Raccomandata
Incarto n. 32.2018.140
BS/sc
Lugano 14 novembre 2018
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 20 agosto 2018 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 18 giugno 2018 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto in fatto
1.1. RI 1, classe 1956, il 10 dicembre 2015 ha compilato la domanda di prestazioni AI per adulti a seguito dei postumi di un incidente con il motoscafo avvenuto nel giugno 2006 (doc. 3 inc. AI).
1.2. Raccolta la documentazione medica del caso, tenuto conto delle valutazioni sia del Servizio medico regionale (SMR; doc. 60 inc. AI) che del consulente in integrazione professionale (doc. 38, 39 e 64 inc. AI), con decisione del 18 giugno 2018, preavvisata il 21 febbraio 2018 (il precedente progetto di decisione del 10 novembre 2017 è stato annullato), l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni non presentando l’assi-curata, considerata quale persona con attività lucrativa a tempo parziale, un grado d’invalidità pensionabile. Contestualmente l’amministrazione ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio inoltrata il 9 aprile 2018.
1.3. Contro la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dagli avv. __________ e RA 1 ha interposto il presente ricorso. Contestando la valutazione medico-teorica, chiede in via principale il riconoscimento di una rendita intera e, in via subordinata, il rinvio degli atti all’amministrazione per l’esecuzione di una perizia medica e di un’inchiesta sull’attivi-tà casalinga. L’assicurata chiede inoltre di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio sia per la procedura amministrativa sia per quella giudiziaria.
1.4. Con la risposta di causa l’Ufficio AI, valutata nuovamente la documentazione medica, tenuto conto delle annotazioni 23 agosto 2018 del giurista AI e di quelle datate 28 agosto 2018 del SMR, ha chiesto di ritornare gli atti per un accertamento peritale psichiatrico, reumatologico e per procedere ad un’inchiesta domiciliare per le persone con attività domestica.
1.5. Prendendo posizione sulla risposta di causa, con scritto 24 settembre 2018 l’avv. __________ ha dichiarato che la sua cliente “non si oppone al rinvio dell’Autorità inferiore, per procedere ad un riesame”, postulando che la procedura debba essere stralciata dai ruoli, con assegnazione di adeguate ripetibili a suo favore. Al succitato scritto il legale ha allegato la nota d’onorario per complessivi fr. 7'708.--, chiedendo al TCA di pronunciarsi sull’istanza di assistenza giudiziaria di prima e di seconda istanza (VI).
Su richiesta del Tribunale, l’avv. __________ ha suddiviso la nota tra procedura amministrativa e giudiziaria (VIII).
considerato in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).
Nel merito
2.2. Oggetto del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha negato il diritto ad una rendita.
2.3. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).
L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.
Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’inca-pacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).
L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.
L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.4. Nel caso in oggetto, dopo attento esame degli atti, questo TCA concorda nel ritenere necessaria l’esecuzione di una perizia dal punto di vista reumatologico e psichiatrico.
In tal senso rettamente nella nota 23 agosto 2018 il giurista AI ha rilevato:
" … a mio modo di vedere la fattispecie – dal profilo medico – non risulta sufficientemente chiarita.
Difatti, a fronte dei rapporti 02.03.2016/04.01.2017 del Dr. med. __________ nei quali l’assicurata è stata ritenuta abile al lavoro (dalla primavera 2016) nella misura del 30% nella sua abituale attività di ricezionista (di per sè già leggera; cfr. in tal senso il rapporto finale 31.10.2017 del consulente in integrazione professionale agli atti), l’amministrazione – secondo me – ha omesso di compiere qualsivoglia visita medica volta a chiarire le ragioni di tali affermazioni.
In effetti, su quali basi il SMR abbia fondato il proprio giudizio, stimando una capacità lavorativa del 100% in attività adeguate, non è dato sapere. Non risultano infatti agli atti documenti che possano comprovare tali allegazioni. In particolare a fronte del più recente certificato 0204.2018 del Dr. med. __________ che attesta nuovamente un’abilità lavorativa che non supera il 30-40% (precisando altresì che per i lavori in casa l’assicurata deve limitarsi ai lavori leggeri indispensabili protraendoli su un arco di tempo molto più lungo), l’amministrazio-ne, prima di emanare la decisine qui contestata, avrebbe dovuto effettuare nuovi accertamenti al fine di valutare se effettivamente l’assicurata presenta un’inabilità lavorativa a causa dei problemi che la affliggono da lungo tempo, in quale percentuale e in quali attività (compresa quella di casalinga).
Alla luce di quanto summenzionato e viste le diagnosi di cui soffre l’assicurata (sindrome post-traumatica dopo incidente con motoscafo (2007) con/su pregresso colpo di frusta e trauma cranico commotivo, dolori lombari e cervicalgie), a mio modo di vedere sarebbe (ora) opportuno procedere mediante delle perizie specialistiche (il Dr. med. __________ – al punto 1.11. del suo rapporto datato 02.03.2016 – consigliava già a suo tempo di effettuare pure una perizia psichiatrica) al fine di stabilire con la necessaria precisione l’evoluzione dell’incapacità lavorativa dell’assicurata (nell’abituale professionale, in attività adeguate e come casalinga) nel corso del tempo.
Oltre a ciò, per quanto attiene all’attività di casalinga, non sarebbe altrettanto opportuno procedere mediante un’inchiesta a domicilio al fine di determinare con la necessaria chiarezza il grado d’invalidità in tale ambito?
[Del resto, i limiti funzionali contenuti all’interno del rapporto finale SMR 02.08.2017 sono i seguenti: mobilizzazione di carichi vicino al tronco massimo 10 kg, mobilizzazione di carichi lontano dal tronco massimo 5 kg, attività svolta prevalentemente in posizione seduta con possibilità di variare la postura, limitare l’utilizzo delle braccia sopra il livello delle spalle in maniera occasionale, evitare di deambulare su terreni scoscesi od accidentati, evitare l’utilizzo di scale a pioli o ponteggi].” (doc. IV/2)
Per questi motivi è necessario, come confermato dallo stesso SMR nelle annotazioni del 28 agosto 2018 (IV/1), che l’Ufficio AI proceda ad una perizia reumatologica e psichiatrica, nonché ad un’inchiesta domiciliare per le persone attive nell’eco-nomia domestica. Terminata l’istruttoria, valutata la fattispecie alla luce delle nuove risultanze, l’amministrazione emanerà una nuova decisione formale, preceduta dal relativo preavviso ex art. 57a LAI, sul diritto alla rendita dell’assicurata.
2.5. Litigioso, infine, è il rifiuto dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in ambito amministrativo richiesta dal legale dell’assicurata con le osservazioni 9 aprile 2018 al (secondo) progetto di decisione del 21 febbraio 2018 (doc. 53 inc. AI).
L'art. 37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica; DTF 132 V 443), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda. Il capoverso 4 recita che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito (cfr. DTF 132 V 200).
Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser, ATSG Kommentar, 2009, ad art. 37, n. 22, p. 504).
Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono (cumulativamente) l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole e la concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria ex art. 61 LPGA (Kieser, op. cit., ad art. 37, n. 23, p. 504).
La necessità di patrocinio da parte di un legale dipende dalle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto, ossia dalla particolarità della norme procedurali applicabili, dalla complessità delle questioni giuridiche, dalla fattispecie poco chiara, ma anche dal richiedente. Quest’ultimo, ad esempio, non dev’essere capace di difendere i propri interessi. Qualora sussiste la minaccia di un intervento particolarmente grave nello statuto giuridico dell’indigente è di regola data la necessità di un patrocinio, altrimenti soltanto nei casi in cui oltre alla relativa complessità della fattispecie si aggiungono anche difficoltà reali e giuridiche che non possono essere risolte dal richiedente stesso (“Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen Schwere des Falles besondere tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen ist. , cfr. DTF 125 V 35 consid. 4b e riferimenti; DTF 119 Ia 265) oppure se l’assisten-za di rappresentanti di associazioni invalidi, assistenti sociali o altre persone nel settore sociale non può essere presa in considerazione (“Eine anwaltliche Verbeiständung drängt sich nur in Ausnahmefällen auf, in denen ein Rechtsanwalt beigezogen wird, weil schwierige rechtliche oder tatsächliche Fragen dies als notwendig erscheinen lassen und eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt“; DTF 132 V 201 consid. 4.1 con riferimenti). La necessità o meno dell’assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (cfr. anche STF I 911/06 del 2 febbraio 2007; cfr. anche STF 8C-669/2016 del 7 aprile 2017).
Nella presente fattispecie, secondo questa Corte la necessità di un legale non è data trattandosi di una procedura che verte su questioni mediche ed economiche ordinarie nelle vertenze AI, che non richiedono pertanto l’intervento di un patrocinatore al di fuori della cerchia di persone attive nel settore delle assicurazioni sociali. Certo che, come rilevato dal patrocinatore, l’assicurata è di lingua madre tedesca (essa, comunque, parla e capisce correntemente l’italiano; cfr. curriculum vitae, pag. 19 inc. AI), ma tuttavia ciò non costituisce un motivo per rivolgersi ad un legale.
Pertanto, l’amministrazione ha a ragione negato il diritto all’assistenza giudiziaria in ambito amministrativo. Su questo punto la decisione contestata va confermata.
2.6. In simili circostanze, il ricorso va accolto conformemente a quanto sopra indicato e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, effettuati i necessari accertamenti, si pronunci nuovamente sulla domanda di rendita dell’assicurata.
2.7. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.
Visto l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.
2.8. La ricorrente, patrocinata da un avvocato e vittoriosa in causa, ha diritto ad un’indennità per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e 30 cpv. 1 Lptca).
L’importo delle ripetibili è determinato in base all’importanza della lite e alla complessità del procedimento, senza tener conto del valore litigioso (art. 61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 2 Lptca). L’art. 12 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310; di seguito Regolamento) stabilisce per le pratiche senza valore determinato o determinabile una tariffa oraria di riferimento di fr. 280.--, rimandando per il resto all’applicazione analogica dell’art. 11 cpv. 5, il quale, per la fissazione delle ripetibili, fa anch’esso riferimento al criterio della difficoltà e dell’importanza della lite (sulla commisurazione delle ripetibili tenendo conto dei suddetti due criteri cfr. Locher/Gächter, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2014, § 76 numeri 71-75, pagg. 609-610). Per quanto concerne le spese (spese di cancelleria, come quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto), l’art. 6 cpv. 1 del Regolamento pone il principio secondo il quale al patrocinatore può essere riconosciuto un importo forfetario in per cento dell’onorario.
Con scritto del 24 settembre 2018 l’avv. __________ ha prodotto la nota d’onorario (tariffa oraria di fr. 250.--) e spese per un importo complessivo di fr. 7'708,35 (VI). Su richiesta di questo Tribunale, il 29 ottobre 2018 il legale ha suddiviso le prestazioni (spese e IVA incluse) svolte durante la procedura amministrativa pari a fr. 5'314,90 da quelle in ambito giudiziario di fr. 2'308,40 (VIII).
Il patrocinatore dell’assicurata ha steso un atto ricorsuale di 8 pagine, nonché le osservazioni alla riposta di causa (VI).
La nota professionale relativa all’attività svolta in ambito giudiziario, conforme ai succitati parametri, va confermata.
L’assegnazione di ripetibili rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014 consid. 5; 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5 e 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§ La decisione del 18 giugno 2018 è annullata per quel che riguarda il diritto a prestazioni e gli atti sono rinviati all’Uffi-cio AI affinché proceda agli accertamenti conformemente ai considerandi e renda successivamente una nuova decisione. La decisione è confermata per quanto riguarda il rifiuto dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in ambito amministrativo.
L’Ufficio AI verserà alla ricorrente fr. 2'308,40 a titolo di ripetibili (IVA inclusa) ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma della ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il segretario
giudice Raffaele Guffi Gianluca Menghetti