Raccomandata
Incarto n. 32.2014.69
LG/MM/sc
Lugano 22 aprile 2015
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 22 maggio 2014 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione del 2 aprile 2014 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nato nel 1964, precedentemente attivo in qualità di commerciante di automobili, in data 19 gennaio 2007 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, per problemi di natura reumatologica e psichiatrica (doc. AI 9-1).
1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio AI, con la decisione dell’8/23 aprile 2010 (doc. AI 59-1), ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2006 e il 30 aprile 2009, negando in seguito il diritto a prestazioni.
1.3. Contro questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti medici (doc. AI 71-5).
1.4. Il TCA, con sentenza 32.2010.148 del 25 ottobre 2010, ha respinto il ricorso e confermato la decisione dell’amministrazione (doc. AI 81-1).
1.5. In data 15 novembre 2012 RI 1 ha presentato una nuova domanda di prestazioni AI per adulti per problemi “alla spalla e lombari” indicando di avere in previsione un intervento alla spalla da parte del Dr. __________ (doc. AI 83-5).
1.6. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con la decisione del 2 aprile 2014 (doc. AI 136-1), preavvisata con progetto del 24 gennaio 2014 (doc. AI 128-1), ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato, a fronte di una situazione medica invariata.
1.7. Contro questa decisione l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di un grado d’invalidità del 50% e dunque una mezza rendita dal 15 novembre 2012.
In via subordinata egli ha chiesto il rinvio degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti medici e economici (doc. I).
Il ricorrente ha innanzitutto evidenziato come lo stato di salute di RI 1 abbia subìto un notevole peggioramento, nel corso del 2012 e durante il 2013, per le patologie di natura reumatologica, neurologica, internistica, ortopedica e psichiatrica (doc. I).
Egli ha quindi contestato le conclusioni mediche dell’amministrazione, in particolare quelle del medico del SMR Dr. __________ “visibilmente contrastanti con le altre valutazioni mediche specialistiche” postulando l’allestimento di una perizia medico giudiziaria pluridisciplinare, volta a stabilire lo stato di salute attuale dell’assicurato, oltre che il peggioramento globale delle patologie rispetto al 2009 (doc. I, pag. 7).
L’avv. RA 1 ha concluso che sussistono tutti i requisiti (medici ed economici) per procedere ad una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (doc. I).
Il peggioramento del quadro clinico e delle limitazioni funzionali, dovuto alla recrudescenza delle patologie organiche pregresse, all’esacerbazione della problematica psichiatrica, oltre che alla presenza di nuove e invalidanti patologie, limitano al 50% l’abilità lavorativa dell’assicurato (doc. I).
Il rappresentante del ricorrente ha inoltre postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura (doc. I, VII).
1.8. In risposta l’Ufficio AI, fondandosi sulle valutazioni dei medici del SMR, si è riconfermato nel proprio provvedimento ribadendo che “parte ricorrente non ha prodotto nuovi elementi clinici atti a definire diversamente il caso dell’assicurato” (doc. V).
1.9. Nelle osservazioni del 23 giugno 2014, a complemento della risposta di causa, l’UAI dopo aver sottoposto il referto del Dr. __________ datato 3 aprile 2014 al vaglio del SMR, ha confermato la decisione impugnata (doc. VIII+bis).
Il doc. VIII+bis è stato inviato all’avv. RA 1 per osservazioni (doc. IX).
1.10. Il 30 giugno 2014 il ricorrente ha trasmesso al TCA copia del certificato del 27 giugno 2014 del Dr. __________ (doc. X).
Il doc. X e l’allegato sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XI).
1.11. L’11 luglio 2014 l’avv. RA 1 ha preso posizione sulle osservazioni dell’UAI del 23 giugno 2014 riconfermandosi nelle proprie argomentazioni, in particolare ribadendo il peggioramento dello stato di salute di RI 1, sia dal profilo somatico che psichiatrico rispetto alla situazione pregressa. Il ricorrente ha ribadito la propria richiesta volta all’allestimento di una perizia medico giudiziaria pluridisciplinare (doc. XIV+1-3).
Il doc. XIV e gli allegati sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XV).
1.12. Con le osservazioni del 4 agosto 2014, l’UAI ha comunicato al TCA di aver sottoposto il referto del Dr. __________ al vaglio del SMR e di aver concluso – tenuto conto della globalità dei disturbi del ricorrente – per il rinvio degli atti, al fine di sottoporre RI 1 a una perizia bidisciplinare di tipo reumatologico e psichiatrico (doc. XVI+1-2).
I doc. XV, XVI1-2 sono stati inviati all’avv. RI 1 per osservazioni e per comunicare l’eventuale adesione alla proposta formulata dall’amministrazione (doc. XVII).
1.13. Il 19 agosto 2014 l’avv. RA 1 ha aderito alla proposta di rinvio precisando che la perizia medica dovrà comprendere, oltre all’aspetto reumatologico e psichiatrico anche quello ortopedico (doc. XVIII).
I doc. XVII e XVIII sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XIX).
1.14. Con le osservazioni del 3 settembre 2014 l’UAI, riferendosi alla giurisprudenza di questa Corte, ha precisato che il perito reumatologo per formazione ed esperienza lavorativa dispone dei mezzi per valutare in modo adeguato e completo affezioni dell’apparato muscolare-scheletrico (doc. XX).
L’UAI ha anche precisato che il ricorrente dinanzi all’amministrazione aveva prodotto unicamente referti riguardanti la sola problematica somatica e che il referto del Dr. __________ è stato il primo trasmesso in ambito psichiatrico. Esso è stato prodotto dopo la decisione impugnata, ma pone una valutazione retroattiva che l’UAI ha ritenuto di dover prendere in considerazione (doc. XX).
I doc. XIX e XX sono stati inviati per conoscenza all’avv. RA 1 (doc. XXI).
1.15. Il 12 settembre 2014 l’insorgente ha precisato di aver più volte sottolineato un peggioramento anche dello stato di salute psichica di RI 1 e dunque “spettava all’AI investigare anche sullo stato di salute psichiaca dell’assicurato che ne lamentava un peggioramento”. L’avv. RI 1 ha concluso chiedendosi, se per economia processuale e celerità non sia più opportuno che il TCA ordini direttamente una perizia medica pluridisciplinare (doc. XXII).
I doc. XXI e XXII sono stati inviati all’UAI per conoscenza (doc. XXIII).
1.16. Il TCA - in data 13 aprile 2015 - ha richiamato il referto del 10 maggio 2013 del Dr. __________ al patrocinatore dell’assicurato, non essendo contenuto negli atti, ma citato dal ricorrente nel ricorso (doc. XXIV+1).
1.17. Il medesimo giorno l’avv. RA 1 ha inviato il referto a questa Corte (doc. XXIV+1) che lo ha trasmesso per osservazioni all’UAI (doc. XXV).
1.18. L’UAI ha formulato le proprie osservazioni il 15 aprile 2015 (doc. XXVI).
Il doc. XXVI è stato inviato all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. XXVII).
in diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto ad una rendita di invalidità.
Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).
L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).
Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).
2.2. Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; DTF 117 V 198 consid. 4b; DTF 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10). Se l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; Pratique VSI 1999).
Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).
2.3. Per poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti.
Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).
Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
In caso di perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si scosta, senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati).
Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso risultato (DTF 101 IV 130).
Il giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondandosi sulla diversa opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.
Questi principi sono stati confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008 nella quale il Tribunale federale ha sottolineato che:
" Per quanto concerne in particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 353 e riferimenti)."
A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
In una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.
L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:
(a livello amministrativo)
assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),
differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),
miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),
rafforzamento dei diritti di partecipazione:
-- in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);
-- alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446);
(a livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)
In caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997
Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).
Infine, il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).
Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012; 8C_5/2011 del 27 giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Al riguardo la giurisprudenza federale sottolinea costantemente che occorre tenere conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_697/2013 del 15 novembre 2013 consid. 3.2.; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4. con riferimenti; 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2.).
Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).
2.4. Per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).
L'Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:
" (…)
Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."
Secondo la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).
In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007, il Tribunale federale ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).
2.5. Con la decisione dell’8/23 aprile 2010, confermata da questa Corte con la sentenza 32.2010.148 del 25 ottobre 2010, cresciuta incontestata in giudicato, l’Ufficio AI aveva attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al periodo compreso fra il 1° settembre 2006 e il 30 aprile 2009, sulla base della documentazione medica agli atti, in particolare dei referti del medico curante Dr. __________ (cfr. doc. AI 9-1, 26-1).
La rendita è stata soppressa dal 1° maggio 2009 dopo la valutazione psichiatrica del 29 settembre 2008 del Centro peritale per le assicurazioni sociali (CPAS) (doc. AI 33-4), quella del SMR del 22 aprile 2009 (doc. AI 44-6) e la valutazione reumatologica del 3 marzo 2009 ad opera del Dr. __________ (doc. AI 38-1).
Dal punto di vista psichiatrico, i periti del CPAS avevano posto la diagnosi di “Sindrome mista ansioso depressiva, di natura reattiva (ICD 10: F 41.2)”, con una riduzione della capacità al lavoro non superiore al 40%, con prognosi benevola (doc. AI 33-8).
Nel rapporto medico del SMR del 6 maggio 2009 il Dr. __________ e il Dr. __________ avevano poi confermato la diagnosi di “Sindrome mista ansioso-depressiva, di natura reattiva, in remissione” (doc. AI 44-6) che tuttavia non giustificava – a loro parere – una riduzione della capacità lavorativa (doc. AI 44-6).
Dal punto di vista reumatologico, il Dr. __________ nel rapporto del 3 marzo 2009 aveva diagnosticato una “- Periartropatia scapolomerale sinistra su tendinopatia del muscolo subscapolare con lesioni parziali e non trasmurali del tendine; sindrome d'attrito subacromiale con contusione del grande tubercolo e borsite; piccole rotture parziali ma non trasmurali del sovraspinato (RMN spalla sinistra del 02.08.2006). -Lombalgia cronica aspecifica con componente spondilogena sinistra su discopatia L4-L5 e piccola protrusione discale intraforaminale destra senza segni di compressione radicolare.
-Cervicobrachialgia cronica maggiore a sinistra su alterazioni degenerative” (doc. AI 38-1).
Il medico aveva quindi indicato che l'assicurato nell’ultima attività svolta di commerciante di automobili, e in tutte le attività lucrative rispettose dei limiti funzionali, era abile 6 ore al giorno con pieno rendimento dalla data della perizia (doc. AI 38-5).
L’Ufficio AI ha poi quantificato al 72% la capacità lavorativa dell’assicurato, sia nell’attività di commerciante che in mansioni semplici e ripetitive, non qualificate (doc. AI 59-1).
Con la nuova richiesta di prestazioni l’assicurato ha fatto valere un peggioramento, sia dal profilo somatico che psichico, fondandosi sui referti dei medici curanti (cfr. Dr. __________, doc. AI 96-1, 120-1, 137-4; Dr. __________, doc. AI 96-8; Dr. __________, doc. AI 120-11+14; Dr. __________, doc. LAMal 6-1; Dr. __________, doc. AI 96-10+12; Dr. __________, doc. AI 96-13 e Dr. __________, doc. XXIV1).
A mente del ricorrente vi è stata una notevole recrudescenza delle patologie organiche pregresse, in particolare quelle che interessano la colonna lombare, vertebrale e della spalla sinistra, nonché un’esacerbazione della patologia psichiatrica. A queste si aggiungono “nuove invalidanti patologie”, quali le affezioni di sbilancio del carico con sovraccarico funzionale del retropiede bilateralmente e la periartropatia dell’anca sinistra (doc. I, pag. 9).
Nel certificato medico del 3 aprile 2014 il Dr. __________ ha posto la seguente diagnosi:
" (…)
I) Periatropatia tendinopatica scapolo - omerale a sinistra (PHS) con sindrome da attrito subacromiale in presenza di atrosi acromio- clavera e lesione trans murale del tendine del sovraspinato (RMN spalla sinistra del 30.10.2012) (PHS nota dal 2005 ed esacerbazioni nel corso del 2012).
II) Sindrome lombo-vertebrale cronico - recidivante su/con alterazioni statico degenerativa e discopatia lombari a più livelli: discopatia L4-L5 ed L5-S1; fissura dell'anello fibroso e lieve protrusione foraminale a dx a livello L4-L5; segni di discreta spondilo artrosi da L3 a S1 (RMN colonna lombare dell'8.10.2013 (affezione nota dal 2000 ed esacerbatasi da inizio 2012); deficit sensitivo clinicamente evidenziato all'arto inferiore sinistro sul territorio di L5, con cedimenti dell'atro di probabile origine reumatologico a carico dell'anca sinistra (consulto neurologico Dr. med. __________ di __________ il 25.09.2013 ed il 16.10.2013).
III) Periatropatia anca sinistra su tendinopatia inserzionale del trocanter major con cruralgia sinistra cronico-persistente (data inizio disturbi: marzo 2013);
IV) Sbilancio del carico con sovraccarico funzionale del retropiede bilateralmente (consulto reumatologico presso Dr. med. __________ di __________ del 23.07.2012).
V) Stato ansioso-depressivo con disturbi d’ansia generalizzati (affezione nota dal settembre 2005 ed esacerbatasi nel corso del 2013), in trattamento farmacologico con Zoloft 50 mg lx/die” (doc. AI 137-4+5).
L’insorgente ha quindi evidenziato anche un peggioramento delle limitazioni funzionali e della capacità lavorativa residua esigibile solo al 50% (doc. I, pag. 11 e cfr. referto Dr. __________ del 28 novembre 2013, doc. AI 120-1).
In sede di risposta e nelle osservazioni del 23 giugno 2014, l’Ufficio AI ha confermato le valutazioni del Servizio Medico Regionale (SMR) che in data 18 dicembre 2013 (doc. AI 126-1), 25 marzo 2014 (doc. AI 135-1) e 20 giugno 2014, tramite il Dr. __________ non ha ritenuto peggiorato lo stato di salute rispetto al 2009.
Il 30 giugno 2014 l’avv. RA 1 ha prodotto lo scritto del 27 giugno 2014 del Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, il quale, dopo aver visitato il paziente il 22 maggio e 26 giugno 2014, ha posto la diagnosi di “Episodio depressivo di media gravità (ICD 10 F32.1). Sindrome ansiosa generalizzata (ICD 10 F 41.1)”.
Il Dr. __________ ha, in particolare, evidenziato un peggioramento, nell’ultimo anno, della situazione globale psicofisica del paziente. Lo specialista ha precisato quanto segue:
" (…)
Subito dopo il primo colloquio ho proposto di intesificare la sua cura
antidepressiva e ansiolitica introducendo un secondo farmaco antidepressivo a base di Valdoxan e aumentando anche il dosaggio del farmaco, ansiolitico Xanax che egli già assumeva, non ho avuto nessuna opposizione da parte sua.
Durante il mio colloquio odierno, effettivamente, malgrado il rinforzo e
I’intensificazione della sua psicofarmacoterapia non ho ancora visto dei miglioramenti rilevanti alla sua situazione psichica che sicuramente rimane ancora critica e necessita una presa a carico di tipo psichiatrico.
La sua prognosi a breve medio termine è riservata.
Per quel che riguarda la sua inabilità lavorativa, puramente dal punto di vista psichiatrico, attualmente è nella misura completa, tutto ciò, tenendo conto della sua anamnesi, penso che sia valido già a partire dallo scorso anno.
Propongo assolutamente di procedere con dei regolari colloqui di sostegno e I’assunzione di psicofarmaci che probabilmente in futuro verrano modificati ulteriormente.
La sua presa a carico comunque non sarà facile a causa della mancanza di insight e un probabile disturbo di personalità emotivamente instabile di tipo impulsivo (ICD 10 F 60.30)”. (doc. B).
L’UAI ha sottoposto questo referto alla valutazione del SMR, il quale – tramite la Dr.ssa __________ – in data 7 luglio 2014 ha concluso che la diagnosi a livello psichiatrico è diversa da quella agli atti “pertanto non si può escludere che non vi sia stato un cambiamento dello stato di salute a livello psichiatrico che se è avvenuto è anche da valutare da quando visto le discordanze presenti ed evidenziate agli atti. Inoltre il Dr. __________ segnala la presenza possibile di un disturbo di personalità che potrebbe rendere difficile la presa a carico (non sembra che però esso mini la presa a carico medica” (doc. XVI1).
Queste conclusioni sono state confermate anche dal Dr. __________ nel rapporto del 9 luglio 2014 (doc. XVI2).
L’amministrazione, tenuto conto della globalità dei disturbi, ha quindi proposto di procedere con una perizia bidisciplinare nei settori reumatologico e psichiatrico, volta a definire le diagnosi, le limitazioni e le risorse residue dell’assicurato rispetto al 2009 (doc. XVI+1-2).
Il 19 agosto 2014 il ricorrente ha aderito alla proposta di rinvio dell’UAI con la precisazione che la valutazione reumatologica dovrà comprendere anche una valutazione ortopedica (doc. XVIII).
Nelle osservazioni del 3 settembre 2014 l’UAI ha sottolineato che il perito reumatologo per formazione ed esperienza lavorativa dispone dei mezzi per valutare in modo adeguato e completo affezioni dell’apparato muscolare-scheletrico (doc. XX).
Le argomentazioni dell’amministrazione possono essere fatte proprie dal TCA.
Infatti sulla questione delle competenze di un medico specialista in reumatologia rispetto a uno specialista in ortopedia, il Tribunale federale, in una sentenza 9C_965/2008 del 23 dicembre 2009 ha già avuto modo di sottolineare, che “come in altri settori specialistici della medicina, i confini dell’area di competenza del neurologo, dell’ortopedico e del reumatologo non sono assolutamente netti e, in generale, dipendono dal tipo di affezioni studiate e dalla terapia praticata” (cfr. RtiD 2010 II pag. 208 [9C_965/2008] consid. 4).
Questi principi sono già stati applicati da questa Corte ad esempio in una sentenza 32.2008.222 dell’8 luglio 2009, in una 32.2011.75 del 6 settembre 2011 e in una 32.2011.214 del 16 gennaio 2012, citate dall’UAI.
Nella 32.2011.75 il TCA ha concluso che nel caso di un’assicurata affetta da una sindrome lombovertebrale parzialmente lombospondilogena cronica a destra in possibile instabilità segmentale, esiti da frattura del piatto superiore della dodicesima vertebra dorsale, trattata mediante cifoplastica con fosfato di calcio il 3.3.2009, dopo trauma assiale del 31.12.2008, disturbi statici del rachide (appiattimento della dorsale con scoliosi sinistro convessa toracolombare, iperlordosi lombare), tendenza ad ipermobilità articolare, decondizionamento e sbilancio muscolare, la scelta di far allestire una perizia ad opera di un reumatologo, che si occupa delle affezioni dolorose che colpiscono le articolazioni, i muscoli, i tendini e le ossa e non da un ortopedico (l’ortopedia è la branca della medicina che si occupa delle affezioni congenite e acquisite del sistema osteoarticolare e delle strutture a esso anatomicamente e funzionalmente collegate), andava confermata.
Nella 32.2011.214 il TCA ha concluso che anche se non ha una specializzazione in ortopedia, il reumatologo per formazione ed esperienza lavorativa dispone dei mezzi per valutare in modo adeguato e completo affezioni all’apparato muscolo-scheletrico (vedi anche STF 9C_547/2010 del 26 gennaio 2010).
L’amministrazione dovrà dunque esperire una perizia bidisciplinare di tipo reumatologico e psichiatrico, volta a definire le diagnosi, le limitazioni e le risorse residue dell’assicurato rispetto al 2009.
2.6. L’avv. RI 1 – in data 12 settembre 2014 – ha chiesto se per economia processuale e celerità non sia più opportuno che la perizia medica pluridisciplinare venga ordinata direttamente dal TCA (doc. XXII).
Va rilevato che in una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento istruttorio.
Il TF ha, al riguardo, sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…).
4.4.1.1 Ist das Gutachten einer versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61 lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung delegieren dürfen.
4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten (anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet, Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.
4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG; vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei, derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat, bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten (vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.
4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens, die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür. Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5, 9C_85/2009)”.
(DTF 137 V 263-265)
In una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF 135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare gli atti all’amministrazione affinchè disponga essa stessa una perizia seguendo la procedura di cui all’art. 44 LPGA:
" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”
(STF 8C_59/2011 consid. 5.2)
Nella presente fattispecie, il TCA constata che l’UAI ha fondato la decisione impugnata esclusivamente sul parere di un suo medico interno (il Dr. __________ del SMR).
In un caso del genere, per costante prassi, il TCA, anziché ordinare esso stesso una perizia giudiziaria, rinvia gli atti all’amministrazione affinché disponga una perizia esterna ai sensi dell’art. 44 LPGA (cfr., in questo senso, STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2., STCA 35.2014.103 dell’11 marzo 2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.96 del 25 febbraio 2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.47 del 2 febbraio 2015 consid. 2.8., STCA 35.2014.66 del 22 dicembre 2014 consid. 2.9 e 35.2014.50 del 10 novembre 2014 consid. 2.13; D. Cattaneo "Les erreurs les plus fréquentes des expertises medicales dans les assurances sociales" in CGRSS n. 50 – 2014 pag. 137 seg. n. 15 pag. 140).
Per le ragioni esposte al considerando 2.5., si giustifica pertanto l’annullamento della decisione impugnata. L’Ufficio resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi, dovrà disporre un approfondimento peritale esterno (cfr. art. 44 LPGA) bidisciplinare volto a definire le diagnosi, le limitazioni e le risorse residue dell’assicurato rispetto al 2009.
Esperiti questi accertamenti medici, l’amministrazione procederà quindi ad una valutazione economica.
Quindi, in esito a tali complementi istruttori, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurato.
2.7. Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurato, patrocinato da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili.
La domanda di assistenza giudiziaria per la procedura ricorsuale diventa pertanto priva di oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).
2.8. Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).
Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
§ La decisione del 2 aprile 2014 è annullata.
§§ Gli atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al considerando 2.5..
L’Ufficio AI dovrà inoltre versare all’assicurato fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria del 22 maggio 2014.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti