Quelldetails
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Rechtsraum
Schweiz
Region
Ticino
Verfugbare Sprachen
Italienisch
Zitat
TI_TCAS_001
Gericht
Ti Gerichte
Geschaftszahlen
TI_TCAS_001, 30.2010.26
Entscheidungsdatum
23.05.2011
Zuletzt aktualisiert
25.03.2026

Raccomandata

Incarto n. 30.2010.26

cs

Lugano 23 maggio 2011

In nome della Repubblica e Cantone Ticino

Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Ivano Ranzanici

con redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 4 novembre 2010 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 12 ottobre 2010 emanata da

CO 1

in materia di rendite AVS

ritenuto, in fatto

A. Il dr. RI 1, nato il __________, con decisione del 29 luglio 2010 della CO 1, è stato posto al beneficio di una rendita di vecchiaia (plafonata) di fr. 1'634 al mese, con effetto dal 1° novembre 2009, calcolata sulla base di una scala delle rendite 43 (periodo di contribuzione di 42 anni e 4 mesi) e di un reddito annuo medio determinante di fr. 70'842 (doc. 5).

B. Il provvedimento è stato confermato dalla decisione su opposizione del 12 ottobre 2010 (doc. 1), anche in seguito alle lamentele dell’assicurato, il quale sosteneva di aver contributo per 45 anni, che nel calcolo della rendita non erano stati presi in considerazione i contributi del 2009 e che l’amministrazione aveva calcolato a torto un periodo contributivo di 3, rispettivamente 11 mesi, negli anni 1998 e 1999, malgrado il pagamento di contributi completi per entrambi gli anni (doc. 3).

C. Il dr. RI 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, con un ricorso redatto in tedesco (doc. I) e tradotto in italiano (doc. III), in seguito all’ingiunzione del Giudice delegato del TCA (doc. III).

L’insorgente chiede in via principale di applicare la scala 44 e, in via subordinata, che in caso di decesso di uno dei coniugi venga applicata la scala di rendite 44.

Nel merito il ricorrente ribadisce di aver pagato i contributi ininterrottamente per 45 anni (dal 1965 al 2009), compresi gli anni 1998 e 1999. In applicazione dell’art. 29ter cifra 2 lett. a LAVS questi ultimi due anni devono essere considerati come anni di contribuzione completi pur affermando che in quel periodo “ho fatto una pausa andando all’estero e avevo mesi senza reddito”. L’interessato evidenzia che nell’ultimo paragrafo della decisione impugnata figura che la somma delle due rendite per coniugi si basa sulla scala 44, per cui in caso di decesso di uno dei coniugi questa scala deve essere confermata.

Infine l’interessato non capisce per quale motivo secondo l’art. 29bis cpv. 1 LAVS i contributi dell’ultimo anno non vengono presi in considerazione, malgrado siano, di regola, i più elevati.

D. Con risposta del 3 gennaio 2011 l’amministrazione chiede la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. VII).

E. Tramite osservazioni del 14 gennaio 2011 il ricorrente ha ribadito le sue argomentazioni ed ha prodotto la decisione della rendita di vecchiaia della sua prima moglie, __________, deceduta il __________ e con la quale ha condiviso l’attività lavorativa, dove figura che gli anni 1998 e 1999 sono stati considerati come anni completi (doc. IX).

F. Il 28 gennaio 2011 l’amministrazione ha ribadito la richiesta di reiezione del ricorso, rilevando che nel 1998 e nel 1999 il ricorrente era domiciliato nel __________, per cui il periodo contestato è privo di un rapporto assicurativo ai sensi della LAVS e i redditi del coniuge defunto non possono costituire un periodo di contribuzione (doc. XI).

G. Con scritto del 1° febbraio 2011 l’insorgente ha confermato di essere stato domiciliato nel __________ dal maggio 1997 al maggio 2008, ma di aver sempre versato ogni anno i contributi AVS ed ha ribadito le sue argomentazioni affermando che “io non ho mai chiesto che i redditi della mia moglie defunta sono da considerare ma solo che i miei propri contributi negli anni 1998 e 1999 sono da considerare e che questi anni sono, in analogia al caso della mia moglie defunta, anni completi” (doc. XIII).

H. Il 12 aprile 2011 il TCA ha interpellato l’insorgente chiedendogli:

" con riferimento alla vertenza a margine, rileviamo che lei contesta, tra l’altro, il conteggio dei contributi degli anni 1998 e 1999, periodo durante il quale era domiciliato a __________.

Dagli atti prodotti dalla Cassa CO 1 emerge che vi è una registrazione di un reddito come indipendente nei primi tre mesi del 1998 per fr. 14'700 e di un reddito per l’attività svolta presso la __________ (in liquidazione) per i mesi da luglio a dicembre 1999 per complessivi fr. 32'102 (doc. 8). Nel suo ricorso, nella versione in tedesco, afferma inoltre di aver preso una pausa negli anni 1998 e 1999 e, in quel periodo, di non aver conseguito alcun reddito (cfr.doc. I, punto 2: “In den Jahren 1998 und 1999 hatte ich eine Auszeit genommen und während 3 und 11 Monaten kein Einkommen erzielt”).

Ai fini del giudizio le chiediamo di voler prendere posizione in merito e, se non ritiene corretto quanto sopra riportato, di produrre documentazione atta a stabilire un periodo di contribuzione e/o un ammontare dei redditi conseguiti diversi rispetto a quanto indicato.” (doc. XV)

I. Il 13 aprile 2011 l’insorgente ha risposto rinviando ai suoi precedenti scritti e precisando che “ho scritto che nel 1998 e 1999 ho fatto una pausa andando al estero e avevo mesi senza reddito, ma anche nel 1998 e 1999 ho sempre pagato i miei contributi AVS alla “Ausgleichhskasse __________” (vede allegato, 1998: Fr. 1'438.35 e 1999: Fr. 2'265.45, l’altra meta dei contributi della __________ era per la mia moglie defunta __________)” (doc. XIV).

L. In data 26 aprile 2011 il TCA ha interpellato la Cassa di compensazione del Canton __________ chiedendo:

" (…)

Auf dem individuellen Konto von RI 1 werden in den Jahren 1998 und 1999 Beitragszeiten vom 3 (1-3) bzw. 6 (7-12) Monate aufgezeichnet.

Herr RI 1 sagt aber, dass es keine Beitragslücken gibt, weil er immer AHV Beiträge bezahlt hat. Er verlangt eine Rentenskala 44.

RI 1 sagt, dass er und seine Frau __________ (nr. AHV __________), geboren am __________, in den Jahren 1998 und 1999 bei der Ausgleichskasse __________ volle AHV Beiträge bezahlt haben (siehe Beilage, dok. C: Rechnung 24.09.99 und 17.12.99 der Ausgleichskasse __________).

Zur Abklärung des Falles wollen wir wissen (innert 10 Tagen):

  1. Haben RI 1 und/oder seine Frau __________ in den Jahren 1998 und 1999 volle AHV Beiträge bezahlt (bitte senden Sie uns einen Auszug des individuelles Konto 1998/1999 von __________ und von RI 1)?

  2. Warum steht in der Rechnung __________ (siehe dok. C) “total 01-12.98” und nicht “nur” “01-03.98”? Hat er RI 1 im Jahr 1998 die AHV Beiträge nur für die Monate Januar-März bezahlt oder hat er die AHV Beiträge auch für die Monate April-Dezember bezahlt?

  3. Bemerkungen.” (doc. XVII)

M. Con risposta 3 maggio 2011 la Cassa di compensazione del Canton __________ ha affermato:

" (…)

  1. Herr und Frau RI 1 waren Gesellschafter der Kollektivgesellschaft “__________ Dr. __________.”. In der AHV gelten Teilhaberinnen und Teilhaber von Kollektivgesellschaften ungeachtet des Ausmasses ihrer persönlichen Mitwirkung in der Gesellschaft als Selbständigerwerbende. Im Handelsregister wurde die Kollektivgesellschaft nach beendigter Liquidation gelöscht, weshalb die Abrechnungskonten 269.605 (Herr RI 1) und 269.597 (Frau __________) per 31. März 1998 in Abgang genommen wurde. Aus diesem Grund haben beide Personen einen IK-Eintrag nur für die Zeit von Januar-März 1998.

Am 20. September 1999 wurde die __________ (__________) ins Handelsregister eingetragen. Gemäss eingereichtem Fragebogen (siehe Beilage) erfolgte die Tätigkeitsaufnahme bereits per 1. Juli 1999, weshalb wir die __________ per diesem Datum unter der Abrechnungsnummer __________ erfasst haben.

Der Auszug aus dem individuellen Konto der Kassen-__________ (__________) sowohl von Herrn als auch von Frau __________ finden sie beiliegend.

  1. Betreffend Rechnung __________ verweisen wir vorab auf Punkt 1 sowie auf die beiliegende Nachtragsverfügung vom 24. September 1999. Herr RI 1 hat deshalb über die Abrechnungsnummer __________ nur für die Monate Januar – März 1998 AHV-Beiträge bezahlt.

“Total 01-12.1998” steht nur deshalb auf der Rechnung, weil darauf ebenfalls noch die Zeitperiode 04-12.1998 mit. Fr. 0.00 (keine Beitragserhebung!) erwähnt ist!

  1. Keine weiteren Bemerkungen.” (doc. XVIII, evidenziazioni originali)

N. Gli accertamenti sono stati trasmessi alle parti per una presa di posizione (doc. XIX e XX).

O. In data 9 maggio 2011 l’insorgente ha rinviato alle precedenti prese di posizione ed in particolare al caso della defunta moglie dove gli anni 1998 e 1999 vengono considerati come completi (doc. XXI), mentre il 16 maggio 2011 l’amministrazione, dopo aver chiesto la concessione di una proroga a causa di altre pratiche in sospeso, ha confermato le sue osservazioni (doc. XXIII).

in diritto

in ordine

  1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; e giurisprudenza ivi citata).

nel merito

  1. In concreto oggetto del contendere è la questione di sapere se l’amministrazione ha calcolato correttamente la rendita del ricorrente.

  2. A norma dell'art. 21 cpv. 1 LAVS hanno diritto alla rendita di vecchiaia gli uomini che hanno compiuto 65 anni e le donne che hanno compiuto 64 anni.

Per l’art. 21 cpv. 2 LAVS il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l’età stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte del beneficiario.

Possono pretendere una rendita ordinaria di vecchiaia o per superstiti tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati almeno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assistenziali, oppure i loro superstiti (art. 29 cpv. 1 LAVS).

A seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

Il calcolo della rendita di vecchiaia è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età conferente il diritto alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter cpv. 1 LAVS).

Secondo l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi, durante i quali:

una persona ha pagato i contributi (lett. a);

  • il suo coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato almeno il doppio del contributo minimo (lett. b);

  • possono essere computati accrediti per compiti educativi o d’assistenza (lett. c).

Inoltre, la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato (art. 29 quater LAVS).

Esso si compone:

  • dei redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a);

  • degli accrediti per compiti educativi (lett. b);

  • degli accrediti per compiti assistenziali (lett. c).

La somma dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS).

Il reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

Il reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

  1. Sono presi in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

I contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS).

Secondo l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per metà a ciascun coniuge se:

  • entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a);

  • una persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia (lett. b);

  • il matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c).

Tuttavia sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi conseguiti:

  • tra il 1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

  • i periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. b LAVS).

  1. Secondo l’art. 35 cpv. 1 LAVS, la somma delle due rendite per coniugi ammonta al massimo al 150% dell’importo massimo della rendita di vecchiaia se:

a. entrambi i coniugi hanno diritto ad una rendita di vecchiaia;

b. uno dei coniugi ha diritto a una rendita di vecchiaia e l’altro a

una rendita dell’assicurazione per l’invalidità.

L’art. 35 cpv. 3 LAVS prevede che:

" Le due rendite devono essere ridotte in proporzione alla loro quota-parte alla somma delle rendite non ridotte. Il Consiglio federale disciplina i dettagli, in particolare la riduzione delle due rendite assegnate agli assicurati con durata di contribuzione incompleta."

Facendo uso di questa facoltà, il Consiglio federale ha emanato l’art. 53bis OAVS del seguente tenore:

" Se uno dei coniugi non presenta una durata di contribuzione completa, l’importo massimo delle due rendite corrisponde a una percentuale dell’importo massimo in caso di rendite complete (art. 35 cpv. 1 LAVS). Questo importo è determinato addizionando la percentuale corrispondente alla scala di rendite più bassa e il doppio della percentuale corrispondente alla scala di rendite più elevata (art. 52). Questo totale deve essere diviso per tre."

Tuttavia le rendite dei coniugi non vengono ridotte se essi non vivono più in comunione domestica a seguito di una decisione giudiziaria (art. 35 cpv. 2 LAVS).

L’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha precisato che la norma prevista all'art. 53bis OAVS, secondo cui l'importo massimo delle due rendite corrisponde a una percentuale dell'importo massimo in caso di rendite complete qualora uno dei due coniugi non presenta una durata di contribuzione completa, è conforme alla legge (Pratique VSI 2001 pag. 64 segg.).

  1. Nel caso di specie RI 1, nato il __________, con il compimento del 65° anno di età, ha diritto ad una rendita di vecchiaia con effetto dal 1° novembre 2009. Infatti il diritto al beneficio di una rendita nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui l’assicurato ha raggiunto l’età pensionabile (art. 21 cpv. 2 LAVS).

L’insorgente contesta innanzitutto la scala di rendita calcolata dalla Cassa, evidenziando di aver contribuito per 45 anni, senza nessuna lacuna contributiva.

Con la decisione contestata l’interessato è stato messo al beneficio di una rendita calcolata sulla base di un periodo di contribuzione effettivo di 42 anni e 4 mesi per una scala 43.

Va innanzitutto evidenziato che per il calcolo della rendita di vecchiaia dell’assicurato (classe 1944) fa stato il periodo di contribuzione dal 1° gennaio 1965 (1° gennaio susseguente il 20.o anno di età) fino al 31 dicembre 2008 (31 dicembre che precede il compimento del 65o anno di età). Infatti l’art. 29 bis cpv. 1 LAVS prevede che il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento assicurato (età conferente il diritto alla rendita o decesso).

Ne segue che il periodo massimo di contribuzione non può superare i 44 anni.

Va comunque rilevato che per l’art. 52c OAVS i periodi di contribuzione tra il 31 dicembre precedente l’insorgere dell’evento assicurato e il sorgere del diritto alla rendita possono essere computati per colmare lacune di contribuzione. I redditi provenienti da un’attività lucrativa realizzati durante questo periodo non sono tuttavia presi in considerazione per il calcolo della rendita.

Per cui i periodi di contribuzione dell’anno di pensionamento (2009) possono venir presi in considerazione.

Nel caso di specie l’insorgente ha un periodo di contribuzione completo, eccetto negli anni 1998, 1999 e 2007, quando ha pagato contributi per 3 mesi (1998), per 6 mesi (1999) e per 7 mesi (2007, cfr. pag. 7-8 doc. 6).

Il ricorrente contesta le registrazioni del 1998 e del 1999 rilevando di aver pagato contributi completi anche in quegli anni, come emergerebbe inoltre dalla decisione della rendita di vecchiaia della prima moglie deceduta il __________ (doc. B1).

  1. A norma dell'art. 30ter LAVS per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi è tenuto un conto individuale (CI), sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo delle rendite ordinarie. Il Consiglio federale precisa i particolari. I redditi di un’attività lucrativa, ottenuti da un lavoratore e dai quali il datore di lavoro ha trattenuto i contributi legali, sono annotati nel conto individuale, anche se il datore di lavoro non ha versato i contributi alla cassa di compensazione.

Secondo l’art. 141 OAVS l’assicurato ha il diritto di esigere da ogni cassa di compensazione che tiene per lui un conto individuale un estratto delle registrazioni ivi fatte, con indicazione degli eventuali datori di lavoro. L’estratto di conto è rilasciato gratuitamente (cpv. 1). L’assicurato può chiedere inoltre alla cassa di compensazione competente per la riscossione dei contributi, o a un’altra cassa di compensazione, estratti di tutti i conti individuali tenuti per lui da ogni singola cassa di compensazione. Gli assicurati all’estero indirizzano la domanda alla Cassa svizzera di compensazione (cpv. 1bis).

L’assicurato può chiedere alla cassa di compensazione una rettificazione dell’estratto entro 30 giorni dal ricevimento. La cassa di compensazione si pronuncia mediante decisione (cpv. 2). Se non è domandato nessun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettificazione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l’evento assicurato, soltanto quando gli errori di registrazione siano evidenti o debitamente provati (cpv. 3).

Questo vale anche se si tratta di iscrizioni non complete, come la non registrazione di contributi versati (DTF 110 V 97 consid. 4).

Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha anche precisato che la regola in tema di prova indicata all'art. 141 cpv. 3 OAVS, non esclude l'applica­zione del principio inquisitorio. La prova piena deve essere fornita secondo le regole usuali sull'assunzione e l'onere della prova prevalenti nell'assicurazione sociale, l'obbligo di collaborare della parte essendo in questo caso accresciuto (DTF 117 V 261 = RCC 1992 pag. 378).

Le correzioni possono essere estese a tutto il periodo di contribuzione dell'assicurato, quindi anche agli anni per i quali un pagamento dei contributi arretrati non sarebbe più possibile, a causa del termine quinquennale di perenzione ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS (DTF 117 V 263; RCC 1984 pag. 460 consid. 1). Tuttavia, in tale ambito le casse di compensazione non sono autorizzate a statuire in merito a questioni giuridiche, quando l'assicurato poteva sollevarle in sede di ricorso (RCC 1984 pag. 184, 459).

Secondo la giurisprudenza dell’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), i contributi versati a nome di uno dei coniugi ed iscritti nel proprio CI non possono essere più trasferiti, dopo il termine di cinque anni della perenzione ex art. 16 cpv. 1 LAVS, nel conto dell'altro coniuge, a meno che si tratti di un errore di registrazione ai sensi del citato art. 141 cpv. 3 OAVS (cfr. in tal senso anche sentenza H 272/01 del 19 novembre 2001). Trattasi, ad esempio, di un errore di registrazione quando i contributi sono iscritti nel conto individuale della moglie, ma versati dal marito, a seguito delle decisioni di contribuzione intimate a quest'ultimo (RCC 1984 pag. 459).

  1. In concreto l’insorgente stesso afferma che “non ho chiesto che i redditi della mia moglie defunta sono da considerare ma solo che i miei propri contributi negli anni 1998 e 1999 sono da considerare e che questi anni sono, in analogia della mia moglie defunta, anni completi” (doc. XIII).

Giova qui rammentare che la procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio. Il Tribunale accerta d'ufficio, con la collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all'assunzione di mezzi probatori che le parti hanno notificato. Alla fattispecie in discussione è applicabile la Lptca, che prevede la massima dell'ufficialità, il principio inquisitorio e quello dell'applicazione d'ufficio del diritto (in questo senso: Marco Borghi e Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, edito dalla CFPG, Lugano, ad art. 18 pag. 89 e segg.; cfr. inoltre STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA I 83/01 del 31 maggio 2001; STFA U 429/00 del 13 marzo 2001; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). È dunque compito del giudice chiarire d'ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell'obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale, in: Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz, in: Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell'assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; Beati in: Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg).

Su questi aspetti, si veda in particolare: Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

L'obbligo di accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in caso di mancata prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova.

  1. In concreto l’insorgente non ha comprovato e neppure reso verosimile di aver versato contributi per un periodo diverso rispetto a quello preso in considerazione dall’amministrazione, né che vi sia stato un errore nella registrazione dei suoi redditi o dei redditi della sua prima moglie.

Anzi, dagli accertamenti effettuati da questo Tribunale presso la Cassa di compensazione del Canton __________, dove l’insorgente ha affermato di aver pagato i contributi nel 1998 e nel 1999 (doc. XVI), è emerso che la registrazione dei redditi è corretta (doc. XVIII ed allegati e consid. M: “Aus diesem Grund haben beide Personen einen IK-Eintrag nur für die Zeit von Januar-März 1998” e ”Gemäss eingereichtem Fragebogen (siehe Beilage) erfolgte die Tätigkeitsaufnahme bereits per 1. Juli 1999, weshalb wir die __________ per diesem Datum unter der Abrechnungsnummer __________ erfasst haben”).

Lo stesso ricorrente ha del resto affermato che in quegli anni si è preso una pausa “andando all’estero e avevo mesi senza reddito.” (doc. III; cfr. anche doc. I: “In den Jahren 1998 und 1999 hatte ich eine Auszeit genommen und während 3 und 11 Monaten kein Einkommen erzielt”).

Ora, si ha un anno intero di contribuzione quando una persona è stata assicurata secondo gli articoli 1a o 2 LAVS durante più di undici mesi in totale e se, durante detto periodo, essa ha versato il contributo minimo o se presenta periodi di contribuzione secondo l’articolo 29ter capoverso 2 lettere b e c LAVS.

Ciò non è il caso dell’insorgente che nel periodo di mancata contribuzione è stato domiciliato all’estero, nel __________, non ha lavorato in Svizzera e non era assicurato alla LAVS.

Inoltre, a causa del suo domicilio all’estero, un eventuale pagamento di contributi da parte della defunta moglie, non può essergli d’aiuto. In questo senso un diverso calcolo della rendita di vecchiaia della prima moglie (cfr. doc. B2), non modifica la sua situazione.

Ciò trova conferma nel marginale 5008 delle direttive sulle rendite che prevede:

" En revanche, la période durant laquelle une personne n’a pas été soumise à l’assurance su sens des art. 1a et 2 LAVS et de l’art. 1a LAI n’est pas considérée comme une période de cotisations.”

Ciò è il caso del ricorrente.

Ne segue che a giusta ragione l’amministrazione ha colmato le lacune del 2007 (5 mesi) e di parte del 1999 (5 mesi su 6) con i 10 mesi di contribuzione dell’anno del pensionamento (2009, art. 52c OAVS), per un periodo di contribuzione totale di 43 anni e 2 mesi e una scala di rendita 43.

  1. L’insorgente non contesta l’ammontare del reddito annuo medio (RAM), che del resto si evince dalle registrazioni dei conti individuali agli atti per un importo complessivo di fr. 2'176’313, ma afferma di non capire per quale motivo non vengono presi in considerazione i contributi versati nel 2009.

Va innanzitutto rammentato che il reddito annuo medio (RAM) è composto dalla somma risultante dai redditi da attività lucrativa, dopo lo splitting dei redditi dei coniugi, e dagli eventuali accrediti per compiti educativi computabili durante il proprio periodo di contribuzione. Il tutto deve essere diviso per gli anni di contribuzione.

Per quanto concerne i redditi del 2009 (anno del pensionamento) l’insorgente si lamenta del fatto che questi importi, di norma più alti rispetto a quelli degli anni giovanili, in applicazione dell’art. 29bis cpv. 1 LAVS (cfr. consid. 3), non fanno parte del reddito annuo medio.

Va qui evidenziato che, trattandosi di una norma contenuta in una legge federale, né il Tribunale federale né le altre autorità amministrative e giudiziarie possono esaminarne la costituzionalità (art. 190 Cost. fed.). Del resto l’insorgente si limita ad affermare di non capire per quale motivo questi contributi non vengono presi in considerazione ma non sostiene che la norma sarebbe contraria alla Costituzione (cfr. doc. III). Ora, il motivo per cui non rientrano nel calcolo della rendita risiede proprio nella volontà del legislatore contenuta nell’art. 29bis cpv. 1 LAVS da cui il Giudice non può scostarsi.

Ne segue che la decisione della Cassa di non prendere in considerazione i redditi del ricorrente conseguiti nel 2009, ma solo il relativo periodo di contribuzione (art. 29bis cpv. 1 LAVS e 52c OAVS), è corretta.

La somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi e dei salari di cui all’art. 33ter LAVS (cfr. art. 30 cpv. 1 LAVS) e divisa per gli anni di contribuzione. Il fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (cfr. art. 30bis LAVS, art. 51 OAVS) e varia a seconda della prima registrazione sul conto individuale dell’assicurato determinante per la rendita.

Nel caso che ci occupa la prima registrazione determinante da prendere in considerazione è quella del 1965.

Pertanto, dalle citate tavole, il fattore di rivalutazione risulta essere l’1.378. L'importo rivalutato va poi diviso per il periodo effettivo di contribuzione (42 anni e 4 mesi).

Ne discende che la media dei redditi da attività lucrativa si fissa in fr. 70’842 (2'176’313 X 1.378 : 42 anni e 4 mesi), arrotondato all’importo immediatamente superiore secondo le tabelle UFAS in fr. 71'136 per una rendita mensile di fr. 2'086.

Ritenuto che la seconda moglie, nata nel __________, con la quale è coniugato dal __________ (doc. 9), ha diritto alla rendita massima di fr. 2'280 (doc. 6), calcolata sulla scala 44, occorre ora verificare se le rendite dei due coniugi superano il 150% dell'importo massimo previsto dall'art. 35 cpv. 1 LAVS. Se ciò è il caso, le stesse devono essere ridotte (cfr. RDAT II-1998 N. 55 pag. 205 segg.).

Poiché una rendita è stata fissata sulla base di una durata di contribuzione incompleta, l’importo massimo è il 150% di quello previsto per la scala di rendita da determinare secondo l’art. 53 bis OAVS.

Quindi, nel caso che ci occupa, la scala di rendita determinante per giungere all’importo massimo ai sensi dell’art. 53bis OAVS, è calcolato addizionando la scala di rendite più bassa (la scala di rendita 43 del marito) e il doppio della scala di rendite più elevata (la 44 della moglie), il tutto deve essere diviso per tre.

In concreto la scala di rendita di riferimento è la 44; l’importo massimo erogabile utilizzando quella scala di rendita nel 2009 è di fr. 2’280 (cfr. tabelle sulle rendite edite dall’UFAS).

Considerato che la somma delle due prestazioni attribuite ai coniugi (2’280 + 2’086 = fr. 4’366) eccede il 150% di fr. 2’280 (fr. 3’420), le due rendite devono essere ridotte in proporzione alla quota-parte della somma delle rendite non ridotte (art. 35 cpv. 3 LAVS).

Per determinare la rendita ridotta bisogna moltiplicare l'ammontare della rendita individuale per il 150% della rendita massima della scala 44. L’importo così ottenuto va poi diviso per la somma complessiva delle rendite dei coniugi.

Quindi per il marito la rendita ridotta ammonta, nel 2009, a fr. 1'634 (2’086 X 3’420 : 4’366), mentre quella della moglie, sempre nel 2009 a fr. 1'786 (2’280 X 3’420 : 4’366). In questo modo la somma delle due prestazioni ridotte corrisponde al 150% dell’importo massimo della scala 44 (1'634 + 1’786 = 3'420), come calcolato rettamente dalla Cassa.

  1. L’insorgente chiede che nel caso di decesso di uno dei due coniugi la rendita venga calcolata sulla base della scala 44.

Va qui evidenziato che per costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).

Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF 125 V 414 consid. 1A; DTF 119 Ib 36 consid. 1b).

In concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto della decisione su opposizione impugnata ossia il calcolo della rendita mensile di vecchiaia del ricorrente erogata dal 1° novembre 2009.

Questo Tribunale non può invece decidere su ipotesi future non verificatesi.

Infatti, l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata, ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a).

Abbondanzialmente va comunque evidenziato che la Cassa ha rettamente rilevato come la scala 44 è determinante per il calcolo del plafonamento delle rendite. Ciò non significa che in caso di decesso della moglie, stanti le leggi attuali, la rendita del ricorrente si calcolerebbe sulla scala 44.

  1. Infine, quanto alla circostanza, sollevata dall’insorgente, che l’amministrazione avrebbe fatto riferimento, nella decisione impugnata, alle direttive applicabili alle rendite d’invalidità e agli assegni per grandi invalidi, va evidenziato da una parte che in realtà la Cassa ha fatto riferimento alle direttive sulle rendite (DR; cfr. decisione impugnata, pag. 2 e risposta di causa) e dall’altra che comunque la Cassa ha calcolato correttamente l’ammontare della prestazione.

  2. Alla luce di tutto quanto sopra, la decisione impugnata deve essere confermata, mentre il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, va respinto.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

  1. Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

  2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

  3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti

Zitate

Gesetze

20

Gerichtsentscheide

20
  • DTF 131 V 16401.01.2005 · 7.325 Zitate
  • DTF 130 V 38801.01.2004 · 710 Zitate
  • DTF 125 V 195
  • DTF 125 V 414
  • DTF 122 V 36
  • DTF 121 V 366
  • DTF 119 Ib 36
  • DTF 117 V 26101.01.1991 · 1.354 Zitate
  • DTF 117 V 263
  • DTF 117 V 264
  • DTF 115 V 113
  • DTF 110 V 51
  • DTF 110 V 97
  • 9C_211/201018.02.2011 · 2.503 Zitate
  • 9C_792/200707.11.2008 · 2.463 Zitate
  • C 22/06
  • H 272/01
  • I 83/01
  • U 429/00
  • U 94/01