Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 35.2023.42
Entscheidungsdatum
14.08.2023
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 35.2023.42

cr

Lugano 14 agosto 2023

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 19 maggio 2023 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 25 aprile 2023 emanata da

CO 1 rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto in fatto

1.1. In data 10 marzo 2021 RI 1, nata nel 1969, in precedenza dipendente in qualità di addetta alla cucina/buffet, a tempo determinato (dal 1° maggio 2019 al 31 ottobre 2019), presso il __________ di __________ – e perciò assicurata contro gli infortuni presso CO 1 (di seguito: CO 1) - è caduta in bici, riportando una frattura al polso sinistro (frattura pluriframmentaria della diafisi distale del radio), per la quale è stata sottoposta ad un intervento chirurgico presso la Clinica __________ (doc. 4).

Ella ha beneficiato di indennità giornaliere di malattia fino al 1° luglio 2021 (cfr. doc. 2.6).

L’assicurata, per il tramite del suo attuale rappresentante, RA 1, ha provveduto a notificare tale infortunio alla CO 1 in data 27 dicembre 2022 (doc. 4).

1.2. Eseguiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, in data 24 gennaio 2023 la CO 1 ha rifiutato di erogare le prestazioni in relazione al sinistro annunciato, rilevando come, al momento dell’infortunio, l’assicurata non beneficiasse più, in applicazione dell’art. 7 OAINF, di una copertura assicurativa, la quale era terminata 31 giorni dopo la fine del rapporto di lavoro, intervenuta in data 31 ottobre 2019 (cfr. doc. 2.4).

A seguito dell’opposizione interposta da RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 2.2), in data 25 aprile 2023, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. B).

1.3. Con tempestivo ricorso del 19 maggio 2023, RI 1, sempre rappresentata da RA 1, ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, l’Istituto assicuratore sia chiamato a corrispondere le prestazioni di legge nella loro interezza.

A sostegno delle proprie pretese, il rappresentante dell’insorgente ha sostanzialmente posto l’accento sulla sussistenza di un’idonea copertura assicurativa al momento del sinistro, dato che, a quel momento, l’assicurata era al beneficio di indennità giornaliere di malattia - percepite dopo il termine del rapporto di lavoro (intervenuto il 31 ottobre 2019), fino al loro esaurimento (1° luglio 2021) – da considerare una prestazione sostitutiva del salario, secondo quanto previsto dall’art. 7 OAINF in combinato disposto con l’art. 3 LAINF.

Egli ha, inoltre, ritenuto applicabile l’art. 23 CCNL concernente l’obbligo del pagamento del salario (doc. I).

1.4. La CO 1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).

1.5. Con replica del 30 giugno 2023, il rappresentante dell’insorgente ha ribadito le contestazioni già espresse in sede ricorsuale (doc. IX).

1.6. In sede di duplica, l’assicuratore LAINF ha integralmente contestato la replica di controparte, confermando la correttezza della decisione su opposizione impugnata (doc. XIII).

considerato in diritto

2.1. Nel caso concreto, litigiosa è la questione di sapere se l’Istituto assicuratore era legittimato a negare la copertura dell’evento infortunistico accaduto in data 10 marzo 2021, oppure no.

2.2. L’art. 3 LAINF, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2017, ha il seguente tenore:

" 1 L’assicurazione inizia il giorno in cui comincia il rapporto di lavoro oppure in cui nasce il diritto al salario, in ogni caso però dal momento in cui il lavoratore si avvia al lavoro. Per il disoccupato inizia il giorno in cui, per la prima volta, sono adempiuti i presupposti del diritto secondo l’articolo 8 LADI o sono percepite indennità secondo l’articolo 29 LADI.

2 L’assicurazione termina allo spirare del 31° giorno susseguente a quello in cui cessa il diritto almeno al semisalario e, per il disoccupato, allo spirare del 31° giorno susseguente a quello in cui per l’ultima volta sono adempiuti i presupposti del diritto secondo l’articolo 8 LADI o sono percepite indennità secondo l’articolo 29 LADI.

3 L’assicuratore deve offrire all’assicurato la possibilità di protrarre l’assicurazione, mediante accordo speciale, fino a sei mesi.

(…).

5 ll Consiglio federale disciplina le rimunerazioni e i redditi sostitutivi computabili come salario, come pure la forma e il contenuto degli accordi di protrazione dell’assicurazione.”

2.3. Secondo l’art. 7 cpv. 1 OAINF, sono considerati salario ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 della legge, il salario determinante secondo la legislazione federale sull'AVS (lett. a), le indennità giornaliere dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione militare, dell'assicurazione per l'invalidità (AI) e le indennità giornaliere delle casse malati e delle assicurazioni private contro le malattie e contro gli infortuni, sostitutive del salario, le indennità secondo la legge federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno nonché le prestazioni di assicurazioni maternità cantonali (lett. b), gli assegni familiari versati conformemente all'uso locale o professionale a titolo di assegni per i figli, di sussidi di formazione o di assegni familiari (lett. c) e i salari su cui non è riscosso alcun contributo dell'AVS a causa dell'età dell'assicurato (lett. d).

Giusta il cpv. 2 della succitata disposizione d’ordinanza, non sono invece considerate salario, le indennità versate allo scioglimento del rapporto di lavoro, in caso di chiusura o fusione di un'azienda o in circostanze analoghe (lett. a) e le rimunerazioni quali gratifiche, indennità natalizie, partecipazioni agli utili d'esercizio, le azioni al personale, i tantièmes, i premi di fedeltà e d'anzianità di servizio (lett. b).

2.4. L’art. 3 cpv. 2 LAINF subordina dunque la fine della copertura assicurativa alla fine del diritto al semisalario almeno. Ciò significa che il termine di 31 giorni inizia a decorrere il giorno successivo a quello in cui il lavoratore non dispone più di un diritto alla metà almeno del suo salario.

Determinante non è la data effettiva dell’interruzione del rapporto di lavoro, ma il diritto al salario (secondo la legge o il contratto di lavoro), che può andare anche oltre a quella data, ad esempio in ragione di vacanze.

La pretesa salariale deve naturalmente riferirsi al periodo successivo all’ultimo giorno di lavoro effettivo: un’indennità di salario arretrata relativa a un lavoro fornito durante la durata del rapporto lavorativo, non posticipa il punto di partenza del periodo di prolungamento della copertura assicurativa (cfr. Jean-Maurice Frèsard/Margit Moser-Szeless, L'assurance-accidents obligatoire, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, p. 847 n. 31 e giurisprudenza ivi citata; D. Guignard, Le dèbut et la fin de l’assurance-accidents (LAA), Tesi Losanna 1998, p. 226).

2.5. Nella concreta evenienza, l’istituto assicuratore ha negato il diritto a prestazioni in relazione all’infortunio avvenuto in data 10 marzo 2021, per il motivo che, a quel momento, non era più in essere la copertura assicurativa. In sintesi, secondo l’assicuratore infortuni, essendo il rapporto di lavoro, a tempo determinato, giunto al termine in data 31 ottobre 2019, la copertura assicurativa presso la CO 1, in forza dell’art. 3 cpv. 2 LAINF, sarebbe scaduta 31 giorni dopo la fine del rapporto di lavoro e, di conseguenza, al momento del sinistro era ampiamente scaduta. Quanto alla circostanza, invocata dal rappresentante, che l’assicurata abbia beneficiato di indennità giornaliere di malattia fino al 1° luglio 2021, la CO 1 ha considerato che ciò non risulta decisivo, posto come la giurisprudenza federale abbia già chiarito che le stesse non possono essere considerate prestazioni sostitutive del salario.

Dal canto suo, il rappresentante dell’insorgente ha contestato la posizione dell’assicuratore convenuto, sostenendo che le indennità giornaliere di malattia percepite fino al 1° luglio 2021 costituiscono una prestazione sostitutiva del salario e, di conseguenza, fanno sì che al momento dell’infortunio (10 marzo 2021) la copertura assicurativa fosse ancora in essere.

2.6. In una STF 8C_617/2016 del 26 ottobre 2017, pubblicata in DTF 143 V 385, il Tribunale federale - chiamato ad esprimersi sul tema dalla sussistenza o meno di copertura assicurativa nel caso di un infortunio (del 3 luglio 2010) avvenuto allorquando il rapporto di lavoro era già da tempo giunto a termine (a partire dalla fine di ottobre 2008), mentre continuavano, invece, a venire versate le indennità giornaliere di malattia (fino al 2 novembre 2010) - ha già avuto modo di chiarire che le indennità giornaliere devono essere considerate come prestazioni in luogo e vece del salario conformemente all'art. 7 cpv. 1 lett. b OAINF fintanto che sono dovute secondo il contratto di assicurazione, ma al più tardi al momento in cui termina il rapporto di lavoro.

In quel caso, l’Alta Corte è giunta alla conclusione che le parti avevano concluso un contratto di lavoro di durata determinata, che ha preso fine prima dell'esaurimento del diritto alle indennità giornaliere in caso di malattia.

Il Tribunale federale ha quindi concluso che, nel momento in cui si è verificato l’infortunio, l’assicurata non potesse più considerare di essere assoggettata alla LAINF, essendo ormai da tempo terminato il rapporto di lavoro e, di conseguenza, la relativa copertura assicurativa e ciò anche tenendo conto del prolungamento di copertura di 30 giorni ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 v.LAINF.

L’Alta Corte ha sviluppato, in particolare, le seguenti considerazioni:

" (…)

4.1. Au sens de l'art. 7 al. 1 let. b OLAA, les indemnités versées par l'assurance-maladie ne sont réputées salaires que lorsqu'elles remplacent le salaire dû par l'employeur en vertu de l'art. 324a CO. La question du droit au salaire est ainsi déterminante pour fixer la nature des indemnités journalières versées par l'assurance-maladie. Elle l'est par conséquent également lorsqu'il s'agit de fixer le moment de la fin du droit à la couverture d'assurance-accidents.

4.2. L'art. 324a al. 1 CO prévoit que si le travailleur est empêché de travailler, sans faute de sa part, pour des causes inhérentes à sa personne - comme par exemple la maladie ou l'accomplissement d'une obligation légale -, l'employeur lui verse le salaire pour un temps limité, y compris une indemnité équitable pour le salaire en nature perdu, dans la mesure où les rapports de travail ont duré plus de trois mois ou ont été conclus pour plus de trois mois. Pendant la première année de service, ce temps limité ne peut pas être inférieur à trois semaines; par la suite, il s'agit d'une période plus longue, à fixer équitablement d'après la durée des rapports de travail et les circonstances particulières (al. 2). Un accord écrit, un contrat-type de travail ou une convention collective peut déroger à ces dispositions à condition d'accorder au travailleur des prestations au moins équivalentes (art. 324a al. 4 CO). L'art. 324a al. 4 CO permet ainsi de substituer, notamment par un accord écrit, une couverture d'assurance à l'obligation légale de payer le salaire, à condition toutefois que les travailleurs bénéficient de prestations au moins équivalentes. Dans le domaine de l'assurance couvrant le risque de perte de gain en cas de maladie, les parties peuvent librement choisir, soit de conclure une assurance sociale d'indemnités journalières régie par les art. 67 à 77 LAMal, soit de conclure une assurance d'indemnités journalières soumise à la LCA (RS 221.229.1) (GUY LONGCHAMP, in: Commentaire du contrat de travail, Jean-Philippe Dunand/Pascal Mahon éd., 2013, n. 41 ss ad art. 324a CO; RÉMY WYLER/BORIS HEINZER, Droit du travail, 3e éd. 2014, p. 240 ss).

4.3. L'art. 324a al. 1 et 2 CO étant une norme relativement impérative, des dérogations peuvent être prévues par les parties. Par exemple, il est permis d'assurer la couverture des empêchements de travailler survenant durant les trois premiers mois de travail, lorsque les rapports ont été conclus pour moins de trois mois (LONGCHAMP, op.cit., n. 32 ad art. 324a CO). Dans le cas d'un régime plus favorable, les indemnités journalières doivent être considérées comme des prestations versées en lieu et place du salaire, conformément à l'art. 7 al. 1 let. b OLAA, aussi longtemps qu'elles sont dues selon le contrat d'assurance, mais au plus tard jusqu'à la cessation des rapports de travail. Autrement dit, les indemnités journalières d'assurance-maladie ne représentent plus une prestation accordée en remplacement du salaire après la fin des rapports de travail (arrêt dans les causes jointes 8C_147/2015 et 8C_149/2015 du 8 juillet 2015 consid. 5.2). Lorsqu'il existe un régime plus favorable, ce n'est donc pas, contrairement à l'opinion des premiers juges, le régime minimum de l'art. 324a CO qui est déterminant pour le maintien de la couverture d'assurance LAA.

4.4. Selon l'art. 334 al. 1 CO, le contrat de durée déterminée se définit comme celui qui prend fin sans qu'il soit nécessaire de donner congé. La durée du contrat doit être fixée par la loi, la convention des parties ou la nature de l'affaire. Ainsi, dans tous les cas où l'on ne peut pas constater la fixation d'une échéance, le contrat est considéré comme de durée indéterminée et un congé est alors nécessaire pour y mettre fin; c'est pourquoi la doctrine et la jurisprudence admettent qu'il faut présumer l'existence d'un contrat de durée indéterminée et qu'il incombe à la partie qui soutient le contraire d'apporter la preuve qu'une échéance a été fixée (arrêts 4A_531/2008 du 4 février 2009 consid. 2.1; B 90/00 du 26 novembre 2001 consid. 4c publié in: RSAS 2003, p. 503 s; WYLER/HEINZER, op. cit. p. 497).

4.5. En l'espèce, les juges précédents ont relevé un certain nombre d'éléments de fait qui plaident en faveur d'un contrat de durée déterminée limitée à moins de trois mois. Parmi ces éléments, figurent la nature de l'activité exercée par l'entreprise B.________: celle-ci est une coopérative dont le but est la défense des intérêts de ses membres dans la production et la commercialisation fruitière. Elle emploie des ouvriers agricoles pour le ramassage des fruits en général du mois d'août à fin octobre. Un autre indice en faveur d'un contrat de durée déterminée réside dans le fait que l'indemnité journalière a été versée à l'employeur jusqu'au 31 octobre 2008.

A ce dernier propos, on notera, dans le prolongement du raisonnement de la cour cantonale, que l'art. 19 al. 2 LPGA prévoit que les indemnités journalières et les prestations analogues sont versées à l'employeur dans la mesure où il continue à verser le salaire à l'assuré malgré son droit à des indemnités journalières (cf. pour les assurances collectives perte de gain en cas de maladie, l'art. 72 al. 6 LAMal; voir à ce sujet GEBHARD EUGSTER, Vergleich der Krankentaggeldversicherung [KTGV] nach KVG und nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte, 2007, p. 78; WYLER/HEINZER op. cit., p. 242; cf. également, à propos de l'indemnité journalière de l'assurance-accidents, l'art. 49 al. 1 LAA). Quant à l'assurance privée prévue par la LCA, le contrat peut prévoir le versement des indemnités en mains de l'employeur; celui-ci accomplit une tâche administrative définie par le contrat d'assurance, en ce sens qu'il lui appartient d'encaisser les indemnités journalières lesquelles sont cependant dues à l'assuré, et non pas à lui (ATF 141 III 112 consid. 4.4 p. 114; CHRISTOPH FREY/NATHALIE LANG, in: Basler Kommentar, Versicherungsvertragsgesetz, Nachführungsband, 2012, n. 18 ad art. 87 LCA). Or le versement à l'employeur dans ces différents cas de figure présuppose, par définition, le maintien d'un rapport de travail. Si tel n'est pas le cas, l'indemnité est versée directement à l'assuré, qui en est le créancier (cf. EUGSTER, ibidem; ATF 141 III 112, cité, consid. 4.3 p. 113). Dans le cas particulier, le fait que l'indemnité a été versée en mains de la recourante à partir du 1er novembre 2008 est donc - comme l'ont relevé les premiers juges - un indice sérieux en faveur d'un contrat de durée limitée au 31 octobre 2008.

Dans ce contexte et en complément des faits retenus par la juridiction cantonale, on peut ajouter que le rapport d'enquête du 3 avril 2012 indique que la recourante, selon les informations recueillies auprès de CSS Assurance, a bénéficié des indemnités journalières (jusqu'au 2 novembre 2010) "y compris par l'intermédiaire d'une couverture de libre passage". Cela donne à penser qu'elle avait cessé d'appartenir au cercle des assurés défini par le contrat en raison de la fin des rapports de travail (voir pour l'assurance collective selon la LAMal, l'art. 71 LAMal et EUGSTER, Krankenversicherung, in: Soziale Sicherheit, SBVR, 3ème éd. 2016, p. 850 sv. n. 1491 ss; pour l'assurance collective selon la LCA, voir VINCENT BRULHART, L'assurance collective contre la perte de gain en cas de maladie, in: Le droit social dans la pratique de l'entreprise, 2006, p. 101).

On notera enfin que, dans les explications qu'il a fournies le 3 avril 2012, l'employeur a clairement indiqué, en relation avec le cas d'espèce, que les travailleurs saisonniers étaient engagés pour la période des récoltes (début août à fin octobre).

4.6. Comme le souligne la juridiction précédente, l'indication figurant dans le rapport à l'assurance-invalidité ne signifie pas que l'intéressée était engagée pour une durée indéterminée, mais elle renseigne uniquement sur l'horaire de travail durant les mois d'août à octobre et en dehors de cette période. Enfin, le fait que l'employeur a répondu "nous" à la question lui demandant "Par qui le contrat de travail a-t-il été résilié?" n'est pas déterminant au regard des autres éléments susmentionnés. La recourante ne prétend du reste pas que son contrat a été résilié, bien au contraire.

4.7. Dans ces conditions, l'appréciation des preuves par la juridiction cantonale ne saurait être taxée d'arbitraire. Sur la base des éléments susmentionnés il faut admettre que les parties étaient liées par un contrat de durée déterminée qui a pris fin en octobre 2008. A la date de l'accident (3 juillet 2010), la recourante n'était plus soumise à la LAA, même compte tenu de la couverture prolongée de trente jours prévus (art. 3 al. 2 aLAA). (…)”.

2.7. Chiamata ora a pronunciarsi, questa Corte, sulla base della chiara giurisprudenza federale appena riprodotta al consid. 2.6. - riguardante una fattispecie del tutto analoga a quella oggetto della presente vertenza, checché ne dica il rappresentante dell’insorgente - non può che confermare la correttezza della decisione su opposizione impugnata.

Nel caso di specie, infatti, è pacifico che, nel momento in cui si è verificato l’infortunio (10 marzo 2021), il rapporto di lavoro dell’assicurata fosse ampiamente giunto a termine (trattandosi di un rapporto di lavoro a tempo determinato dal 1° maggio 2019 al 31 ottobre 2019) (cfr. doc. 4).

Altrettanto incontestato che la stessa, a quel momento, beneficiasse di indennità giornaliere di malattia, versate da __________ (fino al 1° luglio 2021, cfr. doc. 2.6.).

Ora, alla luce di quanto motivatamente esposto dal TF nella sentenza pubblicata in DTF 143 V 385 sopra riportata (cfr. consid. 2.6.), questo Tribunale deve concordare con l’amministrazione nel ritenere che, anche tenendo conto del prolungamento di copertura di 31 giorni previsto dall’art. 3 cpv. 2 LAINF, al momento dell’infortunio (marzo 2021) l’assicurata non potesse vantare una valida copertura assicurativa LAINF da parte di CO 1.

Le tesi contrarie sostenute dal rappresentante dell’insorgente, volte a dimostrare il presunto valore di salario sostitutivo da attribuire alle indennità giornaliere di malattia percepite dall’assicurata al momento dell’infortunio, appaiono del tutto inconsistenti e, ormai, superate dalle chiare considerazioni sviluppate dall’Alta Corte nella citata sentenza di cui alla DTF 143 V 385.

Questo Tribunale rileva, in particolare, come il TF abbia evidenziato che le indennità versate dall'assicurazione malattia valgono sì come salario, ma quando esse sostituiscono il salario dovuto dal datore di lavoro in virtù dell'art. 324a CO. L’Alta Corte ha riconosciuto che la questione del diritto al salario è così determinante per fissare la natura delle indennità giornaliere versate dall'assicurazione malattia, così come pure costituisca un aspetto decisivo anche per stabilire il momento della fine del diritto alla copertura dell'assicurazione contro gli infortuni. Il TF ha sottolineato che se il datore di lavoro dovesse derogare al quadro legale di cui all'art. 324a cpv. 1 e 2 CO, le indennità giornaliere devono essere considerate come prestazioni in luogo e vece del salario conformemente all'art. 7 cpv. 1 lett. b OAINF fintanto che sono dovute secondo il contratto di assicurazione, ma al più tardi al momento in cui termina il rapporto di lavoro (cfr. sentenza citata, consid. 4 – il corsivo è della redattrice).

Non occorre dunque dilungarsi oltre sull’argomento, da considerare chiarito.

Ne consegue, in applicazione degli art. 3 cpv. 2 LAINF e 7 cpv. 1 OAINF, che l’insorgente, dopo il lasso di tempo di trentuno giorni a decorrere dal termine del contratto di lavoro a tempo determinato (avvenuto il 31 ottobre 2019) – e quindi a maggior ragione nel marzo 2021 - era priva di copertura assicurativa, come giustamente stabilito dalla CO 1.

Alla luce di tutto quanto esposto occorre concludere che a ragione l’assicuratore LAINF resistente non ha assunto i disturbi lamentati dall’insorgente nel marzo 2021.

La decisione su opposizione impugnata deve conseguentemente essere confermata.

2.8. L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le spese.

Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti

Zitate

Gesetze

14

aLAA

  • art. 3 aLAA

CCNL

  • art. 23 CCNL

LAA

LADI

LAINF

LAMal

LCA

  • art. 87 LCA

LPGA

OAINF

OLAA

v.LAINF

  • art. 3 v.LAINF

Gerichtsentscheide

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