Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 32.2010.118
Entscheidungsdatum
18.10.2010
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 32.2010.118

LG/sc

Lugano 18 ottobre 2010

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Daniele Cattaneo

con redattore:

Luca Giudici, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 4 maggio 2010 di

RI 1 rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 12 aprile 2010 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto, in fatto

1.1. RI 1, nata nel 1965, attiva quale operaia presso la __________ di __________, in data 4 maggio 2009 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti segnalando di essere affetta da “Sindrome lombovertebrale cronica. Epicondilopatia omero radiale cronica con st. da denervazione” (doc. AI 21-1/7).

1.2. Esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con decisione del 12 aprile 2010 (doc. AI 58-1), preavvisata con progetto dell’11 febbraio 2010 (doc. AI 53-1), ha respinto la richiesta di prestazioni AI dell’assicurata non essendo il grado d’invalidità pensionabile.

1.3. Contro questa decisione l’assicurata, rappresentata dal RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una mezza rendita d’invalidità dal mese di novembre 2009 (doc. I).

A mente della ricorrente vi è “un danno alla salute notevolmente maggiore di quanto non riconosciuto dall’amministrazione e che sicuramente essa non è in grado di riprendere un’attività lavorativa in misura superiore al 50%” (doc. I).

1.4. In data 10 agosto 2010 il RA 1 ha trasmesso lo scritto del 15 luglio 2010 della Dr.ssa __________ (doc. C1), l’esame elettroneurografico del 7 luglio 2010 dell’Ospedale Regionale di __________ (C2), i certificati medici del 23 maggio 2008 e del 15 marzo 2010 del Dr. __________ (doc. C3, C6), lo scritto dell’11 maggio 2010 del Dr. __________ dell’Ospedale Regionale di __________ (C4), e il referto del 23 aprile 2010 dell’__________ di __________ (doc. C5).

1.5. L’UAI, in risposta, sulla base della valutazione peritale del Dr. __________, svolta per conto dell’assicuratore malattia, e quella del SMR, ha confermato il proprio provvedimento e postulato la reiezione integrale del ricorso (doc. XII+bis).

1.6. Il 24 agosto 2010 l’insorgente si è riconfermato nelle proprie allegazioni ricorsuali richiamando la valutazione del medico curante Dr. __________ (doc. XIV).

Il doc. XIV è stato trasmesso all’UAI per conoscenza (doc. XV).

in diritto

In ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;

STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel merito

2.2. Il TCA è chiamato a stabilire se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha negato all’assicurata il diritto a prestazioni.

Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

Al proposito va infine ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

2.3. Nella decisione impugnata l’UAI ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurata fondandosi in primo luogo sulla valutazione del 6 marzo 2009 del Dr. __________, spec. FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, il quale dopo aver illustrato l’anamnesi della paziente, lo stato reumatologico, quello neurologico periferico e la radiologia ha posto la seguente diagnosi:

" (…)

Diagnosi

Esiti da denervazione dell'epicondilo laterale del gomito destro per epicondilopatia omero‑radiale cronica (operazione del 26.11.2008) con persistente irritazione tendoperiostale locale

Sindrome lombovertebrale cronica, attualmente moderata a netta con/da

▪ alterazioni funzionali rilevanti

▪ turbe statiche del rachide (piatto con deviazione scoliotica destroconvessa)

▪ alterazioni degenerative: secondo RM del 2005 condrosi L4/5 ed osteocondrosi L5/S1” (doc. LaMal 6-4)

Lo specialista ha così concluso la propria valutazione:

" (…)

La situazione attuale è compromessa anche dalla schiena, giustificando quindi ulteriormente un'inabilità lavorativa completa del 100% come certificata. Considerando la buona motivazione della paziente ed il decorso che ella descrive come parzialmente favorevole c'è da sperare che essa ricuperi la sua capacità lavorativa entro un mese circa. Sarà allora da considerare abile al lavoro al 50% per il lavoro svolto secondo le descrizioni fornite ed al 100% per un'attività consone alle limitazioni sopra. E' probabile che questa valutazione rimanga quella definitiva” (doc. LaMal 6-6).

L’UAI ha quindi ulteriormente valutato lo status clinico dell’assicurata il 9 febbraio 2009 presso il SMR.

Nel rapporto medico di medesima data la Dr.ssa __________, spec. in medicina del lavoro, ha posto la seguente diagnosi e valutazione:

" (…)

Diagnosi:

  • Esiti da denervazione dell'epicondilo laterale del gomito destro per epicondilopatia omero‑radiale cronica (operazione del 26.11.2008) con persistente irritazione tendoperiostale locale

  • Sindrome lombovertebrale cronica, attualmente da moderata a netta con/da

• alterazioni funzionali rilevanti

• turbe statiche del rachide (piatto con deviazione scoliotica destroconvessa)

• alterazioni degenerative: secondo RM del 2005 condrosi L4/5 ed osteocondrosi L5/S1

Valutazione/conclusione:

L’A ha presentato una IL 100% dal 10.11.2008 al 05.04.2009 ed una IL 50% dal 06.04.2009 al 03.10.2009.

Nel tempo la postazione di lavoro e gli ausili per il sollevamento ed trasporto di pesi messi a disposizione dell'A, sono stati migliorati ed ottimizzati nel riguardo delle condizioni di salute dell'A stessa, che riconosce l'attività lavorativa attuale come leggera/molto leggera.

Il coinvolgimento di Al suggerito dal dr. __________ nella sua valutazione del 06.03.2009, per trovare una sistemazione adeguata della postazione di lavoro dell'A riguardo al suo stato di salute, preferibilmente nella ditta dove lavora da circa 30 anni è stato quindi messo in atto.

È stato redatto un puntuale mansionario con sopralluogo del collocatore Sig. __________, dell'attività effettivamente svolta dall'A presso la ditta __________.

Attualmente l'attività viene svolta in piedi e senza possibilità di lavorare in posizione seduta, con posture mai fisse e prolungate: infatti è necessario che l'addetta segua il lavoro con costante movimento.

L’A riceve le buste che contengono le punte delle penne, ne effettua un controllo qualità a campione, utilizzando una piccola macchina che ha funzione di calibro.

La mansione prevede inoltre l'alimentazione del macchinario che assembla le punte delle penne, che viene effettuata alzando tali buste di peso inferiore a 5 kg.

Anche gli spostamenti sono su brevi tragitti e nella movimentazione di pesi vi è l'ausilio dì un sollevatore per movimentare e trasportare (10 m) la paletta da depositare in magazzino.

L'attività abituale dell’A risulta quindi rispettosa dei limiti già descritti dal Dr. __________ nel marzo 2009.” (doc. AI 51-1).

2.4. Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

" (…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

Per quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto segue:

" (…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)

Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

In quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc. 32.1999.124).

2.5. Nella concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute della ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio le valutazioni peritali effettuate dal Dr. __________ in ambito LaMal e dal SMR, da considerare dettagliate, approfondite e quindi rispecchianti i parametri giurisprudenziali sopra ricordati.

Il Dr. __________, spec. FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, ha infatti sottoposto l’assicurata ad un accurato esame reumatologico, per conto dell’assicuratore malattia, e nel referto peritale del 6 marzo 2009 ha diagnosticato “Esiti da denervazione dell'epicondilo laterale del gomito destro per epicondilopatia omero‑radiale cronica (operazione del 26.11.2008) con persistente irritazione tendoperiostale locale. Sindrome lombovertebrale cronica, attualmente moderata a netta con/da ▪ alterazioni funzionali rilevanti ▪ turbe statiche del rachide (piatto con deviazione scoliotica destroconvessa) ▪ alterazioni degenerative: secondo RM del 2005 condrosi L4/5 ed osteocondrosi L5/S1” (doc. LaMal 6-4).

Per quanto riguarda la capacità lavorativa lo specialista ha indicato che al momento della valutazione (6 marzo 2009), vi era un'inabilità lavorativa completa del 100%. Tuttavia, in considerazione della buona motivazione della paziente e del decorso parzialmente favorevole, il medico ha ritenuto che entro un mese l’assicurata avrebbe potuto recuperare la capacità lavorativa al 50% per il lavoro svolto ed al 100% per un'attività adeguata (doc. LaMal 6-6).

Nell’esame svolto dal Servizio medico regionale (SMR), in data 9 febbraio 2010, la Dr.ssa __________, spec. in medicina del lavoro, ha integralmente confermato la diagnosi del Dr. __________ e indicato la capacità lavorativa dell’assicurata del 100% dal 10 novembre 2008 al 5 aprile 2009, al 50% dal 6 aprile 2009 al 3 ottobre 2009 e successivamente un’inabilità del 20%, intesa come riduzione di tempo (doc. AI 51-1).

Il medico ha quindi rilevato che la postazione di lavoro e gli ausili per il sollevamento ed il trasporto di pesi sul posto di lavoro sono stati migliorati e ottimizzati in funzione delle condizioni di salute dell’assicurata che riconosce l’attività lavorativa attuale come leggera/molto leggera. L’attività viene infatti svolta in piedi e senza possibilità di lavorare in posizione seduta, con posture mai fisse e prolungate nel rispetto dei limiti fissati dal Dr. __________ (doc. AI 51-6).

Il TCA non ha motivo per distanziarsi dalla valutazione peritale del Dr. __________ e da quella del SMR, che non sono del resto state smentite da certificati medico-specialistici attestanti delle patologie invalidanti, in grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessata.

Tale non può essere il referto del Dr. __________, spec. FMH in reumatologia, che in data 15 marzo 2010 ha posto una diagnosi sovrapponibile a quella del Dr. __________ e del SMR:

" (…)

Brachialgia dx. in esiti da operazione con denervazione dell'epicondilo laterale dei gomito dx. (26.11.2008) con persistenti dolori.

Sindrome lombo‑vertebrale cronica in presenza di alterazioni statico‑degenerative e funzionali irrilevanti (doc. C6).

Il medico curante ha quindi espresso le seguenti considerazioni:

“(…)

Si tratta di una paziente che presenta da oltre 20 anni una problematica di lombalgie croniche e per questo sarebbe stata valutata in sede Al poiché questa assicurazione prenda a carico un corsetto ortotico che la paziente porta sul posto di lavoro. Dal 2008 vi si aggiunge un'epicondilopatia cronica dell'arto superiore dx. con residui dolori dopo intervento chirurgico. Tutte queste patologie, in particolare quelle della schiena porta una limitazione importante della capacità lavorativa, come descritta nella perizia del dr. __________ che condivido pienamente. Da questa perizia si evince che la paziente presenta ormai delle problematiche croniche per cui anche in un lavoro adattato come da lui descritto (con le cui valutazioni mi trovo completamente d'accordo) non può essere svolto in misura superiore al 50% e questo in maniera definitiva. Non riesco a capire con quale procedimento, e dopo la visita di quale medico specialista, l'Al abbia preso una decisione contraria rispetto al dr. __________ e descritto una capacità lavorativa dell'80% a partire dal 4.10.2009.

Per la presa a carico non rimane che quella già nota, a sapere fansantalgici in riserva, fisioterapia occasionale, eventualmente in caso di forti dolori, nuove infiltrazioni di derivati cortisonici. Da prendere sempre in considerazione un'eventuale spondilodesi, anche se i risultati sulla capacità lavorativa, sono spesso nulli.” (doc. C6).

Questa Corte deve tuttavia rilevare che il Dr. __________, contrariamente a quanto sostenuto dal Dr. __________, nel referto del 6 marzo 2009 ha specificato che “Considerando la buona motivazione della paziente ed il decorso che ella descrive come parzialmente favorevole c'è da sperare che essa ricuperi la sua capacità lavorativa entro un mese circa. Sarà allora da considerare abile al lavoro al 50% per il lavoro svolto secondo le descrizioni fornite ed al 100% per un'attività consone alle limitazioni sopra” (la sottolineatura è del redattore) (doc. Lamal 6-6).

In considerazione dei limiti funzionali indicati dal Dr. __________ e delle sue indicazioni: “Ritengo quindi d’obbligo coinvolgere l’AI per trovare una sistemazione adeguata della paziente al suo stato di salute, preferibilmente nella ditta dove lavora da ormai quasi 30 anni” (cfr. doc. LaMal 6-5), l’Ufficio AI (signor __________) ha valutato il mansionario dell’assicurata in seno alla __________ di __________, dopo che l’attività in seno all’azienda è già stata adeguata al momento dell'insorgenza dei problemi di schiena (doc. AI 47-3).

Dallo stesso emerge che RI 1 svolge le seguenti attività:

" (…)

ricezione di buste contenente punte di penne;

controllo qualità (misurazione dei pezzi) a campione;

inserire il contenuto delle buste nell’apposita macchina;

ritirare i sacchetti imballati contenenti il giusto numero di punte;

mettere i sacchetti chiusi ermeticamente nelle scatole;

con l’ausilio di un sollevatore trasportare la paletta di scatole per ca. 10 m e poi depositarla in magazzino” (doc. AI 47-1).

Il medico del SMR, Dr. __________, ha quindi evidenziato come l’attività lavorativa venga svolta in piedi e senza possibilità di lavorare in posizione seduta, con posture fisse e prolungate. L’assicurata riceve le buste che contengono le punte delle penne, ne effettua un controllo qualità a campione, utilizzando una piccola macchina che ha funzione di calibro.

L’attività prevede quindi l'alimentazione del macchinario che assembla le punte delle penne, che viene effettuata alzando tali buste di peso inferiore a 5 kg. Gli spostamenti sono su brevi tragitti e nella movimentazione di pesi vi è l'ausilio di un sollevatore per movimentare e trasportare (10 m) la paletta da depositare in magazzino.

Secondo il medico del SMR l'attività abituale dell’insorgente risulta quindi rispettosa dei limiti già descritti dal Dr. __________ nel marzo 2009 (doc. AI 51-6).

La ricorrente ha, altresì, allegato il referto del Dr. __________ del 23 maggio 2008 che tuttavia è antecedente sia alla valutazione del Dr. __________ che a quella del SMR. Nello stesso inoltre veniva unicamente diagnosticata l’epicondilite radiale e precisate le terapie a cui la ricorrente si stava sottoponendo (terapia ad onde d’urto) (doc. C3).

Per quanto riguarda lo scritto dell’11 maggio 2010 del Dr. __________, primario del __________ dell’Ospedale Regionale di __________, nello stesso lo specialista dopo aver riassunto brevemente i trattamenti subìti dalla paziente, ha rilevato la presenza di una stenosi in C5/C6 e C6/C7 che non influisce in modo sensibile con il quadro clinico. Veniva dunque consigliata una valutazione neurologica (doc. C4).

L’aspetto neurologico è quindi stato valutato con esame elettroneurografico del 7 luglio 2010 (doc. C2) da parte della Dr.ssa __________, capo clinica del __________ dell’Ospedale Regionale di __________.

Dal referto è emerso un EMG normale, in particolare “nessun’evidenza per una sofferenza neurogena nel miotoma C6 o C7dx, non sindrome del tunnel carpale dx” (doc. C2).

Infine, anche il breve scritto della Dr.ssa __________, FMH in medicina generale, non permette a questa Corte una diversa valutazione della fattispecie. La dottoressa __________, medico curante e non specialista in reumatologia, si è infatti limitata a riassumere le visite alle quali è stata sottoposta la paziente e ad indicare come più adeguata una capacità lavorativa duratura del 50%, sia per la problematica cervicale e cervicobrachiale destro che per la problematica lombare (doc. C1).

È utile ricordare che la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le certificazioni del medico curante - anche se specialista (cfr. STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. [= AJP 1/2002, p. 83]; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; STFA del 10 ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2; R. Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.).

Il medico del SMR, Dr. __________, nelle annotazioni del 16 agosto 2010, confrontato con la nuova documentazione medica, ha riconfermato la valutazione del Dr. __________ e del SMR e precisato come la valutazione effettiva del posto di lavoro corrispondesse in gran parte ai limiti funzionali e ad un’esigibilità lavorativa dell’80% (doc. XII bis).

Si ricorda tuttavia alla ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4).

In conclusione, rispecchiando la perizia del Dr. __________ e del SMR i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.4.), alle stesse può essere fatto riferimento.

Inoltre, richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che l’assicurata a partire dal 4 ottobre 2009 sia abile al lavoro nella misura dell’80% sia nella sua attuale attività lavorativa che in attività adeguate.

2.6. Appurato che la ricorrente conserva una capacità lavorativa residua dell’80% nella propria attività e in attività adeguate, nelle quali è in grado di conseguire, mettendo a frutto la sua capacità lavorativa residua, un reddito corrispondente all’80% del reddito realizzabile senza il danno alla salute (100%), ritiene che l’incapacità lucrativa della ricorrente ammonta al 20% (cfr. al riguardo DTF 114 V 310 consid. 3a pag. 313 con riferimenti; STF 9C_776/2007 del 14 agosto 2008).

Va qui rilevato che il Tribunale federale, in una sentenza 9C_294/2008 del 19 marzo 2009, ha ancora una volta ritenuto corretto considerare che un’assicurata, inabile al lavoro al massimo al 30% sia nella sua professione abituale, che in altre attività, presenta un grado di invalidità del 30%. Alla medesima soluzione l'Alta Corte è arrivata in una sentenza 8C_558/2008 del 17 marzo 2009 per un assicurato inabile al lavoro al 50% nella sua professione.

Alla luce di quanto appena esposto occorre dunque ribadire che, nel caso concreto, la ricorrente presenta un grado d’invalidità del 20% che non giustifica l’erogazione di una rendita d’invalidità.

2.7. A titolo abbondanziale, va osservato che essendo il grado di invalidità dell’insorgente del 20%, ella potrebbe teoricamente avere diritto ad una riformazione professionale.

L’art. 17 LAI prevede in particolare che:

" L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

Invalido ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

Nel caso di specie, tuttavia, la consulente in integrazione professionale ha rilevato che il contratto di lavoro è ancora in vigore e l’attività abituale è ritenuta adeguata. Dunque “si reputa di non dover mettere in atto alcuna proposta formativa” (doc. AI 52-2).

Visto quanto precede, la decisione impugnata va confermata e il ricorso respinto.

2.8. Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico della ricorrente.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso è respinto.

  2. Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurata ricorrente.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il segretario

Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti

Zitate

Gesetze

5

Gerichtsentscheide

49
  • DTF 130 V 140
  • DTF 129 V 22201.01.2003 · 5.580 Zitate
  • DTF 128 V 30
  • DTF 127 V 29401.01.2001 · 3.530 Zitate
  • ATF 125 V 35101.01.1999 · 23.981 Zitate
  • DTF 125 V 35101.01.1999 · 23.981 Zitate
  • DTF 125 V 352
  • DTF 125 V 353
  • ATF 124 I 17001.01.1998 · 2.364 Zitate
  • DTF 124 I 175
  • DTF 124 V 110
  • DTF 123 V 176
  • DTF 123 V 233
  • DTF 122 V 160
  • DTF 122 V 161
  • DTF 114 V 31001.01.1988 · 1.872 Zitate
  • DTF 114 V 313
  • DTF 113 V 28
  • DTF 107 V 21
  • DTF 104 V 31
  • DTF 104 V 212
  • 8C_535/200725.04.2008 · 1.588 Zitate
  • 8C_558/200817.03.2009 · 309 Zitate
  • 8C_828/200723.04.2008 · 1.672 Zitate
  • 9C_142/200816.10.2008 · 580 Zitate
  • 9C_294/200819.03.2009 · 124 Zitate
  • 9C_776/200714.08.2008 · 81 Zitate
  • 9C_792/200707.11.2008 · 2.463 Zitate
  • H 180/06
  • H 183/06
  • H 212/00
  • H 220/00
  • H 304/99
  • H 335/00
  • I 26/02
  • I 462/05
  • I 475/01
  • I 514/06
  • I 600/01
  • I 623/98
  • I 670/01
  • I 707/00
  • I 761/01
  • I 938/05
  • U 202/01
  • U 278/02
  • U 329/01
  • U 330/01
  • U 347/98