conseguimento di un Master in un’altra con il vincolo dell’affinità delle materie (espresso dall’art. 9 cpv. 1 Ordinanza), se siano imposti dal Vostro Ufficio, in applicazione dell’Ordinanza citata, criteri minimi per stabilire l’affinità …” (doc. XII)

All’autorità interpellata sono stati posti ulteriori quesiti (che, dove necessario, saranno ripresi in corso di motivazione). Al segretariato degli studi universitari dell’Università di __________ (doc. XIII del 27 luglio 2023 e doc. XIV in lingua tedesca di medesimo tenore) sono pure state poste domande relative all’affinità degli studi di Bachelor e di Master, in particolare:

" … chiedo cortesemente di indicarmi se, conformemente alla Verordnung des Hochschulrates über die Koordination der Lehre an den Schweizer Hochschulen vom 29. November 2019 (art. 9 abs. 1: “I titolari di un diploma di bachelor di una scuola universitaria o di un altro istituto accademico sono ammessi allo studio di master di un altro tipo di scuola universitaria in un indirizzo affine secondo la lista di concordanza”), tra il Bachelor conseguito a __________ dalla signora RI 1 e il Master che la stessa sta ottenendo presso l'Uni __________ vi sia affinità o meno e le ragioni per le quali questa affinità è stata riconosciuta. (…)” (doc. XIII)

Le risposte dell’Università di __________ (doc. XVII è giunta il 5 settembre 2023 mentre quella della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI è pervenuta il successivo 19 settembre 2023 (doc. XIX).

Le parti sono state invitate a formulare le loro osservazioni in merito (doc. XVIII e XXI) ed il 6 ottobre 2023 la ricorrente si è espressa in merito, specie con riferimento al concetto espresso da SEFRI secondo cui “per quanto riguarda le università l’ottenimento del Master è considerato come prima formazione”, asserzione che la ricorrente ritiene priva di sostrato giuridico. D’altra parte, d’avviso della ricorrente è di rilievo che, dopo il conseguimento di un BA (come indicato dai rappresentanti della Cassa), se un assicurato segue un altro corso di Bachelor non è più considerato nell’ambito della famiglia.

Da qui la ricorrente deduce che il suo BA le permetteva di essere considerata quale persona sola avendo anche lavorato durante gli studi di Master presso la __________. RI 1 contesta poi il dire della vice direttrice del SEFRI per cui solo chi è in possesso del diploma di Master possa accedere al mondo del lavoro.

Con riferimento invece alle risposte dell’Uni __________ la signora RI 1 (sempre per mano del padre) ritiene che se essa è stata ammessa a quei corsi universitari perché ottemperava le condizioni necessarie.

L’atto è stato trasmesso alla Cassa (doc. XXIII del 28 novembre 2023) per eventuali osservazioni.

considerato in diritto

in ordine

2.1. A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia di riduzione dei premi dell’assicurazione contro le malattie (materia di competenza cantonale siccome retrocessa dal legislatore federale, come rammenta la dottrina; sul tema della riduzione dei premi si veda: Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016). Affinché il ricorso sia ricevibile la decisione deve essere resa dall’amministrazione interessata (la Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG Ufficio delle prestazioni) a seguito del reclamo dell’assicurato. In altri termini non è la decisione formale resa dall’amministrazione che può fare l’oggetto di un diretto ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni, ma unicamente la decisione che segue il reclamo dell’assicurato.

2.2. Alla procedura non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte genera-le del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66”.

nel merito

2.3. Oggetto del contendere è il diritto dell’assicurata qui ricorrente di ottenere la RIPAM 2022 che la Cassa le ha negato considerandola membro dell’unità di riferimento (UR qui di seguito) della sua famiglia d’origine siccome in prima formazione. Più specificatamente è la correttezza della decisione della Cassa che ha ritenuto non ammissibile la domanda di RIPAM 2022 di RI 1 per la carenza di produzione della documentazione relativa agli altri membri dell’UR, e quindi per una mancata collaborazione all’accertamento dei fatti.

2.4. Come ricordato in recenti giudizi relativi alla riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (si vedano le STCA 36.2023.25 del 27 novembre 2023, 36.2022.21 del 13 giugno 2022, 36.2021.14 del 19 aprile 2021, 36.2021.8 del 22 marzo 2021 e 36.2023.25 del 27 novembre 2023 di cui si riportano - qui di seguito - i passaggi rilevanti per la comprensione della materia) vale la pena di evocare, seppure brevemente, alcuni capisaldi della materia che, con il 2012 prima, e nel 2015 poi, ha subito un’importante modifica, rispetto ai precedenti paradigmi, ad opera del legislatore cantonale.

Il legislatore ha, infatti, stabilito un sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale. La precedente normativa aveva infatti mostrato talune lacune e, soprattutto, la novella ha voluto ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale voluti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAMal, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1, per maggiori dettagli si veda: Ranzanici, tesi citata, capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno previsto di rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

Le norme più recenti tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185,134 I 313 e 145 I 26 c. 3.2. e 3.3.) e compete al Cantone non solo fissare le procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.

Con le norme introdotte nel 2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.). Importante è ancora rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.

2.5. Tra i criteri necessari per determinare il diritto alla RIPAM vi è il reddito. Il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR (unità di riferimento) è il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata partendo dai dati fiscali) che si stabilisce partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.

L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici, op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.).

Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili sia per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda Ranzanici, op. cit., n. 826, p. 433, capitolo 14.8.6). Come rammentato nelle STCA 36.2023.25 del 27 novembre 2023, 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. È possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali".

L’amministrazione prescinde (così come il Giudice) dai dati fi-scali in casi eccezionali, che le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal). In tali costellazioni è eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione. Sia l’amministrazione sia il Tribunale cantonale delle assicurazioni, se non dati gli estremi del regolamento (art. 14), debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000). Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate. Secondo le norme vigenti la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche: Ranzanici, op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

2.6. Per completezza va rammentato ancora che, per fissare l’importo della riduzione del premio da riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM accertato in base alle norme va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento (Ranzanici, op. cit., capitolo 14.10. p. 448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.

2.7. Come anticipato nelle considerazioni precedenti la Cassa prescinde dal rifarsi ai dati previsti nella tassazione di riferimento quando gli stessi non siano attuali in seguito a eventi specificatamente previsti dal regolamento di applicazione della LCAMal. In particolare (come evocato nella STCA 36.2019.52 del 26 agosto 2019) in situazione di vedovanza.

L’art. 14 RLCAMal prevede, al suo capoverso 1, l’obbligo (per l’imposizione voluta dall’esecutivo cantonale con l’espressione: “Il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente nei seguenti casi”) per l’amministrazione di procedere alla determinazione del diritto alla riduzione dei premi senza far capo ai valori ritenuti nella tassazione, in caso di

" a) persone soggette all’imposta alla fonte e persone soggette

all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera;

b) persone domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

c) persone sole conformemente all’art. 11 capoverso 1 che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione;

d) decesso del coniuge o del partner registrato;

e) divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;

f) cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione, pensionamento, infortunio, malattia, maternità o paternità, riqualificazione o perfezionamento professionale.”

Il regolamento (art. 14 cpv. 2) prevede poi altre ipotesi in cui, a richiesta dell’assicurato o dell’UR, il reddito di riferimento è determinato sulla scorta della situazione finanziaria e familiare più recente. Le ipotesi sono le seguenti:

" 2La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:

a) cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;

b) diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

c) diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

d) diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

e) diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie.”

La norma prevede ulteriormente che:

" (…)

3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.

4I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG.

5Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito determinante.”

In particolare, dunque, nell’ipotesi della diminuzione del reddito conseguito comunicato all’amministrazione la Cassa procede alla determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono l’unità di riferimento.

2.8. Va ancora evidenziato come, a norma dell’art. 40 LCAMal, annualmente il Consiglio di Stato stabilisce il periodo fiscale determinante per l’acquisizione dei dati di base; i premi medi di riferimento; la costante applicabile alle unità di riferimento con figli e alle unità di riferimento senza figli (ritenuto quanto indicato all’art. 32a cpv. 2 a 4 LCAMal) e il coefficiente cantonale di finanziamento (ritenuto tuttavia il parametro di cui all’art. 37 LCAMal).

Per il 2022 l’Esecutivo cantonale ha stabilito come segue le basi di calcolo per le riduzioni di premio nell’assicurazione malattie che ha definito come segue: il periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è quello relativo all’imposta cantonale per l’anno 2019; il premio medio di riferimento, per gli adulti, è di CHF 6'000, per i giovani adulti CHF 4'594, per i minorenni CHF 1'379. La costante per il calcolo del reddito disponibile massimo è stata stabilita, per le unità di riferimento senza figli, nel 3.8 e per le unità di riferimento con figli nel 4.7.

2.9. Per verificare il diritto di RI 1 di beneficiare della riduzione dei premi, occorre accertare se l’amministrazione ha, correttamente, o meno, considerato la composizione dell’UR nel caso concreto facendo riferimento al nucleo famigliare del padre (e rappresentante) e della madre della ricorrente. Nel caso concreto la Cassa ha escluso che la ricorrente possa essere ritenuta quale persona sola.

2.10. L’UR è concetto descritto nelle considerazioni che precedono, l’art. 26 cpv. 2 LCAMal prevede che di regola “è costituita dall’unità riconosciuta ai sensi del diritto fiscale”. Dal canto suo l’art. 27 LCAMal specifica invece il caso particolare, anche se frequente, delle persone sole economicamente dipendenti.

Per l’art. 27 LCAMal “le persone sole maggiorenni senza figli, di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), del 5 giugno 2000, sono incluse nell’unità di riferimento da cui dipendono economicamente”, a questo proposito la dottrina (Ranzanici, tesi citata, n. 709, p. 373) precisa che la “differenza, … , risiede nel considerare quali componenti l’UR non solo i coniugi (con gli eventuali figli sino al compimento del diciottesimo anno d’età) ma anche, laddove ve ne siano, i figli maggiorenni se a carico della famiglia siccome in formazione. L’UR è quindi un concetto più ampio rispetto alla famiglia del precedente diritto”, lo stesso autore ricorda poi (n. 713 p. 375) che “nell’unità anche i figli maggiorenni in formazione o comunque con introiti limitati, ma solo sino all’età di 30 anni. Con questa norma viene realizzata la volontà politica di favorire le famiglie comprendendo nelle stesse i figli maggiorenni, ed oggi sono la maggior parte, che seguono formazioni professionali che si protraggono nel tempo”, questa integrazione tende a considerare l’onere che i figli in formazione causano alla famiglia (comportando il loro mantenimento generalmente degli oneri).

La fissazione da parte del legislatore di un’età certamente avanzata (30 anni) e francamente scollegata da altri limiti d’età che fondano riconoscimento di prestazioni o deduzioni fiscali (nella nota 1170 a p. 376, alla marginale 715, Ranzanici evidenzia come: “I 30 anni costituiscono un’età disarmonica rispetto al diritto fiscale per cui la possibilità di dedurre il mantenimento in favore di un figlio in formazione può avvenire sino al compimento dei 28 anni (art. 34 cpv. 1 lett. a LT). La LAVS prevede poi il pagamento del contributo minimo di legge per gli studenti sino al compimento dei 25 anni (art. 10 cpv. 2 lett. a LAVS), od ancora l’art. 25 cpv. 5 LAVS riconosce il diritto alla rendita per orfani ai figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti”) è attenuata da una serie di condizioni d’esclusione rigorose, come detto, da un lato, l’età del / della giovane in formazione (i 30 anni) e il fatto che il / la giovane sia una persona sola (e non abbia un proprio nucleo famigliare), in terzo luogo il / la giovane deve dipendere in maniera effettiva economicamente dalla famiglia. In queste costellazioni la persona interessata può certamente conseguire dei redditi (assurda sarebbe l’imposizione del contrario) ma gli stessi devono essere limitati, si deve trattare di importi inferiori al “limite di fabbisogno esistenziale definito” dalla Laps. Come rammenta la dottrina citata “Questo importo, nel Messaggio di accompagnamento, è definito quale reddito limite per sopperire al fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps e costituisce un parametro riconosciuto di minimo vitale, al di sotto del quale sussiste il diritto ad un intervento sociale di complemento” (Ranzanici, p. 376, alla marginale 715).

Gli importi del fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) assommavano, nel 2022, a CHF 17'739 (come si desume anche dalle istruzioni per la richiesta della RIPAM 2022 (https://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/IAS/pdf/opuscoli/Istruzioni_per_la_richiesta_di_riduzione_individuale_del_premio_2022.pdf).

2.11. La ricorrente, per il tramite del padre, sostiene di dovere essere considerata quale persona sola e non membro dell’UR composta dalla sua famiglia, siccome avrebbe completato la sua formazione universitaria mediante il conseguimento del Bachelor presso l’Università di __________. I suoi studi, senza soluzione di continuità, presso l’Università di __________, in materia di economia con attinenza alla storia dell’arte oggetto del BA conseguito, costituirebbero altra formazione. RI 1 si ritiene indipendente economicamente nella misura in cui lavorava parzialmente durante gli studi universitari e per il resto farebbe capo, come sostenuto dal padre in sede di udienza (doc. XI) a prestiti di danaro dei genitori (di cui non è comunque stata provata la dazione nonostante l’invito a produrre prove a più riprese formulato in corso d’istruttoria, specie si veda il doc. IV). Agli atti non è stata consegnata alcuna girata bancaria, alcuna ricevuta, alcun accredito d’altro tipo, nessun contratto di mutuo in cui siano previste somme, interessi e modalità di restituzione del debito.

2.12. Come indicato occorre stabilire, in concreto, se la ricorrente debba essere considerata una persona sola economicamente indipendente a norma dell’art. 27 LCAMal. L’art. 27 cpv. 2 LCAMal rinvia al regolamento per la disciplina dei particolari. A norma dell’art. 11 RegLCAMal:

" 1Una persona è economicamente dipendente se cumulativamente:

a) non supera i 30 anni;

b) non è coniugata;

c) non ha figli a carico;

d) il totale dei redditi registrati nella tassazione fiscale determinante è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della Laps.

2La persona di cui al capoverso 1 è inclusa nell’unità di riferimento se, al momento della presentazione dell’istanza di riduzione di premio, è in prima formazione secondo quanto previsto dalla Laps.

3 ….” (sottolineatura del redattore)

Il rinvio alle norme della Laps impone esame di tali norme e della prassi sviluppata da questa Corte in quel contesto.

2.13. Per compiutamente inquadrare il tema giuridico qui all’esame occorre approfondire gli sviluppi della giurisprudenza di questa Corte nell’ambito dei campi giuridici in cui sono applicabili le norme della LAPS, ossia gli art. 4a LAPS e 2 RLAPS, cui le norme della LCAMal e del relativo regolamento citate in precedenza rinviano.

Le norme citate hanno il seguente testo:

" Art. 4 L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;]

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.”

Dal canto suo l’art. 2 RLAPS così definisce le persone economicamente dipendenti:

" Art. 2 Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d)perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.”

Questa Corte, in una sentenza di principio datata 25 agosto 2011 emessa nell’ambito di una vertenza avente per oggetto prestazioni sociali rette dalla LAS (STCA 42.2011.4 pubblicata in RtiD I-2012 N. 9 pag. 28), ha esaminato la questione relativa all’assunzione dei costi di una seconda formazione da parte dell’assistenza sociale ricordando in particolare, dopo avere evocato i principi relativi alle prestazioni in caso di prima e di seconda formazione previste dalle direttive COSAS, che, di principio le seconde formazioni non sono prese a carico. In quel caso il Tribunale cantonale delle assicurazioni aveva osservato come:

" (…) In concreto, anche qualora il ricorrente non potesse reperire un’attività lavorativa in virtù del Master – Baccellierato in teologia che gli consenta di ottenere un guadagno che copra il suo fabbisogno, i presupposti per riconoscere la copertura di una seconda formazione da parte dell’assistenza sociale (cfr. consid. 2.4.) non sono adempiuti.

In primo luogo, l’ulteriore percorso formativo che il ricorrente ha intrapreso dopo aver ottenuto il Master in Teologia non è evidentemente di breve durata. In effetti il master in diritto comparato delle religioni si svolge su due anni (cfr. consid. 2.5.).

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha escluso quindi che un secondo Master universitario potesse rientrare in un concetto di prima formazione.

Con giudizio 42.2011.3 del 17 ottobre 2011 il TCA, richiamato il principio della sussidiarietà, ha confermato il diniego del diritto alle prestazioni assistenziali deciso dall’USSI nel caso di una persona - nata nel 1981 - che aveva conseguito il certificato di capacità nel settore della vendita e che in un secondo tempo aveva iniziato un Bachelor in conservazione e restauro. Questa Corte ha, in effetti, ritenuto che la prima formazione della ricorrente permettesse l’accesso a molteplici occupazioni atte a conseguire un reddito sufficiente per vivere.

Con decisione del 13 marzo 2014 (STCA 42.2013.22) una giovane donna, che aveva conseguito una licenza universitaria in diritto (equiparata ad un Master), domandava l’aiuto sociale per eseguire il praticantato ed ottenere, dopo il superamento degli esami, la patente di avvocato del Cantone Ticino. In quel giudizio il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha fatto ampio rinvio alla STCA 42.2011.4 (citata in precedenza) ed ha richiamato la più autorevole dottrina in materia (C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, Helbin & Lichtenhahn, Basilea 2011 rispettivamente F. Wolfers: Fondements du droit de l’aide sociale, ed. Paul Haupt, Berna-Stoocarda-Vienna, 1995). La decisione conclude per l’eccezionalità di una presa a carico, da parte dell’assistenza sociale, di una seconda formazione e del mancato adempimento in concreto dei presupposti per assecondare la richiesta. Il TCA ha negato infatti che il conseguimento della patente d’avvocato costituisse il prosieguo di una prima formazione poiché, con il titolo di MLaw, il mercato offre molteplici possibilità di sbocchi lavorativi (consid. 2.8.). In quel giudizio questa Corte ha ritenuto che “la formazione completa in diritto come quella conseguita dall’insorgente (Bachelor + Master) apre una vasta gamma di possibilità” di lavoro.

Sempre con riferimento alla formazione giuridica la STCA 42.2013.22 (sempre al consid. 2.8.) richiama due sentenze dell’Alta Corte (in tema di aiuto sociale), la STF 8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 con cui il TF ha rinviato gli atti alla Corte cantonale per il caso di un titolare di master in diritto che stava svolgendo una pratica legale dopo un’interruzione della pratica stessa per un certo periodo. Con sentenza 8C_633/2013 del 30 dicembre 2013 l’Alta Corte ha confermato di nuovo il diniego delle prestazioni assistenziali pronunciato dall’amministrazione dopo avere preso conoscenza delle ricerche di lavoro intraprese dall’insorgente (imposte a seguito della STF 8C_787/2011).

Nella STCA 42.214.9 dell’8 ottobre 2014 si trattava di una persona, che aveva postulato prestazioni assistenziali, che si era iscritto ad un Master all’Università dopo avere conseguito però una prima formazione universitaria ed avere accumulato un’esperienza lavorativa a livello internazionale di una decina d’anni. In questo caso il ricorso è stato respinto con riferimento, tra altro, alla sentenza di principio (citata in precedenza) 42.2011.4 del 25 agosto 2011.

Relativamente alla nozione di prima formazione, nella STCA 42.2015.4 del 5 novembre 2015, pubblicata in RtiD II-2016 N. 4 pag. 23 segg. questo Tribunale ha stabilito che l’unità di riferimento di una richiedente prestazioni assistenziali ordinarie dall’ottobre 2014, contrariamente a quanto deciso dall’USSI, era composta anche del figlio, in quanto quest’ultimo doveva essere considerato economicamente non indipendente. In effetti il figlio maggiorenne di meno di 30 anni, non sposato, né legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione registrata e senza figli era ancora in prima formazione. La prima formazione non era stata interrotta per più di 24 mesi, siccome tra l’agosto 2011, quando, conseguendo l’attestato federale di capacità quale impiegato di commercio con profilo esteso E, aveva concluso una formazione di livello secondario 2 corrispondente a prima formazione ex art. 2 cpv. 2 lett. b Reg. Laps, e il settembre 2013, allorché aveva iniziato il corso di maturità professionale commerciale, poi ottenuta a fine giugno 2014, anch’essa facente parte della formazione secondaria 2, aveva svolto due corsi linguistici all’estero della durata di 12 o più settimane di 25, rispettivamente 30 ore alla settimana che costituiscono un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello 2 previsto dall’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg. Laps quale prima formazione. Inoltre, anche dopo l’ottenimento nel giugno 2014 della maturità professionale, il figlio, frequentando un ulteriore corso linguistico intensivo all’estero della durata di circa 8 mesi con 25 lezioni alla settimana, aveva effettuato un perfezionamento linguistico ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg. Laps.

In quel giudizio (considerandi 2.2. e 2.3.) questa Corte aveva ripercorso i lavori preparatori rilevando come:

" Relativamente al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:

1Una persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…”

Come appena visto, per gli art. 4 Laps e 2 Reg.Laps, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è composta anche dei figli maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti, ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati, legalmente divorziati, separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati da un’unione domestica registrata, non hanno figli e sono in prima formazione.

Nel Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to 7.1. in relazione alla definizione dell’unità economica di riferimento il Consiglio di Stato ha indicato che:

" (…) Sono attribuiti alla medesima unità economica di riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo da avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza economica anche se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già considerati autonomi e indipendenti dai genitori.

Non appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque obblighi di mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente indipendenti. Si intendono i figli maggiorenni che non sono in formazione e che esercitano un’attività lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non esercitando un’attività lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due anni.

(…)” (cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm)

Dal Rapporto del 4 aprile 2000 (della) Commissione della gestione e delle finanze sul citato Messaggio, p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue:

" L’unità economica di riferimento è la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni.

Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di riferimento.

Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di una o più prestazioni.

(…)

Va sottolineato che i figli sono economicamente indipendenti se:

a) non sono in formazione ed esercitano un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta per due anni;

b) hanno più di 35 anni. Il criterio dei 35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di riferimento;

c) sono coniugati e uno dei coniugi ha un reddito minimo o più di 35 anni;

d) hanno figli.

(…)

Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).

Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia).

Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:

  • non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);

  • hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni (indipendenza di fatto);

  • hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma (indipendenza di fatto);

  • hanno figli (indipendenza di fatto);

  • sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).

(…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)

Durante la seduta del Gran Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).

Nel Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:

" (…) Accertare l’unità economica di riferimento presuppone di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.

(…)

Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne “economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.

Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito di definire quel concetto.

Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla situazione finanziaria di genitori e figli assieme.

La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista dell’applicazione operativa della legge. (…)

(…), un figlio maggiorenne è indipendente dai genitori, ai sensi della Laps, se: (…) ha già concluso la “prima formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.

La soluzione proposta risponde alle esigenze di aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:

-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione” (concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette la traduzione in un algoritmo del programma informatico);

-qualora una persona di meno di trent’anni, non sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che è coerente con l'art. 277 CCS;

-se invece quella persona non fosse più in prima formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in corso.

Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps per un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera dell’azione sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia imposta, ma sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre riservate le disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste dalle singole leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio Laps del 1. luglio 1998).

(…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)

Infine, dal Rapporto dell’11 giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio 13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:

" (…) L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di “economicamente indipendente”.

La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4 aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”.

Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure ha figli.

Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha figli ed è in prima formazione. (…)” (www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)

La Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13 e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali - Laps).”

Ripercorrendo i lavori preparatori, questa Corte ha voluto porre in evidenza i criteri che il legislatore ha ritenuto per stabilire il concetto di prima formazione e che sono poi stati concretizzati nel capoverso 2 dell’art. 2 RLAPS il cui testo è il seguente:

" Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c)terziario di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d)perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.”

Aspetti, questi, oggetto di ulteriori approfondimenti nelle considerazioni seguenti.

Sempre con riferimento alla prassi del TCA in merito all’assistenza sociale in presenza di una prima formazione (o meno) va citato il giudizio del 16 agosto 2021 (STCA 42.2021.24) in cui i concetti esposti sono stati nella loro sostanza ribaditi.

2.14. Anche nell’ambito degli assegni di famiglia questa Corte si è più volte chinata sul tema della prima formazione e delle norme Laps che ne stanno alla base. In quest’ambito va citata in particolare la STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg. In quel caso il TCA ha deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) dovesse essere, o meno, considerato nell’unità di riferimento dei genitori non si potesse prescindere dall’esame della sua situazione economica.

Il TCA ha, in primo luogo, rilevato come, dai lavori preparatori delle norme, si evinca che per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps ci si debba riferire all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata (cpv. 2) che fa riferimento alla situazione finanziaria che costituisce un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento.

In secondo luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art. 277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio sostentamento. In tale ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC. Infatti, qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento. Tuttavia l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.

Questa Corte ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost.

Sempre nell’ambito di una procedura avente per oggetto assegni famigliari (STCA 39.2023.3 del 21 agosto 2023) questo Tribunale ha, al consid. 2.8., evidenziato come:

" In relazione alla prima formazione, va osservato che per formazione di livello secondario 2 secondo l’art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps (cfr. consid. 2.3.) si intende la formazione professionale di base che interviene al termine del ciclo della scolarità obbligatoria successivo alle scuole elementari e alle scuole medie (livello secondario 1; cfr. www.sbfi.admin.ch/diploma; STCA 42.2015.4 del 5 novembre 2015 consid. 2.7., pubblicata in RtiD II 2016 n° 4 pag. 23 seg. e menzionata al consid. 2.3.).

Il livello secondario 2 si snoda su due grandi assi. Da un lato, la formazione professionale di base che sfocia nel conseguimento di un attestato federale di capacità (AFC) o su un certificato federale di formazione pratica (CFP). Dall’altro, le formazioni generali che riuniscono i programmi che portano alla maturità (liceale, professionale e specializzata) come anche una formazione di cultura generale. Le formazioni transitorie e complementari completano l’offerta del livello secondario 2 (cfr. https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/formazione-scienza/persone-formazione/livello-secondario-II.html).

(…)

La direttiva “Comunicazione Laps 01/2023” relativa alla prima formazione emessa dall’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) prevede che non si tratti di prima formazione quando la formazione dura da un numero di anni superiore a quanto previsto legalmente aumentato di due anni.

A titolo di paragone è utile rilevare che l’art. 49bis cpv. 1 OAVS, che regolamenta il diritto alla rendita per orfano (art. 25 LAVS) o alla rendita completiva per figlio (art. 35 LAI) per i figli che intraprendono una formazione, disciplina che un figlio è ritenuto in formazione se segue un ciclo di formazione regolare e riconosciuto giuridicamente o perlomeno di fatto e, sistematicamente e per la maggior parte del suo tempo, si prepara a un diploma professionale o acquisisce una formazione generale che funge da base per diverse professioni.

In una sentenza 9C_647/2014 del 15 gennaio 2015 consid. 4.2. il Tribunale federale, nell’ambito del diritto a una rendita completiva per figlio in formazione, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

“(…) A défaut de disposition légale particulière sur la notion de formation, il convient de se référer à la jurisprudence en la matière. Constitue une formation, au sens de la jurisprudence, toute activité qui a pour but de préparer de manière systématique à une future activité lucrative, comme par exemple la maturité professionnelle (cf. ATF 108 V 54 consid. 1c p. 56). Pour admettre l'existence d'une préparation systématique à une future activité, il ne suffit pas que l'intéressé suive d'une manière purement formelle les écoles et cours pratiques prescrits à cet effet. La préparation systématique au sens de la jurisprudence suppose, bien plutôt, que la personne concernée suive la formation avec tout le zèle que l'on peut objectivement attendre d'elle, afin de l'achever avec succès dans des délais normaux. Si l'intéressé a besoin d'une période de formation bien plus longue que la moyenne ou s'il subit un échec, on ne saurait inférer de ces seules circonstances qu'il n'a pas fait preuve du zèle nécessaire pour accomplir sa formation. Un échec et une longue période de formation peuvent en effet aussi être dus à des aptitudes insuffisantes, ce qui n'exclut alors pas d'emblée un investissement suffisant de la part de la personne concernée. Ces circonstances constituent cependant des indices de l'engagement de l'intéressé, qui doivent être pris en considération et faire l'objet d'une appréciation globale, avec l'ensemble des autres éléments de fait (ATF 104 V 64 consid. 3 p. 67 s.; cf. arrêt 9C_674/2008 du 18 juin 2009 consid. 2.2).”

In concreto la questione di sapere se il tirocinio del convivente della ricorrente sia ancora da considerare, nonostante l’inusuale durata dello stesso, quale prima formazione non merita di ulteriori approfondimenti.

Il medesimo, infatti, non è comunque in prima formazione, ritenuto che è incontestato che il medesimo nel corso del 2022 ha interrotto l’attività lavorativa (cfr. consid. 2.6.) e che non risulta averla ripresa.

Pertanto in casu il computo del reddito ipotetico ex art. 52 cpv. 2 Laf non può essere escluso in virtù dell’art. 22 Reg.Laf.”

2.15. Nell’ambito della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie questa Corte si è chinata sul tema qui all’esame con la STCA 36.2018.2, in particolare nelle considerazioni del punto 2.8 e 2.9. è stata analizzata la situazione di un giovane che, dopo il conseguimento della maturità, aveva interrotto la sua formazione per svolgere il servizio militare prolungato, iniziando poi gli studi universitari. L’interruzione è stata considerata dalla Cassa tale da fare decadere la prima formazione in applicazione del capoverso 2 dell’art. 2 RLAPS. In quella costellazione il Tribunale, richiamando i principi dedotti dall’applicazione delle norme dell’AVS, dalla LAFam e la relativa giurisprudenza (consid. 2.10), ha considerato come la scelta dell’esecutivo con l’adozione dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS (con riferimento all’interruzione degli studi) vada “pienamente rispettata siccome non è contraria al senso e alla portata delle norme della LCAMal e appare consono allo scopo dell’art. 65 LAMal”. In quel caso, correttamente, la Cassa aveva ritenuto il ricorrente (che seguiva i corsi di Master in diritto all’Università, consid. 1.3. in fine) ancora in prima formazione ma aveva considerato interrotto per un lasso superiore al limite dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS (2 anni) la sua formazione. In quel caso la persona interessata doveva essere considerata persona sola.

Nella STCA 36.2018.76 del 18 marzo 2019 l’amministrazione aveva considerato le figlie della ricorrente come membri dell’UR formata dalla stessa e dalle ragazze, quand’anche la maggiore avesse quasi terminato il suo master in lettere e nonostante lo svolgimento di attività (nel corso degli studi) di insegnamento (supplenze). Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha confermato tale scelta.

2.16. Prima di analizzare gli aspetti fiscali e civili del tema posto dalla formazione dei figli maggiorenni, occorre evidenziare che il Servizio centrale delle prestazioni sociali dell’Istituto delle Assicurazioni sociali ha emanato, nel gennaio 2023, una comunicazione Laps (no. 01/2023, che sostituisce la Direttiva PALS 7/2004) in cui, dopo avere esposto il tenore dell’art. 2 cpv. 2 RLAPS, elenca la descrizione dei livelli di formazione ritenuti, con alcuni esempi. Per completezza va riportata la tabella allestita dall’IAS e ricordata nei lavori parlamentari ripresi in precedenza, che si fonda sull’elenco comprendente formazioni e scuole seguente:

" (…)

Tipo formazione

Codice tipo

Scuola elementare Livello primario: altre formazioni

0 0

Scuola media Livello secondario 1: altre formazioni

1 1

Liceo Liceo artistico Scuola cantonale diploma (ex magistrale) CFP formazione di due anni Livello secondario 2, tipo 1: altre formazioni

2.1 2.1 2.1 2.1 2.1

SCOS-scuola cant. operatori sociali: assistente di cura SCOS-scuola cant. operatori sociali: operatore socioassistenziale Scuola cantonale di commercio Tirocinio in azienda e centro scol. industrie artistiche CSIA Tirocinio in azienda e istituto agrario Mezzana Tirocinio in azienda e scuola media tecnica (SMT) Tirocinio in azienda e scuola prof. artigianale industriale (SPAI) Tirocinio in azienda e scuola prof. commerciale (SPC) Tirocinio in scuola arti e mesteri Bellinzona (SAMB) Tirocinio in scuola arti e mesteri sartoria Biasca Tirocinio in scuola arti e mesteri sartoria Viganello Tirocinio in scuola d’arte applicata CSIA Tirocinio in scuola media di commercio (SMC) Livello secondario 2, tipo 2: altre formazioni

2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2 2.2

Maturità professionale Livello secondario 2, tipo 3: altre formazioni

2.3 2.3

Scuola cantonale in cure infermieristiche Scuola cantonale medico tecnica (SMT) grado diploma Scuola dei tecnici (ST) Scuola dei tecnici dell’abbigliamento (STA) Scuola dei tecnici dell’edilizia (STE) Scuola superiore alberghiera e del turismo (SSAT) Scuola superiore d’informatica di gestione (SSIG) Livello terziario, tipo 1: altre formazioni

3.1 3.1 3.1 3.1 3.1 3.1 3.1 3.1

Alta scuola pedagogica (ASP) Conservatorio della Svizzera italiana Scuola magistrale cantonale Scuola universitaria professionale (SUP) Livello terziario, tipo 2: altre formazioni

3.2 3.2 3.2 3.2 3.2

Scuola politecnica: diploma Scuola politecnica: laurea Università: laurea Università: licenza Livello terziario, tipo 3: altre formazioni

3.3. 3.3 3.3 3.3 3.3

Scuola politecnica: bachelor Scuola politecnica: laurea breve Università: bachelor Università: laurea breve Livello terziario, tipo 4: altre formazioni

3.4. 3.4 3.4 3.4 3.4

Scuola politecnica: biennio dopo la laurea breve (laurea lunga) Scuola politecnica: master dopo il bachelor Università: biennio dopo la laurea breve (laurea lunga) Università: master dopo il bachelor Livello terziario, tipo 5: altre formazioni

3.5 3.5 3.5 3.5 3.5

Perfezionamento linguistico

4

Formazioni post-terziarie (dottorato dopo licenza, PHD, altre)

5

Perfezionamento professionale Riqualifica professionale

6.1 6.2

(…)”

Per valutare, quindi, se la persona maggiorenne, che cumulativamente ha meno di 30 anni, non è sposata, separata legalmente divorziata o vedova, è in prima formazione l’amministrazione ricorre al “seguente algoritmo che presuppone la risposta a 4 domande in sequenza”:

" D1 È attualmente in formazione?

D2 Sono trascorsi più di 24 mesi fra la conclusione o l’interruzione dell’ultima formazione e l’inizio dell’attuale oppure sta seguendo una formazione da un numero di anni superiore alla durata legale + 2?

D3 Di che tipo è la formazione attualmente in corso?

D4 Di che tipo era l’ultima formazione (esclusi eventuali perfezionamenti linguistici) conclusa con successo?

La risposta a queste domande va inquadrata nella tabella qui di seguito riportata sempre dalla medesima Direttiva:

D1

D2

D3

D4

È in prima formazione?

NO

NO

SI

SI

NO

SI

NO

0

SI

SI

NO

1

SI

SI

NO

2.1

SI

SI

NO

5

NO

SI

NO

6.1

NO

SI

NO

6.2

NO

SI

NO

2.2

0, 1, 2.1

SI

SI

NO

2.2

non 0, 1, 2.1

NO

SI

NO

2.3

0, 1, 2.1, 2.2

SI

SI

NO

2.3

non 0, 1, 2.1, 2.2

NO

SI

NO

3.1

0,

  1. 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.1

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.2

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.2

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.3

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.3

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.4

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

3.4

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

SI

NO

3.5

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3, 3.4

SI

SI

NO

3.5

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3, 3.4

NO

SI

NO

4

0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

SI

SI

NO

4

non 0, 1, 2.1, 2.2, 2.3

NO

(…)”

Si annoti qui, sin d’ora, come, per il caso della ricorrente (studi di master che fanno seguito al conseguimento del bachelor in materie connessa a norma dell’art. 9 dell’Ordinanza del 29 novembre 2019 del Consiglio delle scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento delle scuole universitarie svizzere), senza interruzione temporale, ci troviamo nella costellazione di un livello terziario definito con il numero 3.5 di tipo 5 [formazione accademica, secondo ciclo del nuovo modello, esempi: master (biennio dopo il bachelor)”], con in precedenza svolgimento del bachelor BA (numero 3.4). La tabella ritiene (per la risposta “si” alla domanda “È in prima formazione?”) il sussistere di una prima formazione in questa costellazione appunto.

D’altro canto le risposte SEFRI (doc. XIX) appaiono chiare ed illuminanti in merito: il numero di studenti che, conseguito il bachelor, proseguono senza interruzione con gli studi di master è dell’88% poiché una parte di studenti prende un periodo sabbatico prima di iniziare il master (ca. 10%). Il conseguimento del master in seguito al bachelor è scelta che caratterizza il 99% degli studenti in materie tecniche ed il 97% in quelle giuridiche (cui economia può essere, per questi aspetti, apparentata).

2.17. Con riferimento agli aspetti fiscali del tema relativo alla prima formazione occorre qui riferirsi alla recente sentenza della Camera di diritto tributario (CDT) 80.2023.163 del 4 dicembre 2023. In base agli articoli 35 cpv. 1 lett. a LIFD e 34 cpv. 1 lett. a LT, dal reddito netto del contribuente sono dedotti, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi (per l’IC: fino al 28.mo anno di età), al cui sostentamento egli provvede, CHF 6'500 per l’imposta federale diretta (IFD) e CHF 11'100 per l’imposta cantonale. Il diritto civile impone ai genitori l’obbligo di mantenimento che dura fino alla maggiore età del figlio (art. 277 cpv. 1 CC). Se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi (art. 277 cpv. 2 CC). I genitori sono nondimeno liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del suo lavoro o con altri mezzi (art. 276 cpv. 3 CC). Occorre considerare che, per l’educazione di un figlio minorenne, i genitori possono impiegare non solo i redditi prodotti dalla sostanza del figlio (art. 319 cpv. 1 CC), ma anche – laddove ne ricorra la necessità – la sostanza medesima (art. 320 cpv. 1 CC). Ciò vale a maggior ragione per un maggiorenne, dal quale si può pretendere che, prima di chiedere ai genitori il sostegno finanziario per fronteggiare gli studi, faccia capo al proprio patrimonio (cfr. sentenza ICCA n. 11.2013.63 del 30 settembre 2015, consid. 6b; RtiD I-2008 p. 1028 n. 28c, consid. 10b).

Con sentenza del 2 giugno 2016 (DTF 142 V 226, consid. 7.1.), il Tribunale federale ha del resto ribadito che, in ambito civile, il sostegno finanziario da parte dei genitori nei confronti di un figlio maggiorenne si giustifica unicamente laddove il figlio non disponga di sue risorse necessarie per far fronte al proprio fabbisogno corrente e alle spese generate dalla sua formazione, richiamando in particolare l’art. 277 cpv. 2 CC in relazione con l’art. 276 cpv. 3 CC e con riferimento alla STF 5C.150/2005, consid. 4.4 datata 11 ottobre 2005 (FamPra.ch 2006, p. 480). In quella decisione, l’Alta Corte aveva in particolare stabilito che la responsabilità personale del figlio – specie se maggiorenne – prevale sull’obbligo di mantenimento dei genitori (cfr. art. 276 cpv. 3 CC) e sussiste indipendentemente dalla loro situazione finanziaria (cfr. anche Breitschmid in: Basler Kommentar, ZGB I, 5ª ediz., n. 31 ad art. 276 CC). La capacità economica del figlio va dunque considerata anche se i genitori hanno mezzi finanziari sufficienti: quest’ultimo deve perciò provvedere alla sua formazione facendo capo in primo luogo ai propri elementi di reddito e di sostanza (cfr. RtiD I-2008 p. 1028 n. 28c, consid. 10a).

Si annoti ancora, in ottica fiscale, come, in base alla prassi del Tribunale federale, la deduzione per figli a carico secondo l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD non è esclusa per il solo fatto che un figlio maggiorenne in formazione percepisca un reddito proprio e che i genitori sostengano meno del 50% delle spese per il mantenimento e la formazione del figlio. Tuttavia, si richiede che i genitori versino contributi almeno pari all’importo della deduzione sociale e che il figlio maggiorenne dipenda dal contributo di mantenimento. Quest'ultima condizione non si verifica se il figlio maggiorenne è in grado di mantenersi con il reddito del proprio lavoro o con altri mezzi nonostante sia in formazione (sentenza 2C_516/2013 e 2C_517/2013 del 4 febbraio 2014 consid. 2.1 e giurisprudenza citata). In tale contesto occorre prendere in considerazione anche la sostanza del figlio, nella misura in cui la realizzazione della stessa possa essere ragionevolmente richiesta per finanziare il suo mantenimento (Jaques, in Noël/Aubry Girardin [a cura di], CR LIFD, 2ª ediz., Basilea 2017, n. 21 ad art. 35 LIFD; RF 2014 p. 302, consid. 2.1; decisione TF n. 2C_357/2010 del 14 giugno 2011 citata in RF 2011 p. 676, consid. 2.1.).

2.18. Come specificato in precedenza l’art. 2 cpv. 2 RLAPS per gli aspetti qui d’interesse non può prescindere dal riferirsi alle norme civile degli art. (276, 277 e 328 CC) come rammenta la STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg.

Per gli aspetti civili relativi all’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori quando i figli sono in formazione, occorre fare riferimento alla giurisprudenza federale.

In una sentenza del 25 gennaio 2016 (5A_664/2015) il TF così si è espresso sul tema:

" Le devoir d'entretien des père et mère de l'enfant majeur est destiné à permettre au créancier d'acquérir une formation professionnelle, à savoir les connaissances qui lui permettront de gagner sa vie dans un domaine correspondant à ses goûts et à ses aptitudes. La formation tend donc à l'acquisition de ce qui est nécessaire pour que l'enfant puisse faire face par ses propres ressources aux besoins matériels de la vie (ATF 117 II 372 consid. 5b). Elle doit être achevée dans des délais normaux, ce qui implique que l'enfant doit s'y consacrer avec zèle ou en tout cas avec bonne volonté, sans toutefois faire preuve de dispositions exceptionnelles. La loi n'impose pas l'assistance à un étudiant qui perd son temps; il y a lieu d'accorder une importance décisive à l'intérêt, à l'engagement et à l'assiduité que manifeste un enfant à l'égard d'une formation déterminée dont on peut légitimement admettre qu'elle correspond à ses aptitudes. Le retard entraîné par un échec occasionnel de même qu'une brève période infructueuse ne prolongent pas nécessairement d'une manière anormale les délais de formation. Il incombe toutefois à l'enfant qui a commencé des études depuis un certain temps et réclame une pension de faire la preuve qu'il a déjà obtenu des succès, notamment qu'il a présenté les travaux requis et réussi les examens organisés dans le cours normal des études (ATF 117 II 127 consid. 3b et la jurisprudence citée; arrêts 5A_563/2008 du 4 décembre 2008 consid. 4.1; 5C.40/2004 du 5 mai 2004 consid. 4.1). Cette disposition peut également trouver application si l'enfant qui n'a pas reçu de formation professionnelle adéquate et a gagné sa vie pendant un certain temps abandonne momentanément son activité lucrative pour entreprendre des études appropriées, susceptibles d'être achevées dans des délais normaux (ATF 118 II 97 consid. 4a; 107 II 406 consid. 2a). Il n'y a cependant de droit à l'entretien après la majorité que si le plan de formation est déjà fixé avant la majorité au moins dans ses grandes lignes (ATF 127 I 202 consid. 3e; 118 II 97 consid. 4a); on ne saurait prendre en considération des goûts et des aptitudes qui se sont développés exclusivement après la majorité (ATF 115 II 123 consid. 4d). En outre, l'obligation d'entretien n'existe que pour une seule formation professionnelle. Une seconde formation, un perfectionnement ou une formation complémentaire ne sont en principe pas couverts, même s'ils peuvent paraître utiles (ATF 118 II 97 consid. 4a). L'obligation d'entretien peut subsister au-delà de la formation de base, pour une formation complémentaire ou une seconde formation fondée sur la première, si ces compléments ont été envisagés avant la majorité de l'enfant (ATF 107 II 465 consid. 6c).”

Nella STF 5A_476/2022 c. 3 l’Alta Corte ha in particolare sottolineato che:

" L'obligation de subvenir à l'entretien de l'enfant qui n'a pas de formation appropriée à sa majorité doit constituer une solution d'équité entre ce qu'on peut raisonnablement exiger des parents, en fonction de l'ensemble des circonstances, et ce qu'on peut raisonnablement attendre de l'enfant, en ce sens qu'il pourvoie à ses besoins par le produit de son propre travail ou par d'autres moyens (arrêts 5A_246/2019 du 9 juin 2020 consid. 6.1.1; 5A_185/2019 du 26 septembre 2019 consid. 5.1; 5A_97/2017 du 23 août 2017 consid. 9.1; 5A_442/2016 du 7 février 2017 consid. 4.1; 5C.150/2005 du 11 octobre 2005 consid. 4.1). Le juge dispose d'un large pouvoir d'appréciation à cet égard (art. 4 CC; ATF 113 II 374 consid. 2; arrêts 5A_679/2019 du 5 juillet 2021 consid. 11.1; 5A_129/2019 du 10 mai 2019 consid. 2.2).”

La formazione appropriata ritenuta dal legislatore all’art. 277 cpv. 2 CC è diritto che spetta al figlio maggiorenne. L’art. 302 cpv. 2 CC precisa che i genitori devono dare al figlio “un’appropriata istruzione generale e professionale, conforme quanto possibile alle sue attitudini e inclinazioni”. Il concetto di formazione appropriata è interpretato da dottrina e giurisprudenza, in particolare la giurisprudenza ritiene che sia appropriata la formazione che consente al figlio di rendersi indipendente e di guadagnarsi la vita in un ambito che corrisponda ai suoi gusti ed alle sue attitudini (STF 5A_563/2008 consid. 4.1, tra altre). La formazione professionale di base deve permettere al figlio l’uso delle sue capacità al fine di ottenere l’indipendenza finanziaria. Per i giovani che si avviano agli studi superiori la formazione universitaria deve essere considerata quale una formazione professionale. Nel recente passato il compimento degli studi universitari avveniva con il conseguimento della licenza universitaria (in questo senso la DTF 117 II 372 consid. 5b ove l’alta Corte cita: J. Grob, Die familienrechtlichen Unterhalts- und Unterstützungsansprüche des Studenten, tesi Berna 1975, p. 63; R. Reusser, Unterhaltspflicht, Unterstützungspflicht, Kindesvermögen, in Das neue Kindesrecht, Berna 1978, p. 64; B. Schneider, L'obligation d'entretien des père et mère, Fiche juridique suisse 333, p. 6; si veda anche Francesca Ranzanici: L’entretien de l’enfant majeur, Ed. Weblaw, Berna 2011 capitolo 3.1.1.2.). Quest’ultima autrice evoca come, con la riforma degli studi universitari (mediante la riforma di Bologna, sottoscritta dalla Svizzera), nasca il problema a sapere se gli studi siano completati dal conseguimento del Bachelor o del Master universitario. Il sistema prevede oggi un sistema di studi universitari fondato su tre cicli e meglio: il Bacellierato (Bachelor), la maestria (o Master) ed il dottorato (o dottorato di ricerca, PhD). Il Bachelor serve al conseguimento di nozioni dette basilari, generali, riferite alla materia che si è scelta con gli studi. Il Master è un approfondimento delle competenze nell’ambito degli studi scelto. Come rammentano Martin Stettler e Philippe Meier in Droit de la filiation, Tome II: Effets de la filiation (art. 270 à 327 CC), 3a edizione, Shulthess, 2006, pag. 342

" Une formation universitaire a généralement été considérée comme achevée par l'obtention de la licence choisie à l'origine des études; tel ne sera dorénavant le cas qu'au jour de l'obtention de la maîtrise ("master"). Il convient par ailleurs de prêter attention à la combinaison de plus en plus fréquente de deux ou de plusieurs filières d'études liée aux exigences de l'interdisciplinarité, option qui peut éventuellement entraîner un allongement légitime de la durée de la formation.”

Con la precisazione alla nota 1237 che

" Même si la délivrance du baccalauréat ("bachelor") correspond à l'achèvement d'un cycle de formation, il ne s'agit, dans la majorité des cas, que d'une étape intermédiaire du parcours universitaire supérieur.”

In una sentenza del 2009 (5A_613/2008 del 15 luglio 2009) il TF sembra ammettere indirettamente il diritto al finanziamento di un master. Come rammenta Francesca Ranzanici, op. cit. loc. cit. e nota 29 in quella circostanza:

" la prétention contestée concerne l’entretien du fils issu d’une relation adultère entre le père, débiteur de l’entretien, et la mère de l’enfant concerné. Les deux étudiantes, cités dans le texte, sont les deux filles issues du mariage du débiteur. Le Tribunal fédéral a admis, lorsqu’il a calculé l’entretien pour le fils né hors mariage, que le père devait entretenir ses deux filles pendant le master sans toutefois donner aucune information supplémentaire concernant le bachelor obtenu par les jeunes ou la profession qu’elles souhaitaient entreprendre”

La medesima autrice ricorda i valori statistici del proseguimento degli studi successivamente al Bachelor con un Master uguali a quelli ricordati dalla comunicazione SEFRI riportata in precedenza, valori dedotti dai dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica con la conclusione che:

" Dans la très grande majorité des cas donc, le bachelor n’est qu’une étape intermédiaire sur la voie de la formation appropriée. A notre avis, la prétention au financement d’un master doit donc toujours être admise après l’obtention d’un bachelor sauf dans les cas où les parents parviennent à démontrer que pour l’exercice de la profession souhaitée, le master est superflu” (op. cit. loc. cit.)

Philippe Meier: Entretien de l’enfant majeur - Un état des lieux, in JdT 2019 II p. 4 e ss. N. 18 e ss., ribadisce che :

" S’agissant des études supérieures, la maturité «classique» ne constitue pas l’aboutissement de la formation, puisque ce titre est destiné à conduire à une formation ultérieure, notamment de niveau universitaire ou HES. La fin de la formation sera atteinte par l’obtention d’un titre dans la haute école en question, qui permet à son détenteur d’exercer une activité professionnelle satisfaisant à ses besoins matériels. De même, une maturité professionnelle constitue aujourd’hui uniquement la base nécessaire pour accomplir une formation plus complète. L’obtention d’une maturité commerciale ne marque donc pas la fin de la formation. Celle-ci sera achevée au terme de la formation qui suit.

(…)

Dans le système de Bologne, tel ne sera souvent le cas qu’au moment de l’obtention de la maîtrise (« Master »): même si la délivrance du baccalauréat universitaire (« Bachelor ») correspond à l’achèvement d’un cycle de formation, il ne s’agit, dans la majorité des cas (par ex. dans les filières juridiques), que d’une étape intermédiaire du parcours universitaire supérieur. Il existe cependant certaines filières où le Bachelor universitaire ou le Bachelor HES constituent bien une clé d’entrée suffisante sur le marché du travail. Un examen différencié s’impose par conséquent. Il convient par ailleurs de prêter attention à la combinaison de plus en plus fréquente de deux ou de plusieurs filières d’études, liée aux exigences de l’interdisciplinarité, option qui peut éventuellement entraîner un allongement légitime de la durée de la formation.

(…)

En revanche, un diplôme complémentaire (LLM, 3e Cycle) ou un doctorat ne sont pas couverts, même en présence d’une situation financière aisée. Il en va de même selon moi d’une formation professionnelle postuniversitaire (stage de notaire, stage d’avocat). Malgré son importance en pratique, elle ne saurait étendre encore l’obligation parentale au-delà des cinq ou six ans nécessaires à l’accomplissement d’un Bachelor et d’un Master en droit. Le Master permet par ailleurs de trouver aujourd’hui une place de travail - malgré les mauvaises habitudes des employeurs qui continuent de privilégier dans les offres d’emploi les titulaires d’une patente officielle. Si l’on voulait obliger les père et mère à s’impliquer financièrement également dans une telle formation, il serait concevable, de lege ferenda, de leur imposer non pas d’entretenir l’enfant, mais de lui concéder un prêt gratuit ou à un taux préférentiel, remboursable au moment où celui-ci gagne sa vie (sur le modèle du système des bourses d’études). Encore faudrait-il déterminer quel type de formation professionnelle ultérieure donne lieu à une telle prétention.”

Con il rilievo qui che, d’avviso della dottrina, un meccanismo di mutuo tra genitori e figli è concepibile unicamente per studi del terzo livello rispettivamente per il conseguimento di un dottorato di ricerca e non certo per un master.

2.19. Per tornare al caso di specie, alla luce delle considerazioni che precedono, appare manifesto come, nel caso di RI 1, gli studi di economia con punto focale in Management, Organisation und Kultur, siano in stretta connessione con il BA conseguito presso l’Università di __________. In difetto di che non sarebbero peraltro rispettati i precetti dell’Ordinanza del 29 novembre 2019 del Consiglio delle scuole universitarie sul coordinamento dell’insegnamento nelle scuole universitarie svizzere che impongono, per l’iscrizione ad un Master, il conseguimento di un Bachelor di un’università in una materia affine. Ciò è il caso in concreto siccome a RI 1 l’Università di __________ non ha imposto nessun esame integrativo, nessun recupero di materie, nessun conseguimento di altro bachelor rispetto a quello ottenuto a __________ (che rimanda agli aspetti giuridici).

Non solo. Il Master, sia in ottica assicurativo sociale (si rimanda a quanto esposto a proposito delle norme Laps qui d’interesse), sia fiscale, sia civile, è da ritenere oggi quale titolo che consente, in genere, l’acquisizione di una formazione professionale compiuta, salvo eccezioni. La comunicazione SEFRI indica bene come negli anni il 98% degli studenti che conseguono un bachelor continuano (con o senza beneficiare di un anno sabatico) gli studi con un master.

In concreto RI 1 ha compiuto di filato i suoi studi, decisamente con ottimo profitto dimostrandosi non solo dotata ma anche applicata nei suoi studi. Essa ha svolto attività collaterali agli studi per conseguire qualche guadagno (decisamente insufficiente al sostentamento), che però non equivale all’esercizio di un’attività professionale svolta a mano del conseguito bachelor. Solo con il suo master la ricorrente potrà dire di avere compiuto la sua formazione tesa al reperimento di adeguata soluzione professionale.

Agli atti della procedura non è consegnata nessuna prova di prestiti avvenuti tra i genitori e la figlia per il sostentamento della stessa, circostanza che non avrebbe mutato la decisione di questa Corte, ma che smentisce le allegazioni del ricorso. D’altro canto i redditi conseguiti con lo svolgimento di attività collaterali agli studi, come indicato, non appaiono sufficienti, per come dimostrati in corso d’istruttoria, per fronteggiare le spese necessaire al compimento degli studi di Master.

I genitori di RI 1 hanno (di principio) un obbligo, fondato sul diritto civile, di provvedere al mantenimento della figlia sino a compimento degli studi di master che consentono alla stessa il reperimento di un lavoro e di possedere una formazione professionale come indicato in precedenza. In assenza di loro prestazione l’assicurata qui ricorrente sa che può avviare un’azione civile dinanzi al competente tribunale nei confronti di papà e mamma affinché siano obbligati non a mutuarle del danaro ma a pagarle gli studi conformemente ai precetti del diritto civile evocati.

2.20. Questa Corte deve quindi qui respingere il ricorso. Va confermata la decisione della Cassa che ha considerato l’unità di riferimento della ricorrente composta dalla sua famiglia, dal padre dalla madre e da altri eventuali membri della stessa, facendo richiesta alla qui ricorrente di cooperare e di produrre i documenti necessari alla determinazione del diritto alla RIPAM.

La qui ricorrente aveva l’obbligo di collaborare all’accertamento die fatti. Alla procedura davanti all’autorità amministrativa (Cassa cantonale di compensazione) è infatti applicabile la Legge di procedura per le cause amministrative (LPAmm del 24 settembre 2013 il cui art. 26 cpv. 1 prevede specificatamente che le parti sono tenute a cooperare all’accertamento dei fatti nelle procedure da esse proposte (come in casu) rispettivamente negli altri procedimenti, se propongono domande indipendenti ed ancora in quanto un’altra legge speciale imponga loro obblighi più estesi di informazione o di rivelazione. Per il capoverso 2 della norma l’obbligo di cooperazione non comprende la consegna di oggetti e documenti inerenti ai contratti tra una parte e il suo avvocato autorizzato a esercitare la rappresentanza in giudizio in Svizzera secondo la legge federale del 23 giugno 2000 sugli avvocati. In base alla procedura amministrativa applicabile la Cassa può dichiarare “inammissibili le domande formulate nei procedimenti … qualora le parti neghino la cooperazione necessaria e ragionevolmente esigibile”.

Come rileva il messaggio di accompagnamento della nuova Legge di procedura amministrativa (LPAmm), Messaggio 6645 del 23 maggio 2012 relativo alla Revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966, l’art. 26 prevede quindi un obbligo di collaborazione (definito di cooperazione). La norma riprende l’art. 13 PA e sancisce il principio della cooperazione delle parti all’accertamento dei fatti, che ha portata generale e che si estende all’insieme dell’istruttoria e pertanto a tutti i mezzi di prova previsti dalla legge. Come evoca il Messaggio citato (pag. 16): “le parti sono tenute in tal modo a produrre documenti, a dare informazioni, a partecipare a sopralluoghi e a collaborare nell’allestimento di perizie (art. 28). L’art. 26 menziona tre casi specifici dove la cooperazione delle parti è imposta dalla legge. Il primo caso (cpv. 1 lett. a) riguarda le procedure di ricorso e quelle non contenziose che sono avviate su richiesta delle parti e che sono volte ad esempio al rilascio di un’autorizzazione o di una concessione o all’ottenimento di una prestazione (…). Al di là dei casi esplicitamente previsti dalla legge, la cooperazione delle parti può peraltro essere fondata anche sul principio di buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), specie quando i fatti rilevanti appaiono difficilmente accessibili e le parti ne hanno una migliore e più immediata cognizione (…). La collaborazione delle parti all’accertamento dei fatti è peraltro limitata, in virtù del principio di proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.), a ciò che è necessario e ragionevolmente esigibile” (su questi temi si vedano: Clémence Grisel, L’obligation de collaborer des parties en procédure administrative, tesi Università di Friburgo, Shulthess Ed. 2008 e Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Zurigo-San Gallo 2008).

2.21. In concreto, correttamente la Cassa ha ritenuto che, da porre alla base della decisione relativa alla RIPAM 2022 postulata da RI 1, fossero i dati economici dell’UR composta dalla sua famiglia (comprensiva dei genitori astretti all’obbligo di mantenimento in base alle norme giuridiche analizzate in precedenza) siccome la ricorrente in prima formazione. La produzione della documentazione relativa alle coperture assicurative di base di tutti i membri dell’UR e della documentazione fiscale, rispettivamente delle modifiche a norma dell’art. 14 RLCAMal intervenute in seno all’UR, è da ritenersi un rifiuto reiterato ed immotivato. Si è trattato di un’opposizione di principio (considerato che il padre della ricorrente è pure comparso in udienza in rappresentanza della figlia) ed è stato ribadito quando a due riprese almeno l’amministrazione ha trasmesso alla ricorrente il modulo per la richiesta della RIPAM con invito a volere indicare i dati relativi a tutti i membri dell’UR interessata.

Vista la mancata collaborazione nonostante i numerosi solleciti a provvedere all’inoltro della documentazione necessaria, correttamente la Cassa ha ritenuto irricevibile la richiesta ed ha altrettanto correttamente respinto il reclamo formulato dall’assicurata.

Alla luce di quanto precede il ricorso va respinto, senza carico di spese alla parte ricorrente, pur in assenza di esito favorevole. La procedura, cui non sono applicabili le norme della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) per quanto impone l’art. 1 cpv. 2 lett. c LAMal secondo cui “Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) … non sono applicabili ai seguenti settori: c) riduzioni di premi accordate ai sensi degli articoli 65, 65a e 66a e sussidi della Confederazione ai Cantoni conformemente all’articolo 66”, è gratuita (art. 29 cpv. 1 Lptca) e non sono percepite, conseguentemente, tasse e spese giudiziarie.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti

Zitate

Gesetze

37

CC

CCS

  • art. 277 CCS
  • art. 328 CCS

Cost

LAI

LAMal

LAPS

  • art. 4a LAPS

LAVS

LCAMal

  • art. 25 LCAMal
  • art. 26 LCAMal
  • art. 27 LCAMal
  • art. 29 LCAMal
  • art. 30 LCAMal
  • art. 31 LCAMal
  • art. 37 LCAMal
  • art. 40 LCAMal

LIFD

LT

OAVS

PA

RegLCAMal

  • art. 11 RegLCAMal
  • art. 14 RegLCAMal
  • art. 31 RegLCAMal

RLAPS

  • art. 2 RLAPS

RLCAMal

  • art. 8 RLCAMal
  • art. 11 RLCAMal
  • art. 14 RLCAMal
  • art. 17 RLCAMal

Gerichtsentscheide

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