Raccomandata
Incarto n. 30.2007.52
TB
Lugano 7 maggio 2008
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 18 luglio 2007 di
RI 1
contro
la decisione su opposizione del 19 giugno 2007 emanata da
Cassa CO 1
in materia di contributi AVS
ritenuto in fatto
A. Il 22 novembre 2005 (doc. A2) la Cassa CO 1 ha emesso il conguaglio dei contributi personali di RI 1 come indipendente per l'anno 2001. Dall'importo totale di Fr. 10'941,65 dovuto dall'assicurato per contributi e spese, è stato dedotto il versamento degli acconti ammontanti a Fr. 2'602,20 già effettuato negli anni 2001 e 2002, per ottenere un saldo a favore della Cassa di compensazione di Fr. 8'339,45.
Con un'analoga decisione di pari data (doc. A3), la Cassa ha fissato in Fr. 18'686,45 i contributi personali e le spese dovute dall'assicurato per il 2002. Da questa somma è stato poi dedotto l'importo di Fr. 2'602,20 versato come acconto, perciò la Cassa gli ha chiesto il pagamento di Fr. 16'084,25 a saldo.
Infine, la Cassa di compensazione ha stabilito in Fr. 11'247,45 l'ammontare dei contributi e spese dovuti per l'anno di contribuzione 2003. Tenendo conto degli acconti di Fr. 2'506,60 già corrisposti, con decisione del 21 marzo 2006 (doc. A4) essa ha postulato il pagamento della differenza di Fr. 8'740,85.
Queste somme dovevano essere accreditate sul conto dell'amministrazione entro 30 giorni dalla data della fattura.
B. Il 16 maggio 2007 la Cassa di compensazione ha emesso tre decisioni che fissavano per gli anni 2001, 2002 e 2003 gli interessi di mora sui summenzionati contributi personali AVS/AI/ IPG/AF che l'assicurato doveva versare a saldo, conteggiando gli importi di Fr. 1'255,55 rispettivamente di Fr. 1'617,35 e di Fr. 546,30 da pagare entro trenta giorni dalla data della decisione.
C. Contro la decisione su opposizione del 19 giugno 2007 (doc. A1) della Cassa che ha respinto la sua opposizione del 14 giugno precedente, l'assicurato ha inoltrato ricorso al TCA il 18 luglio 2007 (doc. I), chiedendo l'annullamento della decisione che conferma la fissazione degli interessi di mora per gli anni 2001-2003. L'insorgente ha rilevato l'inesistenza di un debito a titolo di interessi di mora, poiché i conguagli dei contributi personali emessi dalla Cassa erano a saldo dei debiti AVS per quei periodi contributivi, quindi il creditore ha manifestato la volontà di quantificare definitivamente il suo credito a saldo e, conseguentemente, di rinunciare espressamente a riscuotere, per esempio, degli interessi di mora. Infatti, nella distinta dei conguagli non appaiono gli interessi di mora. Inoltre, l'aver intimato all'assicurato il calcolo degli interessi di mora a distanza di anni viola il principio della buona fede, poiché sarebbe assimilabile al principio venire contra factum proprio. Peraltro, la Cassa ha considerato l'esistenza di una situazione di mora e dei relativi interessi solo dopo l'infruttuoso scadere del termine di 30 giorni per procedere al pagamento così come espressamente menzionato nella decisione di conguaglio, modificando ogni altra regola ancorata alla legge. Infine, l'insorgente sostiene che le decisioni di fissazione degli interessi di mora costituiscono un'evidente e sostanziale modifica della posta di debito originariamente vantata ed esposta in conformità della legge, circostanza che però non può trovare fondamento in virtù del solo potere d'apprezzamento della Cassa. Solleva poi l'eccezione di prescrizione del credito richiesto.
D. Con risposta del 23 agosto 2007 (doc. III) la Cassa convenuta ha confermato la decisione su opposizione, ribadendo che la richiesta del pagamento degli interessi di mora si basa sul fatto che il ricorrente non ha segnalato alla Cassa, in virtù dell'art. 24 cpv. 4 OAVS, le modifiche significative riguardanti l'aumento del suo reddito negli anni di contribuzione in oggetto e, conseguentemente, non ha chiesto di adeguare gli acconti. Poiché il credito per i contributi personali per gli anni 2001-2003 non era ancora estinto (art. 16 cpv. 2 e 3 LAVS), l'amministrazione ha emanato le decisioni del 16 maggio 2007 con cui ha dunque tempestivamente chiesto il versamento degli interessi di mora maturati in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, non violando così la buona fede dell'interessato. Infine, ha ribadito che il calcolo degli interessi di ritardo può essere eseguito soltanto dopo che è venuta a conoscenza della data di accredito sul suo conto corrente dell'importo dei contributi dovuti quale conguaglio.
E. Il ricorrente ribadisce che il credito vantato dalla Cassa si è estinto con il pagamento del saldo dei contributi AVS/AI/IPG/AF, pertanto gli interessi di mora non hanno ragione d'essere (doc. V). Ha poi evidenziato che gli interessi di mora iniziano a decorrere dallo scadere del termine di 30 giorni per il pagamento del saldo dovuto e non, come sostiene la Cassa, con effetto retroattivo (doc. VII). L'amministrazione ha osservato che il calcolo degli interessi di ritardo avviene successivamente all'emissione del conguaglio ed al relativo pagamento, e che l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS esclude quella della lettera e (doc. IX).
considerato in diritto
in ordine
Infatti, con STCA del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3) questo Tribunale ha emanato una decisione di principio concernente una fattispecie analoga alla presente, nella composizione di tre giudici, ed ha respinto il ricorso con argomentazioni che verranno riprese anche in questa sede (cfr. anche STCA del 2 maggio 2007, inc. n. 30.2007.6; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.16; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.21; STCA del 13 giugno 2007, inc. n. 30.07.22; STCA del 9 luglio 2007, inc. n. 30.07.12; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.23; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.24; STCA dell'11 luglio 2007, inc. n. 30.07.25; STCA del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.19; STCA del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.26; STCA del 25 luglio 2007, inc. n. 30.07.29; STCA del 4 settembre 2007, inc. n. 30.2007.28; STCA del 5 settembre 2007, inc. n. 30.2007.31; STCA del 17 settembre 2007, inc. n. 30.2007.27).
2.Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche alla LAVS.
Da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF H 178/05 del 24 gennaio 2007 consid. 6.1; DTF 130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid. 4b).
Per contro, per quanto attiene alle disposizioni formali (procedurali) della LPGA, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la questione intertemporale, stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF H 178/05 del 24 gennaio 2007 consid. 6.1; DTF 130 V 4 consid. 3.2).
In concreto, la decisione impugnata si riferisce alla fissazione di interessi di mora dovuti dal ricorrente sull'apparente ritardo nel pagamento di contributi personali AVS/AI/IPG/AF concernenti gli anni 2001, 2002 e 2003. Le decisioni (formale e su opposizione) della Cassa di compensazione sono invece state emanate nel corso del 2007.
Pertanto, mentre per l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA, per quanto concerne la fissazione degli interessi di mora per gli anni 2001 e 2002 vanno applicate le norme sostanziali in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Per gli interessi di ritardo sul pagamento dei contributi dell'anno 2003 fanno invece stato sia le norme procedurali sia le disposizioni materiali in essere dal 1° gennaio 2003.
nel merito
Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.
Giusta l'art. 14 cpv. 4 LAVS, il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio (lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati (lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi rimunerativi (lett. e).
A quest'ultimo proposito va osservato che con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e dell'art. 14 cpv. 4 LAVS relativa alla riscossione di interessi di mora ed il pagamento di interessi rimunerativi è stata abrogata. Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni sono retti dall'art. 26 LPGA e quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA.
Secondo il capoverso 2, le casse di compensazione stabiliscono i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile dell'anno di contribuzione. Possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde manifestamente al reddito presumibile.
Se durante o dopo l'anno di contribuzione risulta che il reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di compensazione adeguano i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS).
Giusta l'art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito presumibile.
Per il capoverso 5, se entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non vengono presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d'acconto, le casse di compensazione fissano i contributi d'acconto dovuti in una decisione.
In virtù dell'art. 25 cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i contributi dovuti per l'anno di contribuzione in una decisione e procedono alla compensazione con i contributi d'acconto pagati.
Secondo l'art. 25 cpv. 2 OAVS, i contributi non versati dagli assicurati vanno pagati entro trenta giorni a contare dalla fatturazione.
Le casse di compensazione devono restituire o compensare i contributi non dovuti (art. 25 cpv. 3 OAVS).
È compito delle casse di compensazione domandare alle competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie al calcolo dei contributi per le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente. Le autorità fiscali devono aggiungere i contributi versati all'AVS/AI/IPG (art. 27 cpv. 1 OAVS).
Secondo l'art. 27 cpv. 2 OAVS, le autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno fiscale alle casse di compensazione.
L'autorità fiscale cantonale che non ha ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito conformemente all'art. 23 trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa cantonale di compensazione. Questa li inoltra, ove occorra, alla cassa di compensazione competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).
Infatti, giusta l'art. 41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:
a. di regola, le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;
b. le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i contributi sono dovuti;
c. i datori di lavoro, sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale fatturazione;
d. i datori di lavoro, sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine;
e. le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale fatturazione;
f. le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine.
Gli interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione, sempre che i contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv. 2 OAVS).
In virtù dell'art. 42 cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS).
Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre 2003).
A proposito degli articoli riguardanti gli interessi di mora, va ricordato che le Disposizioni finali della modifica del 1° marzo 2000 prevedono espressamente che a partire dalla loro entrata in vigore (dal 1° gennaio 2001), gli artt. 41bis cpv. 1 lett. a-e e 2, 41ter e 42 OAVS si applicano a tutti i contributi ancora da pagare o da restituire (cpv. 4).
Per contro, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f vale solamente per i contributi che sono dovuti dopo la sua entrata in vigore (cpv. 5).
Infine, le summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi sociali sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI) e per l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG).
Per l'anno di contribuzione 2001, l'assicurato ha versato dei contributi personali sotto forma di quattro acconti da Fr. 650,55 ciascuno, per complessivi Fr. 2'602,20 (doc. A2). Il 22 novembre 2005 (doc. A2) la Cassa ha calcolato in Fr. 10'941,65 i contributi personali totali, emettendo una fattura di Fr. 8'339,45 a saldo.
Medesimo discorso vale per i contributi del 2002, corrisposti sempre nella misura di Fr. 650,55 per ogni trimestre. Il conteggio finale emesso il medesimo giorno (doc. A3) enumerava un importo di Fr. 18'686,45, per una differenza di contributi personali ancora da corrispondere dall'assicurato pari a Fr. 16'084,25.
Per quanto concerne l'anno 2003, i quattro acconti di ciascuno Fr. 626,65 vanno dedotti dal totale di Fr. 11'247,45 richiesto il 21 marzo 2006 (doc. A4), per una differenza a carico dell'assicurato ammontante a Fr. 8'744,84.
Più specificatamente, i saldi dei contributi (conguagli) per il 2001 ed il 2002 sono stati richiesti all'assicurato il 22 novembre 2005 e i pagamenti sono entrambi giunti alla Cassa il 4 gennaio 2006.
Il conguaglio per i contributi del 2003 è stato fatturato con decisione del 21 marzo 2006 ed il relativo importo è stato accreditato sul conto corrente postale dell'amministrazione il 31 seguente.
Gli interessi maturati a causa della discrepanza riscontrata tra gli acconti versati e la fissazione definitiva dei contributi totali da pagare per il 2001, giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, sono stati calcolati dal 1° gennaio 2003 al 4 gennaio 2006, quindi su 1'084 giorni di ritardo e sempre sull'importo ancora da corrispondere alla Cassa a saldo (Fr. 8'339,45), per un interesse di mora di Fr. 1'255,55.
Quanto ai contributi da pagare per l'anno 2002, la questione del superamento del limite soglia del 25% esistente fra l'ammontare degli acconti versati ed i contributi effettivamente dovuti in totale, ha dato luogo ad interessi di mora di Fr. 1'617,35 calcolati dal 1° gennaio 2004 fino al momento dell'accreditamento del pagamento dei contributi definitivi fissati con la relativa decisione (4 gennaio 2006), quindi su 724 giorni.
Gli interessi del 5% pretesi dalla Cassa sui contributi personali per il 2003 sono stati calcolati dal 1° gennaio 2005 al 31 marzo 2006, per un equivalente di Fr. 546,30 per 450 giorni di ritardo.
Si devono riscuotere interessi di mora se, il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, i contributi d'acconto versati sono almeno il 25% inferiori ai contributi effettivamente dovuti (art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS). I contributi effettivamente dovuti fungono da base di calcolo o, in altre parole, costituiscono il 100% (N. 2030 CIM).
Gli interessi decorrono dal 1° gennaio dopo la fine dell’anno civile seguente l’anno di contribuzione fino al pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv. 1 lett. f e cpv. 2 OAVS) o all'apertura del fallimento (art. 209 LEF) oppure alla concessione della moratoria concordataria, a condizione che il concordato non preveda disposizioni divergenti.
La CIM definisce poi specificatamente, al N. 4012, il pagamento ed al N. 4014 le modalità di calcolo degli interessi nonché, al N. 4020, la decorrenza degli interessi in caso d’esecuzione.
Nel caso concreto va evidenziato come l’assicurato, alla luce del reddito conseguito nel periodo d’interesse nella sua attività indipendente, a lui noto, abbia effettivamente versato degli acconti insufficienti (cfr. consid. 6), siccome eccessivamente bassi.
È circostanza notoria che gli importi definitivi dei contributi, e quindi la differenza tra gli acconti versati e quanto dovuto, possono essere fatturati dall’amministrazione solo dopo l'emanazione della decisione di tassazione (STCA del 23 febbraio 2006, 30.2006.2) ciò che, in taluni casi, può avvenire anche alcuni anni dopo il conseguimento del reddito. Le norme volute con le modifiche dal 1° gennaio 2001 dell’OAVS sono la conseguenza del mancato obbligo dell’assicurato di segnalare tempestivamente alla Cassa una modifica significativa (si tenga conto del limite del 25% dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS) del proprio reddito.
Gli interessi di mora possono dunque essere fissati unicamente dopo che sono stati stabiliti i contributi definitivi e con essi anche i contributi da versare a conguaglio, sempre che quest'ultimo importo sia inferiore al 25% dei contributi effettivamente dovuti. È dunque soltanto al momento della determinazione di questa somma (il conguaglio) che gli interessi diventano esigibili.
Tuttavia, è altrettanto vero che i debitori dei contributi personali quali indipendenti o persone senza attività devono, come evidenziato, fornire alle Casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, segnalando le divergenze sostanziali dal reddito presumibile.
Come impone l'art. 24 cpv. 4 OAVS, infatti, secondo cui le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, gli assicurati devono presentare, se richiesti, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito presumibile, in difetto di che le casse fissano i contributi d'acconto in una decisione sulla base dei dati (vecchi) a loro disposizione. L’assicurato debitore di contributi ha quindi l'obbligo di segnalare tempestivamente le modifiche del suo reddito rispetto al periodo precedente, che generalmente funge da base di calcolo per la percezione degli acconti.
In effetti, il ricorrente non è soggetto passivo della procedura che compete unicamente alla Cassa, ma è attore con precisi obblighi non solo riguardo al pagamento (ed alla corretta compilazione dei dati fiscali per la percezione dei contributi), ma anche alla segnalazione di modifiche significative del suo reddito che incidano sulla percezione dei contributi d’acconto, sia a suo favore sia a suo svantaggio. Questo obbligo traspare molto chiaramente dall'art. 24 cpv. 4 OAVS, senza necessità di far capo alle Direttive UFAS che precisano il contenuto di questo capoverso. Secondo questa norma, infatti, non è vero che l'obbligo dell'assicurato di dare alla Cassa tutti gli elementi necessari per fissare i contributi d'acconto sorga a seguito di una richiesta formulata dalla Cassa stessa, la quale fissa a tal proposito un termine (art. 24 cpv. 5 OAVS). Questo termine si riferisce in realtà unicamente alla presentazione di giustificativi che la Cassa può richiedere all'assicurato (art. 24 cpv. 4 OAVS) nel caso in cui debba appurare, per verifica, i contenuti delle nuove indicazioni date da quest'ultimo per fissare i contributi d'acconto che si basano su determinati giustificativi che tardano ad essere prodotti (art. 24 cpv. 5 OAVS).
Nella fattispecie, l'insorgente avrebbe pertanto dovuto farsi parte diligente - come senz’altro avrebbe fatto se il suo reddito fosse improvvisamente calato in maniera significativa, postulando il versamento di acconti inferiori rispetto al periodo precedente - e segnalare subito alla Cassa di compensazione i redditi effettivi conseguiti negli anni 2001, 2002 e 2003 (art. 24 cpv. 4 OAVS), in modo tale che la Cassa potesse fissare i contributi personali AVS/AI/IPG/AF da versare per quei singoli anni.
Questa inattività, a mente del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ha fatto sì che si sia configurata una situazione di ritardo nel pagamento dei contributi dovuti dal ricorrente, tale da imporre l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS e tale così da obbligare l'assicurato a versare degli interessi moratori.
Precisamente, il ricorrente avrebbe dovuto versare, entro il 1° gennaio dell’anno seguente la fine dell’anno civile successivo a quello di contribuzione, degli acconti non inferiori al 25% dei contributi effettivamente dovuti - detto in altri termini, l'importo da versare a conguaglio non doveva essere superiore al 25% dei contributi effettivamente dovuti -, onde non incorrere nella sanzione dell'accollamento di interessi di mora; ciò che però non è stato fatto.
In questo senso, va osservato che quando nel 2005 e nel 2006 l'assicurato ha ricevuto le tre decisioni di fissazione dei contributi con l'indicazione del conguaglio dei contributi personali ancora da pagare, egli era già in ritardo con il relativo pagamento.
Questo è l'unico motivo per il quale gli sono stati caricati degli interessi di mora. Pertanto, come specificato più dettagliatamente in seguito, il ritardo con cui la Cassa di compensazione ha emanato le decisioni di conguaglio (nel 2005 e nel 2006) non ha avuto alcuna influenza sulla realizzazione di questo stato di fatto e sulla conseguente contabilizzazione di interessi di mora giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.
Alla stessa stregua, totalmente marginale è pure il momento in cui l'assicurato ha spedito all'autorità fiscale le sue dichiarazioni fiscali, quando quest'ultima gli ha notificato le tassazioni 2003A e 2003B e quando il fisco le ha trasmesse alla Cassa.
La data della comunicazione dei redditi conseguiti dall'assicurato da parte dell'autorità fiscale all'amministrazione ha rilevanza unicamente perché, prima di allora, la Cassa non è in grado di fissare definitivamente i contributi personali dovuti dagli indipendenti, perciò non le si può imputare alcun ritardo né una negligenza nell'agire nei confronti del ricorrente.
Il pagamento della somma a conguaglio è avvenuto, a richiesta dell’amministrazione, nel gennaio 2006 rispettivamente nel marzo 2006. L'insorgente si è quindi trovato in una situazione simile alle altre ipotesi di ritardo trattate dalle lettere a-e del citato disposto dell'OAVS.
L’interesse di mora, dunque, tende a compensare un ingiustificato arricchimento del debitore della prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto un acconto manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un finanziamento per il mancato pagamento di congrui acconti.
Nel corso dell'udienza esperita per la causa in cui il TCA ha esaminato il tema di fondo qui posto in discussione (STCA del 19 aprile 2007, inc. n. 30.2007.3), in merito ai ritardi delle autorità di tassazione nell’avviso alle Casse preposte all’applicazione della LAVS, i rappresentanti dell’amministrazione hanno osservato che l’attesa dei "… dati fiscali definitivi ossia delle decisioni cresciute in giudicato" appare lunga ed "è indubbio che in __________ vi sia un problema di trasmissione di questi dati, in particolare alla luce del passaggio dalla tassazione biennale a quella annuale.".
Tale evidenza, che deve essere comunque affrontata e risolta a livello delle due amministrazioni __________, nulla toglie agli obblighi dell’assicurato ed alla segnalazione alla Cassa che gli incombe, sotto pena di versamento degli interessi moratori.
Nel caso in esame, le richieste di versamento degli acconti sono state fissate sulla base della notifica di tassazione fiscale conosciuta dalla Cassa a quel momento, verosimilmente quella riferita al periodo fiscale 1999/2000, portante sui redditi conseguiti negli anni 1997 e 1998.
Più concretamente, al termine degli anni per i quali il contributo era chiesto, ma certamente nel 2002 (per i guadagni conseguiti sino al 31.12.2001) rispettivamente nel 2003 (per quanto conseguito sino al 31.12.2002) e nel 2004 (per i redditi del 2003), l'assicurato conosceva l’entità del proprio reddito quale indipendente, e ciò senza la necessità di attendere le notifiche di tassazione 2003A e 2003B dell'Ufficio di tassazione (per la 2003A, va osservato che trattandosi di periodo fiscale caduto nel vuoto di tassazione, essa non può crescere in giudicato, poiché è una semplice comunicazione e non una decisione impugnabile). Il ricorrente disponeva quindi dei dati necessari e della possibilità concreta di trasmettere alla Cassa le informazioni (ed eventualmente la documentazione) relative ai redditi definitivi conseguiti negli anni 2001-2003 prima ancora che venissero emesse le tre decisioni di conguaglio dei contributi personali (nel 2005 e nel 2006).
L’assicurato, nonostante gli obblighi fissati dalla norma in oggetto conforme alla legge – ed in particolare all'art. 26 LPGA (STF 9C_202/2007 del 9 aprile 2008 e STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008) - ed alla Costituzione, ha omesso una tempestiva comunicazione dei suoi redditi; se vi avesse provveduto, avrebbe certamente evitato di trovarsi in una situazione di mora, dato che gli acconti versati si palesavano sin da allora – come si sono poi rivelati essere – inferiori ai contributi effettivamente dovuti per ogni anno, e ciò oltre il limite del 25% specificatamente previsto dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.
Come detto, alla Cassa non può essere mosso alcun rimprovero, non essendo imposto all’amministrazione un puntuale controllo ed avendo la stessa applicato correttamente i disposti della citata Ordinanza fissando, in assenza di una comunicazione contraria da parte del diretto interessato (art. 24 cpv. 4 OAVS), i contributi d'acconto sulla base del reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi (art. 24 cpv. 2 OAVS).
Come indicato, l’amministrazione non poteva sapere che il reddito effettivo del ricorrente divergeva dal reddito presumibile ed in maniera così importante. La Cassa non era nelle condizioni di adeguare i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS) e - correttamente - le decisioni di fissazione dei contributi definitivi sono giunte nel 2005 e nel 2006, ossia solo una volta conosciuti dall'amministrazione i redditi che l'insorgente ha effettivamente conseguito negli anni 2001-2003.
Stanti le considerazioni che precedono, non v'è pertanto nulla da recriminare all'amministrazione per il suo agire, dato che non ha fatto semplicemente uso del suo potere d'apprezzamento, come ha sostenuto l'insorgente, ma ha per contro correttamente seguito il senso e lo scopo delle norme legali applicabili. Una negligenza, semmai, era da ricondurre al solo ricorrente – che aveva sicuramente un primario interesse a definire la questione - per non avere tempestivamente segnalato le concrete divergenze – peraltro da lui facilmente riconoscibili – fra il suo reddito effettivo e gli acconti versati negli anni precedenti giusta gli artt. 23 cpv. 5 e 24 cpv. 4 OAVS.
Da questo profilo, dunque, l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS si rivela corretta, mentre la contestazione del ricorrente in proposito va integralmente respinta.
Come rammentato nella citata pronuncia di questo Tribunale del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3, consid. 2.9), l'UFAS così si è espresso in merito:
" (…) Per quanto concerne i lavoratori indipendenti la tassazione definitiva e dunque la fissazione dei contributi è spesso effettuata molto tempo dopo l'anno contributivo determinante. Non è raro che gli acconti versati per i contributi siano troppo bassi e che l'importo mancante possa essere fatturato solo qualche anno dopo. Di regola, in questi casi gli interessi di mora non vengono riscossi. Solo se i contributi d'acconto sono inferiori di almeno il 25% per cento all'importo effettivamente dovuto, si chiede all'assicurato di segnalare alla cassa di compensazione le divergenze esistenti non appena è in grado di determinarle in virtù della chiusura dei conti (art. 24 cpv. 4 OAVS; N. 1144 DIN). Se omette di pagare la differenza entro la fine dell'anno civile seguente l'anno contributivo, iniziano a correre gli interessi di mora secondo l'articolo 41bis capoverso 1 lettera f OAVS.
Nei casi da voi menzionati, gli assicurati non hanno comunicato le informazioni richieste e non hanno versato la differenza, dando così il via al meccanismo degli interessi di mora. L'obbligo di versare interessi di mora non è dunque da ricondurre in alcun caso al ritardo nella fissazione dei contributi. In realtà, il ritardo nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali e nella determinazione dei contributi contribuisce solo ad allungare il periodo di mora e aumentare così l'importo dovuto per gli interessi. Il semplice fatto che la decisione relativa ai contributi si faccia attendere così a lungo dovrebbe, ben al contrario, spingere gli interessati a versare quanto prima la differenza, al fine di evitare elevati interessi di mora.
Dal canto nostro, partiamo dal presupposto che la cassa di compensazione abbia informato sufficientemente i lavoratori indipendenti sui loro obblighi in materia. Considerata la situazione, nonostante il ritardo nella fissazione dei contributi, non vi è per principio alcun motivo di rinunciare alla riscossione degli interessi.".
Occorre ancora evidenziare che nella decisione impugnata la Cassa ha rilevato di aver informato (nel mese di dicembre 2000) tutti gli assicurati ad essa affiliati riguardo all'importante modifica del calcolo degli interessi di mora in vigore dal 1° gennaio 2001 (doc. A1 punto 3). E meglio che, in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sarebbero stati prelevati qualora i contributi ancora dovuti a conguaglio per il 2001 sarebbero stati superiori al 25% dei contributi totali definitivi da versare. In uno dei primi giudizi in materia di interessi moratori e compensativi (STCA dell’8 ottobre 2002, inc. n. 30.2002.93), il TCA aveva già evidenziato tale informazione dell'amministrazione ai (in quel caso) datori di lavoro.
Va comunque osservato che se l'insorgente non avesse ricevuto tale informazione, egli non potrebbe prevalersene, ritenuto come nessuno è protetto dall'ignoranza della legge (STFA C 366/99 del 18 gennaio 2000, consid. 2; DTF 124 V 215, consid. 2b)aa) e la giurisprudenza ivi citata; STCA del 14 novembre 2006, inc. n. 30.2006.46, STCA del 4 dicembre 2002, inc. n. 30.2002.201).
Sempre a proposito di questa tematica, il 18 dicembre 2006 Maximilian Reimann, membro del Consiglio degli Stati, ha sottoposto al Consiglio federale un postulato con cui ha chiesto di verificare se le Casse di compensazione non debbano condonare gli interessi di mora del 5% applicati sui contributi AVS arretrati se il ritardo del pagamento non è imputabile al contribuente.
Il 28 febbraio 2007 il Consiglio Federale ha espresso il suo parere nei seguenti termini (http://search.parlament.ch/i/print/homepage/cv-geschaefte.htm?gesch_id=20063736):
" Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, nell'AVS gli interessi di mora mirano alla compensazione forfetaria delle perdite d'interessi subite dall'assicurazione - al contrario degli assicurati, che invece ne beneficiano - in caso di ritardo nel pagamento di contributi. Pertanto, per quanto attiene all'obbligo di versare interessi di mora e alla sua durata, è del tutto irrilevante se il ritardo nella fissazione o nel versamento dei contributi sia imputabile alla cassa di compensazione o all'assicurato. È vero che il sistema degli interessi di mora previsto nell'AVS è un po' schematico e relativamente severo, ma lo è nell'interesse dell'assicurazione. D'altro canto non si può cercare una soluzione individuale per ogni caso. Inoltre una severa regolamentazione in merito fa sì che gli assicurati versino più rapidamente i contributi dovuti.
Far dipendere l'obbligo di versare interessi di mora dalla responsabilità del ritardo ne inficerebbe la funzione compensativa e implicherebbe complicazioni amministrative. Se i contribuenti adempiono ai loro obblighi legali, la riscossione d'interessi di mora è praticamente esclusa. In questi casi, nemmeno gravi ritardi nella comunicazione fiscale comportano l'obbligo di versare interessi di mora. Ciononostante, se tale versamento dipendesse da una colpa, le casse di compensazione dovrebbero verificare in ogni singolo caso se i contribuenti siano responsabili o meno del ritardo nel pagamento. Questo aumenterebbe considerevolmente gli oneri e renderebbe più frequente il ricorso alle vie legali. Nei rari casi in cui il versamento d'interessi di mora è chiaramente imputabile alla cassa di compensazione, nel diritto vigente si possono trovare soluzioni adeguate. Infine va notato che sono concessi interessi compensativi del 5 per cento per contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati dalle casse di compensazione. Il principio di dipendenza da una colpa dovrebbe allora essere applicato anche agli interessi compensativi. In questo caso la cassa di compensazione dovrebbe chiarire ogni volta il motivo per cui sono stati versati contributi troppo elevati. Questo richiederebbe accertamenti delicati e onerosi.
Pertanto il Consiglio federale non ritiene adeguato far dipendere il versamento d'interessi di mora dell'AVS dalla responsabilità del ritardo. D'altra parte anche il Parlamento si è espresso in tal senso nell'ambito della 10a revisione dell'AVS.",
ed ha quindi proposto di respingere il postulato.
E ciò, indipendentemente da quando questi contributi personali siano stati definitivamente fissati dalla Cassa.
Con due decisioni del 22 novembre 2005 ed una del 21 marzo 2006, la Cassa ha fissato i contributi personali (ancora) dovuti dall'assicurato per il 2001 ed il 2002 rispettivamente per il 2003. Ciò significa dunque che non tutti i contributi personali per questi tre anni erano già stati pagati dall'interessato. In virtù di quanto precede, discende che, a buon diritto, degli interessi di ritardo sono dovuti sull'importo rimasto scoperto.
Ora, l'amministrazione ha confermato che il ricorrente ha già pagato i contributi da compensare fissati con la citata decisione. Ma, fino ad allora (art. 42 cpv. 1 OAVS), vanno prelevati degli interessi di mora del 5% (art. 42 cpv. 2 OAVS).
Infatti, applicando l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, risulta che i contributi d'acconto versati dall'insorgente nel corso degli anni 2001 e 2002 (Fr. 2'602,20) sono almeno il 25% inferiori ai contributi che egli doveva effettivamente versare - entro il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione - per l'anno di contribuzione 2001 (Fr. 10'941,65). In altri termini, il conteggio finale degli importi ancora da versare, ossia il conguaglio (Fr. 8'339,45), è superiore all'importo limite rilevante (Fr. 2'735,40), corrispondente al 25% dei contributi effettivamente dovuti nell'anno di contribuzione.
Pertanto, sulla differenza ancora esatta per il 2001 - siccome gli interessi vengono calcolati sul differenziale, ovvero sui contributi da compensare (Fr. 8'339,45) e quindi non solo sulla parte superante il 25%, come ricordato nella citata sentenza 30.2007.3 -, l'assicurato deve pagare degli interessi di mora del 5% a far data dal 1° gennaio dopo il 31 dicembre dell'anno civile seguente (2002) l'anno di contribuzione (2001), quindi dal 1° gennaio 2003 (cfr. consid. 6).
Alla stessa conclusione questo Tribunale giunge per quanto attiene ai contributi dovuti nel 2002, giacché anche in questo caso sono maturati degli interessi di mora dal 1° gennaio 2004, pari a Fr. 1'617,35, dato che il conteggio finale dei contributi personali ancora da conguagliare (Fr. 16'084,25) era superiore al 25% (Fr. 4'671,60) dei contributi personali definitivi effettivamente da versare in totale per quell'anno (Fr. 18'686,45).
Anche con il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2003 il ricorrente era in ritardo, avendo versato acconti per Fr. 2'506,60 sul totale dovuto di Fr. 11'247,45. Siccome l'importo limite rilevante (Fr. 2'811,85) era inferiore all'importo da compensare quale conguaglio (Fr. 8'740,85), è giusto che la Cassa abbia applicato l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS calcolando degli interessi di mora dal 1° gennaio 2005.
Questi interessi decorrono poi, come detto, fino al momento del loro versamento completo, che in specie si è realizzato con l'accreditamento delle somme esatte sul conto corrente della Cassa di compensazione il 4 gennaio 2006 rispettivamente il 31 marzo 2006. Fino a quegli istanti, dunque, il ricorrente si trovava in mora nei confronti dell'amministrazione.
Di conseguenza, sulla base della summenzionata lettera f dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS, la Cassa di compensazione ha correttamente proceduto calcolando degli interessi di mora dal 1° gennaio 2003 al 4 gennaio 2006, pari a Fr. 1'255,55, per i contributi dovuti nel 2001, dal 1° gennaio 2004 al 4 gennaio 2006, pari a Fr. 1'617,35 per i contributi personali imposti nel 2002 e dal 1° gennaio 2005 al 31 marzo 2006 per i contributi da versare nel 2003, fissando in Fr. 546,30 gli interessi di ritardo maturati.
Occorre infine specificare che i contributi totali dovuti dall'assicurato sono considerati, a giusta ragione, il 100% da versare e quindi vanno utilizzati come base di calcolo per fissare l'importo limite che indica se v'è stato un superamento del 25% che, in tal caso, viene sanzionato con il computo di interessi di mora. L'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS stesso, implicitamente, puntualizza che i contributi effettivamente dovuti rappresentano il 100%. La legge medesima contiene già la regolamentazione sufficiente che pone le basi di calcolo per determinare l'esistenza di interessi di mora.
Alla stessa stregua, la lamentela dell'insorgente riguardo alla retroattività del calcolo degli interessi moratori (doc. VII), che a suo dire dovrebbero invece iniziare a decorrere dallo scadere del termine di trenta giorni fissato nella decisione di fissazione del conguaglio dei contributi, non trova alcun fondamento giuridico per la tematica in oggetto. Infatti, questa ipotesi si riferisce all'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. e OAVS che tuttavia, come ha ben evidenziato la Cassa di compensazione (doc. IX), se vengono già riscossi interessi di ritardo in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, non può essere fatta valere contemporaneamente (N. 2031 CIM).
Infine, anche la tematica dell'intervenuta prescrizione del credito in esame va respinta poiché, avendo carattere accessorio, gli interessi di mora seguono la sorte del credito principale. In questo senso, ritenuto come, in virtù dell'art. 16 cpv. 3 LAVS, il diritto di fissare i contributi personali ancora dovuti alla Cassa per l'anno di contribuzione 2001 si sarebbe estinto nel 2006, rispettivamente quello per il 2002 nel 2007 ed il diritto per la determinazione dei contributi per l'anno 2003 nel 2008, la Cassa di compensazione era perfettamente legittimata ad accollare al ricorrente degli interessi di ritardo concernenti il pagamento di questi contributi, come visto, alla luce della realizzazione delle condizioni esatte dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.
Pertanto, anche questa obiezione non deve essere presa in considerazione.
Da ultimo, nemmeno trova conferma la censura secondo cui l'intimazione al ricorrente del calcolo degli interessi di mora, oltretutto a distanza di anni dal relativo periodo contributivo e dalla richiesta di pagamento dei conguagli, rappresenterebbe una violazione del principio della buona fede, assimilabile al principio venire contra factum proprio. Infatti, come ha di recente affermato il Tribunale federale (STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008), "les intérêts moratoires réclamés en cas de retard dans le versement des cotisations, sont dus indépendamment de toute mise en demeure, de sommation ou de la bonne foi de l'assuré".
Il ricorso deve pertanto essere integralmente respinto.
Si prescinde dal carico della tassa di giustizia e delle spese, e non vengono attribuite ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
Il ricorso è respinto.
Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti